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Archive for the ‘ARTISTA: Giardini di Mirò’ Category

Fotoreport a cura di LaMyrtha







Prossimi concerti:
25 GENNAIO 2013  LUGANO (CH) – STUDIO FOCE
26 GENNAIO 2013  TORINO – SPAZIO 211
08 FEBBRAIO 2013 BARCELLONA (S) – LA [2]

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Fotoreport a cura di LaMyrtha






TOUR 2012:
15.07.2012 FESTA DEMOCRATICA, Chiusi (SI)
16.07.2012 GIFFONI FILM FESTIVAL, Giffoni (SA)
17.07.2012 SAN LORENZO ESTATE, Roma
26.08.2012 YOUTHLESS FESTIVAL, Reggio Emilia
01.09.2012 BOIART, Cles (TN)
06.09.2012 NUVOLARI, Cuneo

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Recensione a cura di ANDREA MARIGO
ETICHETTA: Santeria
GENERE: Alternative, rock, post-rock

TRACKLIST:
1. Memories
2. Spurious Love
3. Ride
4. There Is a Place
5. Good Luck
6. Rome
7. Time on Time
8. Flat Heart Society

Voto 2/5

Non fatevi ingannare dai generi scritti un pò più in su che tentano di descrivere il quinto lavoro dei Giardini di Mirò, soprattutto per quel che concerne la parola post-rock, perchè del post rock classico questʼ album ha davvero poco.
Eʼ solo che come fai a far capire che certi brani, seppur con una marcata direzione pop, ricordano comunque quel tipo di sonorità soprattutto nel suono delle chitarre?
Preparatevi a salutare i Giardini di Mirò dei precedenti dischi, eccezion fatta per Dividing  Opinions che già aveva fatto intendere che strada avrebbero percorso in futuro i sei di Cavriago. Addio alle code, alle dilatazioni, solo in Rome e in Flat Heart Society ci sono degli
accenni; addio allo strumentale, perchè sette brani su otto sono cantati da un Corrado Nuccini che in varie occasioni sperimenta la strada del cantautore elegante e decadente, come ad esempio in Rome e nella lacerante There Is a Place dove spicca il duetto con
Sara Lov (Devics).
Come già detto, in Good Luck prende ancora più forma quello che si sentiva in Dividing Opinions, peccato però che si sia persa per strada la componente “irrazionale”, per lasciar spazio ad un eccessivo cinismo rappresentabile nelle vesti di un salone arredato in puro stile minimalista, freddo e rassegnato.
Il disco comunque cʼè, gli episodi di alto livello anche, come ad esempio in Ride, la strumentale Good Luck e lʼ indie pop di Time on Time.
Non bastano però questi a ripagar lʼ attesa di cinque anni dove ci si aspettava qualcosa di più da una band che aveva segnato sempre progressi ad ogni ritorno.
Molti comunque potrebbero recepirlo come il disco della maturità, per me invece è un disco che segna un mezzo passo indietro, che lascia lʼamaro in bocca e suscita inoltre qualche sbadiglio.

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