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Archive for luglio 2011

ETICHETTA: Alkemist Fanatix
GENERE: Rock’n’roll, folk-pop

TRACKLIST:
1. L’Infedele
2. Il Mio Mondo Cosmico
3. Lucienne
4. Tu Sei
5. Babilonia
6. L’Arte di Schiodare Le Stelle dal Cielo
7. Amen (L’Uomo che Parla in Reverse)
8. The Boys Dig the Boys
9. Lalala (Gli Anni Persi)
10. Elizabeth
11. Ode al Silenzio

Un po’ bisogna ammetterlo: fare rock’n’roll ha un enorme pregio e un enorme difetto. L’enorme difetto è che si risulta spesso pacchiani, tendenti a scelte baroccheggianti oppure talmente semplici da autodefinirsi banali; l’enorme pregio è che basta saper suonare due power chords e fai un disco che spacca a qualunque latitudine.
I Valium, se prendessimo semplicemente questa breve descrizione riguardante il genere proposto, non ne uscirebbero molto bene. Pensiamo, ad esempio, che stiamo riferendoci loro come “una delle tante band”. Allora cosa ci spinge a dire che in realtà, non sono “una delle tante band”?. La coerenza con cui un album di questa caratura viene buttato fuori nel duemilaundici, da Salerno, intriso di voglia di fare, di scatenare il culo della gente, di sporcare ancora quella chitarra per dare del salutare rock’n’roll in faccia alle persone. I Valium sono (anche) questo.
Tutto sommato non dovremo aggiungere altro: “L’Infedele”, “Lucienne”, “Amen” ed “Elizabeth” sono, ognuna a suo modo, canzoni molto simili per intensità e ambientazione, impossibili da astrarre da un contesto sixties/seventies dei più riconoscibili, ma modernizzate da un’energia alle pelli e alle sei corde che insudicia tutto di alternative rock americano e folk pop. Popolareggiante, quindi, il secondo contesto più diffuso nell’opera, anche se è meglio riconoscibile il primo, quello da motoraduno, da birra al pub, da finta balera vintage dove quindicenni ballano musica di una volta senza sentirsi ridicoli. Le continue sfuriate dentro e fuori i refrain, tra distorti che urlano fuori rabbia e voglia di divertirsi, e anche i momenti più rilassanti, dicono tutti la stessa cosa: un grido all’unisono che rende il disco più che buono, praticamente privo di difetti troppo palesi.

Coraggiosi, estroversi e “veri”, quindi verosimili, questi giovani salernitani sanno il fatto loro. Non dicendo niente di nuovo fanno molto più di tanti altri, dandosi un’immagine che, priva di stereotipi e di confezioni precostruite, si allontana sia da quella degli sbarbatelli da talent che dai mostri sacri del genere. Insomma, una certa personalità gli fa senz’altro da paraurti. Il prossimo full-length confermerà senz’altro l’anima pop ma contemporaneamente rock’n’roll di una band tutta da scoprire.

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ETICHETTA: Subcava Sonora
GENERE: Alternative rock

TRACKLIST:
1. Arriva la Fine
2. Picnic
3. Ogni Giorno
4. Cinici e Passivi
5. Love Revolution

Noi in Italia siamo sempre stati abituati ad una sorta di alternative rock imbellettato che trasuda passione ed erotismo, incarnati in una poesia post-decadentista perfezionata dalle declinazioni internazionali d’importazione. Stiamo parlando dei soliti grandi nomi: Afterhours, Marlene Kuntz. Non serve aggiungere altro, ma la sensualità quasi pornografica di certe sensazioni all’interno di Love Revolution non potevano che portarci lì. Ed è un caso, perché la musica invece conduce altrove: esplosioni cosmiche di sonorità rock dal sapore brit-pop, ma sempre con la virulenza e la veemenza dagli accenti metal che ricorda perfino Showbiz dei Muse. In generale si strizza l’occhio ad un universo anglofono ma è nella nostra terra che i napoletani trovano le loro influenze principali.
I cinque brani sono tutti molto solidi, quadrati, con ritmiche decise e spigolose, prive di curvature ammorbidite e acerbi fronzoli prog. Sono invece abbastanza acerbi, o perlomeno “vagamente immaturi” alcuni passaggi tra sezione e sezione (in “Pic Nic”), anche se i brani, grazie a dei testi ancora da perfezionare ma molto buoni nel caratterizzare una sorta di personalità Nouer, sono tutti costruiti con una certa maturità nel songwriting. “Ogni Giorno” ne potrebbe essere la prova, ma si preferisce lo schematismo più dark dell’intensissima “Cinici e Passivi”.
Il grosso della fatica è scaricato sulle chitarre che con sonorità abbastanza ruvide da essere tipicamente italo-alternative portano in campo una tensione rozza e dai sapori grunge (“Arriva la Fine”). Quella stessa rozzezza, però, vive nel background del disco come una sorta di corda che rischia di spezzarsi, togliendo coesione al tutto, vibrando troppo violentemente in alcuni momenti. La maturità di cui sopra fa da contraltare e il risultato è pertanto più che sufficiente: è possibilissimo quindi che questo EP possa essere semplicemente un’anteprima di cosa i Nouer sanno veramente fare, lasciandoci la speranza di vedere veramente una piccola gemma al traguardo del primo full-length.

Ci devono stupire, ma per ora, un pochino, l’hanno già fatto. A noi che siamo italiani.

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ETICHETTA: Autoproduzione
GENERE: Brit-pop, indie pop, shoegaze

TRACKLIST:
1. Country Bus
2. Back Home
3. Radiation
4. Syndrome
5. Ms Bag
6. Paolo
7. Ashamed
8. Laura
9. Jennifer
10. Ufo

Lascia parlare i fatti, dicevano.
I fatti sono questi: i Jolly Jolly Doowhacker, band marchigiana, che si autodefinisce “British pop post-Blur”, non a torto, ci ha aiutato a capire che superare le barriere a cui ci costringono le tag di genere è un dovere morale di tutti i recensori. Ma quale brit-pop, ma quale indie, qui c’è di tutto: sfumature grunge, Violent Femmes, i Blur meno riconoscibili, shoegaze, alternative rock italico (“Paolo”, che strizza palesemente l’occhio agli Afterhours dei primi tempi) e folk/indie dal sapore retrò. Ogni brano rappresenta a suo modo un generoso tributo a qualcosa, ma un tributo ben fatto. La costruzione dei pezzi conferisce la giusta visibilità alla capacità compositiva di una band particolare ma matura, che potrebbe ancora ricercare di specializzare di più il proprio sound per rendere gli elementi d’influenza meno evidenti (“Country Bus” è la più farcita), però fa un gran lavoro nel non rendere banali le strutture delle canzoni (“Back Home”, “Ashamed”, “Jennifer”).

Sostanzialmente può generare confusione ritrovarsi un disco così variopinto ma bisogna ammettere la notevole capacità della band nell’evitare di perdere la personalità decontestualizzandosi: si resta sempre ben saldi dentro ad un linguaggio che potremo chiamare solo col loro nome, e allora sì, quell’etichetta da loro citata, sarebbe veramente l’unico modo per definire un genere a suo modo originale. Originale nel non essere originale.
Bel disco.

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ETICHETTA: To Lose La Track
GENERE: Post-hardcore, post-punk

TRACKLIST:
1. Il Tram delle Sei
2. Dettato
3. Senza di Te
4. Frate Indovino
5. Troppo Facile
6. Ci Mancherà
7. Cinghiale
8. 300 Lire

Esistono dei momenti in cui bisogna riconoscere che la musica italiana occupa ben più di un angolino in penombra all’interno del grande, caotico e variopinto panorama europeo. I Gazebo Penguins, quest’anno, scegliendo di approfondire una strada nuova rispetto a quella precedentemente battuta, che assomiglia di più ad alcuni accenni dei primi One Dimensional Man (ma che oggi attualizzeremo in un paragone coi Fine Before You Came, il cui cantante è pure ospite in”Senza di Te”), mentre per la voce meno aggressiva ci si appoggia a un universo più vicino ai Marta Sui Tubi.
La scelta della lingua nostrana è senz’altro un punto a favore per il disco, che rinchiudendo dentro i nostri confini il suo campo d’azione diventa senz’altro un punto di riferimento nel genere. L’immediatezza del sound, nonostante i suoi accenti post-hardcore, è da subito percepibile, così com’è palpabile l’atmosfera internazionale di un’imprescindibile violenza post-punk. Ma di quello buono. “Troppo Facile”, “Il Tram delle Sei” e “Ci Mancherà”, nella loro velocità, rappresentano la collosa tattica di penetrazione rapida che contraddistingue l’intero disco. E’ come ascoltare una versione levigata di un qualsivoglia disco screamo italiano, levigato da tutte le imperfezioni e le sbavature che hanno reso grossi act come i La Quiete, nonostante suoni sporchi e cacofonici rimangano evidenti in alcuni momenti (“Dettato” e “Cinghiale” soprattutto). Le influenze sono talmente tante che l’eterogeneità scompare, e rimangono i ventitré minuti più sconvolgenti degli ultimi tempi.

Originale, perlomeno qui. Veloce e possente, intrepido, trepidante. Questo disco, quest’anno, non ce lo dimenticheremo, questo è certo. Un ottimo modo di passare l’estate con dei pinguini emiliani.

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8tracks è un sito di playlist create dagli utenti. Un’idea semplicissima, direte voi.
Beh abbiamo pensato di condividere segnalazioni di playlist a casaccio per la vostra felicità.

Questa è stata creata da femslag e si intitola “three chord wonders“).
Ecco la lista delle tracce:
1. Skids – Into the Valley
2. The Buzzcocks – Harmony in My Head
3. The Stranglers – No More Heroes
4. Stiff Little Fingers – 78 RPM
5. The Adverts – On The Roof
6. The Rezillos – Cold Wars
7. Television Personalities – Where’s Bill Grundy Now
8. Angelic Upstarts – 42nd Street
9. The Undertones – Get Over You
10. The Clash – Complete Control
11. Hammersmith Gorillas – Gatecrasher
12. Sham 69 – Angels With Dirty Faces
13. The Killjoys – Johnny Won’t Get to Heaven
14. Alternative TV – Action Time Vision
15. Damned – Neat Neat Neat
16. The Flys – Can I Crash Here
17. Generation X – Ready Steady Go
18. The Mekons – Where Were You?
19. Wire – Mannequin
20. Vic Goddard and the Subway Sect – Chain Smoking
21. Johnny and the Selfabusers – Saints and Sinners
22. Vibrators – Baby Baby
23. Sex Pistols – Bodies
(continua)


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Fotoreport di Mairo Cinquetti scattato il 22 luglio 2011 al Tambourine di Seregno (MB). Al live hanno suonato, in ordine, gli Atlanta, i Go! Garage Orchestra e Steve Rawles, leader dei This Is A Standoff.

ATLANTA

GO! GARAGE ORCHESTRA

STEVE RAWLES

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ECCOCIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII​IIIIIIII!!!!Torna il “WHAT IS ROCK FESTIVAL 2011”!CI
ASPETTAVATE E NOI CARICHI DURI SIAMO QUA!!CON TANTISSIMA OTTIMA MUSICA DI TUTTI
I GENERI E DI LIVELLO NAZIONALE E INTERNAZIONALE…E SOPRATTUTTO SEMPRE FREEEE
ENTRYYYYYYYYYY!!!17 GIORNI DI DIVERTIMENTO,OTTIMA BIRRA,PIADE E UN SUPER
RISTORANTE CON MENU’ DI PESCE E CARNE!!

Il Festival si tiene a Portomaggiore in provincia di Ferrara,dal Sabato 30
luglio …al Lunedi 15 agosto,ed e’ all’interno della manifestazione
“FESTISSIMA PD”.
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LA NOVITA’ DI QUEST ANNO E’ CHE I CONCERTI SI TERRANNO ANCHE IN CASO DI
MALTEMPO GRAZIE AD UNA AMPIA TENSOSTRUTTURA CHE CI RIPARA DAL FOTTUTO MALTEMPO!!
PERCIO’ TUTTI I LIVE SONO SALVII!
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APERTURA AREA ORE 19 CON APERITIVI

INIZIO LIVE ORE 21,30
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PROGRAMMA
– SABATO 30 LUGLIO:
ONE DIMENSIONAL MAN
http://www.onedimensionalman.it/NEWS.html
Il Maltempo
http://www.myspace.com/ilm​altempo

– DOMENICA 31 LUGLIO:
Koine’
http://www.myspace.com/koi​neband
Kateskin

– LUNEDI’ 1 AGOSTO : Dj set BY Frank Corallo

– MARTEDI’ 2 AGOSTO :
Mace
http://www.myspace.com/mac​efe
Made special for
http://www.myspace.com/mad​especialforitaly
Mad Flanders
http://www.facebook.com/pa​ges/MAD-FLANDERS/125332217​550148

– MERCOLEDI’ 3 AGOSTO :
MAHONES
http://www.myspace.com/the​mahones
Pestafango
http://www.pestafango.it/

– GIOVEDI’ 4 AGOSTO :
Aedi
http://www.myspace.com/aed​imusic
Carlo Rosa e le Spine
http://www.myspace.com/car​lorosaelespine

– VENERDI’ 5 AGOSTO :
The Dancers
http://www.myspace.com/the​dancersmusic
Hateboss
http://www.myspace.com/hat​eboss

– SABATO 6 AGOSTO :
CASA DEL MIRTO
http://www.myspace.com/cas​adelmirto
Maybe happy
http://www.myspace.com/may​behappymaybe

– DOMENICA 7 AGOSTO :
Muleta
http://www.myspace.com/imu​leta
Dondolaluva
http://www.myspace.com/don​dolaluva

– LUNEDI’ 8 AGOSTO :
Famous Like You
http://www.myspace.com/fam​ouslikeyou
Nitwitsmumis Alwayspregnant
http://www.myspace.com/wea​renitwits

– MARTEDI’ 9 AGOSTO :
Exoteria
http://www.myspace.com/exo​theria
Altair
http://www.myspace.com/alt​airitalia

– MERCOLEDI’ 10 AGOSTO :
Dubby Dub
http://www.dubbydub.com/
New Candys
http://www.myspace.com/new​candys

– GIOVEDI’ 11 AGOSTO :
FONOKIT
http://www.myspace.com/fon​okitband
LALENE
http://www.myspace.com/lal​ene5et

-VENERDI’ 12 AGOSTO :
I TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI
http://www.treallegriragazzimorti.it/
Nolatzco
http://www.myspace.com/nol​atzco

– SABATO 13 AGOSTO :
GBH (UNICA DATA IN ITALIA)
http://gbhuk.com/
IMPACT
http://www.impact-hc80.com​/

DOMENICA 14 AGOSTO: SIAMOO CHIUSIIIIIIIIIII!!!

LUNEDI’ 15 AGOSTO : SERATA MULTIETNICA CON
CARAVAN BUM BUM LIVE

+ DJ SET BY DJ GIL MOSCA

TUTTE LE SERE ESPOSIZIONE ARTISTICHE DI:

dal 30 luglio al 3 agosto

LUCA ZARATTINI

Luca Zarattini è nato a Codigoro nel 1984
Si è laureato nel luglio 2009 all’Accademia di Belle Arti di Bologna
Vive e lavora a Comacchio e Ferrara.
“Il volto è la prima cosa che osservo quando sono di fronte ad una persona,
come rimango attratto dalle pareti degradate di edifici corrosi o dalle
superfici arrugginite delle locomotive dei treni.
Mi piace indagare e perlustrare questi spazi “poveri” ma contemporaneamente
molto ricchi.”
http://lucazarattini.wordpress.com/about/

DAL 4 AGOSTO AL 11 AGOSTO

COLLETTIVO DI ARTISTI FERRARESI RIUNITI…

UN BEL MIXONE DI ARTE MADE IN PROVINCIA…!!

DAL 11 AGOSTO AL 15 AGOSTO

CONCRETE SKATEBOARD Exhibition è una mostra itinerante di skateboard graphics
dagli anni 80 ai giorni nostri. Un percorso ideale che dagli shape old school
approda a grafiche e rielaborazioni polimateriche odierne create da giovani
artisti contemporanei….

E PRESENTE TUTTE LE SERE CON LE SUE VIGNETTE IL NOSTRO MAV NAZIONALE….UNA
SICUREZZA…VELENO COMICS RULEZZZ!!!

PERCIO’..VI ASPETTIAMO TUTTI..PER L EVENTO ESTIVO CHE E’ DIVENTATO UN MUST!!!

INFO;

3332302298 MONTA
3473001605 ARIUZ

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Recensione a cura di ALESSIA RADOVIC
ETICHETTA: XL Recordings
GENERE: Pop, soul

TRACKLIST:
1. Rolling in the Deep
2. Rumour Has It
3. Turning Tables
4. Don’t You Remember
5. Set Fire to the Rain
6. He Won’t Go
7. Take It All
8. I’ll Be Waiting
9. One and Only
10. Lovesong
11. Someone Like You

L’ultimo album di Adele si chiama semplicemente 21. Nulla di misterioso dietro questo titolo, è semplicemente l’età della cantante nel momento della pubblicazione del disco.
Ho deciso di parlarne perché, secondo me, merita un ascolto. Musicalmente sono di bocca buona, sono la classica persona che ascolta un po’ di tutto e lo fa davvero. Passo da Lady Gaga al Teatro degli Orrori per poi tornare verso Avril Lavigne, ecc… ma molti artisti mi lasciano indifferenti e, dopo aver ascoltato per qualche tempo il singolo che gira su Mtv, finiscono nel mio dimenticatoio musicale. Dopo aver ascoltato diverse volte in singolo “Rolling in the deep” ho deciso di…comprare il CD più che altro per ascoltarmi quella e invece ho scoperto un piccolo tesoro. Adele è un’artista, con la A maiuscola, ha una voce che non si discute e non è una di quelle che per arrivare alla meta deve mostrare il culo o farsi fotografare con le poppe al vento. Anzi, si copre, forse anche un po’ troppo, Adele non sarai una taglia 38 ma sei una signora (cioè, signora, è del 1988) di gran talento, non hai nulla da invidiare alle altre che alla fine, si sa, combattono con l’ago della bilancia a furia di addominali e digiuni.
Non so se sia un album che può piacere facilmente, io v’invito ad ascoltarlo e se pensate di non aver abbastanza tempo da dedicarci vi consiglio “Turning Tables” e “Don’t You Remember”, probabilmente i miei pezzi preferiti ma è difficile sceglierne uno soltanto.
La prova del nove sarebbe andare ad un suo concerto (è passata a Milano lo scorso marzo, ora se ne va in America e dimenticatevi di vederla in Europa perché tutte le date son già sold out), giusto per capire se la voce è davvero un dono della natura o del computer.

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ETICHETTA: U.D.U. Records
GENERE: Elettronica, pop

TRACKLIST:
1. Hikikomori
2. Lo Stato In Cui Mi Cerco
3. Ideale
4. In Una Catapulta
5. Sta Accadendo
6. La Cura del Suono
7. Maledizione
8. Boomerang
9. Hai Fai
10. Grancassa
11. La Spiaggia
12. Le Cose Infinite
13. Ecocentrifugo
14. In Feedback

“Grancassa” è la rappresentazione più consona della deriva tecnologica che in Italia quotidianamente conquista decine di artisti. In questo caso Tenedle non ha fatto una scelta di campo negli ultimi anni, ma lo fa da una vita, spostandosi da Firenze all’Olanda, perfezionandosi sempre più. E’ questo il disco della svolta? Forse no, ma rimane un lavoro apprezzabile e che merita senz’altro un approfondimento.

Bisogna obbligatoriamente sottolineare la presenza di numerosi ospiti femminili che contribuiscono alle voci (Marydim, Vanessa Tagliabue Yorke e Silvia Vavolo), sollevando la qualità media del disco per la presenza di linee vocali che si intrecciano con l’ottimo apporto di sintetizzatori e tastiere, nel concretizzare un sound leggero, dalle atmosfere intense ma fredde, dove le linee sono a loro modo ossessive, cercando nella ripetizione il meccanismo per replicare nella mente dell’ascoltatore pulsazioni e melodie principali in maniera da sollecitarne il ricordo: in una parola, un disco radio-friendly, ma più complesso nel songwriting, ricercando lo studio della struttura senza soluzioni troppo banali, ma dipingendo nel complesso potenti sollecitazioni immaginifiche, quasi visionarie. “In Una Catapulta”, “In Feedback” e “Boomerang” potrebbero bastare a specificare in musica tutto quello che abbiamo detto, ma diamo ad “Ideale” la palma d’oro per il pezzo più rappresentativo. La scelta dei suoni più adatti è un obiettivo rincorso lungo tutta la durata del lavoro, neppure troppo breve se vogliamo, e si colpisce sempre nel segno.

Sostanzialmente, lontani dal definirlo un disco miracoloso, ci si deve per forza soffermare a sottolinearne la potenza comunicativa, estrinsecata dal primo all’ultimo secondo del disco da melodie che si sorreggono con ritmi, modi e maniere tipiche di una tradizione orecchiabile risalente all’elettronica del nord Europa, se non addirittura della Scandinavia. In sostanza, una prova di maturità destinata a restare nel tempo.

 

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ETICHETTA: 42 Records
GENERE: Dance pop, indie pop, alt pop

TRACKLIST:
1. Theme from the Cameretta
2. Hipsteria
3. Door Selection
4. Velleità
5. Le Coppie
6. Il Pranzo di Santo Stefano
7. Post Punk
8. Roma Nord (feat. Cris X)
9. I Pariolini di Diciott’Anni
10. Perdona e Dimentica
11. Wes Anderson

La collocazione più generica possibile sarebbe quella più adatta per un disco come Il Sorprendente Album d’Esordio dei Cani, icona insormontabile di una discografia da anni zero (e relativo post), preoccupata sempre più di emanciparsi dalle categorie più in voga (new wave, indie, pop, e sempre più inopportune concatenazioni e derivazioni) ma ben concentrata sul valore dei testi, diventati strumento di comunicazione potente per individuare una base di fan in quanto a generazione, contesto e gusti musicali. Ci sono riusciti, in ordine sparso, e con indici di gradimento diversi: Bugo, Dente, Brunori Sas, Le Luci della Centrale Elettrica (criticato in uno dei testi), Edipo, e molti, molti altri. Riferimenti alla contemporaneità tecnologica da social network, alle vere e proprie sovrastrutture dominanti che sono televisione, internet e musica, e alla quotidianità più liquida e sgangherata, sono all’ordine del giorno nel “nuovo cantautorato”, e anche se non si può parlare di cantautorato, I Cani arrivano, anzi arriva (il cane è uno solo), nel momento buono per approfittarne.

L’hype iper-confezionata che è stata cucita loro addosso ancora prima dell’uscita del “sorprendente album d’esordio” ha già, scusatemi il francesismo, rotto i coglioni, e non si può assolutamente gustare un disco con una pubblicità a scatola chiusa fatta in questa maniera, sfruttando in maniera devastante ogni possibile canale online per massacrare la popolarità di un artista prima ancora che esca: non stiamo ad individuare il colpevole, passiamo piuttosto alla musica, augurandoci che il cattivo esempio dell’eccesso di attenzione che ha contribuito a rovinare le carriere soprattutto di Ministri e Vasco Brondi, non prosegua nel martoriare anche quella del romano.

La densità di qualità del disco è notevole, ci sono delle derive post-punk assolutamente eighties all’interno del sottosuolo musicale, che però non è, come dicevamo, l’attrattiva principale di questo lavoro: sintetizzatori lobotomizzati ma fortemente dance sottostanno in maniera quasi barocca (e per niente originale, si possono intercambiare tutti i testi con tutte le canzoni, grazie anche alla banalità delle linee vocali) ai testi, vero fulcro dell’album.
Le interpretazioni che si possono dare di queste liriche sono due: un tentativo di sparare su tutto e tutti, in pieno stile dissing da rapper, in modo da piacere a tutto e tutti, oppure un tentativo di parlare di tutto e tutti, per piacere ancora di più a tutti quanti. Se fosse la prima, sarebbe difficile capire il perché, e infatti si propenderebbe più per la seconda perché in una bolla di qualunquismo evidente grattata da parole graffianti e gonfie di significato ci siamo tutti noi: i “pariolini” rappresentano ben altro che semplici abitanti di un quartiere di Roma, i nati nei vari decenni citati in “Velleità” sono un po’ in confusione cronologicamente ma in tanti ci si possiamo riconoscere, e così potremo estendere la cosa anche ai vari innamorati che saranno sicuramente interessati a verificare l’attendibilità delle statistiche citate in “Le Coppie”. Il risultato è un disco in realtà molto fighetto, hipster anche se contro gli stessi hipster si scaglia, dove brani come “Il Pranzo di Santo Stefano” e “Wes Anderson” sono riempitivi belli e buoni, seppur centrali per la comprensione della confezione come un avvenimento unico nel nostro duemilaundici musicale.
Un approccio polemico a tutto, si sa, piace, ed è proprio questo il modo che ha “il cane” per sfondare le porte aperte della critica sociale intesa come critica alla massa. Che poi più di critica, si debba parlare di apprezzamento condizionato dalla voglia di distinguersi, questo è ovvio.

Ora riempite questo progetto di attenzione, baciatelo, lustrategli le scarpe e sommergetelo di premi: se resisterà a questo bombardamento mediatico completamente usurante, avremo un vero genio, ma lo scopriremo solo dal secondo disco. Il “sorprendente esordio” di sorprendente ha solo il numero di articoli prodotti prima e dopo la sua uscita, ma tolta la cortina di fumo talmente patinato da perdere la sua tossicità naturale, ci rimane un disco di sicuro interesse per un pubblico molto largo e distinto. Ci vediamo al tour invernale?

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ETICHETTA: Interscope/Polydor
GENERE: Nu metal, rap metal

TRACKLIST:
1. Introbra
2. Bring it Back
3. Gold Cobra
4. Shark Attack
5. Get a Life
6. Shotgun
7. Douche Bag
8. Walking Away
9. Loser
10. Autotunage
11. 90.2.10
12. Why Try
13. Killer In You

Sono di nuovo qui, i Limp Bizkit, dopo tutti questi anni, con il rientro di Wes Borland da cui è scaturito l’ennesimo tentativo di riavvicinare la band al sound originario. Effettivamente, Gold Cobra è un disco valido, e nessuno potrà criticare il fatto che, nel genere a cui appartengono, quel rap-metal impropriamente definito “nu” negli anni novanta, questo disco rappresenti sicuramente uno dei pochi elementi buoni tra tutti quelli buttati fuori da quelle band annualmente occupate a raschiare al fondo del barile, evoluzione più evoluzione meno (Korn, Linkin Park, Papa Roach, Sevendust, ecc.). Nessuno potrebbe pretendere la perfezione da una band morta e sepolta come i Limp Bizkit, con elementi ormai quarantenni che giocano ai ventenni ancora intenti a sedurre il pubblico con testi riguardanti droga, fucili, sesso e violenza di vario tipo. E loro, infatti, non ce l’hanno data. Cosa ci hanno dato invece?

Gold Cobra, in un altro contesto, rappresenta quello che Death Magnetic è stato pochi anni fa per i ‘Tallica: un buon disco con qualche eccesso (passabile) di troppo, ma con il terribile difetto di essere uscito in palese ritardo. Il nu metal non vende più milioni di copie e farlo bene o male non cambierà l’antifona: le mode passano, e questo, a suo modo, è anche un fattore positivo. Una iperproduzione che nasconde bene le pecche vocali dell’ormai rancido Fred Durst e limita anche Dj Lethal, ancora scatenato solo nei live, riesce a rendere pienamente godibili brani come “Douche Bag”, la title-track e “Shotgun”, quest’ultima con un finale tamarro che alcuni non gli perdoneranno, ma che abbiamo apprezzato alquanto. La mancanza di originalità era talmente ovvia che non ne stiamo neppure a discutere, così come l’ottima performance di Rivers e Borland, vere menti dietro a questa nuova uscita.

Sostanzialmente, la svolta melodica che se da un lato sanciva una certa maturità dall’altro ne decretava il fallimento musicale, è scomparsa di nuovo, tornando a prima di Results May Vary e inabissando la delusione seguita a The Unquestionable Truth (Part 1). Il sound degli inizi è presente, e i soldi guadagnati con tutte le copie vendute e i tour trionfali nel decennio passato hanno permesso alla band di registrare un disco potentissimo e, a livello di sonorità, a passo coi tempi, seppur, ci ripetiamo, lo stile sia sorpassato da anni. Li attendiamo al varco per capire se continueranno a scavare sotto il pavimento del pozzo o si inventeranno qualcosa di nuovo, in ogni caso, tolti un paio di pezzi deboli (“Shark Attack” e “Walking Away”) Gold Cobra è innegabilmente un disco godibile.

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SETLIST:
Intro
Bring it Back
Hot Dog
Douche Bag
My Generation
Livin’ It Up
My Way
Shotgun
Break Stuff
Nookie
Gold Cobra
Boiler
Re-Arranged
Behind Blue Eyes (the Who cover)
N 2 Gether Now (ft. Dope D.O.D.)
Take a Look Around
Faith (George Michael cover)
Rollin’ (Air Raid Vehicle)

La calda estate di Villa Manin, molto poco rock quest’anno, trova a metà luglio il suo punto massimo di violenza puramente musicale, un ritorno alla seconda metà degli anni novanta che è riuscita a strappare al silenzio dei campi e delle montagne friulane e venete almeno tre migliaia (difficile stimare un numero preciso) di vecchi e nuovi fans. Si tratta dell’ennesima data italiana, ma unica quest’anno, dei Limp Bizkit, band ormai in declino dal punto di vista della popolarità ma che ha saputo dimostrare un affiatamento e una potenza sul palco assolutamente in linea con il loro periodo di gloria.
Gold Cobra è difatti un album fuori tempo massimo, ma pur sempre buono se lo paragoniamo al primo grande trittico della loro discografia, ed è per questo che la sua resa live non poteva che essere fondamentale per la tenuta del concerto intero: su tutte la title-track, “Douche Bag” e “Shotgun”. Un pubblico incredibilmente scatenato si fa subito ben volere da Fred Durst e soci, che si dimostrano in forma e in grado di far sudare come pazzi tutti i presenti: “Nookie”, “My Way”, “My Generation” e “Take A Look Around” su tutte, ma anche “Rollin” in conclusione, hanno sostanzialmente permesso di radere al suolo la storica villa che ne ospitava il live. L’arsura estiva sembrava poter degenerare in sintomi di disidratazione vista l’assenza di acqua distribuita gratuitamente (e due euro, si sa, sono troppi a ogni latitudine….) e l’eccesso di movimento fisico, ma la buona musica ha fatto da contraltare. Da sottolineare il lungo lancio di birre di Fred e la presenza, non certo una novità, di numerosi interludi e accenni di cover di Metallica, Nirvana e White Stripes.

E’ evidente l’importanza in tutto ciò di un Wes Borland in grande spolvero, che ha saputo riportare ai fasti originali una band visibilmente al tracollo (si sentano, per questo, gli ultimi dischi del decennio passato); qualche dubbio sulla voce di Fred e sull’eccesso di basi non hanno sconvolto il risultato, ottimo in tutte le sue componenti essenziali: esecuzione tecnica, potenza, coinvolgimento del pubblico e scaletta. Cos’altro da chiedere da una band che, al contrario dei colleghi del vecchio nu metal/crossover che combattono contro l’avanzare degli anni per non abbandonare prematuramente il palco, riesce ancora a spaccare veramente il culo? Se torneranno di nuovo, ci saremo anche noi. Promesso.

Ps. L’apertura è stata affidata ai Dope D.O.D., tre schizofrenici rapper con basi allucinanti al confine tra hip hop e industrial; assolutamente indubbia la loro capacità sul palco, speriamo tornino da headliner in qualche piccolo club!

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Gran disco ragazzi. Ascoltatelo.

 

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e quindi? cosa si va a vedere nella seconda metà di luglio?

15.07 – LINEA 77, DEAD POETS e TYSTNADEN @ HOME PAGE, Udine
15.07 – PORT ROYAL @ APARTAMENTO HOFFMAN, Conegliano Veneto (TV)
15.07 – VINICIO CAPOSSELA @ FERRARA SOTTO LE STELLE, Ferrara
15.07 – GIORGIO CANALI E I ROSSOFUOCO @ BOLOGNETTI ON THE ROCKS, Bologna
15.07 – PAOLO BENVEGNU’ @ SHERWOOD FESTIVAL 2011, Padova
15.07 – PINO SCOTTO @ AMBROFEST, Trebaseleghe (PD)
15.07 – GORAN BREGOVIC & WEDDINGS AND FUNERAL ORCHESTRA e BALKAN BOYS @ GUCA SUL CARSO, Borgo Grotta Gigante (TS)
16.07 – CALIFFO DE LUXE e APRES LA CLASSE @ VENICE DOC FESTIVAL, Noventa di Piave (VE)
16.07 – AIRWAY e VELVET @ TAMASOFEST, Campotamaso di Valdagno (VI)16.07 – SHANTEL & BUCOVINA CLUB ORCHESTRA, EKREM MAMUTOVIC ORKESTAR, DEJ SE’N LITRO BRASS BAND @ GUCA SUL CARSO, Borgo Grotta Gigante (TS)
16.07 – PINO SCOTTO @ ROTONDAROCK, Lido delle Nazioni (FE)
16.07 – AMY WINEHOUSE @ LUCCA FESTIVAL, Lucca
16.07 – LINEA 77 @ FERROCK FESTIVAL, Vicenza
16.07 – MARKY RAMONE @ ROCK PLANET, Pinarella di Cervia (RA)
16.07 – ELIO E LE STORIE TESE @ SHERWOOD FESTIVAL, Padova
16.07 – FABRI FIBRA @ CASTELLO SCALIGERO, Villafranca (VR)
16.07 – DEBORA PETRINA @ BOTANIQUE, Bologna
17.07 – MELLOW MOOD @ FERROCK, Vicenza
17.07 – BON JOVI @ STADIO FRIULI, Udine
17.07 – TOTO @ CASTELLO SCALIGERO, Villafranca (VR)
17.07 – THE ADOLESCENTS e BURNING HEADS @ PIEFFE FACTORY, Lucinicco (GO)
17.07 – BOBAN & MARKO MARKOVIC ORKESTAR, ORKESTAR DEJANA LAZAREVICA e RADIO ZASTAVA @ GUCA SUL CARSO, Borgo Grotta Gigante (TS)
18.07 – DEEP PURPLE @ ARENA DI VERONA, Verona
18.07 – 12ME AND RAPH @ BOTANIQUE, Bologna
18.07 – ROY PACI & ARETUSKA @ MARGHERA VILLAGE, Marghera (VE)
18.07 – MAURO FERRARESI feat. MARCO GISFREDI @ BOLOGNETTI ON THE ROCKS, Bologna
19.07 – DIRK HAMILTON @ BOTANIQUE, Bologna
19.07 – WHAT A FUNK! @ RELOAD, Ferrara
19.07 – QUINTORIGO @ VENICE DOC, Noventa di Piave (VE)
20.07 – STATUTO @ VENICE DOC, Noventa di Piave (VE)
20.07 – PAOLO BENVEGNU’ @ TETRIS FESTIVAL, Trieste
20.07 – BRUNORI SAS @ RADAR FESTIVAL, Padova
20.07 – BLOODY BEETROOTS @ PIAZZA CASTELLO, Ferrara
20.07 – MOJOMATICS @ CURTAROCK, Curtarolo (PD)
20.07 – ANNA CALVI @ SESTO UNPLUGGED, Sesto al Reghena (PN)
20.07 – MELLOW MOOD @ BOTANIQUE, Bologna
21.07 – JAMES BLUNT @ LUCCA FESTIVAL, Lucca
21.07 – YO YO MUNDI @ BOTANIQUE, Bologna
21.07 – MOJOMATICS @ VOCI PER LA LIBERTA, Villadose (RO)
21.07 – JAMIROQUAI @ PIAZZOLA LIVE MUSIC, Piazzola sul Brenta (PD)
21.07 – MARLENE KUNTZ @ MUSICFEST, Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR)
21.07 – SUBSONICA @ FERRARA SOTTO LE STELLE, Ferrara
22.07 – KAKI KING @ BOTANIQUE, Bologna
22.07 – WASHED OUT e MILLIONYOUNG @ RADAR FESTIVAL, Padova
22.07 – SUD SOUND SYSTEM @ VENICE DOC, Noventa di Piave (VE)22.07 – STATUTO @ HOME PAGE FESTIVAL, Udine
22.07 – YO YO MUNDI @ VOCI PER LA LIBERTA, Villadose (RO)
22.07 – FRANCO BATTIATO @ PIAZZA UNITA’, Trieste
22.07 – AFTERHOURS @ SCHIOROCK, Schio (VI)
22.07 – COCOROSIE e JOHN GRANT @ BANDS APART, Ferrara
22.07 – MISACHENEVICA, RIAFFIORA e EMILY PLAYS @ GALLIERA, Galliera Veneta (PD)
23.07 – HOOVERPHONIC @ PIAZZOLA LIVE, Piazzola sul Brenta (PD)
23.07 – MAX PEZZALI @ VICENZAROCK, Vicenza
23.07 – PESTAFANGO @ BOTANIQUE, Bologna
23.07 – DUFRESNE @ LAKE JUMP, Grantorto (PD)
23.07 – MASSIMO VOLUME, ONE DIMENSIONAL MAN, LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA, TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI, AUCAN, ALTRO, COSMETIC, IL PAN DEL DIAVOLO, SMART COPS, UOCHI TOKI, ZEN CIRCUS, FINE BEFORE YOU CAME, HARDCORE TAMBURO e GIORGIO CANALI @ VILLA TEMPESTA, Codroipo (UD)23.07 – AFRICA UNITE @ VOCI PER LA LIBERTA’, Villadose (RO)
23.07 – …A TOYS ORCHESTRA e BUZZ ALDRIN @ CURTAROCK, Curtarolo (PD)
24.07 – SUGAR FROM SOUL @ BOTANIQUE, Bologna
24.07 – SIR OLIVER SKARDY & FAHRENHEIT 451 @ VENICE DOC, Noventa di Piave (VE)
24.07 – SIMONE CRISTICCHI @ VOCI PER LA LIBERTA’, Villadose (RO)
24.07 – MARK COLLINS & TIM BURGESS e NOUVELLE VAGUE @ SESTO UNPLUGGED, Sesto al Reghena (PN)
25.07 – ROY PACI & GRAZIA NEGRO e GIANMARIA TESTA @ VOCI PER LA LIBERTA’, Villadose (RO)
25.07 – BOB LOG III @ BOTANIQUE, Bologna
25.07 – HERMAN MEDRANO @ MARGHERA VILLAGE, Marghera (VE)
26.07 – CAPITAN TIFUS @ BOTANIQUE, Bologna
27.07 – JOHANNA NEWSOM e JOSH T. PIERSON @ BANDS APART, Ferrara
27.07 – DELADAP! @ BOTANIQUE, Bologna
27.07 – DAUSHASHA e HERMAN MEDRANO @ ANIMAL FESTIVAL, Piombino Dese (PD)
28.07 – PFM @ MUSICFEST, Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR)
29.07 – CAPTAIN MANTELL e SIKITIKIS @ AMBROFEST, Trebaseleghe (PD)
29.07 – STING @ PIAZZA SAN MARCO,Venezia
29.07 – ONE DIMENSIONAL MAN e MINISTRI @ ASOLO FREE MUSIC FESTIVAL, Asolo (TV)
29.07 – PLANET FUNK @ PIAZZA IV NOVEMBRE, Noventa Vicentina (VI)
29.07 – BARBARIGA FUNK, FILM DA FUGA, MR. WINSTON e SATURNINO @ HOME PAGE, Udine
29.07 – BANDA DE GANDA @ BOTANIQUE, Bologna
29.07 – RIAFFIORA @ ILIO’S BAR, Cittadella (PD)
30.07 – ZU @ COCOMERI SONORI, Trebaseleghe (PD)
30.07 – MARTA SUI TUBI @ FESTIVAL ESTE, Este (PD)
30.07 – ONE DIMENSIONAL MAN @ WHAT IS ROCK, Portomaggiore (FE)
30.07 – BEN HARPER @ CASTELLO SCALIGERO, Villafranca (VR)
30.07 – THE BONY KING OF NOWHERE @ BOTANIQUE, Bologna
30.07 – MELLOW MOOD @ SCONCERTANDO, Ceregnano (RO)
30.07 – EXTREMA @ ROTONDAROCK, Lido delle Nazioni (FE)
31.07 – PUNKREAS @ SCHIOLIVE, Schio (VI)
31.07 – THE DIVINE COMEDY e GET WELL SOON @ SESTO FESTIVAL, Sesto al Reghena (PN) 

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FOTOREPORT a cura di Vincenzo Santoiemma
E non ci pagano per il logo della Red Bull



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Nell’amena location offerta dall’Extempora di Conselve, arriva anche Vasco Brondi e la sua band, in questo suo tour estivo che sta riscuotendo, in termini di pubblico, senz’altro un successo inferiore di quello che ha seguito la pubblicazione del secondo full length.
Anche qui la diminuzione percentuale di seguaci è evidente, anche se c’è da sottolineare che l’enorme competizione in termini di live nel raggio di pochi km (Subsonica, Gogol Bordello, Cesare Cremonini e decine di feste della birra) è stata sbaragliata a dovere portando comunque circa trecento persone sotto il palco. Tutti (o quasi) affezionati in grado di biascicare tutti i lunghi testi del cantautore ferrarese, che propone una setlist profondamente legata al nuovo disco (proposto integralmente, ad eccezione di “Anidride Carbonica”; su tutte brilla l’esecuzione di “Per Respingerti in Mare”), non disdegnando il piacevole recupero di brani come “La Gigantesca Scritta Coop”, assente dall’epoca Canali. Ovviamente immancabili anche “Produzioni Seriali di Cieli Stellati”, “Lacrimogeni” e “Piromani”, il prevedibile encore e un paio di letture urlate in tipico stile Brondi.
Nota di demerito è invece data dalla band che accompagna Vasco in questa tranche di tour: la batteria toglie colore ai pezzi, non tanto per la performance in quanto tale, ma per l’effetto ottenuto, alienante rispetto alle linee vocali e agli arrangiamenti; è evidente che quando suonava da solo lo spettacolo era molto più gradevole. Chitarra e basso (o doppia chitarra) svolgono un buon lavoro di accompagnamento, con qualche sferzata noise che riesce a distrarre dalle imprecisioni ancora presenti nelle plettrate del Brondi nazionale. La sua interpretazione, coadiuvata da un timbro e un modo di cantare ormai storici nel panorama alternativo italiano, è il principale sprone nel rimanere incollati alle prime file, “con le transenne tra le costole” a cantare dei cani di Piazza Verdi, dell’esercito del Sert e della nostra città che “non ci morirà tra le braccia”.

Le critiche alla carriera dal punto di vista discografico sono senz’altro ben argomentate (e condivise dal sottoscritto), ma è altrettanto evidente come i suoi spettacoli dal vivo siano ancora coinvolgenti come i primi tempi e superati i dubbi per la nuova formazione si può ancora divertirsi ad urlare “e andiamo a vedere le luci della centrale elettrica!”. Non si vorrebbe trovarsi costretti a rimangiarsi tutto, quindi…teniamolo d’occhio.

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FOTOREPORT a cura di Vincenzo Santoiemma
Il report della serata è qui





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FOTOREPORT a cura di Vincenzo Santoiemma



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Fotoreport a cura di Eleonora Verri



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Quando si deve scrivere una recensione riguardo un live di Caparezza si rischia, ahimé, di ripetere sempre le stesse cose. La sua grande capacità di mattatore, che contribuisce alla buona riuscita dei concerti tanto quanto quella di musicista, non lascia mai dubbi circa il risultato finale: i suoi concerti sono travolgenti performance di quasi due ore da godersi urlando e saltando senza interruzione. Si possono modificare le scalette, cambiare gli sketch, riarrangiare i brani, ma il divertimento sarà sempre assicurato.
Che questo sia un bene è fuori discussione, così come è assolutamente necessario sottolineare che gli artisti che lo accompagnano sul palco sembrano a ogni tour (e questo non è il primo Sogno Eretico Tour, ma il secondo, con tutte le novità del caso) sempre più amalgamati all’interno delle parentesi d’intrattenimento come in quelle dedicate all’esecuzione dei pezzi. La scaletta è stata, ovviamente, ancora concentrata sul nuovo disco, ma “Messa In Moto” è stata sostituita da “La Ghigliottina”, con l’aggiunta anche di “La Marchetta di Popolino”, entrambi brani adattissimi al contesto-concerto. Degli altri estratti si segnalano ovviamente il singolo “Goodbye Malinconia”, già registrato come un classico, e “Kevin Spacey”, accompagnata ad inizio encore da una scenetta sui “Capawards venti-undici” dove, non serve dirlo, “the winner is…Kevin Spacey”.
La scelta di creare una scaletta alternativa è visibile in ogni momento, dalla reintroduzione di un brano vecchissimo “Tutto Ciò Che C’è”, al recupero di “Annunciatemi al Pubblico” e “Follie Preferenziali”, azzeccatissima. In un medley ricompaiono anche “Pimpami la Storia”, “Chi C***o Me lo Fa Fare”, “Gli Insetti del Podere” e “Nel Paese dei Balordi”.

Sprecare parole su parole a ripetere i medesimi concetti rischia di annacquarli. Caparezza è uno degli unici veri artisti in Italia e per chi non capisse questa cosa ascoltando i dischi, andare ai concerti sarà come un fulmine a ciel sereno. Come si può non apprezzare un personaggio del genere?

E come lui, anche The Webzine si dichiara NO TAV.

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Il fotoreport di Eleonora Verri in esclusiva per voi



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il nuovo singolo di Edipo

 

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ETICHETTA: Jost, Audioglobe
GENERE: New wave, rock

TRACKLIST:
1. L’Esperienza Segna
2. Anni Settanta
3. Come Cade Chi
4. Cosa Dire
5. Facili Forme
6. Gene
7. Intermezzo Uno
8. Infettami
9. Luce
10. Pensiero in Movimento
11. Un Bacio
12. Tutto&Nulla
13. Alta Velocità
BONUS TRACKS
14. Gene (ft. Federico Fiumani)
15. Anni Settanta (ft. Mao)
16. Luce (ft. Garbo)

“Dammi i soldi e ti porto la soluzione”. No, non c’entra niente. Questa soluzione è molto migliore di quella proposta da Fabri Fibra: L’Esperienza Segna è un disco genuino, un continuo depistaggio verso lidi misteriosi, celati da una parvenza di semplicità che serve solo ad aumentare l’effetto appiccicoso di alcuni brani. In senso buono, si intende.
L’esperienza a cui si va incontro ascoltando questo disco è quasi catartica, tesa quasi a liberare dalla crisi di originalità che pervade un po’ ogni categoria musicale italiana: le bonus track con gli ospiti puntano ad un pubblico più generico, come ultimamente sembra diventato tipico fare, irretendo i più distanti con i grossi nomi (Fiumani e Mao, in questo caso). E’ un pop rock d’autore, con un languido sguardo al passato, soprattutto ai settanta e gli ottanta, con riferimenti testuali che ricordano Le Luci, Dente e Bugo, forse anche qualche cantautore più lontano nel tempo, e un contesto musicale pienamente new wave, con venature dark che certamente contribuiscono a colorarlo di toni cupi e intimistici, sporchi di malinconia soft rock che ricorda proprio gli anni di cui si parlava. Le atmosfere romantico-decadenti di “Luce” fanno il resto. Determinante anche la strumentale “Intermezzo Uno”, che quasi svolge da lente d’ingrandimento nei riguardi del genere che la band propone, rozzo ma levigato contemporaneamente, sporco ma limpido.

Il disco è veramente molto bello, conscio delle sue potenzialità e per questo pronto a penetrare la scena in maniera decisiva. Il progetto Soluzione è destinato ad arrivare in alto, la strada l’ha già trovata e si ricerca ora una conferma definitiva. Gran lavoro, veramente.

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FOTOREPORT by ELEONORA VERRI – recensione della serata by me qui




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E’ stato davvero “un giorno del tutto differente” quello del 3 luglio a Ferrara? In occasione della celebre manifestazione Ferrara Sotto Le Stelle, al suo primo appuntamento all’aperto dell’edizione duemilaundici, una scaletta d’eccezione, che il sottoscritto quasi legge come una scelta artistica di Alberto Ferrari dei Verdena, band che oltre ad essere headliner ha avuto a che fare alla produzione o come ospite con tutte le formazioni nostrane che si sono esibite: Spread, Sakee Sed, Aucan, Jennifer Gentle e Iosonouncane.
Questo report riguarda però i tre “big”, sul gran palco: Aucan, Dinosaur Jr. e Verdena.

L’elettronica spesso definita math rock degli Aucan apre la serata. Ritmi lenti e quadrati, sintetizzatori e chitarre ipereffettate, sfondano la porta aperta dell’electro rock sempre più di moda, che complici i volumi alti di piccoli locali e grandi festival ha già consacrato gli Aucan a miracolo del genere, almeno in Italia. Basta controllare le centinaia di date che stanno facendo un po’ ovunque, suonando quasi ogni sera.
Coinvolgimento assicurato, seppur manchino ancora di carisma e forse sarebbe opportuno qualche cambio di tempo in più per incentivare la digestione live.

I Dinosaur Jr., invece, sono i più attesi, forse più dei bergamaschi. Mascis e il suo muro di amplificatori spara subito fuori una potenza sonora enorme, che per altro si amalgama male dentro Piazza Castello, celebre per avere un’acustica buona ma certamente non eccezionale. La riproposizione dell’intero “Bug” fila liscia, coronata dalla cover finale dei Cure nell’encore richiesto a gran voce, scatenando anche un decente pogo, che terminerà dall’inizio del (relativamente) calmo set dei Verdena che invece sarà accompagnato da una certa tranquillità del pubblico.
Dopo un’oretta la gran classe degli storici dinosauri lasciano quindi spazio ai beniamini di casa, i Verdena, che con un’ora e venticinque minuti a disposizione si propongono di portare all’attenzione del buon numero di presenti, nuovamente, Wow!, che ormai ha già girato l’Italia in lungo e in largo con un’estenuante tour che non intende cessare. Molti i pezzi da qui estratti, sui quali spiccano per resa live e coinvolgimento “E’ Solo Lunedì”, “Lui Gareggia”, “Loniterp” e “Miglioramento”; belle le versioni accelerate di “Razzi Arpia Inferno e Fiamme” e “Canzone Ostinata” (in realtà quasi tutto il live è stato svolto in maniera molto veloce), mentre invece non si rivela particolarmente vincente la scelta di iniziare il concerto con la combo di “Sorriso in Spiaggia”, molto meglio nel finale come a inizio tournée. Molti anche i brani di Requiem, tra cui ovviamente “Muori Delay”, una versione molto accorata di “Angie” e la grandissima “Don Callisto”. Serviva forse la presenza di “Non Prendere l’Acme, Eugenio” per terminare la sequenza, ma hanno preferito puntare sul banale salto indietro di “Logorrea” e “Valvonauta”, ormai troppo prevedibili in scaletta.

La setlist è stata forse il punto debole di un live in cui precisione, calore e potenza sono state le tre parole d’ordine. Il pubblico sicuramente coinvolto nel cantare ma abbastanza moscio per il resto, si dimostra comunque complice di un gradimento quasi totale delle canzoni suonate. Nota di colore: mezza batteria di Luca crolla durante l’esecuzione di “Nuova Luce”, ma la performance non si arresta.

A fine serata cosa si può dire: la direzione artistica di Ferrara Sotto Le Stelle , nonostante una flessione verso il basso negli ultimi due anni, è comunque sempre all’altezza delle aspettative, combattendo contro i tagli dei fondi che ovviamente continuano a devastare festival di questo tipo in tutto il paese. La serata ha avuto senz’altro successo, complice anche un clima leggermente fresco e la presenza non esagerata di persone, che non hanno quindi innalzato la tipica cappa d’afa che si crea durante l’estate nei live sovraffollati dei grandi festival.
Se questa settimana passate per Ferrara, ricordatevi di Ferrara Sotto Le Stelle: The National e Pj Harvey imperdibili.


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ETICHETTA: New Model Label
GENERE: Indie rock, new wave

TRACKLIST:
1. Ogni Animale
2. Capitalism Kills Love
3. Morte Fashion
4. Tacchi a Spillo

L’hype preconfezionato a preludio di un fallimento. Il modo migliore di suicidarsi con una bella autobomba musicale.
Prendete un disco che viene presentato in maniera assolutamente interessante, potente grazie ad immagini colorate e pregne di significato (il termine Animalia stesso oppure la descrizione di una “società odierna, bulimica di immagini, dove l’unica via di sopravvivenza rimane rinchiudersi in solitudine all’interno di un’egomania sfrenata”), e riversatene il contenuto su una tela corvina, in modo da poter vedere risaltare ciò che più brilla. Con Animalia vedrete poco, o meglio vedrete un disco piuttosto insipido, penetrato in più punti da strali di materia prima originale, ma che produce, all’interno, una farcitura disomogenea, troppo mista, forse anche discontinua. L’electro, l’industrial (“Tacchi a Spillo”) la new wave, il post-punk e l’indie si fondono qui senza soluzioni di continuità, perdendo più volte il filo del discorso (“Morte Fashion”), disperdendosi in cambi di genere, di tempo e di intensità che non trovano nel loro giungere una caratterizzazione completa all’interno dei brani. Manca la personalità, a volte manca persino il motivo di certe scelte stilistiche. Se poi magari un giorno scopriremo che questa è avanguardia, ve lo segnaleremo.

Il disco, di per sé, è piuttosto debole ed espelle più volte i sintomi di originalità trasformandoli in banalità-indie delle più sentite. La maturità non è ancora giunta, questo è certo, ma quegli strali di cui parlavamo prima potrebbero anche lasciar presagire qualcosa di buono. Che dire, aspettiamo un nuovo lavoro o li azzoppiamo subito? The Webzine preferisce aspettare, per ora si gradisce, con una punta di critica, lo sforzo di sciabattare fuori dalle piste più ovvie del new wave revival.

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ETICHETTA: Foolica Records
GENERE: Folk pop

TRACKLIST:
1. Wires
2. Sunday Morning Physical Refit
3. Ode to Spring
4. Purple
5. Ride Your Ant
6. Pacific Waters of Mind
7. Midnight
8. Courses

Indicibile quello che può nascere tra un’improbabile jam di componenti di Annie Hall, Pink Holy Days, The Record’s e Ovlov. Aggiungiamoci poi anche Giovanni Ferrario, che già abbiamo visto al lavoro come jolly insieme a Morgan, Scisma, Estra e molti molti altri, e il gioco è fatto. Indicibile ok, ma lo possiamo comunque ascoltare, e gradire, of course.
Questo self-titled è sostanzialmente l’esempio di come l’amicizia o semplicemente la vicinanza musicale possa produrre dischi validi al di là del concetto commerciale di superband (perché qui di vendibile c’è ben poco); un disco folk, pienamente pop, con venature psichedeliche spesso però ridotte ad escoriazioni superficiali, mentre è un’anima brit a scavare in profondità i brani e restituirli in una veste sixties/seventies prettamente lennoniana. Organi e fiati impreziosiscono il tutto, evidenziando ulteriormente l’ottimo lavoro strumentistico soprattutto di Dondelli e Marelli. “Wires” e “Courses” tra i pezzi più significativi, forti di un impianto ben costruito e che mai si dimentica di esemplificare l’autoreferenzialità tipica di molti supergruppi.

Non si potrà certo gridare al miracolo, ma il disco è senz’altro interessante, riverberante di toni psichedelici e folk come pochi dischi in Italia nel 2011. Non è necessariamente una cosa positiva, ma i brani validi ci sono: se non sono tutti, non disperate, il futuro di questa formazione sembra roseo.

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ETICHETTA: Autoproduzione
GENERE: Electro funk

TRACKLIST:
1. Revolution
2. RBN
3. Understand
4. Brodda&Sista
5. Understand the Lake (Bonus Track)

Ballare, ballare, ballare. Il nuovo imperativo che ci arriva dall’alto, non da chi controlla le chart, ma da chi la musica la vuole fare come gli piace. I Chocolate Collective (Buffoli, Nobile, Rigoni e Beltrami) da poco tempo si sono votati alla causa del funk ballabile, un genere che scatena dancefloor, dj set post-concerto nei locali e nei party dedicati, scegliendo quindi di scendere in piazza con un prodotto fresco ma, se vogliamo, omologato. Facciamo scomparire subito i dubbi: il disco è MOLTO bello. Ci si fa largo tra tracce più funkeggianti e altre più elettroniche, gonfie di synth che aprono la strada a momenti danzerecci tipicamente house, con qualche infarcitura latineggiante. Essenzialmente abbiamo già detto tutto, ma ci soffermeremo brevemente sulla qualità degli arrangiamenti, impavidi indicatori di come la maturità nel songwriting si può trasferire anche in brani di caratura pop tesi semplicemente a scatenare il movimento fisico dell’ascoltatore. Che spesso è visto dai fighetti dell’alternative come una sorta di reato federale. Si punta al crescendo, al momento da ricordare, all’esaltazione dell’orecchiabile.

Chocolate Collective è un nome che, trovando una strada leggermente più personale, ha la possibilità di imprimersi a fuoco sulla scena, lasciando un segno indelebile in questo effervescente filone della musica dance. Seguiamoli.

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01.07.2011 FORTY WINKS @ BOLOGNETTI ON THE ROCKS, Bologna
01.07.2011 OMAR PEDRINI @ EXTEMPORA FESTIVAL 2011, Conselve (PD)
01.07.2011 DEAR FRONTIER @ RADAR FESTIVAL, Padova
01.07.2011 ALESSANDRO FIORI @ THE VILLAGE, Bologna
01.07.2011 TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI @ BOTANIQUE FESTIVAL, Bologna
01.07.2011 TRABANT @ CRESE VILLAGE, Muggia (TS)
01.07.2011 STATUTO @ FNAC, Verona
01.07.2011 MODENA CITY RAMBLERS @ SHERWOOD FESTIVAL, Padova
01.07.2011 AUCAN e CAPTAIN MANTELL @ CAVE SONORE, Vittorio Veneto (TV)
01.07.2011 SERPENTI @ APARTAMENTO HOFFMAN, Conegliano Veneto (TV)
01.07.2011 THIRD WORLD, SUD SOUND SYSTEM, BRUSCO, ROOTS IN THE SKY, BOOM BOOM VIBRATION e MAD PROFESSOR @ VENICE SUNSPLASH, Chioggia (VE)
01.07.2011 MISACHENEVICA e REBUS @ ENOTECA DA LUCIANO, Stanghella (PD)
02.07.2011 SHAGGY, MELLOW MOOD, TRAIN TO ROOTS e JAKA & FIRE BAND @ VENICE SUNSPLASH, Chioggia (VE)
02.07.2011 PIET MONDRIAN @ THE VILLAGE, Bologna
02.07.2011 CHAIN e RUMOURS OF GEHENNA @ HOMEPAGE FESTIVAL, Udine
02.07.2011 GIULIANO PALMA AND THE BLUEBEATERS @ PIAZZA DEL FERRO, Gemona del Friuli (UD)
02.07.2011 MASSIMO ZAMBONI e ANGELA BARALDI @ BOTANIQUE FESTIVAL, Bologna
02.07.2011 PHINX @ NETTAROCK, Vicenza
02.07.2011 ALTAVOZ DE DIA @ SHERWOOD FESTIVAL, Padova
03.07.2011 FRATELLI CALAFURIA e PHINX @ MOTTA ROCK, Motta di Livenza (VE)
03.07.2011 SHERWOOD HIP HOP DAY @ SHERWOOD FESTIVAL, Padova
03.07.2011 JOHN HOLT & ANDREW TOSH, ISRAEL VIBRATION, SIR OLIVER SKARDY & FAHRENHEIT 451 e ULTIMA FASE @ VENICE SUNSPLASH, Chioggia (VE)
03.07.2011 VERDENA, DINOSAUR JR, JENNIFER GENTLE, IONONSONOUNCANE, SAKEE SED e SPREAD @ FERRARA SOTTO LE STELLE, Ferrara
04.07.2011 MARTIN MINERVINI e KOUSAGI PROJECT @ BOTANIQUE FESTIVAL, Bologna
04.07.2011 HUGO RACE AND THE FATALISTS @ BOLOGNETTI ON THE ROCKS, Bologna
05.07.2011 THE NATIONAL e BEIRUT @ FERRARA SOTTO LE STELLE, Ferrara
05.07.2011 DREAMTHEATER, GAMMA RAY e ANATHEMA @ CASTELLO SCALIGERO, Villafranca di Verona (VR)
05.07.2011 KING NAAT VELIOV & THE ORIGINAL KOCANI ORCHESTRA @ BOTANIQUE FESTIVAL, Bologna
06.07.2011 ARDECORE @ BOTANIQUE FESTIVAL, Bologna
06.07.2011 LINEA 77 @ FONTIGO FESTIVAL, Fontigo (TV)
06.07.2011 PJ HARVEY @ FERRARA SOTTO LE STELLE, Ferrara
06.07.2011 SKUNK ANANSIE @ PIAZZA CASTELLO, Udine
06.07.2011 THE PANICLES @ MERCOLEDI MUSICALE, Portogruaro (VE)
06.07.2011 KYLESA @ PIEFFE FACTORY, Lucinicco (GO)
06.07.2011 WOODPECKER WOOLIAMS @ RADAR FESTIVAL, Padova
06.07.2011 CAPAREZZA @ SHERWOOD FESTIVAL, Padova
06.07.2011 ARTHUR FALCONE BAND, LA GUNS e VENREZ @ AUSONIA, Trieste
07.07.2011 HEIKE HAS THE GIGGLES @ BOTANIQUE FESTIVAL, Bologna
07.07.2011 OTIS TAYLOR BAND and MICHAEL BURKS @ PIAZZOLA LIVE FESTIVAL, Piazzola sul Brenta (PD)
07.07.2011 IL CANE e NU BOHEMIEN @ FESTA INDIPENDENTE, Stienta (RO)
07.07.2011 MOGWAI @ SHERWOOD FESTIVAL, Padova
07.07.2011 PLAN DE FUGA e THE VILLAINS @ EXTEMPORA FESTIVAL, Conselve (PD)
07.07.2011 IORI’S EYES @ BOLOGNETTI ON THE ROCKS, Bologna
08.07.2011 NICCOLO’ FABI @ SONICA FESTIVAL, Sant’Agata Bolognese (BO)
08.07.2011 SUBSONICA @ SHERWOOD FESTIVAL, Padova
08.07.2011 LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA @ EXTEMPORA FESTIVAL, Conselve (PD)
08.07.2011 COLD IN BERLIN @ BOTANIQUE FESTIVAL, Bologna
08.07.2011 SKIANTOS @ SOCOROCK, Grisignano di Zocco (VI)
08.07.2011 MASSIMO VOLUME IN “LA CADUTA DI CASA USHER” @ PIAZZA DEL POPOLO, Cesena (FC)
08.07.2011 PUBLIC IMAGE LTD e THE HORRORS @ FESTA DELLA MUSICA, Azzano Decimo (PN)
09.07.2011 MOBY e A CERTAIN RATIO @ FESTA DELLA MUSICA, Azzano Decimo (PN)
09.07.2011 NOUVELLE VAGUE @ SHERWOOD FESTIVAL, Padova
09.07.2011 SOVIET STUDIO e 101 BOOKING NIGHT: EDO @ JOEL SOUND CAFE, Cittadella (PD)
10.07.2011 SKUNK ANANSIE @ FERRARA SOTTO LE STELLE, Ferrara
10.07.2011 CAPAREZZA @ SONICA FESTIVAL, Sant’Agata Bolognese (BO)
10.07.2011 ALBOROSIE @ SHERWOOD FESTIVAL, Padova
11.07.2011 BASSI MAESTRO @ HIGH FOUNDATION, Ferrara
11.07.2011 THE ADOLESCENTS e CUT @ XM24, Bologna
11.07.2011 AMOR FOU @ BOTANIQUE FESTIVAL, Bologna
11.07.2011 IL PAN DEL DIAVOLO @ TETRIS FESTIVAL, Trieste
12.07.2011 THE STROKES, VERDENA ed ELIZABETH @ Flippaut Festival, Vigevano (PV)
12.07.2011 EMIR KUSTURICA & NO SMOKING ORCHESTRA @ SHERWOOD FESTIVAL, Padova
12.07.2011 JOHN MELLENCAMP @ CASTELLO, Udine
12.07.2011 STAN RIDGWAY @ BOTANIQUE FESTIVAL, Bologna
12.07.2011 LIMP BIZKIT @ VILLA MANIN, Codroipo (UD)
13.07.2011 AUCAN @ TETRIS FESTIVAL, Trieste
13.07.2011 ASIAN DUB FOUNDATION @ ONDE MEDITERRANEE, Cervignano del Friuli (UD)
13.07.2011 I’M FROM BARCELONA @ RADAR FESTIVAL, Padova
13.07.2011 CALIBRO 35 @ SHERWOOD FESTIVAL, Padova
13.07.2011 PERTURBAZIONE @ BOTANIQUE FESTIVAL, Padova
13.07.2011 ELIO E LE STORIE TESE @ AREA FIERE, Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR)
14.07.2011 ONE DIMENSIONAL MAN @ FERROCK FESTIVAL, Vicenza
14.07.2011 SKA-J @ SHERWOOD FESTIVAL, Padova
14.07.2011 PINO SCOTTO @ FERROCK FESTIVAL, Vicenza
14.07.2011 MELLOW MOOD @ HIGH FOUNDATION, Ferrara
14.07.2011 RAY MANZAREK e ROBBIE KRIEGER (dei Doors) @ GRADO FESTIVAL, Grado (GO)
15.07.2011 PINO SCOTTO @ AMBROFEST, Trebaseleghe (PD)
15.07.2011 GORAN BREGOVIC & WEDDINGS AND FUNERAL ORCHESTRA e BALKAN BOYS @ GUCA NA KRASU, Borgo Grotta Gigante (TS)
15.07.2011 PAOLO BENVEGNU @ SHERWOOD FESTIVAL, Padova
15.07.2011 GIORGIO CANALI & I ROSSOFUOCO @ BOLOGNETTI ON THE ROCKS, Bologna
15.07.2011 VINICIO CAPOSSELA @ FERRARA SOTTO LE STELLE, Ferrara
15.07.2011 LINEA 77 e DEAD POETS @ HOMEPAGE FESTIVAL, Udine
15.07.2011 PORT-ROYAL @ APARTAMENTO HOFFMAN, Conegliano Veneto (TV)

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