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Archive for the ‘ARTISTA: Vuoto Apparente’ Category

Ciao Vuoto Apparente e grazie per aver accettato la nostra intervista. Partiamo dal vostro nome, com’è nato e perchè? La sensazione di vuoto che dovremo provare per il nostro clima politico c’entra qualcosa?
Ciao e grazie a  te per la possibilità.Nonostante concordi circa il nostro clima politico sociale, la questione del nome è legata ad un’altra vicenda.Sostanzialmente è l’unione semplice di due concetti più complessi.Il “Vuoto” deriva dalla semplicità testuale e di contesti che uso riportare nei miei brani, anche se, effettivamente, ad un ascolto attento mi piace complicare la situazione con “rimandi” e “metafore”.Gioco con le parole cercando un senso e mi piace vedere come reagisce l’ascoltatore. Una semplicità che è legata a qualcosa che non pretendo sia solo mio, ma che possa essere “sentito” fisiologicamente ed empaticamente, anche da qualcun altro.Ecco quindi nascere il binomio, Vuoto Apparente, mi piacque, lo misi.

Pan di Zenzero. Un disco che contiene molti elementi, dall’indie, al pop, al folk, al rock. Quali sono state le influenze principali per comporlo, e come mai questo nome?Alla ricerca di quella famosa semplicità direzionale di cui ti parlavo prima volevo trovare per tutto l’insieme di canzoni un nesso che riuscisse a comunicare tra e con tutte.Il pan di zenzero è un cibo dolce, sostanzialmente costituito dal pane, un cibo che afferriamo e con cui abbiamo a che fare quasi tutti i giorni e dallo zenzero che aggiunge un attimo di “dolce” malinconia senza esagerare. Tutti ed 8 i brani presenti nel disco sono un percorso che mi ha visto protagonista, sconfitto, vincitore, spettatore, o soltanto mente immaginativa.Il nome è appunto la sintesi dell’istinto autobiografico che penso pervada l’album. Le influenze sonore sono quelle di un pop ascoltabile, un cantautorato classico, un tocco di folk dato dalla presenza di chitarre, sonagli e piani.

Ci sono band che snobbano i testi, altre che li mettono in primo piano rispetto alla musica. Vuoto Apparente come si regola in questo senso, e ci sono state magari anche delle influenze dal mondo della letteratura?
Penso che i testi siano una parte fondamentale della dicotomia Musicalità/Parole, soprattutto all’interno della leva “Cantautoriale”. Una canzone che ha un testo “significante” acquisisce quello scatto di senso in più che lascia qualcosa in chi ha ascoltato.Sia la musica che il testo sono due mezzi di portata enorme, lasciarne per strada uno significherebbe snaturare l’altro.Non credo che riuscirei mai a terminare qualcosa, anche  armonicamente interessante, che testualmente però, non assume un connotato preciso.

La scena siciliana ha prodotto tanti grandi nomi ma non si è mai veramente formata. Negli ultimi tempi mi vengono in mente solo Il Pan Del Diavolo e per il resto tanti, tantissimi, artisti emergenti che fanno fatica ad uscire dai confini segnati dal mare della vostra terra. Sapreste spiegarci che clima si respira per i musicisti e, più in generale, per gli artisti e gli addetti ai lavori della cultura nella regione Sicilia?
Tocchi un tasto dolente.Sulla scia di grandi artisti quali Battiato, Carmen Consoli ed altre apprezzabilissime proposte non si può comunque negare che al giorno d’oggi per il sostrato musicale emergente siciliano si trova veramente poco spazio, poche opportunità, poco respiro.I mezzi di fruizione artistica, quindi i locali per esibirsi, le piattaforme promozionali e lavorative in questo ambito sono scarse e/o insufficienti.Se anche qualche buona etichetta oppure ente-associativo made in Palermo riesce a proporre qualcosa di utile, è comunque sommerso di richieste ed impossibilitato nell’accontentare tutti.Il fatto è che è tutto lasciato molto sulle tue spalle.Devi “inventarti” giorno dopo giorno, arrampicarti suonando in qualche “localetto” di periferia per farti vedere, cercare di farti ascoltare. Molto difficilmente quindi un progetto varca i confini della nostra regione, con questi presupposti, nonostante sia comunque ben lanciato.Ti parlo assolutamente per esperienza personale, il fatto che sia riuscito in due anni di “Vuoto Apparente” a trovare prima una etichetta distribuente e poi una seconda con un aiuto di booking, rappresenta una conquista colossale. Il pan del diavolo che tu citi è una conferma in quanto credo abbiano da subito preso il treno giusto sia per meriti loro indubbi, sia per gli sforzi di una buona etichetta nostrana, una delle poche. Non capita a tutti di prender quel treno.

Com’è un live set di Vuoto Apparente? C’è chi si focalizza sull’intensità, chi sul comunicare qualcosa, chi sulla precisione, chi sul sound.
Noi siamo una formazione trittico; Una chitarra/voce, una batteria ed un basso.Il live è un momento importante che credo sia la sintesi di tutto quello che abbiamo provato/inventato insieme.Da quando ho trovato queste due strumentiste, due ragazze a cui devo molto per la registrazione di “Pan di Zenzero”, siamo anche l’unione di più “sensazioni” all’interno del nostro live set.Personalmente ho sempre contato molto nel rapporto con il pubblico, Per me il concerto non è e non può essere soltanto un “Io suono – tu ascolti”. Spesso mi capita di spiegare il senso di una mia canzone, di rispondere a domande del pubblico o semplicemente di fare una battuta per far ridere le persone presenti. Tutto questo mi è reso più facile dalle mie due compagne di viaggio, Simona Alletto (Basso) e Cristina Di Maio (Batteria) che assecondano (e a volte contrastano) abilmente tutti i miei colpi di testa durante il live, che diventa così una cosa veramente divertente oltre che, naturalmente, concertante.

Cosa c’è nel futuro di questo progetto? Altri dischi, un tour, collaborazioni varie, video?
Per adesso stiamo portando avanti un mini-tour di promozione per l’album. Iniziato a settembre del 2010 (mese di uscita del cd) ci ha visto toccare diverse mete da Palermo alla provincia, da Trapani a Messina fino a Venezia ed Assago. Grazie alla nostra etichetta attuale, la Movimento Flaneur, con sede in Milano, lavoriamo su due fronti, nord e sud. Il cd è in vendita su tutti i migliori store di internet compreso il famoso ITUNES.Per il futuro abbiamo ancora delle date da affrontare, la prossima il 24 marzo  @ “Al solito posto” di Vimercate (MB) per la rassegna “L’ora di Londra”. Inoltre abbiamo pianificato una nuova produzione soltanto in fase embrionale. Posso dirti che sarà un EP e che verrà registrato in studio a Palermo nei prossimi mesi. Poi forse c’è una questione per un mio video, ma qui stiamo proprio in fase “ideale”.

Vi lascio lo spazio finale per parlare di tutto quello che volete. Secondo me sarebbe bello dare ai lettori un’indicazione di quello che il progetto Vuoto Apparente vuole davvero comunicare, perché dovrebbero ascoltarlo, cosa c’è di nuovo, cosa lo muove, cosa c’è alla base?
Possiamo solo ringraziarvi nuovamente per averci dato la possibilità di poter parlare un po’ di noi, di questo progetto senza troppe pretese teso a raccontare in modo semplice aspetti della vita che accomunano un po’ tutti senza però scadere nella banalità. Speriamo con le nostre parole di aver almeno incuriosito parte del pubblico che non ci conosce ancora e di averlo invogliato all’ascolto di un lavoro costruito con passione, dedizione a anche molti sacrifici.

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