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Archive for the ‘ETICHETTA: Moonlight Records’ Category

ETICHETTA: Moonlight Records
GENERE: Classic rock, rock, psichedelia

TRACKLIST:
1. Means Finding Sunterra?
2. Riders of the Dome of Sagittarius
3. Sleepless/Vetronite
4. Journey Of A Man (live at Moonlight Studios)

Gli Shinin’ Shade, formazione di Parma che da qualche anno imperversa nell’underground emiliano con delle psichedeliche comparsate di notevole caratura, arrivano nel 2011 con un nuovo disco a dimostrare le loro effettive capacità, rischiando di inabissarsi nella mal collaudata moda della band col nome inglese, con le canzoni in inglese, con i soprannomi in inglese, che però, nel loro caso, dà anche dei buoni frutti, vista l‘internazionalità positiva del progetto.
Nelle quattro interessanti tracce che compongono questo ibrido tra un EP e un full-length, troviamo evidenti segni di una sintomatologia progressive rock e psichedelica che fa capo ai linguaggi principali dei grandi anni settanta: voce e chitarre che attingono da stilemi blues, batteria completamente esente da protagonismi e limitata ad accompagnare, un basso che si prende qualche libertà più che altro per dare sostegno al groove dei brani più bisognosi del medesimo (che ne so, pensando a “Sleepless/Vetronite”). Qualche background metal risuona in lontananza anche e soprattutto nelle chitarre, che si ripercorrono nei loro ruoli di ritmica e finta-solista (che infatti viene chiamata ritmica anche nel booklet) a creare delle atmosfere che si interessano ancora di più dell’etichetta “rock psichedelico”, ma con una caratura molto strong, tendente a distorsioni hard rock e che innescano una logica di conferma/negazione delle tag di genere proprio come piace a noi. Tradotto in parole povere, un elemento che caratterizza la band dandogli il pregio di essere inserita in un contesto già battuto da migliaia e migliaia di altri progetti, senza risultare uguale o eccessivamente simile a nessuno di loro. Detto ancora più in breve, questi Shinin’ Shade sanno suonare e hanno uno stile MOLTO personale, aspetto che si sente soprattutto nel dialogo continuo tra sezioni armoniche e sezioni più propriamente ritmiche che avviene all’interno di “Riders of the Dome of Sagittarius”.

L’ineleganza un po’ biker della foto del retro-disco non serve a sminuire un lavoro interessante sotto ogni punto di vista, che rivela una freschezza e una maturità nel songwriting che probabilmente raggiungerà il suo apice con la prossima uscita discografica che vi invitiamo ad attendere pazientemente insieme a noi.

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