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Archive for the ‘TIPO: miscellanea’ Category

 

Luci spente a Sanremo
ovvero,
la farsa di chi vuole raccontarci che la bellezza non è un martello ma uno specchio.

C’è passato chiunque. Direttamente da altri lidi e con esibizioni non meno che memorabili, tanto in positivo che in negativo: Louis Armstrong, Ray Charles, Madonna, Peter Gabriel, David Bowie, Antony, Kula Shaker, Skunk Anansie, Rufus Wanwright, Dee Dee Bridgewater, Whitney Houston, Cat Stevens, Placebo, Elton John con Ru Paul (!), Phil Collins, Jamiroquai, Rod Stewart, Bruce Springsteen, i Blur, Jimmy Page & Robert Plant, i R.E.M.. Ma ancora Dire Straits, Queen, Kiss, Van Halen, Depeche Mode, Paul McCartney, Def Leppard, George Harrison, INXS, Joe Cocker, Paul Simon, The Smiths, Barry White, Grace Jones, Asaf Avidan, Caetano Veloso, Marianne Faithfull, Shirley Bassey, Dionne Warwick e qualcuno di loro si è persino prestato al gioco della “gara” (Graham Nash in gara con gli Hollies…).  Contrariamente a quanto si è sempre raccontato, i cantautori, non ne sono stati poi così distanti: Dalla, Battisti, Battiato, Modugno, Paoli, Tenco, Gazzè, Samuele Bersani, Finardi, Avion Travel, Roberto Murolo, Cocciante, Jannacci, Rino Gaetano e laddove non sono arrivati i piedi è arrivato l’inchiostro: De Gregori, Fossati, Conte, solo per fare qualche esempio, oppure la più serena possibilità d’essere ospiti: Bennato, Baglioni, Venditti, Luciano Ligabue.
Ennio Morricone c’è transitato trasversalmente come arrangiatore.
Si sa, ci sono state le grandi voci, soprattutto: Mina, Milva, Mia Martini, Alice, Giuni Russo, Elisa, Petra Magoni, Antonella Ruggiero, Giorgia ma anche i timbri “di carattere”: Carmen Consoli, Patty Pravo, Mannoia, Vanoni, Amalia Grè, Malika Ayane, Loredana Bertè, Rossana Casale.
Platea per il beat nostrano (Ribelli, Equipe 84, Rokes, Giganti), è stato campo di battaglia per urlatori: Al Bano, Claudio Villa, Renga, Anna Oxa, Fausto Leali, ma anche per l’art rock: Elio e le Storie Tese, Quintorigo, Le Orme, Delirium e per il post punk dei Decibel e Denovo.
Certo poi ci sono stati i “fenomeni di massa”: Celentano, Zucchero, Vasco Rossi, Ramazzotti, Pausini (e tra gli ospiti Duran Duran Vs Spandau Ballet, Take That Vs Spice Girls) ma per arrivare a un pubblico più esteso hanno avvicinato quel palco anche Afterhours, Marlene Kuntz, Bluvertigo (assieme a tutta la scena electro pop dei ’90, dai Soerba a La Sintesi ai Subsonica) e poi il jazz con Stefano Di Battista, ma se includiamo anche gli ospiti, Bollani, Danilo Rea…
Cos’è oggi questa mostruosità nei riguardi della quale Enzo Biagi e Pier Paolo Pasolini hanno lanciato anatemi? Cos’è questa cosa attorno a cui girano milioni di euro in tempi in cui “un giorno dopo l’altro” arrivano notizie di suicidi per crolli economici? Questa cosa dove ci si gioca la carriera, dove si va per dimostrare che si sopravvive, in politica, in spettacolo, in qualche modo… Una cosa assai seria. E seriamente ne tratterò.
Sanremo è l’ultimo, disperato avamposto S.I.A.E., una delle poche possibilità per il monopolio di alcune label di tirare i remi in barca in piena crisi, ma anche e proprio per questo, in una nazione così pigra come la nostra e disposta esclusivamente a lasciarsi indottrinare da un suono che attraversa senza (apparentemente) lasciar traccia, un ritrovo voyeurista attorno ai pochi pregi e ai tanti difetti del nostro nevrotico e scoraggiante “essere/apparire/sperare d’essere riconosciuti a guisa di una proiezione ideale di sè”.
Si, perché nulla di nuovo al di fuori di piccoli ricamini attorno ad una forma canzone secolarizzata è stato fin qui possibile, se non, grazie anche ad un signore di nome Fabio Fazio che importanti cortocircuiti rese possibili nelle prime edizioni da lui condotte, portando sul palco gente come i già citati Avion Travel, Quintorigo e il contestatissimo Fabrizio Moro di “La Croce”.
A Sanremo, come nel paese del “che rimanga tra noi”, piccoli cambiamenti sono possibili, purché piccoli siano, ma capaci di sedimentarsi nelle coscienze (ma quel cortocircuito dell’apparizione dell’allora band di John De Leo fu grande e pari la vittoria degli Avion Travel quanto quella “Croce” che si, era out of contest, ma davvero “contro”). Nell’Accademia di canto dove il sottoscritto ha insegnato a Monza negli scorsi anni, Antony e Asaf Avidan erano improvvisamente diventate “le” Voci da seguire e il cui carattere imitare e non certo per via di quello che noi insegnanti “passavamo” come messaggio ai ragazzi, ma come quello che loro portavano a noi. Un miracolo di “mamma TV”, ma di quelli benvenuti.
Mi chiedo dunque, quale peso possa avere un’edizione penosa come quella appena passata.
Per carità, Fazio ha centrato l’obiettivo appieno portando sul palco dell’Ariston un grandissimo Rufus Wainwright, con un’esecuzione da brivido di “Cigarettes and chocolate milk”, ma il pubblico (ridicole contestazioni a parte) non se l’è rifilato di striscio preferendo alla sua classe e a quella della direzione d’orchestra agilissima di Diego Matheuz con la Filarmonica della Fenice, un Renzo Arbore da siparietto, incapace di far ridere, banale, volgare. Ma non era questo Festival un omaggio alla bellezza?
Il monologo della Littizzetto, quanto quello di Crozza han fatto luce sulla questione, facendo sorridere, ridere, riflettere, ma si sa, la commedia imperversa e domina solo laddove gli imperi si sfaldano e non è certo bastato un Cat Stevens, duro e puro, maudit illuminato e commovente a riparare l’imbarazzo, trasformato in autentico terrore, davanti alla performance di una Franca Valeri che grande è stata, un tempo, ma… tant’è e non ci si può far più niente, duole dirlo.
La bellezza può trasformarsi in cenere, che onesta è, ma anche in uno specchio impietoso e vedere la Carrà che balla cantando delle idiozie mai udite prima non è neanche divertente, è terrorismo puro. Saperla a cavallo di una motocicletta a ricevere il testimone da Piero Pelù mi toglie il sonno, per favore fermatela! La RAI chiude (apparentemente) le porte a Mediaset e niente giovani da Amici, per fortuna, ma di fatto X Factor con la presenza del “giudice” Arisa e Noemi a rappresentare “il testimone” passatole a sua volta da donna Raffaella (anche l’appello per i Marò?… E poi?) per The Voice, ha portato un adeguato tasso di autoreferenzialità e di musica davvero vecchia e brutta. Non solo, questo come nessuno, è stato il Festival delle voci che si cantano addosso, imbevute di raucedine come se un cattivo orco fosse passato a seminar polipi sulle corde vocali vere e a lasciar vive solo le false, spinte all’inverosimile nel tentativo di imitare, ad esempio, Mia Martini, mentre le dita si rifiutano di suonare le note giuste di un piano, almeno loro, a dire “Noemi, per carità fermati anche tu, che non basta un viaggio a Londra a farti interprete”. Ma mica solo lei, ah no!  Si è dovuto aspettare Gino Paoli per ascoltare un interprete non vero, di più, con un impagabile Danilo Rea al piano. Per commuoversi, senza urla e merletti appresso ad una secchissima versione di “Vedrai, vedrai” e una ancora più bella di Umberto Bindi, “Il nostro Concerto”. Questa è classe che vive ancora, è bellezza, ma c’è bisogno anche di nuovo, c’è urgenza di nuovo per non affondare nella difesa della memoria anche quando è diventata stantia, maleodorante. E’ invecchiata anche la grande Ruggiero (Battiato scriverà mai qualcosa per lei? Una vacanza dalla penna ingiallita di Colombo non potrebbe che giovarle regalando classe su classe). L’ex Matia Bazar, dopo un’esibizione davvero scadente nella prima serata, terribilmente legata, attenta all’impostazione, si è saputa ricollegare all’anima e regalare una versione incantevole di “Una Miniera” dei New Trolls (come dire, tutto in famiglia, appunto…) assieme ai tablet dei Digiensemble Berlin. Il pezzo che ha portato in finale è cresciuto di sera in sera, ma l’arrangiamento… Tutto in famiglia ancora con Ron e la sua versione superba (davvero uno dei picchi dell’edizione) di “Cara” di Lucio Dalla e ancora tutto in famiglia con Cristiano De Andrè. Nella sua idea di bellezza sempre più chiara in quanto a “specchio”, Fazio, non ha mai negato la sua preferenza per un brano del Festival, quell’ ”Invisibili” di De Andrè Jr, a cui è andato, com’era ovvio, il Premio Sergio Bardotti come miglior testo e anche il Premio Mia Martini, ma che in quanto a musica … (un caso che la sigla del Festival fosse un brano di mamma Dori Ghezzi, con Wess? Tutto in famiglia, appunto). Il meglio che Cristiano ha fatto al Festival è stato cantare, alla stessa maniera del padre, “Verranno a chiederci del nostro Amore”, commovente, certo, ma davvero poco, anche se nessuno credo gli porterà via un Premio Tenco quest’anno, al quale, s’è detto, verranno dati più soldi dopo il rischio chiusura e che ormai dubito questo benedetto specchio di cui continuo a parlare potrà infrangere. Si, perché non basta “fare” i cantautori per esserlo, non basta “fare” i cantanti per esserlo, bisogna prima “essere” e il fare arriva naturalmente e nessuno ci ridarà De Andrè padre, nessuno ci ridarà Tenco, anche se il Premio a lui dedicato viene dato a “Baccini canta Tenco” (bah…), che monumento a quello specchio di cui sopra è e rimane. Ma il nuovo, accidenti, dov’è? Ad ascoltare i cantanti in rassegna sembra di essere ad un programma di Carlo Conti dove ognuno imita qualcuno e Conti imita sé stesso, ebbene, qui i cantanti recitano ciascuno il proprio ruolo senza lasciare trasparire un minimo di emozione vera, questa è imitazione di bellezza, ma la bellezza ha bisogno solo di manifestarsi, anche quando è buio profondo ed è sgradevole a guardarsi come un danzatore (Dergin Tokmak) che sfida il suo handicap volando sulle stampelle, punto. Ma non bastasse, ebbene si, ci sono anche gli imitatori di altri! Raphael Gualazzi che a sentirlo sembra Pino Daniele ad esempio, nonostante il brano portato in finale, sia a mio avviso il più centrato della rassegna (dopo “1969” di The Niro, comunque superiore) grazie all’accoppiata con un divertente e capace The Bloody Beetroots a cui molto auguro in termini di fortuna. Dovendo votare il brano opterei per un sufficienza piena, notevole arrangiamento e gran coro gospel, bel ritornello, quasi un Battisti americano in salsa techno. Curiosa la rilettura di “Nel blù dipinto di Blù” con Beetroots, ohps, “Sir Bob Cornelius Rifo”, questo il suo “non pseudonimo”, (qualcosa mi dice che il ragazzo, di solida formazione classica, possa conoscere Sir Brian Peter George St. John le Baptiste de la Salle Eno ed è un bene), felicemente anche alla voce e un Tommy Lee (!! Da non crederci, ma è Sanremo…) davvero impacciato nel dover tenere uno swing senza dover sfasciare i piatti (e conseguente occhiataccia di Gualazzi ad un bel solo di piano). Ma in quanto ad imitatori, non scherza la band di Rossano Lo Mele, il neo-direttore di Rumore, gloriosa rivista rock (fondata dall’altrettanto glorioso Vittore Baroni), i navigati Perturbazione che in questa chiave, sinceramente inedita, sembra emulare alla perfezione (e non è un merito) l’ironia colta quanto leggera di Max Gazzè, con una voce meno interessante e un violoncello solo a far scena/specchio. Ovviamente, Premio/specchio della Sala Stampa… che dire? Che quantomeno la band poteva fare a meno d’ammazzare De Gregori assieme a Violante Placido. Le band si sciolgono e ci lasciano in eredità i cantanti, perché così, in tempi di crisi si risparmia a fare un tour ed eccoci qui, dopo il crollo di Giovanardi dei La Crus nel 2011, eccoci ancora con l’ex Timoria Renga e il suo birignao (lontani i tempi di “Sangue impazzito” eh?) a massacrare Bennato con Kekko (si, proprio così) dei Modà a colpi di urla, mentre Francesco Sarcina (ex le Vibrazioni) non resiste alla tentazione del “selfie” durante tutte le sue esibizioni… una pippa no? (No non mi riferisco ad Arisa, per carità!) Sarebbe stato più istruttivo. C’è spazio anche per Riccardo Sinigallia, in passato strettamente legato ai Tiromancino che viene eliminato per aver cantato il suo brano in una sagra (ma cos’è? Dietro Sanremo ci sono anche i Servizi Segreti?). Dolcissimo come sempre, l’autore porta brani assai intimi, quasi respingenti, che sarebbe il caso di tornare ad ascoltare anche in merito ad un coraggiosa rielaborazione di “Ho visto anche Zingari Felici” del grande Claudio Lolli, con al seguito Marina Rei e Paola Turci. Ma comunque vi prego, qualcosa di nuovo… E questo qualcosa non è la pur piacevole leggerezza di Giuliano Palma, nè tantomeno il celebrato Renzo Rubino. Un mix tra l’ironia svenevole di Denovo (che probabilmente non sa neanche chi siano), con un cantato nazional popolare desunto dal maestro elettivo Modugno. Comico il mod0 di aggredire pianoforte, corde vocali e brani quasi a voler superare l’inconsistenza dei pezzi. Ecco lui, pur nella mancanza di riferimenti culturali che non siano istituzionali e nell’essere così “povero”, sembra abbastanza vero da poter durare e diventare una star italiota, ma non chiedetemi di riascoltarlo, per favore. Centra appieno e con eleganza assieme a Simona Molinari “Non arrossire” di Gaber. I giovani? Rocco Hunt e “a Gennar cc’ avut ‘o criaturo” e pescivendoli assortiti, mamme e papà in lacrime? Ma vaff… Il premio della critica a Zibba, in virtù di che non s’è capito? C’era, l’ho anticipato prima, un pezzo che ad ascoltarlo davvero, lontano dal carrozzone avrebbe ben figurato, ma che nessuno ha neanche avvicinato. Quel “1969” di The Niro, che ha portato una coraggiosa ventata baroque pop, con arrangiamento di gran classe, per niente scontato (la cosa migliore ascoltata in assoluto e un bel 7’5 pieno), testo d’interesse e bella voce da controtenore appena offuscata da una presenza scenica non felicissima in un mondo dove l’immagine è tutto. Per lui dov’erano la “Giuria di qualità” e la “Sala Stampa”? La struttura davvero semplice dei pezzi di questa edizione, la mancanza di sostanza che li ha accompagnati, l’ossessiva ricerca del “ritornello felice e della personalità rimarcata a pieni sottotitoli” (Stromae incluso), pur con confezioni sonore spesso di gran prestigio ha rimandato agli anni ’60, ma in un periodo storico in cui l’intrattenimento leggero sembra un paradosso.
In qualche caso l’arrangiamento diventa così “nobile” da far sorridere, c’era proprio bisogno di cercare eleganza con un clarinetto ad anticipare le strofe del brano di Arisa?
C’è da dire che quando non sostenuti da ritmi incalzanti non si è distinto un pezzo dall’altro, ma tanto poi saranno le tante radio figlie delle lobby (ormai in misura più o meno maggiore, TUTTE, radiozine a parte) a martellarci per un anno con queste miserie fino a renderle “classici”. Si, perché defunto il Festivalbar, non rimane altro specchio su cui arrampicarsi e le label con denaro da investire ben lo sanno, per la gioia della S.I.A.E., dei suoi massimi contribuenti ed eredi. Si, perché molti lettori non sanno che per ogni disco venduto, per ogni passaggio televisivo e radiofonico, solo una minima percentuale entra nelle tasche di autori e arrangiatori, il resto viene diviso tra quelle dei massimi contribuenti, intesi come “fidelitari” e dunque Celentano, Mina, Ramazzotti, Pausini, Zucchero, Bocelli, gli eredi di Modugno. Ogni volta che acquistate un disco dei Deadburger, dei Massimo Volume, di Kurai, Butcher Mind Collapse, ma anche degli Ulver, di Scott Walker, dei Current 93, i vostri soldi finiscono nelle tasche dei signori prima nominati e così è SEMPRE Sanremo, nei vostri cd dei Metallica c’è un fantasmino della “Signora di Lugano”, sappiatelo!.
Gentile Fazio, perché tale sei, tu che ti lamenti del sentirti dare del “buonista” e reagisci dicendo che ti sei “rotto le palle”, sapessi noi! Vuoi fare un Sanremo che attragga? Fa qualcosa di nuovo e accetta che partecipino al TUO Festival anche (non dico “solo”. Il fenomeno napoletano strappalacrime, la canzone per le casalinghe e quella per i bimbiminchia te li lasciamo) i musicisti che non hanno alle spalle etichette con migliaia di euro a disposizione e che la giuria di “qualità” non sia composta al 50% da starlette e nella sala stampa figurino webzine e radiozine attente alla musica a 360 gradi. Su 20-30 canzoni non potremmo sentirne una di indie non renziano? Una metal (ho detto una bestemmia)? Una avantgarde (solo una, su! Anche tuoi amati Beatles, hanno scritto “Tomorrow Never Knows”)? Una di hip hop non contaminato da populismo da seconda elementare? Una dark, psichedelica, progressive, punk, elettronica, folk, grunge, post rock, di jazz vero, baroque pop (grazie ancora The Niro), dubstep, impro… guarda i generi te li trovi in rete e se hai bisogno di qualcuno che ti passi dei nomi scrivi al caporedattore di una webzine a caso, ti farà uscire dal tuo mondo dorato per farti capire che la bellezza da te tanto decantata è viva e vegeta in Italia quanto nel mondo e può far veramente male.
Non abbiamo nulla da invidiare a nessuno in questa nazione in quanto a creatività, ma quelli come te sono un’offesa a chi ogni giorno fa fatiche indicibili in ambito musicale per pagare l’affitto, perché quello che manca è visibilità e tu hai il POTERE (dichiarato da te stesso a “Che Tempo che fa”) di darla. Perché tu, ne sei consapevole, in tempi come questi, non c’è più spazio per chi fa ricerca vera, quella gente di giorno fa il cameriere e di notte scrive ed è un delitto. Perché anche l’indie è ormai un “vorrei ma non posso” e un faretto puntato addosso alle microlabel e le piattaforme di crowdfunding, certo mostrerebbe che la maggioranza di loro sono associazioni culturali nate per spillar soldi, che aggirano come possono la S.I.A.E., ma che almeno un po’ di freschezza la porterebbero. Perché dunque, è tristissimo dirlo, ma più passa il tempo più si assottiglia il margine tra mainstream e musica “alternativa” in ossequio al Dio Denaro e non si può più relegare il “caso” Sanremo in un angolino, visto che fra un po’ non ci resterà null’altro che omologazione sonica in questo Paese.
Perché a Sanremo c’è scappato il morto e un altro stava per arrivarne nel ’63, lo stesso che tu hai invitato quest’anno a celebrare i trapassati per stento, quel Paoli che scrisse “Ogni suicidio è diverso, e privato. È l’unico modo per scegliere: perché le cose cruciali della vita, l’amore e la morte, non si scelgono; tu non scegli di nascere, né di amare, né di morire. Il suicidio è l’unico, arrogante modo dato all’uomo per decidere di sé. Ma io sono la dimostrazione che neppure così si riesce a decidere davvero.” Beh, quell’uomo poi di scelte ne ha fatte, dimostra tu di poter decidere di far meglio, piantandola di fare il verso a Baudo, dal quale tanto diverso non dimostri di essere. Si può ridere con l’Aria di Leporello cantata (bene, quasi benissimo) da Crozza, ma qui c’è gente che del “Voi/Germania prendete la Maestosa/Italia, a noi rimane la Mafiosa/Italia”, non riesce a ridere con compiacimento e darebbe volentieri indietro l’intero lotto dei presenti all’Ariston, ricchi spettatori/presenzialisti, giuria “di qualità” e “sala stampa” inclusi.
Non basta raccontare la storia dell’“omosessuale” Michelangelo per parlare di bellezza, vogliamo vederla sui palchi, perché la bellezza in arte è una luce che sposta quello che gli altri hanno tracciato, un passo più in là e può dare anche fastidio, ma se non le si dà spazio, muore, punto.
Chi come voi Fazio e Littizzetto, ha lo scettro per decidere a chi dar spazio o no e mostra il vecchio, senza saperlo è complice diretto di un continuo e vergognoso assassinio del quale volente o no DEVE rendere atto.
Così come la bellezza, “l’arte non è uno specchio cui riflettere il mondo, ma un martello con cui scolpirlo” affermò con convinzione Majakovskij e ci ricordarono gli Henry Cow di “In Praise of Learning”.
In attesa che si faccia davvero luce su chi ha passato un lettino di denaro salvagente a proteggere un volo di due operai, che non ci sarebbe mai stato, ogni risposta è gradita, anche quella di una Luciana Littizzetto, che, si, dice cose intelligenti e tiene in piedi da sola baracche, ma ancora non s’è capito da che parte stia.
Ossequi.

Qui la mia e-mail: nichelodeon@gmail.com
Attendo.

Lunedì 24 Febbraio 2014
Claudio Milano

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Big Fish lavora un po’ con chiunque in Italia, spesso gente mediocre (Mondo Marcio, Vacca, Entics) o che è diventata mediocre (Fabri Fibra, Ensi, Emis Killa). Morgan è finito da tempo, ammettendo a X Factor che le critiche iper moraliste seguite alla sua dichiarazione di dipendenza da crack prima della partecipazione a Sanremo qualche anno fa “l’hanno spento”. Insieme, dunque, per motivi non ben spiegabili ma che riescono a tirare fuori del buono da entrambi.
Partiamo da un paio di presupposti.
La musica italiana di solito fa cagare (Emma Marrone e i Modà ne sono, per forza, l’esempio, ma anche le ultime perle di Jovanotti, i sopracitati rapper e molto altro). La musica elettronica italiana di solito fa cagare (gli Eiffel 65, si, simpatici, ma vaffanculo se pensi che quella sia musica o anche solo che sia europop fatto bene), specie se un artista che non ha mai cagato il genere si mette a farla costretto ad usare il vocoder. La dubstep fatta dagli italiani di solito fa cagare. I rapper che rivendicano di fare una cosa “nuova” se mischiano hip hop e dubstep (definita “techno” impropriamente) di solito fanno cagare. Big Fish ha fatto anche basi di merda, Morgan ha fatto anche canzoni di merda, ma in questa canzone insieme non si capisce bene cosa siano riusciti a fare. Testo impalpabilmente mediocre, ma che tenta di comunicare qualcosa, riuscendoci recapitando messaggio non ben contestualizzabili attorno al personaggio che ha scritto le medesime cose. “Dentro di me il peccato non c’è”, dice Morgan, e tant’è. Il tentativo di aggiornamento di un artista come Morgan, di ispirazione classica o perlomeno “vecchia”, risulta piacevole, per nulla scontato, anche per l’effetto “l’elettronica ormai la fanno tutti, ma Morgan, con questa elettronica, che cazzo c’entra?”. La sua voce effettata, si era già sentita, dunque non stona troppo. Il testo è carino, va analizzato a dovere, diventa un suo viaggio interiore o una dimostrazione di voler lottare contro l’inazione (“io faccio”, nel senso che “io produco”, “io che sono artista creo”, o forse “mi faccio”, o forse “io esisto”, in ogni caso è presente, vivo e condivide pensieri, cosa che Marco Mengoni, pur essendo stato un suo pupillo, inizialmente, con i suoi testi NON SAPEVA e NON SA, se esiste ancora, fare).

Questo brano è, in definitiva, una pugnalata alle spalle, musicalmente. Ti fa capire come le mode abbiano sempre un ruolo determinante nella svolta di ogni artista, che voglia esso salire alle stelle, riconfermarsi una star, o semplicemente risorgere dalle sue ceneri. L’elettronica è la moda di questi tempi e Tensione Evolutiva di Jovanotti è talmente tanto passata in radio che ne abbiamo due coglioni così, tanto da dire “Morgan e Big Fish, il pezzo è bello, non sarà un capolavoro, ma se sentissimo solo questo in radio varrebbe ancora la pena avere un autoradio senza penna USB”.
Passabile tentativo di rinnovamento.

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The Webzine seguirà con un report, come l’anno scorso, la serata della Tempesta Dischi al Rivolta di Marghera (VE) di sabato prossimo (8 Dicembre 2012). Quasi tutto il roster si esibirà in concerti e dj set dalle 18.00 alle 04.00 nelle due sale live riscaldate del Rivolta, l’Hangar e il Nite Park, e nello spazio Sherwood Open Live. Ingresso: 15€
Ecco il trailer della serata dal profilo di Enrico Molteni, fondatore della Tempesta nonché bassista dei Tre Allegri Ragazzi Morti, e la lista delle band con relativi orari di esibizione.

Ai primi mille ingressi verrà regalato questo fumetto di Davide Toffolo

Ecco le band che si esibiranno, i rispettivi orari e la location
19.00 – 19.35 – HARDCORE TAMBURO (Hangar)
19.35 – 20.05 – PUBBLICO TEATRO (Nite Park)
20.05 – 20.45 – UMBERTO MARIA GIARDINI (Hangar)
20.45 – 21.20 – PUBBLICO TEATRO (Nite Park)
21.20 – 22.00 – IL PAN DEL DIAVOLO (Hangar)
22.00 – 22.30 – APPINO (Nite Park)
22.30 – 23.15 – TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI (Hangar)
23.00 – 00.00 – IL GENIO DJSET (Sherwood Open Live)
23.15 – 23.45 – NINOS DU BRASIL (Hangar)
23.45 – 00.30 – MELLOW MOOD (Hangar)
00.00 – 01.15 – DENTE DJ SET (Sherwood Open Live)
00.30 – 01.15 – IORI’S EYES (Nite Park)
01.15 – 02.00 – IL TEATRO DEGLI ORRORI (Hangar)
02.00 – 03.00 AUCAN DJ SET (Nite Park)
03.00 – 04.00 – NIVEAU ZERO (Nite Park)

Prevendita €15
al Rivolta da mercoledí 10 ottobre:
mercoledí e giovedí dalle 18.00 alle 20.00
venerdí dalle 20.00 alle 24.00 e sabato dalle 17.00 alle 24.00
oppure
Online €15,00 + €1,00 costo del servizio 
su Sherwood.it
oppure
Al botteghino €15
dalle ore 17.00 l’8 dicembre 2012

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OBA DI CLASSE BONUS TRACKS

Torna all’Agorà la rassegna dedicata alla musica di qualità.

Come per le ristampe dei dischi più belli di sempre, quest’anno anche il Circolo Agorà di Cusano Milanino (MI) ha deciso di festeggiare la riedizione della propria rassegna Roba Di Classe, dedicata ai progetti musicali più ricercati, con l’aggiunta di una serie di splendidi concerti bonus. Una domenica al mese, infatti, passeranno dal Circolo artisti italiani ed internazionali di grande qualità, con generi che spaziano dal cantautorato, al folk, al gospel. I live saranno preceduti, come sempre, da un pantagruelico aperitivo, preparato con gusto e sapienza dai ragazzi del Circolo.

Di seguito i primi tre imperdibili nomi (ingresso ad offerta libera con tessera arci):

Domenica 21 ottobre – ORATIO
Flower power sdrucito su canzone italiana anni Sessanta-Settanta, accompagnato da una chitarra acustica sfrontata e una naturalezza per nulla retorica. Tra Bugo e Lucio Battisti, con qualche accento barrettiano. Arriva da noi fresco di uno split-ep con Nicolò Carnesi.
http://www.oratioband.it/

domenica 25 novembre – THE DAD HORSE EXPERIENCE
Torna in Italia il mistico cantautore-predicatore tedesco post punk country gospel, questa volta in versione extra large. Lo accompagna alla batteria Anto Macaroni, membro della band australiana “The Puta Madre Brothers”.
http://www.dad-horse-experience.com/

domenica 2 dicembre – NICOLAS J. RONCEA w/ CARMELO PIPITONE (MARTA SUI TUBI)
Con l’ultimo album “Old Toys”, il giovane cantautore piemontese ha confermato il suo talento compositivo a metà tra Iron & Wine e Elliott Smih. Tra gli ospiti del disco Luca Ferrari (Verdena) e Carmelo Pipitone (Marta Sui Tubi), che lo accompagnerà anche per questa data.
http://www.nicolasjroncea.com/

Circolo Arci Agorà

Via Monte Grappa, 27

Cusano Milanino

web: http://www.agoracircolo.it/

mail: info@agoracircolo.it

facebook: https://www.facebook.com/pages/Circolo-Agor%C3%A0/224486880940270

Ufficio Stampa:

Costello’s

web: http://www.costellos.it/

mail: costebooking@gmail.com

facebook: https://www.facebook.com/costebooking

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QUIET IS THE NEW LOUD: SUONI NUOVI DAL VECCHIO CONTINENTE

AL CIRCOLO AGORA’


Parte ad ottobre, dal Circolo Agorà di Cusano Milanino (MI), un interrail sonoro che attraverserà il continente per scoprire le realtà più interessanti del nuovo indie-folk europeo.
Un giovedì al mese il Circolo avrà infatti il piacere di ospitare sul palco artisti provenienti da Inghilterra, Germania, Olanda e ogni altro Paese in cui questo treno sonico farà tappa.

Le serate saranno caratterizzate da suggestive sonorità acustiche, capaci di dipingere paesaggi lontani con il giusto equilibrio tra tradizione folk e pop di qualità.
Quiet is the new loud si pone l’obiettivo di portare in Italia progetti internazionali, che difficilmente si riescono ad ascoltare dalle nostre parti, al fine di accorciare la distanza tra provincia ed Europa.

Di seguito i primi tre imperdibili appuntamenti della rassegna

(ingresso ad offerta libera con tessera arci):

18 OTTOBRE – ALASCA (indie folk from Netherlands)
Direttamente dall’Olanda una band che trae ispirazione dal folk e dalle sonorità dei ’60 e ’70, regalandoci una musica in grado di trascendere il proprio tempo. Un’occasione unica per ascoltare i brani tratti dall’album debutto “Actors&Liars”.
http://www.alascamusic.com/

22 NOVEMBRE – SEA + AIR (indie pop / folk from Germany)
Cosa ci fanno insieme una ballerina greca che da piccola doveva cantare di nascosto e un compositore tedesco che non sa leggere la musica? Venite a scoprirlo, tra clavicembali, campanelli e mandolini, nelle sonorità eteree di “Do Animals Cry?”.
http://www.facebook.com/SeaandAir

20 DICEMBRE – RUE ROYALE (dream pop / folk from UK)
Lasciatevi avvolgere dalle atmosfere malinconiche e sognanti di questo duo inglese, che con il proprio disco d’esordio “Guide To Escape” si è già ritagliato un posto d’onore tra le nuove promesse dell’indie-pop anglosassone.
http://rueroyalemusic.com/

Circolo Arci Agorà

Via Monte Grappa, 27

Cusano Milanino

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Tiene banco ormai da giorni la notizia che la SIAE potrebbe perdere il monopolio dei diritti d’autore.
Chi si fosse perso questa chicca la può trovare qui:
http://www.laleggepertutti.it/15888_addio-siae-ue-e-decreto-liberalizzazione-contro-il-monopolio-sull%E2%80%99intermediazione-dei-diritti-d%E2%80%99autore
Gente che canta vittoria e che inneggia alla fanfaronaggine del ‘grigio baraccone’ SIAE e che professa un odio che nemmeno negli anni di piombo abbiamo avuto modo di vedere.
Parliamo però delle stesse persone che sono iscritte alla SIAE e che quando compilano il bordereau dopo un concerto pregustano già i due spiccioli che gli arriveranno…sempre che gli arrivino.
Altra notizia recente è che la SIAE ha un debito di un miliardo di euro con i propri clienti, quindi con i musicisti stessi, per i più distratti eccone qui un estratto:
http://news.cloudhak.it/siae-nei-guai-debiti-fino-a-un-miliardo-di-euro-e-sanzioni-dallue/
Insomma è chiaro che continuare a finanziare un pozzo senza fondo come questo è pura idiozia e che aspettare che il diritto d’autore venga liberalizzato, non sapendo tra l’altro se le nuove società a cui ci si affiderà saranno migliori di quanto esiste adesso, può portare a lunghe ed infruttuose attese.
Ci sono un sacco di gruppi e autori che hanno già deciso di affidarsi al creative commons e al cosiddetto ‘copyleft’. E’ semplice, veloce, economico e tutela al 100% il diritto d’autore dei musicisti (e non solo).
Se volete qualche esempio dedicate cinque minuti a Utopicmusic:
http://www.utopicmusic.com
E voi cosa state aspettando?

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Il festival METAL del mese a Bologna!
NON MANCATE!!!

Sabato 20 ottobre @ Blogos
Via dei mille 26, 40033 Casalecchio di Reno (BO)

ore 20.00
Ingresso 5€

DISEASE ILLUSION
MOURN IN SILENCE
THE BURNING DOGMA
NEMORALIS
NECANDI HOMINES

Link all’evento facebook:
https://www.facebook.com/events/427150574008332

Ecco i dettagli dei gruppi della serata:

DISEASE ILLUSION – Melodic Death Metal – Bologna
https://www.facebook.com/diseaseillusion
Di ritorno dal tour in Repubblica Ceca e Croazia i Disease Illusion presentano per la prima volta in Italia la loro nuova formazione colpendo i vostri timpani con il loro moderno melodic death metal!

MOURN IN SILENCE – Symphonic Gothic Death Metal – Imola
https://www.facebook.com/pages/Mourn-in-Silence/76194071763
Band Symphonic Gothic Death Metal in attività dal 1997, ritorna in scena in grande stile presentando in anteprima il nuovo album in uscita: “Until the Stars won’t Fall”

THE BURNING DOGMA – Death Doom Metal – Bologna
https://www.facebook.com/theburningdogma
The Burning Dogma nascono nell’autunno del 2006 a Bologna, e dopo numerosi cambi di formazione e svariate esibizioni live in provincia e dintorni, arrivano ad incidere, nel 2012, il primo EP dal titolo “Cold Shade Burning”, che vede in formazione Joy Lazari (voice/lyrics), Maurizio Cremonini (guitar/songwriting, ex-Suspended in Dusk), Diego Luccarini (guitar), Davide Laugelli (bass, ex-373°K), Giovanni Esposito (keys) e Marco DeCrescenzo (drums, ex-Regna).
Dopo la finale regionale del contest Emergenza Festival 2012, DeCrescenzo lascia il gruppo per far spazio ad Antero Villaverde (Hate In Silence, ex-Obsession, ex-Microcode), con cui il gruppo inizia il tour di promozione dell’EP.

NEMORALIS – Symphonic Gothic Metal – Bologna
https://www.facebook.com/pages/Nemoralis/119966134740914
La loro musica richiama il sound del nord-europeo Gothic Symphonic Metal, con molta enfasi nell’alternarsi delle atmosfere più oscure e sognanti alle più aggressive e potenti, in una costante “armonia degli opposti”. Le loro canzoni sono una fine trama, che spaziano dalle intrecciata di influenze dal power, al progressive, al gothic metal. La melodiosa voce della front woman è sempre sostenuta da potenti parti strumentali, creando un notevole impatto.

NECANDI HOMINES – Black Doom Metal – Jesi
https://www.facebook.com/NecandiHomines
I Necandi Homines propongono un Black Metal caratterizzato da influenze Doom le cui sonorità accentuano il senso di alienazione ed inferiorità dell’uomo nei confronti di ogni dimensione che lo circonda, tramite elementi cadenzati e atmosferici che richiamano l’abissale profondità della morte, dello spazio e del tempo.

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A cura di Jacopo Ravagnan

Ci sono atteggiamenti che mi fanno proprio incazzare, poco da fare.
Argomenti triti e ritriti su cui tutti devono ‘mettere bocca’, pur non sapendone assolutamente niente.
Gente che “ho sentito un amico a cui hanno detto”, “ho visto un servizio delle Iene”(che per alcuni vale molto più della sacra bibbia), “ho saputo da un tizio che ho conosciuto ad un concerto”. La saga delle mille perifrasi, che servono solo ad evidenziare la cronica mancanza di voglia di informarsi e perdere, grazie al web, non più di cinque minuti per saperne quel poco in più.
Facebook è ormai un concentrato di luoghi comuni e di ‘condividi’ da altre persone, senza porci quel minimo di grano salis che, a detta degli etologi, la razza umana dovrebbe avere.
La grande era del ‘copia&incolla’, che genera delle bufale mostruose e che al sottoscritto causa sintomi molto vicini a quella della dissenteria, non risparmia neppure l’argomento spinoso per eccellenza per il musicista: la SIAE( prima di scrivere questo orrendo acronimo mi sono munito di collana d’aglio).
Mi capita spesso di poter parlare con musicisti e, purtroppo, per quanto mi dolga ammetterlo, spesso anche chi dovrebbe fare cultura(perché, per quanto ne dica lo stato italiano, fare musica è cultura) è più impegnato a valutare il mixaggio o a rendere la copertina del cd ‘fica’, piuttosto che capire quale sia la corretta via per tutelare il diritto d’autore.
Perché diciamocelo: musica e SIAE è chiaramente un ossimòro.
Un carrozzone obsoleto in cui personaggi grigi riparati da una giurisdizione nebulosa e assai lacunosa esigono oboli, spesso pure consistenti, da poveri autori che credono di tutelare così la propria opera.
Una sorta di Santa Inquisizione del diritto d’autore.
Non starò qui ad annoiarvi oltre con le mie fisime e le mie paranoie, ma per chi abbia voglia di ‘vedere’ qualcosa di diverso impiegando non più di cinque minuti: http://www.creativecommons.it/
Un altro mo(n)do è possibile, qui ci sono numerosi esempi:
http://www.utopicmusic.com/main/Main.html
Se non vi ho ancora annoiato a morte o se non vi ho ancora generato dolorosi crampi intestinali, ci risentiamo presto ‘su queste frequenze’ per approfondire cosa vuol dire Creative Commons ( Trent Reznor docet).
Dio salvi la regina…e, se ha tempo, anche la musica.

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MUSICA MICA MALE FESTIVAL
Al circolo Agorà tre giorni di MUSICA MICA MALE con Il Pan del Diavolo, Vallanzaska e Edda

Torna al Circolo Arci Agorà di Cusano Milanino (MI) il MMM – Musica Mica Male Fest, tre giorni di concerti  con il meglio della musica indipendente italiana. Il festival che, giunto alla seconda edizione, andrà in scena dal 5 al 7 ottobre, dopo aver ospitato nomi del calibro di Alessandro Fiori (ex Mariposa), Alessandro Raina (Amor Fou, Casador), Plastic Made Sofa e Rootical Foundation, replica anche quest’anno con un cartellone di grande qualità.
Per tutta la durata del festival l’Agorà aprirà alle 21.30 e si potrà provare l’ottima cucina del Circolo, prima, durante e dopo i concerti.
Il prezzo d’ingresso è di 5 euro a serata, ma sarà possibile sottoscrivere un abbonamento decisamente  conveniente per le tre serate al costo di 10 euro. Per entrare è obbligatoria, come sempre, la tessera Arci.

IL PAN DEL DIAVOLO
Venerdì 5 saliranno sul palco i siciliani Il Pan Del Diavolo, che presenteranno la loro ultima bellissima fatica Piombo, polvere e carbone, con la solita esplosiva miscela di folk, psichedelia e rock. Apriranno la serata i Kafka On The Shore, autori di un originalissimo indie rock dalle forti tinte blues (loro lo chiamano pirate rock) e prossimi alla pubblicazione del loro primo album per La Fabbrica Etichetta Indipendente.

VALLANZASKA
Sabato 8 spazio ad una delle band più importanti e longeve dello ska nostrano, i Vallanzaska, che l’anno scorso hanno festeggiato i vent’anni di attività con la raccolta The Best Spaghetti Ska 1991-2011. Chiuderà la serata La Biska col suo djset skank’n’roll, per ripercorrere la storia del genere dalle origini ad oggi.

EDDA
Domenica 7 sarà infine la volta dell’ex leader dei Ritmo Tribale Stefano EDDA Rampoldi, uno dei cantautori più ispirati e meno allineati della scena italiana, giunto al suo secondo disco solista con Odio i vivi. Prima di lui la cantautrice milanese Micol Martinez, che presenterà in un live unplugged l’ultimo album La testa dentro

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Per Caparezza si tratta dell’ultimo tour estivo (ribattezzato: “Eretico tour 4: l’Estinzione”) prima di fermarsi per le registrazioni del nuovo disco, il riccioluto singer pugliese per la data padovana è pronto con uno show aggiornato e con nuove sceneggiature, l’esibizione a Sherwood si inserisce nel tour giunto ad oltre 80 date nell’arco di un anno,  un’instancabile attività live in tutta la penisola per la promozione di “Il sogno eretico”, disco di platino che Caparezza presenterà a Sherwood Festival, un luogo a lui molto familiare.

BIGLIETTI:
15 euro
 al botteghino, la sera del concerto

IN PREVENDITA:
15 euro
 (senza diritti di prevendita) sul sito http://www.sherwood.it
15 euro + diritti di prevendita sui circuiti abituali

Prevendite disponibili presso http://www.sherwood.it (senza diritti di prevendita)

Prevendite disponibili da subito presso: http://www.ticketone.it, Punti vendita Ticketone, http://www.vivaticket.it, Punti vendita Vivaticket, Punti vendita e filiali Unicredit, , Filiali Banche del Veneziano, CoTicketstore di Padova, Coin Ticketstore di Treviso, Spazio Musica di Piove di Sacco

Informazioni al pubblico:
Infoline Sherwood Festival:
 335.1237814
festival@sherwood.it
ticket@sherwood.it

Informazione alla stampa:
Ufficio stampa Sherwood Festival
:
Propapromoz | P.r & Communication
Tel. +39.02.4986292
Flavio Zocchi | flavio.zocchi@propapromoz.com
Chiara Rizzitelli | chiara@propapromoz.com

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Primo numero della nuova rubrica Beck Valuta.
Beck, bassista di Entropica e Beat 57, esprime un voto in decimi riguardo gli ultimi dischi ascoltati.

Potete trovarlo al suo blog qui.

Apparat – Walls: 6
Caneda – Nato Nell’Acqua: 6.5
Chiddy Bang – The Preview: 6
Coal Chamber – The Best Of: 5
Converge – Jane Doe: 8
Converge – No Heroes: 7
Dope – Life: 5,5
Dope D.O.D. – Evil EP: 6,5
Edo – Per Vedere Lost: 7,5
Errors – Have Some Faith In Magic: 6
Marillion – Fugazi: 6
Nolatzco – Assalto alla Luna: 6,5
Quinto Stato – Le Ultime Tracce di Mr. Tango: 5
Stateless – Stateless: 7
The Vaccines – What Did You Expect From The Vaccines: 5

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“Mettete un pacifista a lavorare in una fabbrica di bombe e in due mesi egli avrà ideato un nuovo tipo di bomba” (G. Orwell)

Il progresso continuo, la fretta e i molteplici impegni quotidiani ci fanno spesso perdere il contatto con la realtà, catapultandoci in un vortice senza alcuna via d’uscita apparente.
Questo split si pone l’obiettivo di gettare un’ancora di salvezza e fornire quella boccata d’ossigeno talvolta indispensabile. 16 band, alternativamente suddivise fra Costello’s e Molotov, per 16 canzoni.
60 minuti di musica attraverso i generi più disparati, partendo dal rock, passando per il folk, per l’indie e per la new wave e finendo con il pop, lo shoegaze e il cantautorato.
Un melting pot di generi ed influenze che trasuda però qualità e personalità. La musica per dare di nuovo un vero significato alle cose che ci circondano.
‘Costello’s Molotov’ nasce dall’idea e dalla collaborazione attiva fra Costello’s e Molotov, due realtà giovani, ma estremamente presenti all’interno della scena musicale indipendente italiana. Lo scopo principale è quello di promuovere, diffondere e valorizzare gli artisti dei rispettivi roster e, soprattutto, sostenere con forza la loro musica, portandola a conoscenza del maggior numero di persone possibile.

TRACKLIST
1. Dust – O My Mind
2. Farmer Sea – To The Sun
3. Pocket Chestnut – Reason To Go
4. Girless and the Orphan – (Pro) Creating Your Career
5. Hola La Poyana! – Vicious Dog
6. Verily So – Summer 89
7. Abiku – Canzone Stilnovista
8. Il Re Tarantola ed Emma Filtrino – Il Nostro Amore Sa Di Tabacco
9. MasCara – Andromeda
10. Ovlov – Up & Down
11. Motel 20099 – FedericoAldrovandi
12. North – Around the Pier
13. The Churchill Outfit – Faceless
14. STRi – Ranma
15. Dropeners – Ignite the Sun
16. Drama Emperor – Teknicolor

Costello’s bands: Dust, Pocket Chestnut, Hola La Poyana!, Abiku, MasCara, Motel 20099, The Churchill Outfit, Dropeners
Molotov bands: Farmer Sea, Girless & The Orphan, Verily So, Il Re Tarantola ed Emma Filtrino, Ovlov, North, STRi, Drama Emperor

Si ringraziano di cuore tutte le band che hanno deciso di partecipare regalandoci gratuitamente un pezzo in free download.

Costello’s Molotov è frutto della collaborazione fra le seguenti realtà:

Costello’s (Booking/Management/Ufficio Stampa/Promozione/Eventi)
FACEBOOK
WEBSITE

Molotov (Booking/Promozione/Eventi)
FACEBOOK
WEBSITE 

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Direttamente da Sheffield, per l’ennesima volta in Italia con i loro imperdibili concerti, i 65daysofstatic saranno a settembre qui in queste tre date:
07 settembre – MAGNOLIA, Segrate (MI)
08 settembre – MONTAGNOLA FESTIVAL, Bologna
10 settembre – CIRCOLO DEGLI ARTISTI, Roma

Il sito ufficiale della band 

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Onstage Summer Festival: 
a Monselice 4 giorni di musica (gratuita)
Con PINO SCOTTO, RUMATERA, HERMAN MEDRANO, CHUMA CHUMS
e le migliori band emergenti del Veneto

ONSTAGE SUMMER FESTIVAL
6 giugno – Caruso Live Contest
7 giugno – Rumatera + Agees è Gli Sportivi
8 giugno – Pino Scotto + Vault 13 + Uncledog
9 giugno – Herman Medrano and The Groovy Monkeys + Chuma Chums
Parco Onstage – Ex Cartodromo, Monselice
E’ quello che ci vuole contro la crisi: un bel po’ di buon rock e di voglia di stare di insieme, ancora meglio se gratis.
Dal 6 al 9 giugno, presso il Parco Onstage, all’ex Cartodromo di Monselice, torna la musica ed il divertimento targato Onstage Summer Festival, ossia 4 serate di rock con Pino Scotto, Rumatera, Herman Medrano, Uncledog, Vault 13, Agees e molte altre band emergenti del panorama rock veneto.
A fare da contorno il rinnovato Parco Onstage, che ospiterà nel verde il palco ed  uno stand gastronomico.
Si parte il 6 giugno, alle 21, dando spazio a Shuffle Leaves (rock ’70), Cometale (rock), Fullout (crossover) e Not Yet Fallen (metalcore), ossia i gruppi, tutti padovani, che si sono meglio contraddistinti nel corso del Caruso Live Contest 2012, evento che richiama nel rinomato palco del locale di Papozze (RO) band da tutto il Nord-Est, con un occhio di riguardo per i talenti emergenti.
Giovedì 7 andrà in scena, dalle 21,30, il punk rock demenziale dei Rumatera. Il gruppo veneziano, ormai vero e proprio fenomeno nazionale, ha appena pubblicato il nuovo album Xente Molesta e quello di Monselice sarà uno dei primi live del tour estivo. Il concerto dei Rumatera sarà aperto dagli Agees e dall’elettro pop de Gli Sportivi; i primi sono una promettente realtà di Monselice, i secondi il curioso risultato di una esplosiva commistione tra suoni indie rock ed elettro ed un travolgente spirito demenziale.
Venerdì 8 l’appuntamento per quelli che hanno le arterie abituate ai suoni senza compromessi: arriva Pino Scotto, il sacerdote dell’hard rock italiano, che nel 2012 ha pubblicato un nuovo album e che salirà sul palco con la consueta voglia di scuotere timpani e coscienze.
Ad aprire la serata Vault 13 e Uncledog, band venete che annoverano già una esperienza internazionale ed alcune uscite discografiche di rilievo.
Sabato, sempre alle 21,30 un live esplosivo, con la doppia esibizione del reggae bongo bass deiChuma Chums e l’hip hop demenziale di Herman Medran and The Groovy Monkeys, una straordinaria accoppiata a base di ritmo e risate.
L’Onstage Summer Festival è una manifestazione patrocinata e supportata dal Comune di Monselice.
Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito.

Per informazioni http://www.musiconstage.eu/
Tel. 3930360437

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Il tour primaverile de I CANI è finito ed è ora di quello estivo, ultima occasione prima di una lunga pausa per comporre e registrare il nuovo disco.
Ecco le date:

15.06 FESTA D’ESTATE, Vascon (TV)
29.06 BEVI E GODI FESTIVAL, Sorbolo (PR)
07.07 ARRIVERANNO PRESTO/SUPERSANTO’S, Roma (con Criminal Jokers, Colapesce, Mamavegas, ecc.)
08.07 REALITY BITES FESTIVAL, Fucecchio (FI)
13.07 BOLOGNETTI ON THE ROCKS, Bologna
21.07 ROCK PLANET, Pinarella di Cervia (RA)
27.07 MAGNOLIA, Segrate (MI)
28.07 FESTA DELLA BIRRA, Montecosaro (MC)
05.08 FILAGOSTO 2012, Filago (BG)
08.08 SZIGET FESTIVAL, Budapest (UNGHERIA)
25.08 ARITMIA MEDITERRANEA, Molfetta (BA)

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La prima data italiana di STING, dei CRANBERRIES, di ALANIS MORISSETTE, l’unica data italiana di BILLY IDOL, e poi artisti come BEN HARPER, THE CULT, WOLFMOTHER, JOAN BAEZ, FRANCO BATTIATO E L’ORCHESTRA ARTURO TOSCANINI e molto altro…

Arriva alla quinta edizione l’Hydrogen Festival, una delle rassegne musicali estive più importanti d’Italia.
Le precedenti edizioni hanno richiamato decine di migliaia di persone da tutta Italia e oltre grazie ad un efficace formula che propone i grandi nomi della musica italiana e straniera in una cornice, quella dell’Anfiteatro Camerini, tra le più magiche ed accoglienti in Italia.

Il calendario si apre il 30 giugno con la prima data italiana dei Cranberries. Per la band irlandese composta da Dolores O’Riordan, Nel Hogan, Mike Hogn e Fergal Lawler il 2012 è l’anno del ritorno, con l’album Roses in vetta alle classifiche da mesi ed una rinnovata energia.

Il 4 luglio spazio all’emozionante folk rock di Joan Baez, impegnata in quello che forse sarà il suo ultimo tour.
Sabato 7 uno degli eventi più attesi: il volto più glam del punk rock, Billy Idol, terrà a Piazzola sul Brenta il suo unico concerto italiano.
Tiziano Ferro, forte del successo del suon nuovo album, si esibirà invece l’8 luglio, nell’unico live del Nord-Est del suo tour estivo.
Il 10 arriva sua maestà: Sting. L’artista inglese sarà sul palco accompagnato dal suo chitarrista storico Dominic Miller, David Sancious (tastiere), Vinnie Colaiuta (batteria), Peter Tickell (violino elettrico), and Jo Lawry (voce): una band straordinaria che lo vedrà imbracciare nuovamente il basso per regalare un concerto in chiave molto rock.

L’11 luglio sarà il giorno dell’hard rock dei Wolfmother, mentre il 13 arriveranno i Cult e le loro affascinanti contaminazioni.
Il 17 un altro grande evento: la prima italiana di Alanis Morissette, che torna a cantare in Italia dopo 4 anni e che è prossima alla pubblicazione del suo nuovo album.

Il 19 un gradito ritorno: Franco Battiato si esibirà all’Hydrogen Festival accompagnato dall’Orchestra Sinfonica Arturo Toscanini, proponendo così delle sue canzoni una interpretazioni nuova.
Venerdì 20 luglio sarà il giorno di Ben Harper che, accompagnato dalla sua eccezionale band, proporrà un travolgente live all’insegna come sempre del suo multiforme talento.

A completare il calendario la comicità travolgente di Giacobazzi, sabato 14 luglio, ed un concerto celebrativo di Massimo Ranieri, che chiuderà la rassegna sabato 21 luglio.

I biglietti di tutti gli eventi sono in vendita online al sito http://www.hydrogenfestival.com e Coin Ticket Store Padova e Treviso, la biglietteria del Gran Teatro Geox (dal lunedì al venerdì dalle 1330 alle 1930 tel. 0490994614) Primi alla Prima (banca del Veneziano, bcc venete e casse Rurali Trentine), Unicredit, Cariveneto e Ticketone.

Per informazioni http://www.hydrogenfestival.comhttp://www.zedlive.com

Infoline 049/8644888

Hydrogen Festival:
30 giugno – Cranberries
4 luglio – Joan Baez
7 luglio – Billy Idol
8 luglio – Tiziano Ferro
10 luglio – Sting
11 luglio – Wolfmother
13 luglio – The Cult
14 luglio – Giacobazzi Show
17 luglio – Alanis Morissette
19 luglio – Franco Battiato e Filarmonica Arturo Toscanini
20 luglio – Ben Harper
21 luglio – Massimo Ranieri

Info: http://www.hydrogenfestival.com

Ufficio Stampa ZED!: Andrea Benesso tel. 333 21 35 262 press@zedlive.com

Ufficio stampa, Piazzola Live Festival 2011 PropaPromoz | Tel +39.02.67072094
E-mail: info@propapromoz.com; Web: http://www.propapromoz.com

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E’ Bubblegum il nuovo ottimo singolo degli Iori’s Eyes, estratto da Double Soul, recentemente uscito per La Tempesta Dischi.
The Webzine vi mostra il videoclip.
Buona visione.

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S’intitola Pyramids il nuovo singolo degli Antenna Trash, in anteprima lunedì 7 maggio su DSLO e disponibile sul bandcamp del gruppo.
Il nuovo singolo è stato registrato al TUP di Brescia nel dicembre 2011, con la produzione di Stefano Moretti dei Pink Holy Days, autori del remix del brano, anch’esso contenuto in questa nuova release digitale.
Pyramids segna l’ennesima evoluzione nel sound degli Antenna Trash, che ormai ha un’impronta ben riconoscibile nella sua costante e vitale metamorfosi.
L’ansia di sperimentazione, la necessità di esplorare nuovi territori della creatività musicale, il bisogno di rimescolare le carte in tavola, fanno di Pyramids un brano dalle molteplici sfaccettature artistiche: le atmosfere scure del precedente ep si aprono in un pop colorato e distorto.
Il remix ad opera dei devastanti Pink Holy Days conferisce al brano un valore aggiunto, che si traduce in un intrigante viaggio psichedelico.
Pur trattandosi di una release digitale, il download è accompagnato da un vero e proprio artwork. L’interpretazione grafica è curata da Nicolò Eugenio Pedrollo, graphic designer fine bevitore e artigiano dell’immagine psicotropa, appassionato di dub e tropicalismi.

Pyramids è disponibile in anteprima su DSLO da lunedì 7 maggio e in download gratuito sul bandcamp degli Antenna Trash, che ci regalano questa inedita release digitale prima del nuovo e imminente album.

Credits
Pyramids è stato registrato e Mixato al TUP Studio di Brescia da Stefano Moretti
Master di Andrea Suriani
Tromboni suonati da Paolo Comparin
Artwork: Nicolò E. Pedrollo

bandcamp: http://antennatrash.bandcamp.com/
facebook: https://www.facebook.com/antennatrash1
fan pagehttps://www.facebook.com/pages/Antenna-Trash/43334670221
contatto band: antennatrash@gmail.com

Ufficio stampa INDIEMENO
(Lidia Tagnesi)
info@indiemeno.it


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Lo split dei Gazebo Penguins con i Cani, intitolato “I Pinguini Non Sono I Cani, I Cani Non Sono I Pinguini“, uscito in vinile poco tempo fa e già sold out nei negozi, è ora disponibile in download gratuito qui.
Sul sito dell’etichetta, 42 Records, potrete acquistarne a 10 euro le ultime copie rimaste.

42 Records e To Lose La Track hanno deciso di celebrare il Record Store Day con questa uscita che contiene un inedito di entrambe le band (“Nevica” dei Gazebo Penguins, “Asperger” dei Cani) e due cover reciproche (i Gazebo eseguono “Wes Anderson”, i Cani “Senza di Te”).

Vi postiamo qui un po’ di genialità made in Gazebo per la cover di Wes Anderson. Sentirete, se conoscete il cd dei Cani, perché è una genialata:

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E’ in release con ALKA Record Label/Ammonia Records, SORRY, NO DUB! secondo full lenght dei DUBBY DUB.

Ad un anno dal debutto “Rock ‘n’ roll head” che aveva segnato la svolta artistica degli ex H-Strychnine Mauro e Andrea Pulga verso sonorità più ricercate e vicine al vintage rock rispetto all’hard-core di provenienza, i DUBBY DUB tornano con un nuovo album, ricco di sfumature sonore, conservando l’attitudine diretta e “in your face” del loro mood originario.

SORRY, NO DUB! perché, a dispetto del nome, i DUBBY DUB NON fanno quel “sottogenere del reggae sorto in Giamaica durante la fine degli anni sessanta (Wikipedia)”. La proposta del combo ferrarese è invece “uno stoner rock incalzante, “tentacolare”, sporcato da chiazze del grunge più ruvido degli anni ’90.” – spiega Mauro Pulga, chitarrista – “Tutti noi ascoltiamo veramente tanta musica: Enrico il nostro batterista, che scrive i testi, ha una collezione di qualche migliaio di dischi, casa sua sembra un negozio di dischi, di quelli molto bene riforniti e io non riesco a far passare un mese senza aver ascoltato almeno 20 dischi nuovi…è una mania. Se dovessimo indicare delle influenze su questo album direi Fugazi, Husker Du (ecco da dove vengono le 2 u puntate dei nome) Queens of the stone age, Dinosaur Jr, The Hives, tanto per dirne alcuni. Abbiamo impiegato quasi un anno di prove per scrivere i brani. La nostra sala prove è in un’ex scuola elementare, la scuola che frequentava Andrea…praticamente suoniamo in quella che era la sua classe, dove ha imparato a scrivere…”

Per comprendere lo spessore dei DUBBY DUB, vi basti sapere che SORRY, NO DUB! è stato registrato in presa diretta “come i dischi rock di una volta”, pressoché interamente buono al primo take e anche su questo lavoro, come nel precedente, la band ha optato per escludere completamente il basso dalla produzione: oltre alle tre chitarre e alla batteria, il quartetto ha invece suonato anche ukulele e glockenspiel.

Il risultato? 11 tracce al fulmicotone in STREAMING per pochi giorni a questo LINK. Nessun ospite, nessuna cover, tutto farina dal sacco DUBBY DUB.

Tracklist:
1. LOVE KILLS
2. PLEASURE
3. SETTLE DOWN
4. SPACE CONTROL
5. MY HEAVEN IS FAR
6. POSSIBILITY
7. FLIPPER
8. LOCK THE HOUSE
9. WHATEVER
10. OH LIAR!
11. ENVELOPE

SORRY, NO DUB! sarà disponibile nei negozi a partire dal 27 marzo, distribuito da Andromeda.

DUBBY DUB presentazione nuovo CD LIVE:
23 marzo DUBBY DUB + Fuzz Orchestra
Ferrara @ Arci Bolognesi

http://www.dubbydub.com

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ARCI BDC SKATERS EVENTI, ARCI RENFE CLUB E ARCI VOODOO CLUB, CON I MAIN SPONSORS ETNIES E KEEP A BREAST, PRESENTANO:

COLUMBUS SUMMER FESTIVAL 2012

Dopo il successo della scorsa edizione con Agnostic Front e U.S Bombs, quest’anno, per stupirvi ancor di più, abbiamo preparato un’edizione che lascerà tutti a bocca aperta. Il primo nome della band che sbarcherà in quel di Portomaggiore (Ferrara) per una giornata che lascerà cicatrici da nord a sud del paese sono i LAGWAGON!

A distanza di due anni dall’ultima apparizione italiana, torna una delle band icona dell’hardcore melodico: ironici, instancabili e spregiudicati, i Lagwagon saranno headliner al Columbus Summer Festival la prossima estate. Appuntamento da non perdere con una delle band più divertenti e adrenaliniche, direttamente da metà degli anni ’90, i Lagwagon vi aspettano il prossimo 10 giugno per uno show all’insegna dell’intramontabile energia che ha sempre caratterizzato i 5 californiani!
DOMENICA 10 GIUGNO nella splendida cornice verde del Parco Colombani, non perdete l’occasione di godervi il quintetto che da anni continua a far saltare il pubblico di tutto il globo e che quest’estate saranno protagonisti nei principali festival europei.
Tra questi saranno headliner al Columbus Summer Fest che, come sempre, partirà nel pomeriggio, per una “maratona” deluxe di punk rock che vedrà ottime bands italiane, pronte a far pogare senza sosta, alternarsi sul palco a partire dalle 19.

All’interno del festival sarà presente un’ampia area ristoro con bar, birreria, piadineria e tutto il necessario per il relax del pubblico, il tutto a prezzi popolari. Sarà presente anche un’area stand con mercatino, expo tattoo, distro, skateshop, abbigliamento streetwear e molto altro ancora.
Per tutti coloro che cercano un posto dove dormire verrà allestita un’area FREE CAMPING!

Nel pomeriggio, ad intrattenere e scaldare il pubblico in attesa degli headliner, suoneranno tre band italiane d’eccezione:
ANTARES (www.myspace.com/antarespeedrock)
NH3 (www.nh3.it)
SHOWSTRIPSILENCE (www.myspace.com/showstripsilence)

VI ASPETTIAMO TUTTI DOMENICA 10 GIUGNO PER UNA GIORNATA CHE PROMETTE DIVERTIMENTO E OTTIMO PUNKROCK FIN DAL POMERIGGIO, PER ARRIVARE A SERA CON GLI HEADLINER CHE CI FARANNO VIVERE UNA NOTTE UNICA E INIMITABILE! LA
CALIFORNIA NON E’ PIU’ COSI’ LONTANA ALLA FINE!

INFO ORARI E ALTRI DETTAGLI:
Columbus Summer Festival 2012
con LAGWAGON, Antares, NH3, Showstripsilence
10-06-12 | Portomaggiore (FE)
Prezzo prevendita: 14 euro + ddp | prezzo in cassa: 18 euro
Apertura porte ore 17
Inizio spettacoli ore 19

Prevendite disponibili sui circuiti:
BOOKINGSHOW: http://www.bookingshow.it/spettacolo/descrizione.asp?idevento=30222 TICKETLAND2000:www.ticketland1000.com/spettacolo/descrizione.asp?idevento=18283&DESCR=LAGWAGON+-+Columbus+Summer+Festival+2012+-+PARCO+COLOMBANI+-++PORTOMAGGIORE
e in tutti in punti vendita del circuito bookingshow: http://www.bookingshow.it/servizi/vendita.asp

Le prevendite sono disponibili anche presso gli organizzatori al Renfe Club (Ferrara) e nelle serate ed eventi BDC o al Voodoo Club (S. Giuseppe di Comacchio).

Per tutti gli aggiornamenti rimanete sintonizzati sulle pagine:
BDC SKATERS EVENTI: http://www.facebook.com/groups/bdccrew
VOODOO CLUB: http://www.facebook.com/profile.php?id=100000059143649

IL FESTIVAL E’ SUPPORTATO DA: Comune di Portomaggiore, Provincia di Ferrara, Regione Emilia Romagna, Arci Ferrara, Proloco Portuense, Agriturismo I 2 Laghi e Agriturismo Trava.

INFO MAIN SPONSORS:
ETNIES: http://www.etnies.com
KEEP A BREAST: http://www.keep-a-breast.org/

MEDIAPARTNERS :
RUMORE: http://www.rumoremag.com
TROUBLEZINE: www2.troublezine.it
ROCK REBEL MAGAZINE: http://www.rockrebelmagazine.com
FANZINE GANZO: http://www.facebook.com/profile.php?id=100002781130953

Social network:
Ass.Bdc Skaters Eventi: http://www.facebook.com/groups/bdccrew
Voodoo Club: http://www.facebook.com/profile.php?id=100000059143649&ref=ts
info mail: bdcskaters@libero.it
Cell:
333/2302998 FRANCESCO
347/3001605 GIULIANO
3397204074 ALICE

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AFTERHOURS
Il 17 Aprile esce il nuovo album
“PADANIA”

Il 17 aprile uscirà il nuovo album degli Afterhours, il primo dopo I milanesi ammazzano il sabato del 2008 e dopo il progetto Il paese è reale del 2009, realizzato insieme ad altri 18 artisti della scena alternativa italiana.

Reduce da una straordinaria esperienza negli Stati Uniti, documentata dall’imperdibile serie di trasmissioni Jack On Tour su DeeJay Television e dal CD Meet some freaks on Route 66, pubblicato in allegato a XL di Repubblica del mese di marzo, il gruppo ha appena concluso le registrazioni del suo nuovo lavoro, co-prodotto da Manuel Agnelli e Tommaso Colliva. 

Per il loro decimo album di studio, intitolato Padania, gli Afterhours hanno deciso di scegliere decisamente la strada della completa autoproduzione, affidandone la distribuzione ad Artist First. Come rivela il titolo, il gruppo affronta con l’abituale determinazione, consapevolezza e capacità di provocazione argomenti attuali e scottanti. «Padania è uno stato mentale», dice Manuel Agnelli, «non ha confini geografici, è uno stato della mente e dell’anima. È il nome che meglio rappresenta la disperazione di uomini che sanno di poter avere tutto tranne che se stessi. È una corsa impazzita ad occhi chiusi sperando di arrivare più lontano possibile da quello che non vogliamo sapere di essere. È la forza oscura che ti spinge a diventare quello che non sei. La canzone parla di una persona che vuole cambiare la propria vita e il proprio destino (come la maggior parte di tutti noi), perché crede che ci debba essere qualcosa di più del destino e della fortuna. È un desiderio così forte che diventa un’ossessione e questa ossessione diventa una maledizione, che la porta a vincere tutte le sue battaglie ma a dimenticarsi del perché sta combattendo. A realizzare tutto. Tranne che se stesso.»

Intanto, a partire dal 1° marzo è possibile vedere gli Afterhours nel video del brano La tempesta è in arrivo, realizzato per i titoli di testa Faccia D’Angelo – miniserie in due parti prodotta da Sky Cinema che racconta la storia romanzata del boss della cosiddetta Mala del Brenta. Un abile “imprenditore del crimine” dalla faccia d’angelo, ma spietato ed efferato, interpretato da uno dei migliori attori della sua generazione: Elio Germano. Attraverso furti, rapine spettacolari, traffico di droga, gioco d’azzardo, seminò per quasi vent’anni il terrore in un Veneto in pieno boom economico. Fino alla resa dei conti: braccato dalle forze dell’ordine, e dopo evasioni rocambolesche, la sconfitta è inevitabile per un uomo che, per il potere, aveva rinunciato a tutto. La miniserie andrà in onda il 12 e 19 marzo alle 21.10 su Sky Cinema 1HD (canale 301). 

Gli Afterhours torneranno in tour a partire da giugno 2012.

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Dopo l’uscita del suo ultimo album “La vita agra” (pubblicato per Lavorare Stanca lo scorso 7 novembre), unòrsominòre presenterà le nuove canzoni in concerto.
Ecco le prossime date:

ven 24 febbraio, Padova, Reality Shock
sab 3 marzo, Verona, The Brothers (con ospite specialissimo)
gio 8 marzo, Benevento, Morgana
ven 9 marzo, Ortona, Abbey Road
mer 25 apr, Rimini, Neon (con ospite specialissimo)
mar 1 maggio, Valeggio s/m, Villa Zamboni (con ospite specialissimo)
sab 12 maggio, Parma, Giovane Italia (con ospite specialissimo)
INFORMAZIONI SUL DISCO:
Il disco prende il nome da un romanzo di Luciano Bianciardi nel quale si racconta la lenta e inesorabile omologazione di un potenziale rivoluzionario piccolo-borghese attraverso la quale, demolendo il mito del boom economico italiano, si comprendono le radici del degrado sociale e culturale del nostro paese: è la cronaca di un fallito tentativo di rivolta, affogato nel grigiore della vita di ogni giorno, ridotta ad una stanca lotta per la sopravvivenza giornaliera dove, citando Gaber, “non si riesce mai a dare fastidio a nessuno”.
Il tema del romanzo è il punto di partenza per un’amara, a tratti sarcastica, spesso rabbiosa riflessione in musica attorno alle miserie della società italiana di oggi.
Il disco, ispirato ai grandi album politici degli anni settanta anche nella veste grafica, è denso di un linguaggio crudo e di immagini vivide; parole dirette, poche metafore, nessuna ricerca di leggerezza, di ironia, di scioglimento della tensione. “La vita agra” ricerca e raggiunge una spietatezza verbale e concettuale senza concessioni, mentre racconta dell’insensatezza delle nostre abitudini, del futuro e del passato rubati a un’intera nazione, della superficialità di una generazione distratta, o dell’impossibilità oggettiva di intervenire per cambiare il corso degli eventi.
Il suono dell’album si completa nella collaborazione fra l’òrso e Fabio De Min (Non voglio che Clara), produttore del disco e co-arrangiatore di molti dei brani, che ha impreziosito il lavoro con interventi di pianoforte e sintetizzatori, arricchendo le canzoni costruite dall’òrso attorno alla sua voce, alle sue chitarre, basso e batteria (strumenti che su “La vita agra” sono  suonati tutti dallo stesso òrso).
facebook: unòrsominòre.

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A Maggio esce “A Piedi Nubi”
per Appropolipo Records
Sakee Sed sul web:
www.myspace.com/sakeesedfamily
Facebook: Sakee Sed

Dopo l’album d’esordio “Alle Basi Della Roncola” e il fortunato “Bacco Ep“, i Sakee Sed, band bergamasca composta da Marco Ghezzi (voce/chitarra/rhodes) e Gianluca Perucchini (batteria), ritornano con “A Piedi Nubi“.

 L’album, pur senza abbandonare quella vena di folk sghembo che da sempre li caratterizza, si preannuncia un disco dai toni più rock rispetto ai lavori precedenti.
I dieci brani presenti nel disco sono stati registrati dalla band al TunnelWood, lo studio costruito dai due nei momenti liberi tra una data e l’altra del tour che li ha visti, da Aprile 2010 a Dicembre 2011, suonare nei principali locali e festivals di tutta Italia.
“A Piedi Nubi” uscirà a Maggio 2012 per la Appropolipo Records.

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Ecco svelati i primi dettagli su “Oro: Opus Primum”, primo capitolo della nuova serie di due album degli stregoni italiani del Doom soprannaturale.

GIà rinomati per la loro attenzione ai dettagli di ogni pubblicazione, inclusa l’incredibile e minuziosa qualità di artwork e packaging, tanto preziosa e stratificata quanto lo è musicalmente ciascuna delle loro indecifrabili uscite, gli UFOMAMMUT questa volta hanno fatto ancora un passo avanti, completando un imponente lavoro diviso in due parti, le cui uscite sono programmate a mesi di distanza l’una dall’altra.
La data ufficiale per l’uscita è stata fissata per il 9 Aprile in UK, mentre per il 13 aprile nel resto dell’Europa e per il 17 Aprile nel Nord America. Questa settimana, per la prima volta, vengono svelati artwork e tracklist del primo capitolo della serie:
Oro: Opus Primum
1. Empireum
2. Aureum
3. Infearnatural
4. Magickon
5. Mindomine
Nelle settimane a venire verranno svelati ulteriori dettagli.
Il secondo capitolo di questo monolitico doppio album, “Oro: Opus Alter”, vedrà invece la luce in un giorno non ancora definito di Settembre: più notizie saranno fornite nei mesi successivi all’uscita di “Opus Primum”.
Il 2012 vedrà la band in tour in tutto il pianeta per supportare Oro.
UFOMAMMUT
     
MALLEUS
     
NEUROT RECORDINGS

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Rolling Stone Italia, ma diciamo Rolling Stone in generale, si sta abituando da tempo a consigliare musica in base a scelte piuttosto arbitrarie e immotivate spesso confezionate in forma di classifica. Che ci siano le grandi potenze discografiche dietro a magazine di così ampio respiro è possibile, ma di RS stupisce spesso la spocchia e l’intellettualismo abominevole e derivativo di certe recensioni.
La nuova trovata è la lista dei 100 dischi italiani migliori di sempre, compilata da “cento giurati d’eccezione”.  Prima di commentarla la riportiamo tutta, sperando in una segnalazione per violazione di copyright che, vista la libertà di stampa completamente assente in Italia, potrebbe potenzialmente giungere sul serio.

1. VASCO ROSSI – Bollicine
2. FRANCO BATTIATO – La Voce del Padrone
3. LUCIO BATTISTI – Una Donna Per Amico
4. FABRIZIO DE ANDRE’ – Creuza De Ma
5. JOVANOTTI – Lorenzo 1994
6. VINICIO CAPOSSELA – Ovunque Proteggi
7. DIAFRAMMA – Siberia
8. CSI – Linea Gotica
9. AREA – Arbeit Macht Frei
10. ADRIANO CELENTANO – Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua Orchestra
11. LUCIANO LIGABUE – Buon Compleanno Elvis
12. CCCP FEDELI ALLA LINEA – 1964-1985: Affinità-Divergenze fra il Compagno Togliatti e Noi Al Conseguimento della Maggiore Età
13. EDOARDO BENNATO – I Buoni e i Cattivi
14. RINO GAETANO – Mio Fratello E’ Figlio Unico
15. ELIO E LE STORIE TESE – Elio Samaga Hukapan Kariyana Turi
16. SUBSONICA – Microchip Emozionale
17. PINO DANIELE – Nero a Metà
18. MASSIMO VOLUME – Stanze
19. VERDENA – Wow
20. FRANCESCO DE GREGORI – Rimmel
21. BAUSTELLE – La Malavita
22. LUIGI TENCO – Luigi Tenco
23. OFFLAGA DISCO PAX – Socialismo Tascabile
24. LOREDANA BERTE’ – Traslocando
25. SANGUE MISTO – SxM
26. ZUCCHERO – Oro, Incenso e Birra
27. EUGENIO FINARDI – Sugo
28. CAPAREZZA – Verità Supposte
29. FRANCESCO GUCCINI – Via Paolo Fabbri 43
30. IL TEATRO DEGLI ORRORI – A Sangue Freddo
31. BLACK BOX – Dreamland
32. CARMEN CONSOLI – Confusa e Felice
33. TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI – La Testa Indipendente
34. CASINO ROYALE – Sempre Più Vicini
35. RENATO ZERO – Zerofobia
36. ALMAMEGRETTA – Sanacore
37. SERGIO CAPUTO – Un Sabato Italiano
38. NEGRAMARO – Mentre Tutto Scorre
39. FRANKIE HI NRG – La Morte dei Miracoli
40. LUCIO DALLA – Lucio Dalla
41. AFTERHOURS – Non E’ Per Sempre
42. GAZNEVADA – Sick Soundtrack
43. LINEA 77 – Horror Vacui
44. PFM – Storia di un Minuto
45. FAUST’O – Suicidio
46. LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA – Canzoni da Spiaggia Deturpata
47. FABRI FIBRA – Controcultura
48. GIORGIO GABER – Far Finta di Essere Sani
49. 99 POSSE – Curre Curre Guagliò
50. IVANO FOSSATI – Panama e Dintorni
51. LE ORME – Uomo di Pezza
52. ALAN SORRENTI – Aria
53. 883 – Hanno Ucciso L’Uomo Ragno
54. ENRICO RUGGERI – Vai Rouge!
55. GARBO – A Berlino…Va Bene
56. AUTORI VARI – Rock ’80/Rockerilla: Gathered
57. FRANCO CALIFANO – Tutto Il Resto e’ Noia
58. POOH – Parsifal
59. GOBLIN – Profondo Rosso
60. TIZIANO FERRO – Nessuno E’ Solo
61. IVAN GRAZIANI – Pigro
62. ALBERTO CAMERINI – Rockmantico
63. VANADIUM – A Race With The Devil
64. BALLETTO DI BRONZO – Sirio 2222
65. KRISMA – Chinese Restaurant
66. SKIANTOS – Kinotto
67. CLAUDIO LOLLI – Ho Visto Anche Degli Zingari Felici
68. MARLENE KUNTZ – Il Vile
69. NEGAZIONE – Lo Spirito Continua
70. PAOLO CONTE – Concerti
71. GIANNA NANNINI – Latin Lover
72. MATIA BAZAR – Tango
73. PATTY PRAVO – Patty Pravo
74. ELISA – Pipes & Flowers
75. GIANNI MORANDI – Gianni Morandi
76. ORNELLA VANONI – La Voglia, La Pazzia, L’Incoscienza, L’Allegria
77. Negrita – Reset
78. CESARE CREMONINI – Maggese
79. ALBERTO FORTIS – Alberto Fortis
80. GINO PAOLI – Gino Paoli allo Studio A
81. MINA – Live ’78 Bussoladomani
82. GIARDINI DI MIRO’ – Punk…Not Diet!
83. NUOVA COMPAGNIA CANTO POPOLARE – La Gatta Cenerentola
84. FLAVIO GIURATO – Il Tuffatore
85. BIGLIETTO PER L’INFERNO – Biglietto per l’Inferno
86. LITFIBA – 17 Re
87. SQUALLOR – Pompa
88. PERTURBAZIONE – In Circolo
89. THE GANG – Le Radici e le Ali
90. PIERO CIAMPI – Io e Te Abbiamo Perso La Bussola
91. UMBERTO TOZZI – Gloria
92. BANCO DEL MUTUO SOCCORSO – Darwin!
93. BLUVERTIGO – Metallo Non Metallo
94. LUCA CARBONI – Luca Carboni
95. ZEN CIRCUS – Andate Tutti Affanculo
96. AFRICA UNITE – Un Sole Che Brucia
97. ENZO JANNACCI – Quelli Che…
98. PROZAC + – Acidoacida
99. MAURIZIO BIANCHI – Mectpyo Bakterium
100. ANTONELLO VENDITTI – Sotto Il Segno dei Pesci

Uno dei difetti principali è stato il mescolare il cantautorato classico con il prog,  il “rock” moderno da classifica e certi grandi nomi del underground (neanche tanto sommerso, se è finito qui). Compilare una chart di questo tipo merita senz’altro delle distinzioni e si sarebbe apprezzato di più un tentativo di divisione in generi o in periodi. La confusione che genera questo elenco non può che suscitare polemiche e vogliamo farne parte.
Citando l’opinionista e recensore di musica Jacopo Muneratti di Good Times Bad Times non è possibile mettere “Vasco Rossi e Jovanotti sopra gli Area, Darwin del Banco del Mutuo Soccorso al 92esimo posto sotto Tiziano Ferro (60), Califano (57), Cremonini (78), Le Luci della Centrale Elettrica (46), Vanadium (PINO SCOTTO! PINO SCOTTO!!) (63)? Baustelle al 20esimo sopra a Guccini (29) e PFM (44)”. Tutto questo è “pateticismo”. Suggerisce inoltre di sostituire Storia Con Un Minuto della PFM con “Per Un Amico”, La Voce del Padrone di Battiato con “Pollution” e Arbeit Macht Frei degli Area con “Crac!”.
Di sostituzioni se ne potrebbero fare tante, anche quando si citano i Verdena, gli Afterhours e Il Teatro degli Orrori senza nominare i loro veri capolavori (Il Suicidio del Samurai, o al limite Requiem; Hai Paura Del Buio o al limite Quello Che Non C’è; e Dell’Impero delle Tenebre di Capovilla e soci), band del rock ancora troppo sommerso che però pubblicano o hanno pubblicato per major. E questo fa venire seri dubbi sulla loro presenza qui, che in ogni caso è salutare rispetto a quella di Gianna Nannini, Pino Daniele, Patty Pravo Ornella Vanoni e Antonello Venditti i quali, certo, con i dovuti distinguo, hanno anche concepito qualcosa di passabile.
In generale la sintomatologia del malessere che leggere questa classifica suscita non è neppure la pruriginosa necessità di aggiungere nuovi nomi (che, va bene, ce ne sarebbero, ma di più importanti e universalmente condivisibili di questi ce ne sono pochi), vista anche la non scontata presenza degli imprescindibili Elio E Le Storie Tese (la redazione qui avrebbe preferito Cicciput o al limite Eat The Phikis al posto di Elio Samaga Hukapan Kariyana Turi, la cui vera genialità risiede nella traduzione del titolo), del Balletto di Bronzo per i fanatici di un prog più tipico e risalente ad un periodo che molti considerano il più illuminato della musica nostrana, e dei Negazione, inevitabilmente elevati a stendardo del punk italiano che, comunque, di veramente importanti non ha mai avuto nessuno. Diciamolo.
La musica con qualcosa da dire (Guccini, De André, De Gregori, ma a suo modo anche Battisti e Celentano, Gaetano, i progetti di Ferretti e Bennato) c’è tutta, con qualche lieve assenza di nomi più underground nel panorama indie/alternative pop/rock che avrebbero meritato, ma se non vengono citati Marta Sui Tubi e Non Voglio Che Clara ci si consola con un’altra sorpresa: la presenza dei Massimo Volume (18), di Faust’O (45) e degli Offlaga Disco Pax (23). La volontà della redazione di esporsi al pubblico ludibrio è data in definitiva posizionando quarantasettesimo, sopra Gaber e a molti altri, il giullare di corte del rap italiano, Fabri Fibra, con uno dei suoi peggiori dischi, ovvero Controcultura: avremo accettato forse anche la presenza, più in basso, di Mr. Simpatia o Turbe Giovanili, molto a fatica, ma non Controcultura.
Non possiamo citare tutti quelli che ci sono e non ci sono. Il problema che volevamo tirare in ballo è, in realtà, un altro: la classifica di Rolling Stone è l’ennesimo regalo, costoso visto l’aumento del prezzo di copertina a 3,20€ applicato negli ultimi mesi, ad una folla di  sedicenti appassionati di musica tipicamente privi di cultura. Interessarsi realmente ad un artista, ad una rivista di settore, ad una webzine, ad un’etichetta, ad un filone di un genere o a una corrente, come fu nei periodi di maggiore fioritura delle arti tutte con pubblicazioni di critica specializzate, che da Gutenberg in poi sono servite anche da lente di ingrandimento e strumento di diffusione per autori che altrimenti sarebbero finiti nel dimenticatoio, non significa conoscere solo nomi, titoli e copertine. Significa saper riconoscere il nuovo e il vecchio, cosa c’è di tradizionale, di sensato e di profondo nell’iconografia su cui si poggia una sottocultura come è stato il jazz della Harlem Renaissance o la roots music, essere davvero condizionati a livello psicologico da quello che si ascolta, tanto da saper contestualizzare e spiegare quel sentimento, che dovrebbe portare ad un’esplorazione del genere anche dal punto di vista storico, biografico, bibliografico. La musica è anche letteratura, ma questo sembra che i fan di artisti linguisticamente e contenutisticamente vuoti come Ligabue e la nuova leva dei talent show sembrano ignorarlo. E’ quel senso di ricerca che tiravamo in ballo poco fa a mancare al lettore medio di Rolling Stone, e quest’assenza sta portando alla scomparsa di riviste un tempo settoriali e meno popolari (come Metal Hammer, Il Mucchio, Rockerilla, Blow Up) nelle quali oggi vivacchiano grandi nomi della critica insieme allo snobismo più generalista e disinformato della media dei nuovi recensori “indie”, o come alcuni li chiamano, gli “hipster” che tanto vengono cantati dal più hipster dei nuovi gruppi: I Cani. L’immiserimento degli standard d’ascolto e la proliferazione incessante di nuovi fanatici della new wave, del post-punk e del revival anni ottanta in genere, sono senz’altro collegati a questo: impossibile non notare l’improvviso boom di fanatici dei Cure, dei Joy Division e, inspiegabilmente, di Lucio Battisti, che nell’ultimo periodo sono sorti, tra la stizza dei veri fans, come macchiette fumettose e simpatiche nei club più in voga, nei concerti di formazioni clone come Be Forest e Soviet Soviet. Esibire il dissanguamento della cultura musicale in maniera così palese è più che una evidente manifestazione della mediocrità dell’italiano medio, più impegnato a bighellonare con le solite due hit degli Smiths che con la ricerca di qualcosa di nuovo ed evoluto. Del resto “fa figo“.
Impossibile non incolpare riviste scadenti e commerciali come Rolling Stone dell’impoverimento della cultura media del lettore di musica, oltre che dell’ascoltatore. Informarsi è costoso e difficile, e un’informazione cara e complessa deve essere di qualità e garantire alla gente di assumere un livello superiore di conoscenza, di ricercare, di andare oltre all’apparenza del mondo delle clip virali e delle spacconate porno-soft dei video di Beyoncé e Lady Gaga, per citarne solo un paio tra le più celebri (per altro due delle poche ad essere anche in grado di sostenere un live senza vocoder, al giorno d’oggi). Tra la crisi della discografia e quella dei concerti (più che altro rappresentata dall’assenza di investimenti nella cultura come insieme), sta sospesa una terza crisi, la meno importante ma la più evidente e sacrilega: quella della critica musicale. The Webzine non vuole rappresentare un’avanguardia, né definirsi salvifica in questo senso, ma l’orizzonte al quale dovremo mirare è tetro e per questo tentiamo con questo articolo di sollevare un po’ di polverone riguardo un tema bistrattato, omesso, ignorato. Che se ne parli, è questa la nostra esortazione.

Che questi siano i cento migliori album italiani di sempre o meno ce ne sbattiamo le palle, l’importante è che ognuno ascolti con la propria testa.

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DA VENERDI’ 3 FEBBRAIO
UN NUOVO PUNTO DI RIFERIMENTO PER LA MUSICA
A DUE PASSI DA PADOVA

STUDIO 2
Vigonovo
Via del Lavoro 4
ingresso riservato a chi possiede la tessera

Orario di apertura: Lunedì-Giovedì 8.00-23.00
Venerdì-Sabato 8.00-17.00
21.30-5.00
Domenica 17.30-3.00

http://www.studio2club.it
Infoline: +39 345 8276956

Si apre venerdì 3 febbraio la stagione musicale dello STUDIO 2.
Studio di registrazione tecnologico e avanzato di giorno, dal 3 febbraio diventa a tutti gli effetti live club di tendenza munito di cocktail bar, luogo dove si fa musica dal vivo e si ascolta musica proposta durante deejay set.

Studio 2 ambisce ad essere a tutti gli effetti uno spazio urbano versatile per incontrarsi, creare e condividere: se durante il giorno gli artisti potranno registrare e lavorare nella massima tranquillità in uno studio progettato da professionisti del settore, di notte importanti artisti nazionali ed internazionali si daranno il turno per movimentare le serate; a seguire vi saranno dj set elettronici per saltare e ballare fino a notte fonda.
Denominatore comune di tutti coloro che lavorano all’interno dello Studio 2 è la passione per la buona musica e l’obiettivo è proprio quello di scegliere il meglio per chi passi a trovarci.

IL PROGRAMMA DEL MESE DI FEBBRAIO
03.02.12 CASA DEL MIRTO (gratis)
04.02.12 VINTAGE VIOLENCE (gratis)
05.02.12 APERITIVO-JAM SESSION with CRANK TRIO + MEGAHERTZ Late Show (gratis)
11.02.12 FABIO CINTI, CARCANO e MARCO SANTORO (10 €)
12.02.12 THE CHAP (5€)
17.02.12 BASSI MAESTRO (10€)
18.02.12 LOMBROSO (10€)
19.02.12 APERITIVO-JAM SESSION with RINALDO-DI VINCI-DAVI’ TRIO (gratis)
24.02.12 DAVIDE FERRARIO (5€)
25.02.12 MIKE JOYCE (The Smiths) (10€)

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I Battles pubblicheranno da febbraio in poi una serie di remix del loro recente disco Glass Drop. I primi due ad uscire saranno “Wall Street”, remixato da Gui Boratto, e “Swettie & Shag” ad opera di The Field.
Ecco il video di quest’ultima

La serie di remix si intitolerà Dross Glop e si può già preordinare qui 

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Che cosa unisce Haddaway e Hot Gossip?

What is love!

Nuovo free download per Hot Gossip che, come promesso, continuano a rilasciare inediti e cover prima dell’uscita del nuovo album Hopeless, prevista per il 16 marzo.
Dopo 666 Christmas 666 (endless summer song) la band modella a colpi di scure un singolo dance che ha caratterizzato gli anni 90: What Is Love di Haddaway
Non è semplicemente un tuffo nel passato ma, una vera e propria rilettura. Il brano, che vede la partecipazione straordinaria di Andrea Poggio dei Green Like July, si trasforma in una cavalcata sferragliante, che alterna momenti di calma ad imboscate improvvise.

Tutta per voi

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