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Archive for the ‘ARTISTA: Autumnleaf’ Category

Recensione a cura di ANDREA MARIGO
ETICHETTA: WoodWater Records
GENERE: Indie rock

TRACKLIST:
1. Slow Walk Town
2. 24 Hours Drive
3. Get Out of the Park
4. Good Night, Friends
5. Look Up Today
6. The Tree of Knowledge
7. Night Falls Into Snow
8. The Ordinary Days
9. Try to Keep
10. Summer End
11. Untitled

Beata scena indie americana, rimembrare i tempi del liceo, i primi amori, aver voglia di stare al sole perchè ritorna primavera.
Evidentemente vivono queste sensazioni anche in Giappone, e si sente cosa i quattro di Fukuoka hanno ascoltato: American Football e Death Cab for Cutie (quelli dei primi dischi) su tutti, si possono citare poi Very Secretary, Ida ecc.. e tutte quelle band riempite di Telecaster “lagnose” che tracciano melodie da broken hearts.
Questo disco credo sia impossibile da trovare qui da noi, ma lo potete scaricare da Itunes, oppure, se siete affezionati ad avere booklet con disco reale, ve lo fate spedire direttamente dal paese del Sol Levante. Ma parliamo un pò delle canzoni che compongono questʼ album.
Le 11 tracce che si susseguono, sono ricche di chitarre in puro stile indie, abili a tracciare sfumature agrodolci: a tratti solari, a tratti malinconiche. 11 brani che spingono verso lʼ ordinarietà delle piccole cose: quelle che rassicurano, non quelle che annoiano.
Eʼ un continuo alternarsi di momenti indie rock caratterizzati da una buona energia e altri più soft, arrivando ad un risultato piacevole che non stanca, anche se la matrice di ogni brano è sempre la costante di chitarre che intrecciano arpeggi tra loro, che ai primi ascolti, possono apparire simili.
La voce del cantante/bassista è apprezzabile, anche se forse poco incisiva (forse per insicurezze di lingua? cantano in inglese) ma non è detto che ciò sia un male.
Esistono poi anche dei remix in chiave indie-elettronica molto ben fatti: uno su tutti “Good Night Friends” firmato Miyauchi Yuri.
Se vi dovessero piacere, consiglio anche il secondo album “The Foot”, altro discreto lavoro, dove la band giapponese trova soluzioni nuove, arrivando a comporre un album
più lento, disteso, dove si sente unʼ evoluzione rispetto a questʼ esordio più dinamico.
Questa band è una chicca per gli amanti dellʼ indie americano, quindi se siete fans del genere e/o nostalgici dei Death Cab targati Barsuk Records, ve li consiglio vivamente.

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