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Archive for the ‘ARTISTA: Greg Lake’ Category

Intervista e foto a cura di Cesare Veronesi (LaMyrtha)

INTERVISTA
1- Songs of a lifetime, il tuo spettacolo, presenta un forte legame con il passato, ed in particolare con il prog-rock degli anni 70?
Sicuramente, è la storia della mia vita in musica, quindi del mio passato con KC e ELP, ma anche delle canzoni che mi hanno fatto crescere, proprio come quelle dei Beatles. Il progressive rock è stato un capitolo fondamentale per la mia vicenda artistica, ma io sono anche un songwriter, la canzone – che il progressive aveva abbattuto – è molto nelle mie corde e i miei album solisti lo testimoniano. Lo show sarà proprio una rassegna di canzoni, e mi sta piacendo molto il raccontarle a voi amici italiani.

2- Che ricordi hai del periodo di King Crimson e di Emerson Lake and Palmer? Sei rimasto in buoni rapporti con i colleghi di quel tempo? E’ possibile ipotizzare delle future collaborazioni?
I ricordi sono straordinari, con i KC c’era qualcosa di magico, eravamo una band straordinariamente democratica ma quel primo line-up del 1969, che ricordo con gioia, finì troppo presto. Giles e McDonald erano stanchi della vita on the road in United States, quella formazione finì rapidamente e nacque per me una nuova occasione con Keith. Con gli ELP ci fu un successo planetario, straordinario, eravamo diventati molto ricchi con una musica originale e innovativa, fu una cosa eccezionale. I rapporti in generale sono molto buoni, le future collaborazioni? Chi può dirlo… Mai dire mai!
3- Negli anni 70 ricordo che c’era una grande rivalità tra Keith Emerson e Rick Wakeman, per te che suonavi il basso chi era, se c’era, un ipotetico rivale? Chris Squire?
Bella domanda! Noi bassisti – anche se io mi considero anche un chitarrista acustico! – abbiamo sempre lavorato nell’ombra e le rivalità erano più nascoste… Chris è stato ed è ancora un favoloso bassista, ma ricordo con grande piacere anche altri colleghi come Mike Rutherford, John Wetton, Hugh Hopper, tutti con la propria personalità, con la propria originalità. Oggi purtroppo si inseguono molto le note più veloci e le scale incredibili ma senza creatività. Rimpiango molto quel modo di suonare il basso, melodico e peculiare, funzionale ai pezzi ma con spazi solisti eccitanti!
4- In Italia c’è sempre molto interesse per il progressive; si assiste anche in Inghilterra ad un ritorno verso questo tipo di musica?
E’ un interesse molto di nicchia, vedo che si muove molto attraverso internet, una versione aggiornata del passaparola che si faceva negli anni ’60 e ’70. In Inghilterra non c’è molto spazio per chi propone questa musica, ma credo anche altrove: si tratta di un rock che parlava un altro linguaggio, che muoveva masse di giovani interessati a queste novità. Oggi la musica è un affare poco importante, che non ha alcun impatto sulla società. Pensa a un concerto come quello di Hyde Park del 69 quando debuttarono i KC: ebbe una risonanza incredibile, oggi ci sono tanti festival ma nessuno ha quell’impatto sulla società.
5- Secondo la tua opinione, a distanza di tempo, il progressive ha avuto molta influenza sulla musica degli anni successivi?
Certo, ne sono convinto. Ha avuto influenza nella scrittura: abbiamo dimostrato che si poteva superare la forma canzone, ma che anche la canzone poteva essere ricca di variazioni, pensa alla mia Lucky Man, scritta in gioventù con i primi accordi che conoscevo, poi arricchita dall’estro di Keith. Un’altra influenza c’è stata nel modo di suonare: si doveva saper suonare bene e questa cosa ancora oggi, se vuoi fare un disco importante, risale al prog-rock.
6- Come sta procedendo questo tour italiano? Ti sta regalando emozioni e soddisfazioni?
Eccezionale. Desideravo da tempo tornare da voi, mi avete sempre riservato grandi applausi e non sono cose che si dimenticano. A Piacenza, la starting gig, il teatro era stracolmo, la serata romana è stata eccellente e caldissima, ieri a Bologna altrettanto piacevole con un pubblico attento, preparato ma anche molto disinvolto nell’apprezzare le mie canzoni. Grazie amici italiani!







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