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Archive for the ‘ARTISTA: Camera237’ Category

ETICHETTA: Foolica Records
GENERE: Indie Rock

TRACKLIST:
1. Etiquette is Useless
2. Wake Up Alone In An Empty Bed
3. Carry On (To Carry On)
4. 6:00 am
5. John Arne
6. Echoes From My Brain
7. Nova Ruda
8. My Wrong Words
9. Caledonian McByrne

Incute quasi timore dover parlare di un disco così. Il primo aggettivo che mi è venuto alla mente dopo gli ascolti necessari a scrivere questo articolo è “viscerale”. Riferito al sound, ovviamente, sound quasi estrapolato con forza dalle interiora di un animale gigante o di un enorme natante lasciato al largo in balìa della tempesta, che deve essere scavato, ricercato, poi interiorizzato e infine lasciato decomprimere. Esplodere.
I Camera 237 sono forse la prima band, tra le centinaia che ho recensito, a stupire per una sorta di “potenza al contrario”. Un languido pulsare interno, cavernoso, che senza tentennare riempie l’udito dell’ascoltatore dandogli una sensazione di intensità priva di manifestazioni sensibili. Come dire che non la si sente, ma esiste.
Piano, è facile stracapire quando si inizia una recensione così ma è anche vero che abbandonarsi alla descrizione delle proprie percezioni sensoriali ascoltando un disco è una delle cose che più aiutano a comprenderne l’impatto emotivo.
Tutto sommato, Alone In An Empty Bed è un disco carino, una collezione di nove tracce di puro indie rock italiano con soffiate elettriche dalla natura veramente rude, forse addirittura rudimentale, nell’approccio (troppo) energico alle chitarre, nel creare una tensione che rischia da un momento all’altro di far implodere il disco stesso. Energia pura, energia negativa, positiva, chimica, fisica: “6:00 am”, “Nova Ruda”, “My Wrong Words” e il loro crescendo di pulsazioni incendiarie possono da sole spiegarvi cos’è questo disco. Ma in questo caso varrebbe solo sei, e sarebbe un misero EP: accostateci tutte le altre sei perle ed avrete un vero prodotto di qualità.
Poi vogliamo per forza trovarci una pecca? Vabbene. Dopo un capolavoro come Inspiration Is Not Here c’era il rischio che calcassero troppo la mano con l’autoreferenzialità ed effettivamente è così, però siamo già giunti ad un punto in cui l’indie si fonde con le sperimentazioni più estemporanee ed anti-canoniche che una band italiana possa nel 2011 cavare fuori.
Allora, diciamoci la verità: un sorprendente masterpiece che dimenticheremo difficilmente.

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