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Archive for the ‘ARTISTA: Edo’ Category

Il disco di Edoardo Cremonese, Siamo il Remix dei Nostri Genitori, uscirà l’11 Ottobre 2013 per Dischi Soviet Studio e Libellula Music

Questo il video del primo singolo:

Il video è stato diretto da Stefano Poletti. Altri credits nel video su YouTube.
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LINKS:
Edoardo Cremonese: pagina Facebook
Edoardo Cremonese: pagina Soundcloud
Libellula Music
Dischi Soviet Studio

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PROSSIME DATE EDO
tour by Libellula Booking e 101 Booking

23.10 Arteria, Bologna
07.11 Fishmarket, Padova
08.11 Rive Jazz Club, Cartigliano (VI)
13.12 Circolo Arci Randal, Sestri Levante (GE)
14.12 Circolo Arci Brixton, Alassio (SV)
15.12 Le Mura, Roma

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The Webzine da oggi vi spiattella periodicamente alcuni dei live integrali ripresi durante la rassegna Grido Underground a Stanghella (PD).
La prima selezione vi porta i live delle seguenti band, ricordandovi che comunque trovate un fiume di video a questo link.

EDO

EL V ACUSTICO

PURSUIT GREEN 

Quasi tre ore di grande musica live per voi. Prossimamente altri grandi live!

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ETICHETTA: Annesso Rec.
GENERE: Cantautorato
SIMILE A: Dente, Ivan Graziani, Alessandro Fiori
VOTO: 3.5 su 5

TRACKLIST:
1. Naso a Tramezzino
2. Vedere Lost
3. Coinquilino Fernando
4. Gabbiano Veneziano
5. Dopo L’Università
6. Bustine di Tè
7. Inzagol
8. Frullatore d’Acqua Dolce
9. Sommelier

“Per Vedere Lost” è, di nuovo, quel giusto manifesto della vita di ogni post-adolescente all’università a cui con i precedenti lavori Edo ci aveva abituato. Che sia il primo full-length conta abbastanza solo prima di accorgersi che su nove pezzi quattro sono presi da lavori già pubblicati, però chi se ne frega quando la qualità è buona?

Edoardo Cremonese, milanese d’adozione (lui viene dalle nebbiose pianure di Padova, ancora citata in qualche testo), propone un cantautorato molto semplice che fonda tutta la sua forza comunicativa nei testi, simpatici e quantomeno ironici, che questa volta si presentano in una veste vagamente buonista, censurando alcune volgarità, e levigati con qualche battutina che tende a smorzare quel senso di dejà-vu che certe tematiche automaticamente sollevano giungendo al nostro (labile) udito.
Gli argomenti? L’università (e il post-università), la musica, la TV, la vita di ogni giovane. Dalle feste e i relativi aneddoti di “Coinquilino Fernando”, i riferimenti a Lost e i Griffin, il mondo del calcio rivisto in chiave pseudo-decadente come metafora di ciò che si sarebbe dovuto fare (“Inzagol”, il brano più interessante tra i nuovi, con il suo cambio di registro centrale che riesce a creare una varietà dove, effettivamente, è piuttosto assente). Stupisce altresì il modo in cui un insieme di argomentazioni e trattazioni contenutisticamente lineari e disadorne riesce a diventare variopinto, colorato e pieno di sfumature di significato molto interessanti dal punto di vista dell’estensione del consenso popolare. Lo so, sembra politichese, ma effettivamente utilizzare alcune parole e alcune battutine, siano esse nonsense o piccanti sferzatine ironiche/parodistiche (o, perché no, citazioni? Come quelle di Antonio Albanese), è il modo migliore di praticare un taglio netto tra chi saprà accettarti e chi no. E in questo caso la linea che viene tracciata gli garantisce un certo appeal che non lo lascerà solo, con brani che sicuramente avranno la giusta presa ai concerti (vedasi “Frullatore d’Acqua Dolce” e il singolo “Vedere Lost”) e anche ascoltandoli a palla nella propria camera di studente universitario in affitto sommerso di appunti, libri, monetine e, perché no, qualche disco, una chitarra acustica e una bottiglia di vino.

 

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