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Archive for the ‘ARTISTA: Slow Motion Genocide’ Category

ETICHETTA: New Model Label
GENERE: Post-rock, strumentale

TRACKLIST:
1. Deep Needles
2. Make Or Break
3. Gamino
4. Pinball
5. Your Strength Is My Weakness

Ascoltare l’EP d’esordio di questi ragazzi avellinesi è stato un pugno nello stomaco, diversamente da quanto auspicato. Si deve specificare, per rispetto verso i lettori, che molto spesso a The Webzine abbiamo un occhio di riguardo per la musica cantata e quindi gradire un disco di questo tipo ha un valore aggiunto. Il pugno nello stomaco di cui si diceva prima ha prodotto quindi effetti positivi: primo perché i Slow Motion Genocide esplorano con grande personalità e originalità un genere tendenzialmente banale, trasformato da vagonate di cloni degli Slint e dei Mogwai in un terreno sterile e desertico; secondo perché nessuno dei cinque brani risulta sbiadito, portando attimo per attimo all’attenzione dell’ascoltatore una sequenza di suoni totalmente innovativa, dove sfuriate energiche e melodia noise tipicamente post-rock si fondono in un susseguirsi mai scontato di “porzioni di pezzo” (l’iniziale “Deep Needles” possiede due sezioni che sembrano due brani completamente diversi accostati malamente, ma centellinando attentamente gli oltre otto minuti di durata si scoprirà il vero senso di questa cavalcata noise rock che fa il verso più ai primi Russian Circles che a Brian McMahan e soci). Ritmiche tendenzialmente più sostenute cozzano con la vocazione post-rock delle chitarre, andando a produrre un bizzarro risultato che richiama anche ai God Is An Astronaut meno canonici (“Gamino”). Un po’ più tradizionale nel genere “Your Strength Is My Weakness”, massimo punto espressivo del disco ma nell’essere il momento più articolato cova anche una certa pesantezza rispetto agli altri brani, più fluidi; per un cambio di rotta si veda la conclusiva “Pinball”, forse la meno elaborata ma forte di un sentore catchy che ribalta completamente le aspettative per il futuro della band, con qualche accenno tribale nel drumming.

Quale anima seguiranno? Quella più scontata dei Mogwai o questo retrogusto industrial-prog che non trova nessuna definizione certa ma lascia uno splendido ricordo di una band che consigliamo di seguire con attenzione almeno fino alla prova del nove con il primo full-length.

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