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Archive for the ‘ARTISTA: La Fonderie’ Category

ETICHETTA: Nessuna
GENERE: Rock italiano, punk rock

TRACKLIST:
1. Cosa Guardi in TV
2. Falafell
3. Esseri Umani
4. Dimenticar L’Aria
5. Giorni da Vendere
6. Ipnopolizia
7. Tutto Il Tempo Che Mi Dai
8. Come Scivola Un Vestito
9. Autostrade
10. Intanto Passa Una Notte
11. Gigante

“Leggere Shakespeare, questo è il vero problema”, tuona Caparezza nell’ultimo brano del suo nuovo disco. Per me il vero problema è stato capire l’esagerata vanagloria con cui la loro cartella stampa li dipinge: è facile capire che questa band si sopravvaluta una volta ascoltato il disco, un concentrato di rozzezza, punk e colpi bassi, che poco si sposa con il curriculum della band e che poco piacerà alla critica più bigotta.
Effettivamente ci sono brani, in questo Downtown Babele, che latitano nel trovare un senso all’interno del resto del disco (“Autostrade”, “Intanto Passa Una Notte”), mentre si concretizza un sound molto forte, quasi granitico, nel resto dell’album, un po’ grazie alla forza centripeta che spinge verso l’esterno, facendoci percepire il tutto come un insieme un po’ più voluminoso di quello che è. Questo per dire che effettivamente l’album è ben costruito, e solo ascoltandolo interamente se ne possono apprezzare tutte le qualità: compattezza, ironia quasi marziale, la capacità di coniare punk e rock’n’roll come oggi la scena rock alternativa italiana VUOLE sentire, con quelle formule che ricordano molto i recentemente usciti Smart Cops, qui più sognatori e meno politici.
La polemica esiste, ma il tema principale del disco sembra essere la sua incontrovertibile mania di grandezza, il voler apparire come un’accozzaglia ipervariegata, quando in realtà in ogni momento parole e musica tendono a distogliersi l’attenzione a vicenda (come in “Falafell” oppure in “Ipnopolizia”).

Attenzione, non vorremo mai farvi pensare che questo disco ci abbia fatto schifo. Semplicemente, non sfiora minimamente le attese. Un potenziale espressivo incredibile si scontra con le delusioni dei risultati ma, ripetiamo, preso con le pinze ed ascoltato completamente ed attentamente, può anche piacere. Come lo hanno definito loro, “una risposta biascicata al bisogno di toccare il cielo”, un cielo che all’interno di questo disco risulta essere molto grigio, e per fortuna che c’è ancora chi si preoccupa di schiarirlo con un minimo di ironìa.

GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=uhPmzz6pYro


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