Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘ARTISTA: Benny Moschini’ Category

Recensione pubblicata sul circuito Music Opinion Network

Il nuovo lavoro di Benny Moschini esce come un fulmine a ciel sereno da una scena musicalmente non molto fervida, negli ultimi tempi: quella napoletana. Lontano dal folk, dalla neomelodica e dalla musica pop dai toni patriottici, Benny, giovane cantautore di soli 31 anni (non molti nel nuovo millennio in cui non si sfonda più da minorenni se non sei un prodotto per ragazzine) che ha intrapreso un percorso non dissimile da altri in Italia, anche se comunque rivissuto con una personalità notevole, ovvero quello del rock americano, un orientamento internazionale solo a malapena sporcato da un’impalpabile italianità. Il lavoro di Droghetti, celebre produttore di Bennato e altri, è molto raffinato, così come la scelta dei suoni che vivacizza una musica aggressiva al punto giusto, senza mai sfociare nel tagliente, mantenendosi nei limiti che si confanno a una venatura da musica d’autore. Non mancano ballate e influenze elettroniche che ricordano il suo passato nel DJing e nel soul, anche se testualmente è difficile incasellare l’artista in definizioni di sorta. Il modo di narrare delle privazioni e delle emozioni, delle conquiste, delle metafore che rappresentano l’autore e il suo scrivere, è assolutamente personale e imparagonabile, a meno che non tiriamo in ballo artisti che esulano dal contesto musicale, come un certo Foscolo o un certo Saba. I toni sono talvolta giocosi (“Matta”), altri più grigi e cupi, ma di nuovo riferendosi alla follia come nel pezzo precedente (“Amaro”), collerici e sporchi di bile (“Rabbia”), meno lucidi ma pur sempre ficcanti (“L’Amore E'”), pezzo di un’evidente scontatezza ma che sorprende sulle lunghe distanze.

L’album è concepito in maniera congeniale al suo apprendimento ed è un lavoro più apprezzabile sulle singole tracce che nel complesso. La visione d’insieme perde un po’ del collante psicologico che si avverte in certe sue sezioni, in taluni momenti, sebbene sia più che gradevole, nonché palpabile ed evidente, l’impalcatura ideologica e letteraria su cui i testi sono composti. Le tesi dell’autore sono sempre ben riconoscibili, malgrado qualche espressione macchinosa o troppo banale, e questo aiuta nella comprensione dell’emozionante viaggio cui ha voluto rendere partecipi i suoi ascoltatori. Un disco sincero ma da capire per non rischiare di sottovalutarlo.

Read Full Post »