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Archive for the ‘ARTISTA: Puntinespansione’ Category

ETICHETTA: Ululati dall’Underground, New Model Label
GENERE: Folk

TRACKLIST:
1. Il Gallo Ha Fatto l’Uovo
2. La Poltrona
3. La Mia Rivoluzione
4. Portami Via
5. Ricomincia a Sognare
6. Se il Petrolio Fosse Olio
7. In Mezzo al Mare
8. Abramo/la Verità
9. Il Mutuo
10. Il Tuo Senso Critico
11. Pigro
12. L’Uomo Magnifico/Rideau Pour L’Homme Magnifique
13. Margherita, 1902

Il rigoglioso folk casereccio e ballerino dei Puntinespansione arriva come un fulmine a ciel sereno nel periodo d’oro dell’alternative rock aggressivo e iperdistorto. Dentro Trentenni Sofisticati, tutto sommato, ci sono quasi solo ballad, molto cariche ed energiche, potenzialmente molto valide, ma atterrate in maniera piuttosto grave da pesanti ostacoli come una produzione scarsa e una certa assenza di originalità. Di là della barricata, però, troviamo anche il divertimento cieco di momenti meno sterili e più dediti alla danza spensierata, non accecata dalla foga, molto diffusa anche tra gli inesperti della composizione e della scrittura, di “dire qualcosa”, di “essere impegnati”. Un modo diverso di approcciarsi a questo mondo meno malinconico che, essendo onesti, piace poco. Ciò che inchioda saldamente questo disco ad una concezione puramente italiana, nel senso attuale del termine, è comunque proprio questa semi-politicizzazione, una serietà nei testi che però si abbina male alla frenesia giocosa di una musica che tra Renzo Arbore e divertissement ancora più folkeggianti, si vedrebbe meglio accoppiata ad una qualche band demenziale. Come dire che Elio lo farebbe con più stile, anche se musicalmente non ci azzeccano niente con il loro prog fuori dai canoni. “Se il Petrolio Fosse Olio” è un esempio abbastanza alto, negli standard del disco, ma delude, come tanti altri pezzi (in particolare “La Poltrona”, “La Mia Rivoluzione” e “Il Mutuo”), nel tentativo di darsi un senso, inseguendo il cambiamento inaspettato e la virulenza più atipica, che però mai si concretizzano in qualcosa di veramente innovativo.

Lo sforzo è notevole, l’elaborazione c’è, manca una certa adattabilità al contesto, così come la complessità e la solennità che questa sorta di agrodolce richiederebbe. Come ogni progetto di questo calibro, però, ci sentiamo in dovere di attendere ulteriori sviluppi per capire se l’evoluzione può portare verso lidi più rosei e novità più aggraziate e geniali. Perché la carne al fuoco, ad essere sinceri, c’è.

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