Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘ETICHETTA: Fosbury Records’ Category

ETICHETTA: Fosbury Records, Audioglobe
GENERE: Pop, cantautorale

TRACKLIST:
1. Un Significato
2. Carta
3. Siamo Sempre Stati Solidi
4. In Favore del Vento
5. I Giorni della Lepre
6. Rompere il Limite
7. Chi Sei?
8. Un Inverno per Noi
9. In Un Pozzo di Idee
10. Non Dimentico
11. Bonjour Tristèsse
12. Nell’Acqua

Pop d’autore. Una definizione scomoda nell’epoca delle etichette svuotate di significato, ma che rappresenta senza sofisticazioni l’anima autentica e genuina della band, pretendendo con dodici pezzi di squarciare il velo dell’assenza triennale dalle scene e penetrare nuovamente nel cuore dei fans precedentemente accaparrati con grande attenzione. Lo fanno in grande stile, e con un capolavoro come Spigoli alle spalle le aspettative erano facili da tradire. Ma non l’hanno fatto.
Il disco è sostanzialmente la semplificazione più intelligente di quel linguaggio rock leggero e friabile che si respirava nel passato recente della band, rivolgendo nuovamente lo sguardo, come già fecero tempo fa, ad atmosfere acustiche pervase di pop melodico che però ammicca all’indie rarefatto e ipnotico d’oltreoceano. Barcelona, Blue October e Paper Route sono le più rock delle influenze percepibili, ma il panorama di riferimento è soprattutto quello italiano. “I Giorni della Lepre” e “Siamo Sempre Stati Solidi” sono i brani più tesi, lasciando intravedere una certa irrequietezza che si appoggia e fonda anche sull’acredine e il livore di alcuni testi particolarmente amari. L’asprezza però collima con la dolcezza e la benignità di certo lessico delicato e raffinato che ricorda il cantautorato classico quanto l’attenzione per i dettagli nel descrivere emozioni e sensazioni di Cristiano Godano e Cesare Basile. L’indice di gradevolezza schizza in alto, appunto, soprattutto quando ci si sofferma a valutare i testi, vera anima del disco, grazie a perle come “Un Inverno per Noi”, “Nell’Acqua” in conclusione e “Un Significato”, le gemme più propriamente “poetiche” della dozzina che compone Ne’ Uomini Ne’ Ragazzi. Riempitivi non ne esistono, anche se per i suoi toni un po’ dimessi ai meno avveduti risulterà un disco incapace di decollare, stravolto da una piattezza glaciale; è invece palese come nello scorrere e quindi nell’evolvere delle canzoni si riesca a scorgere un pacchetto unico di tensione e inquietudine, un blocco compatto di grande autocompiacimento pop che malcela la grandissima vena compositiva di una band matura, professionale e sicuramente avanzata rispetto alla deriva neocantautorale art-pop che in Italia scade spesso in risultati vergognosi. Di lavoro dietro questo disco ce ne dev’essere stato parecchio, e i risultati sono ovviamente chiaramente udibili.

Da Genova, un disco che non si dimenticherà tanto facilmente.

Read Full Post »

ETICHETTA: Fosbury Records
GENERE: Pop, elettronica

TRACKLIST:
1. Y (feat. Pacifico)
2. Il Buio (feat. Sara Mazo)
3. Cuoricino
4. Cohen
5. Lo Squalozecca (ft. Federico Fiumani)
6. Io Accuso
7. Brainstormo (ft. Sara Mazo)
8. E.M.I.
9. Il Nuovo Me (feat. Max Collini)
10. Close
11. 54G
12. La Città

Siamo arrivati alla svolta, dopo Mondo/Madre per N.A.N.O., ovvero Emanuele Lapiana, già noto per i C|O|D, che esce nel duemilaundici con un disco incendiario, con un titolo devoto alla nuova leva cantautorale: I Racconti dell’Amore Malvagio. Un lavoro personalissimo, e per questo maturo e assolutamente incandescente, pieno di quegli accenni autoreferenziali molto cupi che sempre abbiamo riconosciuti nei progetti in cui N.A.N.O. (prima e dopo questo nome) è comparso.
Imprescindibile la maniera in cui su dodici tracce di lunghezza piuttosto omogenea vengono fusi un lirismo assolutamente dark, l’elettronica dalle tonalità pop che si alimenta soprattutto degli intensissimi testi e una virulenza emotiva che suscita tremori quasi post-punk. Il contesto di base rimane quella new wave molto cara anche al più illuminato degli ospiti (il disco ne fa una vera infornata, tra Pacifico, Sara Mazo e Max Collini), ovvero Federico Fiumani, che con le sue urla straziate grida tutta la sua rabbia (e quella di Lapiana) in “Lo Squalozecca”, uno dei brani più interessanti ed intriganti del disco. In realtà la quiete iniziale, con l’esplosione centrale e un intorpidimento progressivo verso il finale sembrano quasi indicare una gradualità nei toni e nei modi, con una tracklist quindi particolarmente studiata per avere certi effetti. L’elettronica soffusa, però curatissima, di Franco Battiato e gli Offlaga Disco Pax sembra albergare in molti dei brani meno aggressivi, i quali invece si cimentano in dure filippiche noise. Mancano contenuti politici, i quali sono addirittura scansati (vedasi la critica al ’68), per dimostrare come il “fare musica per una generazione”, nell’epoca dei social network, significhi scomparire poco dopo sotto il peso dei cinguettii o dei “mi piace”, mentre l’arte, quella vera, rimane anche dopo l’autore. E sembra che N.A.N.O. miri a questo.

Tra malinconia e rabbia, uno sfogo che non passerà inosservato in questo scarno duemilaundici musicale. Straconsigliato.

Read Full Post »