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Archive for the ‘ETICHETTA: Pogoselvaggio!’ Category

ETICHETTA: Sinusite Records/Pogoselvaggio! Records
GENERE: Post-rock, alternative rock

TRACKLIST:
1. Sagome
2. Evadi
3. Abiti
4. Mosaico
5. Il Sarto
6. Inchiostro Sprecato
7. Orme Sovrapposte

Gravità Inverse è l’unica evoluzione possibile del sound che i Nut avevano delineato nell’Ep Hapax, un anno fa. Prodotto da Giulio Favero, onnipresente sulla scena alternativa italiana, è un disco molto dilatato nonostante contenga solo sette brani, pesante da digerire, ma non per questo acerbo o noioso. Tutte le tracce hanno un importantissimo ruolo nel definire il significato del’intero disco, a partire da “Orme Sovrapposte”, crescendo che si propaga in tantissime direzioni, ricordando i brani più sperimentali del primo del Teatro degli Orrori quanto certe esagerate distensioni dei Motorpsycho di Black Hole/Blank Canvas o Heavy Metal Fruit. Se in quel senso ricordano i Verdena di Requiem (visto che ancor di più loro sembrano i norvegesi de noialtri), come in “Inchiostro Sprecato”, si evidenzia facilmente quella vena alternative rock alla italiana che veleggia tra Karnea, Marlene Kuntz, Afterhours e Ritmo Tribale, sintesi di un panorama che descrive una buona metà della nostra attuale scena (in quanto ad ispirazione). Poteva sembrare velleitario realizzare pezzi così estesi senza fuggire dalle catene del post-rock o della progressiva più americana, ma entrambi gli ambiti sono rivoltati da cima a fondo grazie alla maturità compositiva di una band che ha già raggiunto un acme difficilmente ripetibile. Ospiti a parte (come l’immancabile Manzan), un cupo manifesto di vera musica italiana come in questi anni se ne vedevano pochi. E se il prossimo disco li confermerà “next big thing”, anche questo sarà storico.

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CARONTE – CARONTE (Pogoselvaggio! Records, 2011)
Pastone selvaggio di psichedelia, progressive e rock sperimentale di derivazione principalmente americana (noise, funk e metal compresi nel prodotto dei palermitani). La miscela cola in maniera molto produttiva nei due brani del self/titled, un lavoro interessante, vario, completo, dove ogni strumento si prende i suoi momenti da protagonista. Il risultato finale forse risente un po’ di alcune pecche nel songwriting, ma si potrà tutto sistemare al prossimo full-length. Essenzialmente un gran debutto.
VOTO: 3.5 su 5

MATHI’ – PETALIRIDENTI (Autoproduzione, 2011)
Napoli è una fucina di talenti da molto tempo, soprattutto quando si tenta di abbandonare la tradizione popolaresca dialettale. In questo caso si è tentato di coniare il cantautorato italiano con l’alternative più sperimentale della nostra penisola (…A Toys Orchestra, Giardini di Mirò, forse addirittura qualcosa degli Yuppie Flu), con un risultato molto interessante: un disco variopinto, dalle atmosfere poetiche, dove i testi hanno un peso anche troppo evidente e rischiano di fagocitare le bellezze delle categorie strumentali. Dopotutto Petaliridenti è quanto di meglio poteva nascere con le premesse che la band ha messo in atto, gran disco.
VOTO: 3.5 su 5

AMYCANBE – THE WORLD IS ROUND (Open Productions, 2011)
Un quarto d’ora di delizie poetiche, oniriche, ispirato alla Stein, da cui è tratto anche il titolo del disco; un universo sperimentale, tecnicamente perfetto, dove il pianoforte si colloca nel suo mondo di strumento emozionante e d’accompagnamento. Non mancano le influenze classiche, in questo bellissimo album di grande musica italiana cantata in inglese: è tutto molto dolce, come ci insegnano in patria anche gli …A Toys Orchestra, e la voce femminile aiuta. Semplicemente un piccolo miracolo, aspettando ulteriori full-length che possano bissare le bellezze romantiche di questo EP.
VOTO: 4.5 SU 5 

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