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Archive for the ‘ARTISTA: Caparezza’ Category

Sono anni che The Webzine segue il Capa. Anni in cui Capa è sempre il Capa.
Impossibile rimanere delusi da un suo concerto, dal suo pubblico, dalle sue spettacolari performance musicali ed extramusicali. La quarta tranche dell’Eretico Tour, denominata L’Estinzione, che traghetta direttamente Michele Salvemini e la sua band verso la fine di una fortunatissima serie di date in tutto il paese a cui seguirà l’incisione della prossima fatica in studio, fa tappa a Padova durante il celebre Sherwood Festival e trova qualche migliaio di appassionati del cantautore pugliese che come sempre porta con sé un vero e proprio carrozzone, tra travestimenti, trovate geniali e siparietti comici di sicuro impatto. La scaletta, peraltro, è molto diversa rispetto agli altri spezzoni di tour e ci regala alcune perle assenti da tempo in setlist: la tanto folle quanto fantastica “La Fitta Sassaiola dell’Ingiuria”, assente da lungo tempo, la potente “Dualismi”, i ripescaggi da Le Dimensioni del Mio Caos di “La Rivoluzione del Sessintutto”, “Ulisse”, “Non Mettere Le Mani in Tasca” e una delle migliori di quel disco, “La Grande Opera”. Dall’ultimo album le solite, anche se in numero minore rispetto a prima: spicca il reinserimento di “Messa In Moto”, sorprendono come sempre le stupefacenti “Sono Il Tuo Sogno Eretico” (in apertura), “La Fine di Gaia” e “Kevin Spacey”. Il reggae di “Legalize the Premier”, che contrariamente a quanto si evince dai fatti di cronaca è ben lungi da essere diventata anacronistica, ha ormai catapultato questo brano nella sua serie di instant classics e difficilmente potrà fare a meno di inserirla, in futuro. Torna, anche questa dopo lungo tempo, una bella “Fuori dal Tunnel”, brano commercialmente sopravvalutato ma testualmente frainteso che anche il buon Caparezza evitò di fare per questo motivo.
La voglia di saltare e pogare del pubblico completa come sempre un quadretto già perfetto, quello dell’incontro tra uno degli unici artisti a 360 gradi del nostro panorama nazionale e uno stuolo di fans veramente interessati che, sempre di meno, annoverano tra di loro curiosi. Difficile, infatti, che un “imbucato” non esca da un concerto del Capa senza essersene innamorato. Ci sono passati tutti.

Uno dei migliori spettacoli in giro per l’Italia che ha fatto tappa in una delle regioni che più lo ama.


TOUR ESTIVO
http://www.caparezza.com
07 luglio – TRIBE FEST, Olbia (OT)
12 luglio – AREZZO WAVE, Arezzo
13 luglio – CARROPONTE, Sesto San Giovanni (MI)
17 luglio – NEAPOLIS FESTIVAL, Giffoni (SA)
20 luglio – POSTEPAY ROCK IN ROMA, Roma
28 luglio – MAMAMIA, Senigallia (AN)
30 luglio – GIOVINAZZO ROCK FESTIVAL, Giovinazzo (BA)
01 agosto – PIAZZALE NUOVO STADIO COMUNALE, Teramo
09 agosto – FESTA RADIO ONDA D’URTO, Brescia
11 agosto – GUSTO DOPA AL SOLE, Cannone (LE)
12 agosto – FESTA DELLO STOCCO, Cittanova (RC)

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Per Caparezza si tratta dell’ultimo tour estivo (ribattezzato: “Eretico tour 4: l’Estinzione”) prima di fermarsi per le registrazioni del nuovo disco, il riccioluto singer pugliese per la data padovana è pronto con uno show aggiornato e con nuove sceneggiature, l’esibizione a Sherwood si inserisce nel tour giunto ad oltre 80 date nell’arco di un anno,  un’instancabile attività live in tutta la penisola per la promozione di “Il sogno eretico”, disco di platino che Caparezza presenterà a Sherwood Festival, un luogo a lui molto familiare.

BIGLIETTI:
15 euro
 al botteghino, la sera del concerto

IN PREVENDITA:
15 euro
 (senza diritti di prevendita) sul sito http://www.sherwood.it
15 euro + diritti di prevendita sui circuiti abituali

Prevendite disponibili presso http://www.sherwood.it (senza diritti di prevendita)

Prevendite disponibili da subito presso: http://www.ticketone.it, Punti vendita Ticketone, http://www.vivaticket.it, Punti vendita Vivaticket, Punti vendita e filiali Unicredit, , Filiali Banche del Veneziano, CoTicketstore di Padova, Coin Ticketstore di Treviso, Spazio Musica di Piove di Sacco

Informazioni al pubblico:
Infoline Sherwood Festival:
 335.1237814
festival@sherwood.it
ticket@sherwood.it

Informazione alla stampa:
Ufficio stampa Sherwood Festival
:
Propapromoz | P.r & Communication
Tel. +39.02.4986292
Flavio Zocchi | flavio.zocchi@propapromoz.com
Chiara Rizzitelli | chiara@propapromoz.com

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Venticinque maggio, Palasport di Pordenone.
Il Michele Salvemini nazionale, nella terza tranche dell’acclamato quanto fortunato Eretico Tour, giunge in terra friulana con il suo carrozzone, in un palazzetto quasi sold-out dove già prima dell’inizio del concerto l’attesa è fervida e vibrante. Gli amanti del Capa sanno benissimo che una sua performance non è solo musica, ma anche una serie di scenette che riempiono lo spazio tra un brano e l’altro, caratterizzate da una giocosa ironia tesa a scherzare sull’attualità o su immagini che la collettività  riconosce immediatamente (videogiochi, film, riprendendo i temi delle canzoni più amate, come il nuovo singolo con video losangelino “Kevin Spacey” e l’evergreen “Abiura di Me”). Il pubblico è, per questo, divertito anche prescindendo dalla parte musicale dello spettacolo proposto. Passando alla porzione suonata, i cento minuti  circa di set presentano un’andatura leggermente più zoppicante rispetto ai primi due “tour eretici”, con la presenza di alcuni pezzi un po’ pesanti e che rallentano il  ritmo frenetico della serata: i due brani più deboli del nuovo eccellente disco (“House Credibility” e “Cose Che Non Capisco”) e l’eccellente “Epocalisse”, che in apertura, nonostante l’intelligente connessione tematica con “La Fine di Gaia”, perfetta come opener, smorza troppo presto i toni. Ma non disperiamo troppo, la parte critica della recensione è già finita perché tutti gli altri brani proposti tengono altissimo l’onore di un concerto veramente eccelso, con una setlist ben costruita spaziando negli ultimi quattro dischi senza stralciare le amatissime “Eroe”, “Vieni a Ballare in Puglia” (con il classico bagno di folla selvaggio), “La Mia Parte Intollerante” e “Vengo dalla Luna”. Interessanti ripescaggi dal bistrattato Verità Supposte, ovvero “Dagli all’Untore” e “Jodellavitanonhocapitouncazzo”, completano il cerchio, così come risulta piacevole la presenza della splendida “Cacca nello Spazio” e del sempre attualissimo “Inno Verdano”, con il ritorno delle classiche bandiere finto-leghiste già viste nei passati tour.
Dal nuovo disco quasi tutti i pezzi: stranamente escluso il secondo singolo “Chi Se Ne Frega della Musica”, presenti invece l’amatissima “Legalize the Premier” e “Goodbye  Malinconia” in chiusura, prima dell’encore con tre brani concluso dall’apprezzabile “Nell’Acqua”, il featuring di Caparezza con il collettivo Rezophonic. Non si discute la  presenza di una canzone di questo tipo, giusta per variare un po’ nel set, ma la scelta di utilizzarla come brano per concludere un concerto così divertente può risultare un’arma a doppio taglio.

L’appassionante, allegra e spensierata musica di Caparezza continua a spopolare, a stupire, ad affascinare. Persone di tutte le età si innamorano di queste canzoni e i motivi sono facili da individuare: ad album meravigliosi caratterizzati da ritornelli orecchiabili e liriche quasi enigmistiche che comunque trovano il modo di rimanere in testa, si appoggia una serie di iniziative fuori dall’aspetto discografico (i numerosi featuring, i concerti, ma anche le interviste e le apparizioni TV) che tengono viva l’attenzione per uno degli unici veri artisti rimasti in Italia. Perché, voi ne conoscete tanti altri?

SETLIST:
La Fine di Gaia
Epocalisse
House Credibility
Jodellavitanonhocapitouncazzo
Kevin Spacey
La Mia Parte Intollerante
Ti Sorrido Mentre Affogo
Legalize The Premier
Inno Verdano
La Ghigliottina
Vengo dalla Luna
Cacca nello Spazio
Dagli all’Untore
Eroe
Sono il Tuo Sogno Eretico
Vieni a Ballare in Puglia
Abiura di Me
Goodbye Malinconia
(bis)
Il Dito Medio di Galileo
Cose Che Non Capisco
Nell’Acqua (Rezophonic)

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Quando si deve scrivere una recensione riguardo un live di Caparezza si rischia, ahimé, di ripetere sempre le stesse cose. La sua grande capacità di mattatore, che contribuisce alla buona riuscita dei concerti tanto quanto quella di musicista, non lascia mai dubbi circa il risultato finale: i suoi concerti sono travolgenti performance di quasi due ore da godersi urlando e saltando senza interruzione. Si possono modificare le scalette, cambiare gli sketch, riarrangiare i brani, ma il divertimento sarà sempre assicurato.
Che questo sia un bene è fuori discussione, così come è assolutamente necessario sottolineare che gli artisti che lo accompagnano sul palco sembrano a ogni tour (e questo non è il primo Sogno Eretico Tour, ma il secondo, con tutte le novità del caso) sempre più amalgamati all’interno delle parentesi d’intrattenimento come in quelle dedicate all’esecuzione dei pezzi. La scaletta è stata, ovviamente, ancora concentrata sul nuovo disco, ma “Messa In Moto” è stata sostituita da “La Ghigliottina”, con l’aggiunta anche di “La Marchetta di Popolino”, entrambi brani adattissimi al contesto-concerto. Degli altri estratti si segnalano ovviamente il singolo “Goodbye Malinconia”, già registrato come un classico, e “Kevin Spacey”, accompagnata ad inizio encore da una scenetta sui “Capawards venti-undici” dove, non serve dirlo, “the winner is…Kevin Spacey”.
La scelta di creare una scaletta alternativa è visibile in ogni momento, dalla reintroduzione di un brano vecchissimo “Tutto Ciò Che C’è”, al recupero di “Annunciatemi al Pubblico” e “Follie Preferenziali”, azzeccatissima. In un medley ricompaiono anche “Pimpami la Storia”, “Chi C***o Me lo Fa Fare”, “Gli Insetti del Podere” e “Nel Paese dei Balordi”.

Sprecare parole su parole a ripetere i medesimi concetti rischia di annacquarli. Caparezza è uno degli unici veri artisti in Italia e per chi non capisse questa cosa ascoltando i dischi, andare ai concerti sarà come un fulmine a ciel sereno. Come si può non apprezzare un personaggio del genere?

E come lui, anche The Webzine si dichiara NO TAV.

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Ma quanto vogliono bene gli italiani a Caparezza? Uno degli unici veri artisti rimasti su questa penisola, per questo inviso alla stampa di parte per le sue prese di posizione politiche più o meno radicali che lo hanno schierato assieme a tutti gli eretici del momento: da Travaglio e Santoro passando per tutti i lavoratori del settore, arrivando ad altri artisti del calibro di Elio e Le Storie Tese. E’ un po’ per questo, forse, che il suo ultimo disco si chiama, ironicamente, Il Sogno Eretico, e che il tour stesso è stato battezzato Eretico Tour 2011.
La tappa di Padova è stata, senz’altro, a prova di bomba: una scaletta assolutamente consistente, un’esecuzione perfetta, aiutata dall’ottimo sound della band e dall’eccellente acustica del palazzetto/teatrino sulla tangenziale di Padova, con una risposta di pubblico veramente straordinaria. E il Capa, il vero protagonista, mattatore come non se ne vedevano da tempo, abilissimo sul palco sia da musicista che da intrattenitore, brandisce oggetti, sbandiera slogan, si cambia d’abito, e, ovviamente, non si dimentica di rappare le sue lunghissime e ormai politicizzatissime canzoni, scatenando ad ogni pié sospinto ovazioni incontenibili. L’accompagnamento corale e fisico del pubblico si unisce pertanto ad uno degli show meglio costruiti che io abbia mai visto, dove la scaletta non è solo un affastellamento di brani più o meno celebri ma un vero e proprio costrutto sintattico studiato e condito da siparietti e scenette di stampo satirico/caricaturale che si occupano di marmorizzarlo e renderlo meno sterile possibile, in questo modo coinvolgendo gli astanti dal primo all’ultimo. In scaletta i brani prediletti dai fans nei live del Capa, “Vengo dalla Luna”, “Dalla Parte del Toro” (entrambi ammucchiati nell’encore finale), “Torna Catalessi”, “Abiura di Me” e “Ilaria Condizionata”, tralasciando finalmente “Stanco e Sbronzo”, e includendo una versione reggae de “Il Secondo Secondo Me”, pezzo resuscitato dopo anni di assenza nelle setlist, devo dire, con molta intelligenza, inserendolo nel punto giusto della scaletta e della storia del paese. Chiaramente una buona parte delle due orette passate sul palco sono state dedicate a presentare il nuovo lavoro, dal quale sono state estratte molte canzoni, come vi lasciamo leggere nella scaletta completa in fondo all’articolo: le migliori per resa live “Messa in Moto”, in conclusione, “Sono Il Tuo Sogno Eretico” e “Kevin Spacey”. Un po’ sottotono il brano liricamente più intenso su disco, ovvero “Non Siete Stato Voi”, che riesce comunque a scatenare un bel coretto antiberlusconiano come va tanto di moda oggi. Giustamente. Le più apprezzate tra le nuove, senza dubbio, il singolo “Goodbye Malinconia” e “Legalize the Premier”. Alcune trovate sul palco hanno contribuito, dicevamo, ad allietare il pubblico e a presentare i contesti dei testi delle varie canzoni; a coadiuvare il Capa e la sua band, tecnicamente superba, anche uno schermo di medie dimensioni che trasmette immagini piuttosto simpatiche in sintonia con i vari pezzi.

Che dire, non partecipare a un concerto del Michele nazionale ormai significa rimanere fuori dal piano eretico di uno dei più grandi artisti che questo paese abbia mai conosciuto; significa anche rinunciare a due ore di divertimento, da esternare saltando e sudando, semplicemente gridando, oppure sedendosi e ridendo delle trovate sempre molto ironiche di uno dei più grandi entreteneurs che si potranno ricordare nel futuro della nostra musica. Anche in live un musicista maturo, che ha superato la fase cazzona “uscendo dal tunnel” e si è attestato su di una linea rigorosamente politica che ben si fonde con la provenienza e l’estrazione sociale del suo fan medio, non mancando di rivelare al pubblico che l’ha sempre snobbato la levatura culturale ed intellettuale del suo essere artista. Ripeto, non un cantante, un artista. Non perdetevi le prossime date del suo tour, è un mio consiglio.

SCALETTA:
1. Tutti dormano
2. Chi se ne frega della musica
3. Il dito medio di Galileo
4. Abiura di me
5. Sono il tuo sogno eretico
6. Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)
7. Legalize the premier
8. Il secondo secondo me (versione reggae)
9. Kevin Spacey
10. La mia parte intollerante
11. Io diventerò qualcuno
12. Ilaria condizionata
13. Goodbye Malinconia
14. Torna catalessi
15. Non siete stato voi
16. La fine di Gaia
17. Vieni a ballare in Puglia
18. Ti sorrido mentre affogo
ENCORE
19. Vengo dalla luna
20. Dalla parte del toro
21. Messa in moto

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ETICHETTA: Universal
GENERE: Rap italiano, alternative rap

TRACKLIST:
1. Nessun Dorma
2. Tutti Dormano
3. Chi Se Ne Frega della Musica
4. Il Dito Medio di Galileo
5. Sono Il Tuo Sogno Eretico
6. Cose Che Non Capisco
7. Goodbye Malinconia (ft. Tony Hadley)
8. La Marchetta di Popolino
9. La Fine di Gaia
10. House Credibility
11. Kevin Spacey
12. Legalize the Premier (ft. Alborosie)
13. Messa In Moto
14. Non Siete Stato Voi
15. La Ghigliottina
16. Ti Sorrido Mentre Affogo

Torna con il quinto full-lenght Michele Salvemini, uno dei veri geni della musica italiana che rischiano, tutt’oggi, di non essere capiti e di essere considerati dalla mediocre critica i “soliti alternativi finto-comunisti”. La verità è che, come dimostra di nuovo in questo Il Sogno Eretico, Caparezza è l’unico rapper italiano che, dopo aver raggiunto il successo, continua a comunicare qualcosa, permettendosi magari di proseguire con quella corrosiva miscela di rap, rock ed elettronica, aperta a contaminazioni di ogni tipo, che lo contraddistingue da due dischi a questa parte, puntando comunque soprattutto sulla genialità delle sue liriche.

Stavolta nella confezione troviamo sedici tracce, di cui le prime due, in pura tradizione “caparezziana”, sono semplici incipit, che servono in questo caso a comprendere una delle nozioni che sta alla base di questo disco: non solo l’eresia del titolo, ma la schizofrenia del Caparezza-artista, concetto che porterà fino alla fine dell’album in una sorta di crescendo che si conclude con la folle “Ti Sorrido Mentre Affogo”.
Analizziamo questo disco dal punto di vista letterario: l’abilità di scrittura di Michele è sempre stata ottima, dimostrando e confermando progressivamente sempre più la sua capacità di rimare e incastrare giri di parole incredibilmente sottili sia sul piano del significante che del significato, non disdegnando espedienti retorici o fonici che senz’altro un esperto di linguistica noterebbe più di un ascoltatore medio. Le tematiche sono sempre le stesse del disco precedente, Le Dimensioni del Mio Caos, mischiando politica italiana, cultura generale “pop” e vita personale dell’artista, sviluppando così delle vere e proprie cavalcate rap che quasi nessuno si può permettere di fare come fa lui, e questo lo dobbiamo, per forza, ammettere.
Il primo singolo è la splendida “Goodbye Malinconia”, ballata anni ’80 dedicata all’Italia, con riferimenti alla “fuga dei cervelli” e alla rovina, effettivamente già avvenuta, del nostro paese, aiutato, nel ritornello, da Hadley degli Spandau Ballet, ospite perfetto per un brano del genere. Altro momento perfetto dal punto di vista commerciale è “Legalize the Premier”, reggae ballad che farà senz’altro scintille nelle date del buon Capa, mirata ad un target di pubblico che è lo stesso di molte band punk e reggae italiane (Alborosie, che infatti sono ospiti, Skardy, Sud Sound System, Punkreas, ecc.), con un ritornello che è un vero e proprio inno e un testo incredibilmente facile da memorizzare e cantare. L’approccio easy-listening porta Caparezza ad osare un po’ troppo con le basi ballabili, quei synth quasi techno che sentiamo in “La Fine di Gaia”, ottimo brano sulla bufala del 2012 che riprende per struttura “Abiura Di Me” e forma un’eccellente combinazione rock insieme a “Messa In Moto”, quest’ultima, però, leggermente meno efficace.
Un altro brano dal ritornello molto radiofonico è “Chi Se Ne Frega della Musica”, probabile futuro singolo, che parla dei problemi di una discografia che bada più all’immagine che al contenuto. Tema particolarmente caro a Caparezza, che citerà talent e reality show (es. “House Credibility”) anche altre volte all’interno di altri episodi. Il brano-manifesto del disco è “Il Tuo Sogno Eretico”, al primo ascolto uno dei pezzi più fragili insieme alla graffiante filippica “La Marchetta di Popolino”, ma con un impianto veramente molto “epico” che solleva un testo a suo modo troppo autoreferenziale per gli standard di Caparezza.
Il miglior brano a livello letterario è l’incredibile requisitoria contro la politica italiana, “Non Siete Stato Voi”, veramente una delle più belle mai scritte da Caparezza. Sconvolge, infine, la genialità nell’inventare una canzone come “Kevin Spacey”, vero e proprio inno al cinema (ma al contrario, spoilerando i finali di tutti i film più celebri) che difficilmente si dimenticherà: ascoltare per credere.

Per la forte qualità evocativa, questo disco, si potrebbe definire una filippica satirico-surreale. Ghigliottine, Andrea Doria, Sindona, citiamo e accostiamo di tutto e di più purché la finalità sia quella di desarrollar, come direbbero nella penisola iberica, concetti che arrivino a tutti con qualche riserva, perché dobbiamo pur ammettere che l’intelligenza con cui alcuni paragoni, metafore e similitudini sono costruiti ne riduce sensibilmente il target.

Facendo un bilancio, musicalmente questo disco perde terreno rispetto all’approccio rock che sembrava voler prevalere in Le Dimensioni del Mio Caos, costringendosi ad inserimenti elettronici che, a volte, sembrano un po’ forzati., seppur contribuiscano a rendere il disco sostanzialmente il più completo della sua carriera. In realtà la qualità delle basi è ancora in via di miglioramento, con alcuni espedienti che soprattutto dal vivo funzioneranno benissimo, sia per la resa tecnica che per il coinvolgimento emotivo e fisico del pubblico. I testi sono, come già dicevamo, perfetti dal punto di vista della costruzione e le tematiche di Caparezza continuano ad essere sviluppate con sagace coerenza e capacità di analisi. Il tema dell’eresia, che si concretizza citando anche personaggi come Giordano Bruno e Galileo (“Il Dito Medio di Galileo”), è forse piuttosto debole rispetto all’impianto molto godibile del disco, che mette in fila una serie di aspre critiche ma sempre con quel paragone a figure dell’immaginario culturale nazionalpopolare che le rende più “divertenti” che “piccanti”.
In ogni caso, questo disco è veramente l’essenza di quello che Michele Salvemini, come artista, può proporre nel duemilaundici, una straziante e malinconica visione del nostro paese dagli occhi di uno dei più brillanti musicisti che quest’ultimo ci può offrire.

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Tra pochi giorni la recensione del disco.

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