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Archive for the ‘ARTISTA: Mallory Switch’ Category

Recensione a cura di MARCO BERGAMI
ETICHETTA: GB Sound
GENERE: Electro-mechanical rock

TRACKLIST:
1. Business Television
2. You Made My Shitlist
3. Dirt
4. The Last Man On Earth
5. No Evil
6. Brand New World
7. Evolution Machine
8. Mumbling My Time
9. Mother Earth

Rock elettromeccanico per orecchie e menti inquiete

I Mallory Switch non potevano qualificare in modo migliore la loro musica, che rappresenta un forte reagente nei confronti dell’irrequieta necessità di adrenalina che occorre a molte menti ed orecchie inquiete.
Ispirati dalla loro donna cyborg MALLORY, che impersonifica e materializza le caratteristiche proprie del sound e look di questo trio, i Mallory Switch arricchiscono il panorama elettro-industrial, con un full-length di elevato valore artistico.
Così come la loro musa ispiratrice, anche Mallory mantiene le peculiarità che caratterizzano un corpo bionico, e cioè il forte connubio tra il lato umano dell’elegante e purissima voce di Audrey Lynch ed il lato meccanico delle parti strumentali molto sintetiche e dense.
Come per i precedenti EP Mallory Switch del 2007 e Freeek! del 2009, anche Mallory mantiene, alla base, atmosfere scure ed ovattate quasi darkeggianti le quali vengono fuse con la vivacità della cadenzata base ritmica e la freschezza delle acclimatate campionature e tappeti synthetici.
Se volessi associare la loro musica a qualcosa di già sentito e sperimentato, legherei lo style dei Mallory Switch al sound e liriche di bands quali Stereolab e Garbage, ma anche ad alcuni trascorsi legati ai Nine Inch Nails e Depeche Mode.
Il platter parla subito chiaro e senza fraintendimenti, aprendo con una traccia acusticamente molto densa e satura, mettendo in mano all’ascoltatore tutte le componenti che caratterizzano il full-length. Businnes Television carica furiosamente l’ambiente che lo circonda, imponendosi con ritmiche serrate ed alleggerite con l’alternanza di rhythm guitar dal suono arioso e carico d’ossigeno unito alla distorsione di un synth fresco ma dal retrogusto lievemente retò.
La cavalcata prosegue sulle note di You Made My Shitlist, Dirt e The Last Man On Earth, tracce caratterizzate da una maggiore semplicità compositiva, snellendo le linee melodiche e portando lo spessore qualitativo ad un diverso livello. Ottima la presenza di Zach Maier che impera su tutti trascinando la trasudante carica emotiva, pompando come un forsennato, tirando come una locomotiva fumante il resto della band. Le linee melodiche di Audrey Lynch alternano limpidi vocalizzi a sequenze quasi parlate, regalandosi un’importante collaborazione in The Last Man On Earth con un noto rapper Newyorchese -Beans- che incuriosisce e attrae decisamente l’attenzione.
I sapori cambiano decisamente con l’ingresso di No Evil e Mumbling My Time, strutturalmente molto simili, che riportano lo standard qualitativo ai livelli di contorsione e spessore culturale che continuerà ad alimentare le orecchie e le menti inquiete.
Evolution Machine non ha rivali, è decisamente la migliore traccia di tutto l’album, soprattutto nella parte centrale dove esplode in un imperioso e maestoso riff mai calante, concatenato e legato con grande gusto, il tutto arricchito da una splendida interpretazione di Audrey.
Mother Earth chiude Mallory con la saggezza e l’eleganza di chi musica la sa fare veramente, mostrando malinconia e spleen, suonando il brano depurandolo dalla linea sintetica di synth e keyboard, suonando introducendo fonemi più acustici.
Il trio ha veramente delle doti, puri e puliti in ogni passaggio, trascinanti ed emotivi lungo tutto il platter, l’innovazione è una caratteristica carente in molte band ultimamente, ma si rivelerà un album longevo che otterrà il suo discreto successo.

Gustatevi questi Mallory Switch, non vi deluderanno.

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Recensione a cura di Emanuele Brizzante disponibile qui 

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