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Archive for the ‘ARTISTA: Umberto Palazzo’ Category

ETICHETTA: Discodada
GENERE: Cantautorale

TRACKLIST:
1. Terzetto nella Nebbia
2. La Luce Cinerea dei Led
3. Metafisica
4. Café Chantant
5. La Marcia dei Basilischi
6. Aloha
7. Luce del Mattino
8. La Controra
9. Acchiappasogni

Ad un personaggio come Umberto Palazzo è giusto tributare il dovuto rispetto, per il suo percorso artistico lungo e coerente come pochi, concretizzatosi negli anni in una serie di scelte sempre dirette e portate a termine in grande stile: DJ set, la direzione artistica di un locale (il Wake Up), dischi con Il Santo Niente e Il Santo Nada, altri progetti che circa venti anni fa arrivarono anche ad incrociare la strada dei nascenti Massimo Volume. Nel duemilaundici è l’ora del primo disco interamente solista, Canzoni della Notte e della Controra, testimonianza ultima di questo tracciato veramente completo, indice di una maturità raggiunta già da molto tempo e che in queste nove tracce di puro cantautorato, snellite al punto giusto da sterilizzarle dal recupero della tradizione che tanto piace ai modaioli degli ultimi anni, condensa lo stile e il senso di tutta la sua carriera.

Zero omaggi e zero citazioni in questo album, fatto principalmente di strumenti a corda e qualche synth, quasi privo anche di una sezione ritmica che esiste sotterraneamente ma emerge prepotentemente solo in “Terzetto nella Nebbia”, dagli echi beatlesiani. La batteria, consegnata a Gianluca Schiavon, è solo per un pezzo. Il folk più etnico di “La Controra” e la vecchia gloria “Aloha”, ripescata da Il Fiore dell’Agave, chiudono la cerchia dei brani più mossi, lasciando l’altra metà del disco ad una concezione più minimale ed eterea, una dimensione quasi anti-fisica che parte dalla strumentale “La Marcia dei Basilischi”, interessantissima prestazione artistica dall’incedere insicuro quanto originale.
L’unico brano veramente “già sentito” risulta l’ammiccante “Café Chantant”, conforme ad un folclore tipicamente italiano che da qualche decennio tanti imitatori esortano a ritornare in auge, ma senza successo. Tutto sommato, un brano onesto ma che non regala niente di più ad un ottimo album, letterariamente, musicalmente ed esteticamente pari o superiore a moltissime delle migliori realtà cantautorali degli ultimi anni (Brunori Sas e Vincenzo Fasano, per citarne un paio). Tutto questo senza che Palazzo sia un vero cantautore.
Il lascito di uno dei più grandi artisti italiani.

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