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Archive for the ‘ARTISTA: Calibro 35’ Category

Fotoreport a cura di LaMyrtha





http://www.calibro35.com/

PROSSIME DATE DEL TOUR:
02.03 Maison Alegia, Giulianello (LT)
03.03 Urban Club, Sant’Andrea delle Fratte (PG)
09.03 Magnolia, Segrate (MI)
10.03 Auditorium Flog, Firenze
16.03 TPO, Bologna
17.03 Deposito Giordani, Pordenone
23.03 Candelai, Palermo
24.03 Mercati Generali, Catania
29.03 Toop, Battipaglia (SA)
30.03 Casa delle Arti, Conversano (BA)
31.03 Officine Cantelmo, Lecce 

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Inizierei dicendo che i Calibro 35 sono il vero gioiellino della musica strumentale italiana degli ultimi anni. Sono già cinque anni che circolano e l’attenzione mediatica non si placa, con continui tour e ben tre dischi (quattro contando la collezione di rarità) che li stanno consacrando sia localmente che internazionalmente come una formazione pioneristica e, se vogliamo, avanguardista. Almeno nei confronti del resto del panorama nazionale contemporaneo.
I Calibro 35 (ovvero Enrico Gabrielli, fiati e tastiere, Fabio Rondanini alla batteria, Luca Cavina al basso e Massimo Martellotta alla chitarra) sono un fenomeno a parte nella scena attuale e il loro intenso lavoro di recupero di vecchie colonne sonore, impreziosito da riarrangiamenti personali e riproposizioni totalmente autografe, ne ha stabilito fermamente il contesto nel quale operano. In un’ora e mezza di concerto rispolverano tutta la loro produzione, non trascurando il bellissimo self-titled di debutto del 2008, dal quale ricordiamo in maniera particolare “Summertime Killer” (che molti conosceranno come colonna sonora di Kill Bill Vol. 2, ma è originariamente un brano di Luis Enriquez Bacalov) e la splendida “Milano Calibro 9 (Bouchet Funk)”. Seguendo l’ordine cronologico incontriamo la splendida “Convergere in Giambellino”, tratta dall’altro vero capolavoro della band, il secondo album “Ritornano Quelli di…Calibro 35”, dal quale non mancano anche “Eurocrime!” e “Milano Odia La Polizia Non Può Sparare”, quest’ultima una rivisitazione del tema che Ennio Morricone scrisse per il celebre noir del 1974 di Umberto Lenzi. Inevitabile la presenza massiccia di tracce dal nuovo album, il recentemente uscito “Ogni Riferimento a Persone Esistenti o a Fatti Realmente Accaduti è Puramente Casuale”. La chiusura della prima parte del set, precedente l’encore di tre brani che ha concluso un apprezzatissimo concerto nonostante la posizione geografica un po’ infelice (il Voodoo è disperso nelle lande comacchiesi, demograficamente piuttosto disabitate), è affidata a “Massacro all’Alba”, un’atmosfera perfetta per sciogliere un pubblico calamitato all’attenzione da un’esibizione non solo superba dal punto di vista tecnico, giacché i Calibro sono notoriamente quattro musicisti impeccabili (forse tra i migliori in circolazione), ma costruita in maniera leggera e non noiosa anche a livello di scelte in scaletta. Difficile, per il pubblico medio che segue i Calibro come parte di una scena in cui non rientrano (quella alt-rock italiano, mentre si possono tranquillamente contestualizzare in un universo più prog che oramai non esiste più), digerire novanta minuti di musica strumentale, ma un’esecuzione tiepida e coinvolgente riesce a rompere la barriera della diffidenza e a creare un certo rapporto di fiducia con i presenti: interessante notare anche come ci sia chi si abbandona ad un accompagnamento fisico delle canzoni più sostenute, segno di una partecipazione che è anche emotiva.

Non c’è molto altro da aggiungere. Chi conosce i Calibro 35 sa benissimo cosa significa avere la fortuna di vedere una delle band più spettacolari degli ultimi anni, mentre difficilmente si apprezzerà una band di questo tipo senza una buona dose di preparazione musicale alle spalle. Se poi si è fan anche di quel cinema poliziesco anni ’70 a cui gran parte della loro produzione è devota, non potrete far altro che innamorarvi di questa band.

Ps. Un paio di note di colore: 1) l’apertura è affidata ad una band locale, i Nolatzco, potente quartetto (caratterizzato dalla presenza di due bassi) tipicamente alt-rock, con influssi punk e garage, che oltre ad essere prodotto da Giovanni Fanelli dei Rossofuoco, la band di Canali, ricorda proprio l’ex CCCP nell’uso della voce e in alcuni testi. La performance è, se vogliamo, molto fisica, e stupisce l’accostamento di una band come questa ai Calibro 35. Per la giovane età di alcuni dei loro componenti, sono una band piuttosto preparata e che può lasciar presagire un’evoluzione verso direzioni molto interessanti nel futuro recente; 2) l’eclettico Gabrielli si è dilettato, a metà set, nel proporre un veloce quiz al pubblico presente, chiedendo di indovinare una linea di piano che altro non era se non il tema di La Casa Dalle Finestre Che Ridono, celeberrimo horror del 1976 diretto da Pupi Avati e girato a pochi chilometri dal Voodoo Arci Club, tra Ferrara e Bologna. Neanche a dirlo: nessuno, o quasi, lo sapeva.

PROSSIME DATE DEI CALIBRO 35:
24.02 BABALULA, Crema (CR)
25.02 THE CAGE THEATRE, Livorno
01.03 LANIFICIO 159, Roma
02.03 MAISON ALEGIA, Giulianello (LT)
03.03 URBAN CLUB, Sant’Andrea delle Fratte (PG)
09.03 MAGNOLIA, Segrate (MI)
10.03 AUDITORIUM FLOG, Firenze
16.03 TPO, Bologna
17.03 DEPOSITO GIORDANI, Pordenone
23.03 CANDELAI, Palermo
24.03 MERCATI GENERALI, Catania
29.03 TOOP, Battipaglia (SA)
30.03 CASA DELLE ARTI, Conversano (BA)
31.03 OFFICINE CANTELMO, Lecce

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