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Archive for the ‘ARTISTA: Smart Cops’ Category

ETICHETTA: La Tempesta
GENERE: Punk, garage rock

TRACKLIST:
1. Realtà Cercami
2. Vesciche In Guerra
3. Il Cattivo Tenente
4. Facile Bersaglio
5. A Gambe Levate
6. Meglio Insabbiare
7. La Legge del Più Debole
8. Così Inguaiarono La Piramide
9. Nella Giungla
10. Soffiata
11. Sangue d’Africa

“Spa-spa-spa-spara alla gente”. E già hai capito di cosa parlano. Anzi no.
Gli Smart Cops si presentano così al pubblico, con un uniforme che li identifica fin da subito, entrando quindi IMMEDIATAMENTE in contatto diretto con l’ascoltatore che, come sempre, assorbe prima l’immagine che il contenuto. Per Proteggere e Servire, pubblicato da La Tempesta Dischi, è un disco fresco, dall’indole punk, il sound garage, l’anima che esplode di carica contestatrice. Al giorno d’oggi, visto che è un termine che va molto di moda, sarebbero etichettati dal premier come “dei poveri comunisti”. E io aggiungo: per fortuna che i gruppi continuano a seguire una certa tradizione politica, altrimenti la musica fallirebbe. Alcune volte dovrebbero preoccuparsi di seguire anche uno spirito “d’innovazione”, ma come vedremo di qui a poco, l’originalità in questo disco esiste talmente poco che ne delimita un target ben preciso, diventando di per sé un pregio dell’album stesso.

P.P.e.S. si presenta con una veste molto semplice: brani veloci, potenti, distorti, abbastanza corti in durata, in linea con la più classica tradizione garage punk. In alcuni momenti stai bellamente godendoti un’edizione italiana dei Ramones, ovviamente qualche decennio dopo (quindi con i dovuti aggiustamenti a livello di arrangiamento e scelta di suoni), in altri il tutto si sporca di indie rock molto melodico (“La Legge del Più Debole” mi ricorda i momenti più punkeggianti dell’esordio degli Arctic Monkeys o degli Strokes). Una cosa è certa: questi testi, a volte quasi truculenti (“Facile Bersaglio”), quasi sempre critici (“Il Cattivo Tenente”, “Meglio Insabbiare”, “Cosi Inguaiarono La Piramide”), hanno una caratteristica fondamentale per ottenere la giusta chiave di lettura dell’intero disco, cioè il nome del gruppo. Smart Cops, questo nome che potrebbe essere campato in aria ma che può anche essere una giusta antitesi in un paese dove i carabinieri sono famosi più che altro per le barzellette, e dove le forze dell”ordine sono quello che sono; Smart Cops, che è il giusto modo di criticare una categoria (e una società) sempre più basta sull’ordine militare, che esclude la meritocrazia per dare spazio alle gerarchie e alla sudditanza. Nei brani se ne parla, in una maniera a volte simpatica, a volte cruda, sempre con molta attenzione alle scelte lessicali. Musicalmente c’è poco da notare: punkettone da pogo sfrenato, mai un momento di stop, ritmi quasi sempre uguali, tutti espedienti che servono molto bene allo scopo comunicativo del disco.

Che dire, La Tempesta Dischi vince sempre, anche stavolta: un disco che molti troveranno più godibile di quello che in realtà dovrebbe essere. A noi sono piaciuti, freschi e perlopiù veneziani (più o meno come noi), cosa pretendere di più.

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