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Archive for the ‘ARTISTA: Blugrana’ Category

La serie delle nostre piacevoli conversazioni continua. Stavolta tocca ai Blugrana. Buona lettura. 

Salve ragazzi! Blugrana è un disco nato in molto tempo, in due sessioni diverse. Com’è stato il processo di registrazione? Come lo avete vissuto?
Intanto grazie per averci dato la possibilità di fare questa intervista e un saluto a tutti i lettori. Il disco inizialmente era nato per essere un cd demo da proporre successivamente agli addetti ai lavori per cercare di trovare una possibile produzione, proposte che però non sono arrivate o perlomeno sono arrivate ma non le abbiamo ritenute adeguate. Allora un anno dopo siamo ritornati in studio di registrazione per aggiungere 6 tracce alle 5 che avevamo già registrato, per poi uscire con il nostro primo album legandoci all’agenzia di promozione Lunatik. Questa decisione di uscire con un’autoproduzione è una scelta dettata dal momento di crisi discografico italiano, una situazione che non aiuta i gruppi emergenti come noi, una situazione dove le etichette discografiche non investono più su band giovani o comunque non in maniera adeguata.

Il singolo “Desmael” è un brano molto orecchiabile, ma non per questo poco interessante. La scelta di utilizzarlo tra i primi estratti è condizionata dal suo aspetto melodico, o semplicemente dal vostro gusto personale? Raccontateci come nasce e cosa significa questo brano per i Blugrana!
La decisione è stata presa seguendo entrambi gli aspetti. Infatti secondo noi è si una bella canzone ma anche di impatto musicale e melodico.La canzone ha una storia veramente particolare. Infatti Marcello (autore del testo), l’ha scritta grazie al suo lavoro. Lui fa il postino e per un determinato periodo ha portato la posta al carcere di massima sicurezza delle Novate a Piacenza. In questo periodo lui notò che c’era una persona che scriveva in media dalle 4 alle 5 lettere al giorno ad un carcerato, questa persona si chiamava Dhehesmhael (poi italianizzato in Desmael). Marcello non sapeva se, questa persona che scriveva, fosse la mamma, la figlia o la moglie del carcerato, quindi decise di inventarsi una storia tutta sua e nacque il testo del brano. Successivamente bisognava mettere a queste parole una musica adeguata, quindi entrò in scena Bruno che già da tempo aveva un arrangiamento molto interessante, che diventò subito dopo la musica di “Desmael”.Per noi questa canzone è molto importante, perché abbiamo deciso di puntarci molto e di farla diventare il nostro singolo di esordio.

Blugrana. Perchè questo nome?
Non ha un senso preciso. A Marcello sembrava musicale e lo ha proposto ai suoi compagni, a cui è piaciuto molto ed hanno deciso di usarlo.

Se dovessimo chiedervi di analizzare la scena italiana con riferimento alla vostra regione,come rispondereste?
Crediamo che la scena musicale Emiliana sia molto standardizzata. Il genere pop rock è molto presente anche se è assolutamente il liscio a farla da padrone, infatti ci sono band che guadagnano come artisti internazionali e fanno fino a 20 date al mese. Per quanto riguarda la scena emergente invece possiamo dire che, avendolo vissuto in prima persona, c’è una situazione molto diversa: infatti il livello è molto alto e i generi si diversificano molto di più diventando, a nostro parere, una delle scene leader in Italia.

Avete realizzato anche un video di recente. Com’è stato girarlo,e quale idea sta alla base di questa clip?
È stata un’esperienza incredibile e nuova. Ci ha arricchiti molto,soprattutto perché abbiamo lavorato con dei professionisti veri capitanati dalla regia della talentuosa Laura Gallese. L’idea era di fare un video di impatto, che potesse incuriosire chi lo sta guardando. Ma non c’è  solo una spiegazione tecnica, abbiamo cercato di dargli un senso anche in base alla canzone. Il brano, infatti, racconta di un carcerato che scrive alla sua compagna dalla sua cella, quindi si trova in una situazione di disagio con cui è costretto a convivere. Pertanto nella clip abbiamo raccontato di una ragazza che vive la quotidianità di una casa, costretta a convivere con una serie di personaggi che percorrono l’abitazione non curandosi di lei, questi personaggi rappresentano il disagio. In sostanza sono 2 storie completamente diverse legate però dallo stesso significato morale.

Cosa si deve aspettare il pubblico da un concerto dei Blugrana?
Da sempre i live sono stati la nostra forza. È il momento che ci piace di più in assoluto, ma soprattutto il momento in cui diamo sempre il meglio di noi stessi. Anche il lavoro che facciamo in studio viene fatto in prospettiva del concerto che poi andremo a fare, perché secondo noi è importante che una persona che ascolta il disco possa ascoltare le stesse cose in un live o perlomeno non completamente stravolte. Grazie tanto per averci intervistato e per esservi interessati a noi.

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ETICHETTA: Lunatik
GENERE: Alternative Rock, Pop rock

TRACKLIST:
1. Desmael
2. Comemaledire
3. Babel
4. L’apparenza
5. Se mi vuoi
6. Quello che manca
7. Un sogno
8. La guarigione
9. La verità della carne
10. Origami
11. Comemaledire (extended version)

E’ tutto un dire se diciamo che nel disco dei Blugrana troviamo un non so che di “teenager-oriented” che non ci stupisce neanche troppo? Più che la musica, è la foga comunicativa utilizzata per esprimere certi ideali e veicolare taluni concetti, che spaziano tra i malanni della nostra povera Italia e i sacrosanti valori dell’amicizia, senza trascurare accenni anticonformisti e piccoli “spauracchi” qualunquisti che comunque si trovano a loro agio nel mucchio. Al di là dei concetti espressi in maniera in realtà canonica, effettivamente superficiale ma coerente a tal punto da risultare comunque dentro la linea della decenza, c’è qualcosa che puzza di bruciato: tutti noi, più o meno, siamo cresciuti con i Pearl Jam, con il post-Nirvana che in Italia è significato anche Afterhours, Verdena, le botte grunge e stoner di vario tipo, e anche un pizzico di cantautorato iperdepresso à-la-Jeff buckley. Il problema è che, appunto, siamo cresciuti, e questi ingredienti, rimescolati in una salsa che vorrebbe essere innovativa pur senza ricordare che l’hanno proposta in ugual misura (e con identiche caratteristiche) decine e decine di band degli ultimi quindici anni, puzzano di bruciato. C’è un background che è quindi prettamente individuabile negli anni novanta dell’eredità della band di Cobain, e con tutto ciò che questo comporta: in egual modo, i Blugrana mettono in mezzo le discese pop degli ultimi anni dei Timoria, e il pop costruito a malo modo dei Modà e delle perle peggiori dei Negramaro, facendo assumere al loro self-titled un piglio leggermente diverso. Una specie di caratterizzazione positiva che nasce dall’assenza di personalità, o forse una personalità che è talmente conscia di essere tale da produrre un buon lavoro senza neanche sforzarsi più di tanto. E’ forse la presenza di quell’elemento già classico per l’Italia, frutto figliato da una generazione vissuta sotto le frasche decadenti dell’alternative rock di Agnelli, Godano, i fratelli Ferrari, Clementi e le derive di tutti i progetti di Canali e Ferretti, che smussando tutti gli angoli in senso contrario a quello che sarebbe il naturale percorso evolutivo-innovativo della band, genera qualcosa di ascoltabile, perché comunque il disco è rivestito, e progressivamente man mano che lo si ascolta questo aspetto si concretizza sempre più, da una sterile patina pop che gli regala il dono dell’orecchiabilità, grazie ad un paio di pezzi (“Desmael” e “Comemaledire” su tutti, nei fatti i due singoli estratti) che assumono caratura volutamente radiofonica senza sfuggire dagli ingredienti di cui tutto il disco è cosparso. Ingredienti che non vogliamo ripetere perché finiremo davvero per farvi credere che in questo album non ci sia niente di buono, ma in realtà non è così: limitiamoci a dire che l’epoca in cui si poteva vivere sugli allori imitando tutte le grandi band degli anni novanta è finita e ci si aspetta quel qualcosa di più che sicuramente la formazione, tenuto conto del livello tecnico, della personalità e della buona produzione sui piani rispettivamente dei testi e del songwriting, può offrire crescendo e maturando suonando insieme e trovando un filone da seguire tralasciando le macchie di passato che si portano addosso. Scarnificandosi proprio come succede ai due individui della copertina che, diciamo la verità, è una figata.

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