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Archive for febbraio 2012

AFTERHOURS
Il 17 Aprile esce il nuovo album
“PADANIA”

Il 17 aprile uscirà il nuovo album degli Afterhours, il primo dopo I milanesi ammazzano il sabato del 2008 e dopo il progetto Il paese è reale del 2009, realizzato insieme ad altri 18 artisti della scena alternativa italiana.

Reduce da una straordinaria esperienza negli Stati Uniti, documentata dall’imperdibile serie di trasmissioni Jack On Tour su DeeJay Television e dal CD Meet some freaks on Route 66, pubblicato in allegato a XL di Repubblica del mese di marzo, il gruppo ha appena concluso le registrazioni del suo nuovo lavoro, co-prodotto da Manuel Agnelli e Tommaso Colliva. 

Per il loro decimo album di studio, intitolato Padania, gli Afterhours hanno deciso di scegliere decisamente la strada della completa autoproduzione, affidandone la distribuzione ad Artist First. Come rivela il titolo, il gruppo affronta con l’abituale determinazione, consapevolezza e capacità di provocazione argomenti attuali e scottanti. «Padania è uno stato mentale», dice Manuel Agnelli, «non ha confini geografici, è uno stato della mente e dell’anima. È il nome che meglio rappresenta la disperazione di uomini che sanno di poter avere tutto tranne che se stessi. È una corsa impazzita ad occhi chiusi sperando di arrivare più lontano possibile da quello che non vogliamo sapere di essere. È la forza oscura che ti spinge a diventare quello che non sei. La canzone parla di una persona che vuole cambiare la propria vita e il proprio destino (come la maggior parte di tutti noi), perché crede che ci debba essere qualcosa di più del destino e della fortuna. È un desiderio così forte che diventa un’ossessione e questa ossessione diventa una maledizione, che la porta a vincere tutte le sue battaglie ma a dimenticarsi del perché sta combattendo. A realizzare tutto. Tranne che se stesso.»

Intanto, a partire dal 1° marzo è possibile vedere gli Afterhours nel video del brano La tempesta è in arrivo, realizzato per i titoli di testa Faccia D’Angelo – miniserie in due parti prodotta da Sky Cinema che racconta la storia romanzata del boss della cosiddetta Mala del Brenta. Un abile “imprenditore del crimine” dalla faccia d’angelo, ma spietato ed efferato, interpretato da uno dei migliori attori della sua generazione: Elio Germano. Attraverso furti, rapine spettacolari, traffico di droga, gioco d’azzardo, seminò per quasi vent’anni il terrore in un Veneto in pieno boom economico. Fino alla resa dei conti: braccato dalle forze dell’ordine, e dopo evasioni rocambolesche, la sconfitta è inevitabile per un uomo che, per il potere, aveva rinunciato a tutto. La miniserie andrà in onda il 12 e 19 marzo alle 21.10 su Sky Cinema 1HD (canale 301). 

Gli Afterhours torneranno in tour a partire da giugno 2012.

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Garrincha Dischi è una delle migliori etichette attive in questo periodo in Italia. Lo dimostrano uscite veramente molto interessanti che stanno innalzando di molto il livello della nostra musica. In questo articolo parleremo di 33 Ore, manzOni e L’Orso, ma non ci sono solo loro: i The Walrus hanno fatto uno dei migliori dischi sentiti ultimamente (e ne abbiamo parlato qui), il Black Album di Le-Li è spettacolare e non è da meno neppure il nuovo Turisti della Democrazia dello Stato Sociale, nuovo fenomeno del momento con quel gran pezzo che è “Mi Sono Rotto Il Cazzo“.

33 ORE – ULTIMI ERRORI DEL NOVECENTO (2011)
Gli ultimi errori del novecento sono il tema di questo disco, firmato Marcello Petruzzi, ovvero 33 ore. Blues dall’inizio alla fine, in questa sorta di aria satura di echi di Tom Waits, Nick Cave e Captain Beefheart (e quindi l’unica band moderna che attinge da qui senza essere banale: i White Stripes). Storie di vita quotidiana come se piovesse in “Il Vecchio Mario” (che ricorda un po’ Il Giovane Mario di Brunori SAS, ma forse non c’entra niente), Adriano Sofri e le sue lettere dal carcere in “Le Donne Belle”, la capacità di dipingere un immaginario naturalistico con un linguaggio poetico non scontato in “Primo Polline”. Gli arrangiamenti e il sound tendono piuttosto spesso agli USA, ma sono le ballad a riportarci verso un folk blues come adesso si fa anche in Europa, come insegna l’onesta e buona “Re di Piume”.
Il disco è ottimo, non perde mai colpi durante i suoi undici brani e riporta l’attenzione su questo garage blues vecchio stile che in troppi dimenticano essere stato principale elemento fondante di molta musica moderna. Non risparmiando neppure il grunge e il punk, quando si facevano ancora bene. Ed ecco i vostri ultimi errori del novecento.

manzOni – L’ASTRONAVE EP (2011)
Ad esempio questo è un bel disco che tutti definiscono post-rock, un’etichetta che, se permettete, è la più sbagliata possibile. L’Astronave EP è un album complesso, un pochino pesante se vogliamo, ma nella sua aria irrespirabile per i meno abituati ad una musica leggermente più colta della media, trova anche il modo di essere orecchiabile. I cinque veneziani ondeggiano tra momenti tranquilli e quasi cantautorali, a rumorismi noise/post-punk che derivano tanto dagli Slint quanto dai Sonic Youth. “A Lei, Di Lei” è perfetta nel racchiudere le due anime, ma il brano che colpisce di più per un effetto certamente caleidoscopico nella variegatezza dei suoi toni è “Anna”. “Ray Moon” si dimena in un campo più radio-friendly in maniera personale, essendo una ballad profondamente fuori dagli standard, senza la forma strofa-ritornello-strofa-ritornello che i manzOni sembrano non conoscere. Fortunatamente. Senza cliché. Un EP interessante che merita più spazio per esplorare meglio le grandi capacità compositive di questi ragazzi veneti.

L’ORSO – LA PROVINCIA EP (2011)
Ascoltare l’EP La Provincia è come fondere insieme qualsiasi indie folk act, Band of Horses/Bon Iver/Grizzly Bear/quellochevolete, con un cantautore di quelli giovani e spensierati, ma non Brondi, quanto più un Max Pezzali, come alcuni critici hanno sottolineato. I testi sono semplici, d’impatto e chiunque ci si può identificare, sono realisti, parlano di quotidianità, di presente. I toni, anche per quel che riguarda il lessico, sono sempre molto coloriti, l’aria è frizzante e sotto un certo punto di vista si respira anche del buonumore (“Quanto Lontano Abiti” e “Invitami Per un Tè” nascondono un’atmosfera anti-malinconica nonostante le tematiche). A fare da contraltare alcune scintillanti ballad dal sapore fortemente autunnale come “Baci dalla Provincia”, che apre l’EP e per certi versi lo chiude, dipingendo in pochi minuti tutto ciò che si ascolterà anche nelle altre quattro tracce.
L’Orso ha tempo per crescere, ma questo EP senz’altro mette in campo tutte le potenzialità, che si potranno esplorare meglio in un full-length che si aspetta senza porsi troppe domande.

 

IN TOUR:
29 febbraio – LO STATO SOCIALE @ TEATRO HOP ALTROVE, Genova
02 marzo – LO STATO SOCIALE @ GROOVE, Potenza Picena (MC)
02 marzo – L’ORSO @  TAMBOURINE, Seregno (MB)
03 marzo – LO STATO SOCIALE @ LA LIMONAIA, Fucecchio (FI)
07 marzo – LO STATO SOCIALE @ DALLA CIRA, Pesaro
08 marzo – L’ORSO @ ALL’UNA E TRENTACINQUE CIRCA, Cantù (CO)
09 marzo – LO STATO SOCIALE @ LOCANDA ATLANTIDE, Roma
10 marzo – LO STATO SOCIALE @ OFFICINE INDIPENDENTI, Teramo
16 marzo – LO STATO SOCIALE @ CLUB ZENA, Campagna (SA)
17 marzo – LO STATO SOCIALE @ ZONA FRANKA, Bari
23 marzo – LO STATO SOCIALE @ CSO PEDRO, Padova
24 marzo – LO STATO SOCIALE @ VOODOO ARCI CLUB, San Giuseppe di Comacchio (FE)
30 marzo – LO STATO SOCIALE @ OFFICINE CORSARE, Torino
31 marzo – LO STATO SOCIALE @ UNIVERSITA’ POLO PORTA NUOVA, Pisa
06 aprile – LO STATO SOCIALE @ KALINKA, Carpi (MO)
07 aprile – LO STATO SOCIALE @ INDIEHOME, San Benedetto del Tronto (AP)
13 aprile – LO STATO SOCIALE @ CASA AUPA, Udine
14 aprile – LO STATO SOCIALE @ GLUE, Firenze
15 aprile – manzOni @ ZUNI, Ferrara
20 aprile – manzOni @ DISCANTO LAB, Chioggia (VE)
21 aprile – LO STATO SOCAILE @ CUBO ROCK, Catanzaro
24 aprile – LO STATO SOCIALE @ LA STAZIONE, San Miniato (PI)
28 aprile – LO STATO SOCIALE @ VINILE 45, Brescia
30 aprile – LO STATO SOCIALE @ OFFICINA 99, Napoli
04 maggio – LO STATO SOCIALE @ RATATOJ, Saluzzo (CN)
18 maggio – LO STATO SOCIALE @ APARTAMENTO HOFFMAN, Conegliano Veneto (TV)
09 giugno – LO STATO SOCIALE @ ETNOBLOG, Trieste

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Fotoreport e video a cura di Luca Stramaccioni




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Dopo l’uscita del suo ultimo album “La vita agra” (pubblicato per Lavorare Stanca lo scorso 7 novembre), unòrsominòre presenterà le nuove canzoni in concerto.
Ecco le prossime date:

ven 24 febbraio, Padova, Reality Shock
sab 3 marzo, Verona, The Brothers (con ospite specialissimo)
gio 8 marzo, Benevento, Morgana
ven 9 marzo, Ortona, Abbey Road
mer 25 apr, Rimini, Neon (con ospite specialissimo)
mar 1 maggio, Valeggio s/m, Villa Zamboni (con ospite specialissimo)
sab 12 maggio, Parma, Giovane Italia (con ospite specialissimo)
INFORMAZIONI SUL DISCO:
Il disco prende il nome da un romanzo di Luciano Bianciardi nel quale si racconta la lenta e inesorabile omologazione di un potenziale rivoluzionario piccolo-borghese attraverso la quale, demolendo il mito del boom economico italiano, si comprendono le radici del degrado sociale e culturale del nostro paese: è la cronaca di un fallito tentativo di rivolta, affogato nel grigiore della vita di ogni giorno, ridotta ad una stanca lotta per la sopravvivenza giornaliera dove, citando Gaber, “non si riesce mai a dare fastidio a nessuno”.
Il tema del romanzo è il punto di partenza per un’amara, a tratti sarcastica, spesso rabbiosa riflessione in musica attorno alle miserie della società italiana di oggi.
Il disco, ispirato ai grandi album politici degli anni settanta anche nella veste grafica, è denso di un linguaggio crudo e di immagini vivide; parole dirette, poche metafore, nessuna ricerca di leggerezza, di ironia, di scioglimento della tensione. “La vita agra” ricerca e raggiunge una spietatezza verbale e concettuale senza concessioni, mentre racconta dell’insensatezza delle nostre abitudini, del futuro e del passato rubati a un’intera nazione, della superficialità di una generazione distratta, o dell’impossibilità oggettiva di intervenire per cambiare il corso degli eventi.
Il suono dell’album si completa nella collaborazione fra l’òrso e Fabio De Min (Non voglio che Clara), produttore del disco e co-arrangiatore di molti dei brani, che ha impreziosito il lavoro con interventi di pianoforte e sintetizzatori, arricchendo le canzoni costruite dall’òrso attorno alla sua voce, alle sue chitarre, basso e batteria (strumenti che su “La vita agra” sono  suonati tutti dallo stesso òrso).
facebook: unòrsominòre.

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Rccensione a cura di ANDREA MARIGO
ETICHETTA: LaFameDischi
GENERE: Pop, sperimentale, indie

TRACKLIST:
1. Lʼ Alba, Dentro
2. Di Roccia
3. Cara Vana
4. Correnti del Nord VS Correnti del Sud
5. Ciuri
6. Delfini
7. Delfino io, Delfino Tu
8. Le Nuvole

Voto 3.5/5

Davide Iacono, è il cuore pulsante di VeiveCura, le sue dita sono quelle che toccano i tasti del pianoforte, strumento che è la colonna portante dellʼ intero album.
Oltre al pianoforte, firma anche le percussioni e la voce, sempre posta leggera, sussurrata ma incisiva tra le melodie.
Quello che si ritrova in questo disco, oltre agli strumenti citati, è unʼimpressionante carrellata di altri strumenti, suonati da altrettanti musicisti: archi, trombe, flauti, bassi, chitarre, suoni atmosferici, tastiere, che tracciano melodie poetiche, che vanno a ricordare quelle dei Sigur Ros, i Sigur Ros meno intimi e più orchestrali, portando il tutto in direzioni trasognanti, quasi magiche, ma dal gusto pop.Unʼ influenza che si sente quella della band islandese ma che è resa propria dallʼuso di strumenti popolari che richiamano i nativi dellʼautore: la Sicilia.
Le prime due tracce sono due perle: “L’Alba Dentro” è una nascita, “Di Roccia” una marcia gioiosa. “Cara Vana” cambia rotta e diventa più introspettiva, “Correnti del Nord vs Correnti del Sud” riprende gli stilemi di una marcia: un continuo crescendo che mostra sempre di più i contorni dellʼ immaginario tracciato da Iacono, facendo emergere la maestria dellʼartista nel contrapporre le due correnti musicali (nord e sud), dando come risultato un gradevole racconto in note.
In “Ciuri” il pianoforte è un vortice dipinto da altri mille strumenti, un sali e scendi che porta ad un deciso finale di coda.
Quello che emerge dallʼ ascolto del disco, è un amore verso i più vari colori che la musica può offrire, colori che creano visioni, emozioni, sensazioni che si spingono allʼ orizzonte. Il limite da scavalcare (se si vuole cercare un limite) è forse la ripetitività che le tracce in qualche frangente presentano.
“Le Nuvole”, brano di chiusura, è un omaggio al pianoforte, una composizione con il reverse in eco della stessa, che forse lasciato solo nella seconda versione, avrebbe detto di più.

“Tutto è vanità” è un vortice pazzesco di colori che si riflettono ovunque, memorie scordate che tornano in mente, sensazioni che fanno pulsare le vene, un lavoro sorprendente, che lascia ben sperare per lʼartista siculo e per il pubblico italiano.
Un album che può e deve essere apprezzato, soprattutto nel 2012, soprattutto in Italia

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ETICHETTA: RareNoise
GENERE: Alternative rock, dream-pop

TRACKLIST:
1. Atsmm
2. Heads or Tails
3. Death Baby Chicco
4. The Wolf
5. Trieste
6. Blue Army
7. Harlequin
8. Constellations
9. Slow Motion
10. Fast Forward
11. Manao Tupapau

La formazione dei partenopei è senz’altro notevole: contratto con Arghh! Records, split con i God Is An Astronaut, un acclamatissimo EP (Rooms); oggi arriva un nuovo (il secondo) sensazionale full-length, ed è Ghost Dance, uscito per l’ottima etichetta inglese RareNoise. Neanche a farlo apposta, è una vera e propria sorpresa. A partire dalla voce sottile ma profonda di Adriana Salomone, passando necessariamente per l’ottima preparazione strumentale di ogni altro componente di questa formazione dall’interessantissimo nome, le dodici tracce che compongono questo debutto sono un breve ma coraggioso viaggio sospeso tra dream-pop, synth-pop e il trip-hop, con qualche venatura garage (la prima parte di “Trieste”) che, confondendosi con le caratteristiche più basilari dei generi appena citati, diventa uno spettacolare diversivo per un disco variegato, complesso e sicuramente lontano dal risultare freddo e sterile. Un sound che ricorda vagamente Pj Harvey e Bjork, non solo per la voce della frontwoman, esplode lento ma inesorabile in “The Wolf” e “Death Baby Chicco”. Mentre alcuni caratteristici interludi separano i brani causando lievi cali d’attenzione, il lavoro rimane compatto e non fa stancare, aumentando la percezione di un blocco unico di tracce dove non mancano anche echi post-rock (gli arpeggi di “Blue Army”) e la sognante, ipermalinconica e tranquilla ballad “Harlequin”. Inconfondibili anche gli inserimenti di elettronica che derivano da una discretamente udibile devozione a band come Air (anche del progetto solista di Jean-Benoit Dunckel, uno dei due Air) e Massive Attack. Nonostante ogni singolo strumentista trovi modo di apportare il suo personale contributo al disco, rispetto al passato della band troviamo qui un utilizzo più diffuso della voce, che con melodie molto orecchiabili instaura un rapporto diretto con l’ascoltatore, diventando protagonista soprattutto dei brani più dolci (caratteristica che ben si unisce con il timbro vocale di Adriana).

Il disco non è senz’altro da annoverare tra le uscite sensazionali del periodo, anche a causa di un tipo di promozione più underground che li ha mantenuti parte di un universo che corre lateralmente a quello più patinato dell’alternative italiano. Per loro, questo, è senz’altro una fortuna, potendo così coltivare un sound maturo e particolare, che in Italia pochi fanno, e attirare attenzione dai critici più settoriali. Una band che senz’altro farà strada, se gliene saranno date le possibilità. Ghost Dance è un ottimo disco, non c’è dubbio.

PROSSIMI CONCERTI:
* tutte le date sono in apertura del nuovo tour del TEATRO DEGLI ORRORI tranne quella a Messina
http://www.virusconcerti.it

02 marzo – DEPOSITO GIORDANI, Pordenone
03 marzo – LATTE +, Brescia
17 marzo – ORION CLUB, Ciampino (RM)
23 marzo – ESTRAGON, Bologna
29 marzo – ALCATRAZ, Milano
12 maggio – RETRONOUVEAU, Messina

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A Maggio esce “A Piedi Nubi”
per Appropolipo Records
Sakee Sed sul web:
www.myspace.com/sakeesedfamily
Facebook: Sakee Sed

Dopo l’album d’esordio “Alle Basi Della Roncola” e il fortunato “Bacco Ep“, i Sakee Sed, band bergamasca composta da Marco Ghezzi (voce/chitarra/rhodes) e Gianluca Perucchini (batteria), ritornano con “A Piedi Nubi“.

 L’album, pur senza abbandonare quella vena di folk sghembo che da sempre li caratterizza, si preannuncia un disco dai toni più rock rispetto ai lavori precedenti.
I dieci brani presenti nel disco sono stati registrati dalla band al TunnelWood, lo studio costruito dai due nei momenti liberi tra una data e l’altra del tour che li ha visti, da Aprile 2010 a Dicembre 2011, suonare nei principali locali e festivals di tutta Italia.
“A Piedi Nubi” uscirà a Maggio 2012 per la Appropolipo Records.

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