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Archive for the ‘ARTISTA: Francesco Renga’ Category

Che dire, se Francesco Renga è uno dei migliori cantanti italiani in circolazione? Che dire poi se delle canzoni palesemente fiacche e dall’impianto totalmente pop nell’accezione brutta del termine, rese leggermente meno pallide e più calde dall’orchestra e da una backing band di notevole qualità strumentale e “concettuale”, riescono a suonare bene all’interno dell’ora e quaranta di concerto proposta?

La scaletta ha principalmente toccato tutti i lavori finora dati alle stampe dal cantante di Udine, non scontentando i fan di ogni età giunti al Gran Teatro Geox per l’evento: i soliti cinque euro di parcheggio per un vero e proprio latrocinio legalizzato iniziano a far passare la voglia di vedere ogni spettacolo qui, seppur la location si presti molto bene a questo tipo di live. L’Ensemble Symphony Orchestra diretta da Giacomo Loprieno svolge ovviamente la funzione di catalizzatore, veicolando le atmosfere giuste per compiacere il pubblico più che altro ammaliato dalle qualità vocali del protagonista della serata. Effettivamente, l’ex Timoria non ha sbagliato una nota, e a qualche piccola imprecisione riusciva subito a porre opportuni contraltari con dimostrazioni tecniche notevoli. Dicevamo della scaletta, beh, e qui arrivano anche le note dolenti: nella presentazione del live si parlava di ripercorrere l’intera carriera, e per un fan dei Timoria speranzoso di ascoltare le vecchie glorie dei bresciani sentire solo una versione edulcorata (ma magnifica) di “Sangue Impazzito” nell’encore, è qualcosa di omicida. In ogni caso, anche i brani più pop del repertorio nuovo sono stati rivestiti di una patina da un lato epica (nel primo set con piano e orchestra, più che altro un medley), dall’altro più rock. Una veloce carrellata dei migliori brani suonati sicuramente comprenderebbe “Angelo”, “Regina Triste”, “Dove Il Mondo Non C’è Più”, “La Strada” e la più ballabile “Meravigliosa”, in conclusione con il pubblico che si alza dalle sedie per raggiungere il palco.

Si può essere ancora più critici nel giudicare Francesco Renga, nella parabola discendente del coefficiente artistico della sua carriera, nella scelta di passare dai Timoria ad un periodo solista che non gli ha certo donato più di tanti onori tra i rocker italiani lasciati nelle mani di Pedrini, però si è automaticamente costretti ad esaminare l’altra faccia della medaglia: quest’uomo ha una voce incredibile, e qualsiasi canzone risulta impreziosita da questa sua verve da interprete old style che ricorda i fasti di kermesse canore quali il festival di Sanremo dei primi due decenni di attività, appoggiata anche a qualche “discorsetto” poco comprensibile che sollecita qualche dubbio riguardo l’utilizzo di sostanze stupefacenti. Scherzi a parte, questo ibrido tra “orchestra e voce” (proprio come Francesco aveva titolato l’ultimo disco) riesce nell’incredibile impresa di attrarre l’attenzione anche di chi come me non ha mai apprezzato i nuovi lavori di Renga, e grazie ad una resa live perfetta che ha sollevato un’aura quasi teatrale nel palazzetto-teatro, si può senz’altro una performance di grande spicco. Peccato per l’assenza di altri brani vecchi, sulla falsariga delle delusioni del Giovanni Lindo Ferretti nazionale che periodicamente parla di revival dei CCCP per poi scontentare tutti i fans: Renga, sii sincero, la prossima volta.

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