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Archive for the ‘ARTISTA: Le Vibrazioni’ Category

Un doppio report per celebrare l’unica data nel Nord Italia del tour 2012 delle Vibrazioni. La prima è una visione più giornalistica e distaccata, la seconda la cronaca di una fan di lunga data. Buona lettura. 

Report a cura di Emanuele Brizzante

Studio 2, Vigonovo. Sul confine tra le province di Padova e Venezia, in pieno Veneto, questo studio di registrazione divenuto live club presenta, per l’inaugurazione della stagione 2012/2013, Le Vibrazioni. La band lombarda, nell’ultimo triennio, è stata più o meno assente dai grandi giochi, con tour organizzati in maniera piuttosto caotica e privilegiando la parte meridionale della nostra penisola. Pochissime le date da Emilia Romagna in su, e questa è davvero una delle poche. L’attesa palpabile, in un clima intimo che comunque si sposa bene con il nuovo corso di una band che fu mainstream ma che negli anni ha retrocesso la sua posizione fino ad una comoda mezza misura tra fama e nicchia, si riverbera nei volti dei fan frementi che accorrono abbastanza numerosi in questo capannone di una grigia zona industriale, colorato all’interno dalla gentilezza dello staff e la festosa carta da parati ledzeppeliniana. Il clima amichevole si genera già nell’incontro post-soundcheck che i promoter della data hanno organizzato per i fan più smaniosi di incontrare la band, mentre successivamente si lascia qualche ora di dj set a basso volume nell’attesa della band che giungerà sul palco solo verso la mezzanotte.

Un’ora e poco più di set, leggermente meno di quanto proposto al centro-sud, trascinando tutti nel vortice funk/hard rock dei primi due dischi, dai quali sono estratte la maggioranza delle canzoni, in un recupero della vecchia produzione che ha sia funzione di reintegro dell’ex bassista Garrincha, che non ha suonato sul mediocre Le Strade del Tempo, che la celebrazione del periodo indubbiamente più apprezzato dai fans, quello iniziale. “Dedicato a Te”, uno dei brani più scontati della band, giustamente elevato a notorietà per la radiofonicità del suo impianto melodico ormai dieci anni fa, non manca (stavolta) e così molti dei singoli più conosciuti (“Un Raggio di Sole”, “Dimmi” e “In Una Notte d’Estate”); la parte migliore del set è, naturalmente, quella più carica e, se vogliamo, grezza, che ripesca sia frangenti più melodici e, da un certo punto di vista, sperimentali come “Xunah” e “Sono Più Sereno”, che le potenti e ballabili “Seta” e “Sani Pensieri”. Una prescindibile ma simpatica nota di colore è rappresentata dalla comparsata di Agostino Nascimbeni e Dario Ciffo dei Lombroso, per una cover di Battisti che, come sottolinea Francesco Sarcina, è un’idea improvvisata e, per certi versi, la cosa è perfettamente evidente ai più. Una buona idea, comunque.

Tecnicamente la band non ha bisogno di essere ulteriormente lusingata dalla critica. Si conosce un po’ dovunque, un po’ come accade per altre formazioni mainstream che si fregiano di una buonissima capacità strumentale (ad esempio Elio e Le Storie Tese, Negrita, Negramaro), la qualità delle loro esecuzioni, che appare chiaramente anche a un inesperto, in particolare per il comparto ritmico veramente granitico e compatto, con Garrincha in versione mitragliatore al basso e Alessandro alla batteria che batte come un ossesso (ma mai come Ago dei Lombroso, una vera macchina da guerra pur nella sua imprecisione). Le due chitarre sono egualmente vicine alla perfezione, sempre ben integrate, inevitabilmente ammiccanti ai loro idoli più distinguibili: Jimmy Page e Angus Young, ma soprattutto Page. La voce del coinvolgente ed eccentrico Francesco in questo caso è in grande spolvero, e non mancano ovviamente gli ebbri commenti sessuali che lo contraddistinguono da sempre.

Tutto sommato, dimenticata la caduta di stile di certe parti della loro carriera, Le Vibrazioni non deludono mai, in particolare in concerto dove stupiscono per performance al fulmicotone che non possono assolutamente essere considerate deboli, tanta è la precisione strumentale dimostrata. Potrebbero essere di più, in un paese normale, i fan che seguono una band così, ma la gestione anche a livello di tour senz’altro è colpevole nella caduta della loro celebrità. In ogni caso, commenti di lungo termine a parte, si è trattato di una serata a suo modo speciale, quasi a lume di candela, di cui molti presenti si ricorderanno a lungo. Davvero, in questo caso, buone vibrazioni.

Recensione di Alessia Radovic

Per correttezza, prima di cominciare, mi sento di dover dire che Le Vibrazioni sono la mia band italiana preferita (lo erano i Deasonika ma ahimè si sono sciolti). Questo comporta poca oggettività da parte mia. Non lo faccio apposta, è più forte di me.

Detto ciò, faccio i complimenti allo Studio2 per aver organizzato l’unica data a Nordest delle Vibra dopo un’abbastanza lungo tour tra centro e sud Italia.
Non contenti di aver già reso possibile l’impossibile hanno ulteriormente pensato ai fans organizzando un incontro con la band pre concerto.
Tutto perfetto. Anche le pareti del locale molto seventies, la copertina di Vibra II vi dice qualcosa?
S’inizia col botto con le note di Seta che da sempre scatena il pubblico a dismisura. Scatena pure quelli che sono venuti soltanto a sentirsi “Giulia”.
I ragazzi sono carichi, rispetto alle lontane date del 2010 l’atmosfera è sicuramente un’altra. Sarà anche merito del ritorno del bassista Garrincha? Chissà.
Garrincha era uscito dal gruppo nel 2007, egregiamente sostituito da Emanuele Emone Gardossi, e ci è ritornato cinque anni dopo. Tutti contentissimi, sia chiaro, ma pensiamo anche a chi si è fatto trovare pronto e ha permesso alla band di continuare a vivere.
Chi li ha visti sa che il frontman Sarcina fa la sua buona parte coinvolgendo il pubblico e ammiccando al sesso femminile con gestacci di tipo sessuale, in questa data anche più del solito.
Non da meno sono Stefano Verderi (chitarra) e Alessandro Deidda (batteria) che pur rimanendo in disparte rispetto al cantante sono musicisti con i controcoglioni e ragazzi umili e sempre disponibili.
A trequarti del concerto salgono sul palco Agostino e Dario dei Lombroso per un tributo a Battisti: Le tre verità. Non proprio riuscitissimo, ma tant’è…
Siamo quasi giunti alla conclusione e la scaletta prevede Dedicato a te. Io mi chiedo ma ancora la gente non si è stufata di sentirla? Vabbè, il singolone si deve fare se no poi la gente se ne torna a casa e commenta “ma non hanno fatto proprio quella che sapevo”.
Il numero di pezzi era più esiguo rispetto le date al sud. Peccato. Bastavano 5 pezzi in più (Musa, I desideri delle anime dannate, Fermi senza forma, Sai, Ogni giorno ad Ogni ora. De gustibus, s’intende) e sarebbe stato il delirio rock italiano per eccellenza.
Chi si accontenta gode e torna a casa con il sorriso “eiaculando oltre i limiti razionali”, cito.
Spero vivamente possano sbucare altre date de Le Vibrazioni al nord. In fondo la speranza è l’ultima a morire. No?
Ancora una volta ringrazio lo Studio2 e spero di tornarci presto per altre date interessanti.
Per la recensione obiettiva e tecnica vi rimando a quella di Brizz.

SETLIST (in ordine sparso)
seta
electrip music
se
sani pensieri
aspettando
dimmi
dedicato a te
sono più sereno
xunah
raggio di sole
vieni da me
portami via
in una notte d’estate
su un altro pianeta + per non farsi ingoiare
le tre verità (cover di Battisti)

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