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Archive for the ‘ARTISTA: Elle’ Category

Recensione scritta per Music Opinion Network

Nowhere But Here è il primo lavoro di Elle, cantautrice romana i cui esordi sono stati accompagnati da un’evidente approvazione della critica e del pubblico, apprezzamenti rivolti principalmente alla sua voce e al disco di cui stiamo parlando. Tracciamo alcuni confini geografici e di genere per capire di cosa si tratta: niente di vicino al sound tipico del pop romano, derivazioni principalmente d’oltreoceano provenienti dai territori del folk, del rock leggero, della musica d’autore, del pop. Potremo considerarla quasi un Bob Dylan al femminile, ma il range vocale è quello di Céline Dion, gli ammiccamenti al blues ricordano la Shania Twain meno commerciale ma anche Tamia e i momenti più soul di KeKe Wyatt. Se poi vogliamo tuffarci nel passato, da dove molte tracce di questo disco prendono spunto, rimaniamo all’estero con Joan Baez, Buffy Sainte-Marie e Mary Travers dello storico trio folk newyorkese Peter, Paul and Mary.

Spingendoci all’interno dell’analisi del disco, molte delle tracce risultano orecchiabili e arrangiate in maniera easy, se pur con qualche colorazione blues e soul che le rende appetibili anche ad un pubblico leggermente più colto. Lo vediamo in “Lover”, “Killing My Love” (per altro il brano in cui la voce di Elle è più in risalto) e “She’s Alone”. “Enlightens” si libera dei linguaggi più rock e finisce a sguazzare in territori quasi liturgici, dove la voce può librarsi in alto libera da vincoli, dimostrando tutte le capacità tecniche dell’artista. C’è anche un po’ di Sheryl Crow e Melissa Etheridge in “Berlin”, forse il pezzo più studiato, forte di un arpeggio martellante che già dall’inizio rimane in testa, nonostante la struttura sia retta principalmente dalla vocalità eccezionale di Elle.

Se dobbiamo trovare un punto a sfavore in questo Nowhere But Here ci dobbiamo rivolgere perlopiù agli arrangiamenti, ottimi per ottenere i risultati sopracitati (orecchiabilità, piglio soul, sonorità americaneggianti) ma mancanti di incisività in più di un istante , come in “Let Me Be Your Eyes”, dove però la voce risulta semplicemente eccezionale. In generale, non è banale né scarsamente professionale lasciar perdere per una volta la ricerca assoluta di originalità, caratteristica che non è il pezzo forte di quasi nessuno negli ultimi anni di musica italiana, ma che in questo caso non ferisce in alcun modo la presenza quasi eterea della voce di Elle, vera protagonista di un disco che si spera verrà ricordato anche dalla critica più feroce. Esordio pienamente meritevole.

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