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Archive for the ‘ARTISTA: Nico Greco and his Band’ Category

ETICHETTA: Red Birds
GENERE: Folk rock americano

TRACKLIST:
1. My Will To Live
2. A Part of Happiness, Two Parts of Whiskey
3. My Mother
4. She
5. No Borders
6. I’m Walking Alone
7. Sing With Me
8. Summer in Harlem
9. The Deep White Light and the Deep Blue Sea
10. Old Time Music
11. This Is All Right
12. Red River

Nico Greco è un nome che in Italia molte persone dovrebbero conoscere. Dico dovrebbero perché purtroppo siamo il paese di Vasco Rossi e Laura Pausini e tendiamo a dimenticare quando ci piaceva il folk americano d’importazione e andavamo pazzi per i cosiddetti poeti della beat generation. Lasciando stare contesti tipicamente culturali che poi sono diventati anche fucine di associazionismo politico, possiamo discendere con notevole facilità nei meandri della musica del buon Greco (and his band, cioè Claudio Carluccio, Bruno d’Ercole, Davide Marcone e Paolo Messere) e capire una cosa: a lezione, quella volta, tenevano corsi di un certo impatto emotivo, sociale e musicale nomi come Joan Baez, Bob Dylan, i Velvet Underground e Mary and the Byrds. E a frequentarle doveva esserci per forza mister Nico Greco.
Orientativamente, non è poi difficile limitarsi a descrivere questo disco come una buona dozzina di scintillanti brani in tragica veste folk rock americana, però dopotutto pensiamo che un lavoro del calibro di Blue Like Santa Cruz meriti anche qualche considerazione più complessa. Il timbro vocale del buon Greco è senz’altro dylaniano, così come sono dylaniani i rapporti tra lunghezza del brano ed intensità, e i testi. Soprattutto i testi, come evincerete già da alcuni titoli (“I’m Walking Alone”, “Summer in Harlem”). Se vogliamo capire perfettamente cosa propone questo artista, analizziamo un brano semplice ma di notevole impatto come ne troviamo tanti nel disco: il migliore è “No Borders”, brano che si avvicina come tematiche alla roots music e che senz’altro ricorda la vecchia band di Lou Reed in quanto a struttura (per questo sentite anche “She”), semplicità dei riff portanti ed atmosfere generate dall’aggrovigliarsi sempre molto compatto di armonia e ritmica. La chitarra acustica predomina all’interno del disco e questo non può far altro che aiutare a creare momenti più suggestivi e vicini a quel termine che usavamo poco fa, ovvero “folk” (ascoltate la già citata “Summer In Harlem” per comprendere, oppure la malinconica “A Part of Happiness, Two Parts of Whiskey”, uno dei brani più americaneggianti in un disco che deve tutto agli Stati Uniti).

Essenziale, direi. Essenziale per comprendere come il folk in Italia sia radicato come non mai, in tutte le sue diramazioni, pur senza avere il giusto riscontro di pubblico. Nico Greco con la sua band ha saputo esprimere quanto di meglio nello Stivale sappiamo fare per non sembrare dei vecchi cantastorie che vogliono solo imitare lo storico Dylan, riuscendo anche a personalizzare il prodotto in maniera sintetica, semplice e profonda. Se vogliamo, caratteristica. Livellata qualche pecca dal punto di vista strumentale a livello ritmico, Blue Like Santa Cruz è senz’altro un must per aficionados del genere. Strasuperconsigliato.

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