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Archive for the ‘ARTISTA: America’ Category

Gli America sono una “English-American folk-rock band” secondo la Wikipedia.
Secondo me sono semplicemente una folk-rock band. La privazione della nazionalità sarà anche inspiegabile ai più, ma per me si contestualizza all’interno dell’assenza di “personalità” che forse è l’aspetto che più li connota. Una band storica come gli America ha rappresentato un filone che sia prima che dopo di loro è stato popolato da centinaia di band identiche, ma non per questo la recensione che state per leggere andrà a penalizzare ulteriormente gli ormai settantenni (oh, almeno Beckley canta ancora bene).

Al Gran Teatro Geox, il punto di congiunzione tra la musica live e la musica live commerciale per quel che riguarda Padova, gli America hanno effettivamente fatto un gran spettacolo: precisi, ancora “giovanili” nel portamento e nel modo di suonare, hanno entusiasmato un pubblico molto composito ma generalmente orientato agli over quaranta (com’è giusto che sia), strabiliando anche per la capacità di generare interesse in un tipo di musica di cui, come dicevamo sopra, possiamo fare indigestione accendendo qualsiasi stazione radio online di settore a qualunque ora del giorno. La capacità strumentale della band rimane notevole, eccezion fatta per il batterista Willie Leacox, tecnico ma abbastanza piatto ed impersonale rispetto ai rimanenti cinque America (di cui si contano solo Beckley e Bunnell dal nucleo originale del 1970). Nel tour per il loro quarantesimo anniversario (ora quarantunesimo) propongono tutti i loro successi (e l’intero primo lato del primo LP) scatenando applausi di approvazione ad ogni pié sospinto e una standing ovation finale che si può decisamente definire inaspettata, vista la natura della band. Il set di circa novanta minuti è stato caratterizzato orientativamente da un continuo crescendo, una parabola ascendente spezzata solo dal doppio encore da un solo pezzo che ha rappresentato, se vogliamo, una sorta di anticlimax prima dell’eruzione finale dell’ultimo brano.
Sostanzialmente, tra “A Horse With No Name” e “Lonely People”, solo un paio dei tanti cavalli di battaglia inseriti in setlist, gli America hanno proposto uno show all’altezza dell’esperienza maturata nelle quattro decadi di attività riuscendo anche a mantenere fede ad una tradizione folk che si sta iniziando a perdere, almeno in quanto ad atmosfere e credibilità. Inoltre trovare degli ultracinquantenni che suonano così non è cosa da tutti i giorni, tenendo conto di quante band smettono di suonare per l’avanzare dell’età (ma c’è anche chi non smette mai, non dimentichiamolo).

C’è poco da fare, band come queste si porteranno per sempre sulle spalle il fardello di aver rappresentato molte generazioni, simboleggiando contestualmente anche ambienti, scelte e correnti politiche che spesso vengono appiccicate contro le schiene dei musicisti come etichette di cui non si libereranno mai. Non riguarda propriamente i loro testi, e a noi poi frega molto poco, però a Padova abbiamo assistito ad un ottimo concerto, dove tutti i pezzi del puzzle erano al loro posto (acustica compresa, che non è cosa frequente nei palazzetti d’oggidì). Anche stavolta, cinque euro di parcheggio a parte, s’intende.

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