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Archive for the ‘ETICHETTA: Smoking Kills’ Category

ETICHETTA: Smoking Kills
GENERE: New Wave, Post-Punk

TRACKLIST:
1. Intro Leviatano
2. RUV
3. Zion
4. L’Incredibile
5. Nudo
6. Il Cattivo
7. Martin Eden
8. Sciamenna
9. Luminoso & Nero

Sono gli Yut o sono i Litfiba che non riuscendo più a proporre canzoni di una certa rivelanza provano a tornare reincarnandosi in altri corpi?
Sostanzialmente questa formazione si occupa di dare sfogo ad una tradizione new wave che sembra quasi uno stato d’animo, o d’essere, della musica italiana, una sorta di modo di interpretare la musica che dal 1980 ad oggi si è sempre ripresentato con una costanza che nessun altro genere ha saputo avere. E’ per questo che spesso la critica non elogia questo tipo di band, perché innestate in un tipo di revival che non porta più da nessuna parte: è il caso degli Yut, ovviamente, che propongono quel post-punk trito e ritrito di cui molti hanno le scatole piene. Qual è il bello? Che a noi il disco è piaciuto. E ora vi diremo perché.
Yut!, ma con il punto esclamativo, è un album ben forgiato, creato sui presupposti dell’esistenza di una scena che ancora si disseti all’abbeveratoio della Toscana che fu culla del genere (Diaframma e Litfiba, da lì, ma andando verso nord anche i Frigidaire Tango), che sprigiona un’energia post dark di notevole impatto, sollevato, nei risultati, da alcuni accenni di punk più puro e di funk rivisto in chiave new wave, elemento di sicuro interesse perché dimenticato da questo stuolo di “imitatori del non ritorno” che comunque continuano a battere sempre sugli stessi punti. E’ vero che anche gli Yut lo fanno, ma con un modo diverso di interpretare la new wave: se vogliamo, più personale, come sentiamo in “Luminoso & Nero”, “Zion” e “RUV”, brani che negli anni ottanta avrebbero avuto un peso, possibilmente, ancora maggiore.
Diciamolo senza troppi peli sulla lingua: se non sapessero suonare, se non avessero una così buona produzione e se non ci fossero quei piccoli fronzoli funk punk non saremo arrivati alla fine del secondo ascolto. Che dire, un disco che piacerà ai fissati, non piacerà alla critica più dura, ma che è piaciuto, in parte, a noi.
Ora però chi me la fa passare la voglia di tirare fuori i vecchi dischi con Miro Sassolini?

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