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Archive for marzo 2012

Recensione a cura di ANDREA MARIGO
ETICHETTA: Polyvinyl Records
GENERE: Pop, psichedelico, sperimentale

1. Gelid Ascent
2. Spiteful Intervention
3. Dour Percentage
4. We Will Commit Wolf Murder
5. Malefic Dowery
6. Ye, Renew the Plaintiff
7. Wintered Debts
8. Exorcism Breeding Knife
9. Authentic Pyrrhic Remission

Voto 4.5/5

Parlare di un disco non è mai cosa facile, chi scrive predilige comunque dei generi rispetto ad altri, ma cerca di essere il più obiettivo possibile.
Capita poi che ti ritrovi a recensire dischi di artisti che non avresti mai ascoltato, perchè dopo il primo ascolto li avresti relegati (o regalati) in un angolo, in un cassetto che non apri mai.
Sei cosciente del fatto però che certe opere devono essere menzionate, quindi metti da parte le tue fisse musicali, e ti fai guidare dallʼoggettività.
Sai che se parli di Kevin Barnes hai due opzioni: amare la sua opera oppure non essere toccato da ciò che egli compone.
Queste due possibilità vengono unite dal fatto che in ogni caso sei costretto per forza ad apprezzare quello che unʼ artista con la a maiuscola è in grado di fare, indipendentemente dal fatto che a te possa piacere oppure no.
In Paralytic Stalks questo bivio è più presente che mai, ed escludendo i fan, chi è per la seconda delle opzioni, deve cambiare registro stavolta, come ho fatto io.
Non dovete assolutamente far divenire questo disco un soprammobile ma dovete ascoltarlo, non sentirlo.
Ascoltarlo.
Lentamente se necessario, perchè i continui cambi di tempo che allʼ inizio vi sembreranno inconcludenti, i più diversi generi che codesto americano riesce a mischiare così abilmente (pop-indie-hip hop-funky-rock-boh) che sembrano essere unʼ esausta ricerca di un fine che sembra non arrivare mai, la troppa ricchezza sonora (chitarre, pianoforti, tastiere, archi, voci, cori, percussioni, flauti, effetti sonori) che allʼ inizio vi farà ubriacare fino a vomitare, poi vi porterà a vedere il lavoro vorticoso di un artista, di un genio che adopera la musica per descrivere in suoni il proprio tempo.
Ci troviamo di fronte ad un musicista che fa arte, perchè la sua musica è arte, e lʼ arte è per tutti, anche se non tutti vogliono capirla o darle attenzione.
Un genio capace di leggere 50 anni di musica, la storia della musica, farla sua e saperla adattare al nostro tempo in modo magistrale, scomodando nientemeno che Beatles e il Brian Wilson di Smile.
Roba da geni si.
Canzoni allucinate, corte e lunghe, che in qualche episodio spingono volentieri oltre i 5 minuti, se non i 10.
Viaggi, che si dividono in percorsi diversi, per essere uniti in un qualche modo che solo un folle può riuscirci.

Questo è un disco pazzesco.

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Fotoreport a cura di LaMyrtha

C+C=MAXIGROSS

THE SHIMMER

 

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L’osservatorio dell’underground tra Adige, Po e Brenta arriva al terzo post per parlare dei prossimi concerti delle band che hanno aderito al movimento 3 Rivers Underground. Ecco la sintesi di tutti questi eventi. E non dite che non avete niente da fare nei weekend da qui a fine maggio!

29.03 BONEBREAKER GENTLEMEN @ 0LAB, Arquà Polesine (RO)
30.03 NIKSOX e TREREMOTO @ 7 Note, Terraglione di Vigodarzere (PD)
30.03 KILLING MANTA e KISILJEVO @ Blocco Music Hall, San Giovanni Lupatoto (VR)
31.03 OUTSIDE LINES e BACKING BAND PROJECT @ Turquoise Blue Cafe, Legnaro (PD)
31.03 ELOA VADAATH @ Voodoo Club,  San Giuseppe di Comacchio (FE)
05.04 ENTROPICA @ 0LAB, Arquà Polesine (RO)
06.04 DIRT SHOW e MILKSNAKE @ Che Sarà, Occhiobello (RO)
07.04 SOMBER LIGHT e FLAG OF ESTONIA @ Chopper, Bovolone (VR)
08.04 BACKING BAND PROJECT @ Maracaibo, Bovolone (VR)
08.04 GRETEL’S REVENGE, OCRA e LUSSINBABY @ Il Locale, Porto Tolle (RO)
14.04 EGOFOBICA e TOPANGA FOUR @ Fuori Controllo, Monselice (PD)
14.04 ENTROPICA @ A Dispetto della Discrezione live on Radio Sherwood + Fahrenheit 451, Padova
18.04 ELEPHANT @ Xenia Club, Padova
21.04 BONEBREAKER GENTLEMEN @ Caruso, Papozze (RO)
21.04 BACKING BAND PROJECT @ Villa Zamboni, Valeggio sul Mincio (VR)
28.04 ELEPHANT @ Parco Fistomba, Padova
04.05 GRETEL’S REVENGE e THE SADE @ Caruso, Papozze (RO)
05.05 ENTROPICA @ Zero, Padova
12.05 ENTROPICA e MODOTTI @ Royal Sound Cafe, Scardovari (RO)
13.05 SOMBER LIGHT @ Garden, Vallese (VR)
19.05 BACKING BAND PROJECT @ Bar dell’Arena Croix Noir, Aosta
20.05 BACKING BAND PROJECT @ Radiocane, Bergamo
27.05 SOMBER LIGHT @ La Plaza, Terranegra (VR)
02.06 SOMBER LIGHT @ Quarto Senso, Legnago (VR)
13.07 BACKING BAND PROJECT @ Capita Caffè, Montichiari (BS)
20.07 BACKING BAND PROJECT @ Art Pollution Festival, Povegliano (VR)

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Recensione a cura di ANDREA MARIGO
ETICHETTA: WoodWater Records
GENERE: Indie rock

TRACKLIST:
1. Slow Walk Town
2. 24 Hours Drive
3. Get Out of the Park
4. Good Night, Friends
5. Look Up Today
6. The Tree of Knowledge
7. Night Falls Into Snow
8. The Ordinary Days
9. Try to Keep
10. Summer End
11. Untitled

Beata scena indie americana, rimembrare i tempi del liceo, i primi amori, aver voglia di stare al sole perchè ritorna primavera.
Evidentemente vivono queste sensazioni anche in Giappone, e si sente cosa i quattro di Fukuoka hanno ascoltato: American Football e Death Cab for Cutie (quelli dei primi dischi) su tutti, si possono citare poi Very Secretary, Ida ecc.. e tutte quelle band riempite di Telecaster “lagnose” che tracciano melodie da broken hearts.
Questo disco credo sia impossibile da trovare qui da noi, ma lo potete scaricare da Itunes, oppure, se siete affezionati ad avere booklet con disco reale, ve lo fate spedire direttamente dal paese del Sol Levante. Ma parliamo un pò delle canzoni che compongono questʼ album.
Le 11 tracce che si susseguono, sono ricche di chitarre in puro stile indie, abili a tracciare sfumature agrodolci: a tratti solari, a tratti malinconiche. 11 brani che spingono verso lʼ ordinarietà delle piccole cose: quelle che rassicurano, non quelle che annoiano.
Eʼ un continuo alternarsi di momenti indie rock caratterizzati da una buona energia e altri più soft, arrivando ad un risultato piacevole che non stanca, anche se la matrice di ogni brano è sempre la costante di chitarre che intrecciano arpeggi tra loro, che ai primi ascolti, possono apparire simili.
La voce del cantante/bassista è apprezzabile, anche se forse poco incisiva (forse per insicurezze di lingua? cantano in inglese) ma non è detto che ciò sia un male.
Esistono poi anche dei remix in chiave indie-elettronica molto ben fatti: uno su tutti “Good Night Friends” firmato Miyauchi Yuri.
Se vi dovessero piacere, consiglio anche il secondo album “The Foot”, altro discreto lavoro, dove la band giapponese trova soluzioni nuove, arrivando a comporre un album
più lento, disteso, dove si sente unʼ evoluzione rispetto a questʼ esordio più dinamico.
Questa band è una chicca per gli amanti dellʼ indie americano, quindi se siete fans del genere e/o nostalgici dei Death Cab targati Barsuk Records, ve li consiglio vivamente.

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Fotoreport a cura di Tyler Nardone





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ETICHETTA: Outside Inside Records, Wild Honey Records
GENERE: Garage, folk

TRACKLIST:
1. Behind the Trees
2. You Are The Reason for My Troubles
3. In The Meanwhile
4. Rain Is Digging My Grave
5. Don’t Talk To Me
6. You Don’t Give a Shit About Me
7. Yesterday is Dead and Gone
8. Feet in the Hole
9. Long and Lonesome Day
10. Ghost Story

Dove la melodia dello storico folk e rock americano (Bob Dylan, Bob Seger e la sua Silver Bullet Band) incontra i the Kinks e trasforma questo miscuglio in un country dal sapore garage e con forti inserimenti blues, nascono i Mojomatics, duo veneziano attivo da anni con numerosissime uscite discografiche qualitativamente molto buone (svariati EP e tre full length). Dentro You Are The Reason of My Troubles c’è tutta la cultura del jingle da cantare, del coro da stadio e del fraseggio facile da ricordare, esportata in questo mondo fatto di linee vocali e di chitarra pesantemente orecchiabili, non disdegnando neppure qualche stomp blues da saltare con tutta la forza che si ha in corpo, come la splendida “Feet in the Hole”. Sixties e seventies tornano alla ribalta con questa band dal sapore vintage, che si ripopola brano dopo brano di elementi dell’immaginario collettivo di quegli anni, dai Beach Boys ai Beatles, dai Byrds agli America. Il gusto per la semplicità dà corpo a brani veramente molto coinvolgenti, da subire in maniera piuttosto fisica sul piano live (“Her Song”), ma anche a ballad più sdolcinate e dotate di una vena malinconica à-la Crosby & Nash (“You Don’t Give A Shit About Me”).
La tendenza generale dell’album è quella di suscitare allegria, di creare l’atmosfera più adatta a divertirsi sotto il palco. Si danza, si canta e si riflette poco, l’importanza dei testi è marginale mentre sono chitarre e ritmiche a farla da padrona.
I Mojomatics non sono e non saranno mai la next big thing  ma con questa quarta uscita si confermano alfieri di questa scena garage rock che se non ha conosciuto un vero revival nei decenni scorsi lo sta senz’altro conoscendo negli ultimi tre. Le band di qualità, però, scarseggiano e a fare da contraltare a questa carenza c’è la sincerità e la genuinità di questi due veneti, che in giro per l’Italia stanno confermando quanto delle buone radici salde nel mondo del folk e del blues d’oltreoceano possano servire anche a creare dischi dove l’anima conta molto più della tecnica e dell’originalità. Ottimo lavoro.

TOUR 2012:
30.03 – AMIGDALA THEATRE, Trezzo sull’Adda (MI)
31.03 – INTERZONA, Verona
05.04 – BACK TO BEAT WEEKENDER AT JACOBS, Bergen (NORVEGIA)
06.04 – SPAZIO 211, Torino
07.04 – SONAR, Siena
12.04 – SURFER JOE’S DINER, Livorno
13.04 – CSO RIVOLTA, Marghera (VE)
20.04 – TIPOGRAFIA, Pescara
21.04 – KAREMASKI, Arezzo
27.04 – LOCOMOTIV, Bologna
28.04 – MAGNOLIA, Segrate (MI)
01.05 – HANDMADE FESTIVAL, Guastalla (RE)
05.05 – LOCANDA ATLANTIDE, Roma
18.05 – HONKY TONKY, Seregno (MB)
19.05 – APARTAMENTO HOFFMAN, Conegliano Veneto (TV)
24.05 – HANCOCK INTERNO 24, Cagliari
08.06 – SOUND VITO, Legnago (VR)
09.06  – VINILE 45, Brescia
21.06 – BACKGROUND NOISE FESTIVAL, Mestre (VE)
22.06 – WHITE TRASH, Berlino (Germania)

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Questo fotoreport di LaMyrtha è dedicato ad una delle quattro semifinali per le selezioni regionali venete per suonare a Italia Wave, edizione 2012 (che si terrà di nuovo ad Arezzo, come le prime storiche edizioni).
Le band che si sono esibiti sono state:

WHO KILLED THE BASSMAN

RENE BASCA AND THE BISCUITS

THE GLEAMER

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