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Archive for marzo 2012

Recensione a cura di ANDREA MARIGO
ETICHETTA: Polyvinyl Records
GENERE: Pop, psichedelico, sperimentale

1. Gelid Ascent
2. Spiteful Intervention
3. Dour Percentage
4. We Will Commit Wolf Murder
5. Malefic Dowery
6. Ye, Renew the Plaintiff
7. Wintered Debts
8. Exorcism Breeding Knife
9. Authentic Pyrrhic Remission

Voto 4.5/5

Parlare di un disco non è mai cosa facile, chi scrive predilige comunque dei generi rispetto ad altri, ma cerca di essere il più obiettivo possibile.
Capita poi che ti ritrovi a recensire dischi di artisti che non avresti mai ascoltato, perchè dopo il primo ascolto li avresti relegati (o regalati) in un angolo, in un cassetto che non apri mai.
Sei cosciente del fatto però che certe opere devono essere menzionate, quindi metti da parte le tue fisse musicali, e ti fai guidare dallʼoggettività.
Sai che se parli di Kevin Barnes hai due opzioni: amare la sua opera oppure non essere toccato da ciò che egli compone.
Queste due possibilità vengono unite dal fatto che in ogni caso sei costretto per forza ad apprezzare quello che unʼ artista con la a maiuscola è in grado di fare, indipendentemente dal fatto che a te possa piacere oppure no.
In Paralytic Stalks questo bivio è più presente che mai, ed escludendo i fan, chi è per la seconda delle opzioni, deve cambiare registro stavolta, come ho fatto io.
Non dovete assolutamente far divenire questo disco un soprammobile ma dovete ascoltarlo, non sentirlo.
Ascoltarlo.
Lentamente se necessario, perchè i continui cambi di tempo che allʼ inizio vi sembreranno inconcludenti, i più diversi generi che codesto americano riesce a mischiare così abilmente (pop-indie-hip hop-funky-rock-boh) che sembrano essere unʼ esausta ricerca di un fine che sembra non arrivare mai, la troppa ricchezza sonora (chitarre, pianoforti, tastiere, archi, voci, cori, percussioni, flauti, effetti sonori) che allʼ inizio vi farà ubriacare fino a vomitare, poi vi porterà a vedere il lavoro vorticoso di un artista, di un genio che adopera la musica per descrivere in suoni il proprio tempo.
Ci troviamo di fronte ad un musicista che fa arte, perchè la sua musica è arte, e lʼ arte è per tutti, anche se non tutti vogliono capirla o darle attenzione.
Un genio capace di leggere 50 anni di musica, la storia della musica, farla sua e saperla adattare al nostro tempo in modo magistrale, scomodando nientemeno che Beatles e il Brian Wilson di Smile.
Roba da geni si.
Canzoni allucinate, corte e lunghe, che in qualche episodio spingono volentieri oltre i 5 minuti, se non i 10.
Viaggi, che si dividono in percorsi diversi, per essere uniti in un qualche modo che solo un folle può riuscirci.

Questo è un disco pazzesco.

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Fotoreport a cura di LaMyrtha

C+C=MAXIGROSS

THE SHIMMER

 

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L’osservatorio dell’underground tra Adige, Po e Brenta arriva al terzo post per parlare dei prossimi concerti delle band che hanno aderito al movimento 3 Rivers Underground. Ecco la sintesi di tutti questi eventi. E non dite che non avete niente da fare nei weekend da qui a fine maggio!

29.03 BONEBREAKER GENTLEMEN @ 0LAB, Arquà Polesine (RO)
30.03 NIKSOX e TREREMOTO @ 7 Note, Terraglione di Vigodarzere (PD)
30.03 KILLING MANTA e KISILJEVO @ Blocco Music Hall, San Giovanni Lupatoto (VR)
31.03 OUTSIDE LINES e BACKING BAND PROJECT @ Turquoise Blue Cafe, Legnaro (PD)
31.03 ELOA VADAATH @ Voodoo Club,  San Giuseppe di Comacchio (FE)
05.04 ENTROPICA @ 0LAB, Arquà Polesine (RO)
06.04 DIRT SHOW e MILKSNAKE @ Che Sarà, Occhiobello (RO)
07.04 SOMBER LIGHT e FLAG OF ESTONIA @ Chopper, Bovolone (VR)
08.04 BACKING BAND PROJECT @ Maracaibo, Bovolone (VR)
08.04 GRETEL’S REVENGE, OCRA e LUSSINBABY @ Il Locale, Porto Tolle (RO)
14.04 EGOFOBICA e TOPANGA FOUR @ Fuori Controllo, Monselice (PD)
14.04 ENTROPICA @ A Dispetto della Discrezione live on Radio Sherwood + Fahrenheit 451, Padova
18.04 ELEPHANT @ Xenia Club, Padova
21.04 BONEBREAKER GENTLEMEN @ Caruso, Papozze (RO)
21.04 BACKING BAND PROJECT @ Villa Zamboni, Valeggio sul Mincio (VR)
28.04 ELEPHANT @ Parco Fistomba, Padova
04.05 GRETEL’S REVENGE e THE SADE @ Caruso, Papozze (RO)
05.05 ENTROPICA @ Zero, Padova
12.05 ENTROPICA e MODOTTI @ Royal Sound Cafe, Scardovari (RO)
13.05 SOMBER LIGHT @ Garden, Vallese (VR)
19.05 BACKING BAND PROJECT @ Bar dell’Arena Croix Noir, Aosta
20.05 BACKING BAND PROJECT @ Radiocane, Bergamo
27.05 SOMBER LIGHT @ La Plaza, Terranegra (VR)
02.06 SOMBER LIGHT @ Quarto Senso, Legnago (VR)
13.07 BACKING BAND PROJECT @ Capita Caffè, Montichiari (BS)
20.07 BACKING BAND PROJECT @ Art Pollution Festival, Povegliano (VR)

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Recensione a cura di ANDREA MARIGO
ETICHETTA: WoodWater Records
GENERE: Indie rock

TRACKLIST:
1. Slow Walk Town
2. 24 Hours Drive
3. Get Out of the Park
4. Good Night, Friends
5. Look Up Today
6. The Tree of Knowledge
7. Night Falls Into Snow
8. The Ordinary Days
9. Try to Keep
10. Summer End
11. Untitled

Beata scena indie americana, rimembrare i tempi del liceo, i primi amori, aver voglia di stare al sole perchè ritorna primavera.
Evidentemente vivono queste sensazioni anche in Giappone, e si sente cosa i quattro di Fukuoka hanno ascoltato: American Football e Death Cab for Cutie (quelli dei primi dischi) su tutti, si possono citare poi Very Secretary, Ida ecc.. e tutte quelle band riempite di Telecaster “lagnose” che tracciano melodie da broken hearts.
Questo disco credo sia impossibile da trovare qui da noi, ma lo potete scaricare da Itunes, oppure, se siete affezionati ad avere booklet con disco reale, ve lo fate spedire direttamente dal paese del Sol Levante. Ma parliamo un pò delle canzoni che compongono questʼ album.
Le 11 tracce che si susseguono, sono ricche di chitarre in puro stile indie, abili a tracciare sfumature agrodolci: a tratti solari, a tratti malinconiche. 11 brani che spingono verso lʼ ordinarietà delle piccole cose: quelle che rassicurano, non quelle che annoiano.
Eʼ un continuo alternarsi di momenti indie rock caratterizzati da una buona energia e altri più soft, arrivando ad un risultato piacevole che non stanca, anche se la matrice di ogni brano è sempre la costante di chitarre che intrecciano arpeggi tra loro, che ai primi ascolti, possono apparire simili.
La voce del cantante/bassista è apprezzabile, anche se forse poco incisiva (forse per insicurezze di lingua? cantano in inglese) ma non è detto che ciò sia un male.
Esistono poi anche dei remix in chiave indie-elettronica molto ben fatti: uno su tutti “Good Night Friends” firmato Miyauchi Yuri.
Se vi dovessero piacere, consiglio anche il secondo album “The Foot”, altro discreto lavoro, dove la band giapponese trova soluzioni nuove, arrivando a comporre un album
più lento, disteso, dove si sente unʼ evoluzione rispetto a questʼ esordio più dinamico.
Questa band è una chicca per gli amanti dellʼ indie americano, quindi se siete fans del genere e/o nostalgici dei Death Cab targati Barsuk Records, ve li consiglio vivamente.

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Fotoreport a cura di Tyler Nardone





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ETICHETTA: Outside Inside Records, Wild Honey Records
GENERE: Garage, folk

TRACKLIST:
1. Behind the Trees
2. You Are The Reason for My Troubles
3. In The Meanwhile
4. Rain Is Digging My Grave
5. Don’t Talk To Me
6. You Don’t Give a Shit About Me
7. Yesterday is Dead and Gone
8. Feet in the Hole
9. Long and Lonesome Day
10. Ghost Story

Dove la melodia dello storico folk e rock americano (Bob Dylan, Bob Seger e la sua Silver Bullet Band) incontra i the Kinks e trasforma questo miscuglio in un country dal sapore garage e con forti inserimenti blues, nascono i Mojomatics, duo veneziano attivo da anni con numerosissime uscite discografiche qualitativamente molto buone (svariati EP e tre full length). Dentro You Are The Reason of My Troubles c’è tutta la cultura del jingle da cantare, del coro da stadio e del fraseggio facile da ricordare, esportata in questo mondo fatto di linee vocali e di chitarra pesantemente orecchiabili, non disdegnando neppure qualche stomp blues da saltare con tutta la forza che si ha in corpo, come la splendida “Feet in the Hole”. Sixties e seventies tornano alla ribalta con questa band dal sapore vintage, che si ripopola brano dopo brano di elementi dell’immaginario collettivo di quegli anni, dai Beach Boys ai Beatles, dai Byrds agli America. Il gusto per la semplicità dà corpo a brani veramente molto coinvolgenti, da subire in maniera piuttosto fisica sul piano live (“Her Song”), ma anche a ballad più sdolcinate e dotate di una vena malinconica à-la Crosby & Nash (“You Don’t Give A Shit About Me”).
La tendenza generale dell’album è quella di suscitare allegria, di creare l’atmosfera più adatta a divertirsi sotto il palco. Si danza, si canta e si riflette poco, l’importanza dei testi è marginale mentre sono chitarre e ritmiche a farla da padrona.
I Mojomatics non sono e non saranno mai la next big thing  ma con questa quarta uscita si confermano alfieri di questa scena garage rock che se non ha conosciuto un vero revival nei decenni scorsi lo sta senz’altro conoscendo negli ultimi tre. Le band di qualità, però, scarseggiano e a fare da contraltare a questa carenza c’è la sincerità e la genuinità di questi due veneti, che in giro per l’Italia stanno confermando quanto delle buone radici salde nel mondo del folk e del blues d’oltreoceano possano servire anche a creare dischi dove l’anima conta molto più della tecnica e dell’originalità. Ottimo lavoro.

TOUR 2012:
30.03 – AMIGDALA THEATRE, Trezzo sull’Adda (MI)
31.03 – INTERZONA, Verona
05.04 – BACK TO BEAT WEEKENDER AT JACOBS, Bergen (NORVEGIA)
06.04 – SPAZIO 211, Torino
07.04 – SONAR, Siena
12.04 – SURFER JOE’S DINER, Livorno
13.04 – CSO RIVOLTA, Marghera (VE)
20.04 – TIPOGRAFIA, Pescara
21.04 – KAREMASKI, Arezzo
27.04 – LOCOMOTIV, Bologna
28.04 – MAGNOLIA, Segrate (MI)
01.05 – HANDMADE FESTIVAL, Guastalla (RE)
05.05 – LOCANDA ATLANTIDE, Roma
18.05 – HONKY TONKY, Seregno (MB)
19.05 – APARTAMENTO HOFFMAN, Conegliano Veneto (TV)
24.05 – HANCOCK INTERNO 24, Cagliari
08.06 – SOUND VITO, Legnago (VR)
09.06  – VINILE 45, Brescia
21.06 – BACKGROUND NOISE FESTIVAL, Mestre (VE)
22.06 – WHITE TRASH, Berlino (Germania)

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Questo fotoreport di LaMyrtha è dedicato ad una delle quattro semifinali per le selezioni regionali venete per suonare a Italia Wave, edizione 2012 (che si terrà di nuovo ad Arezzo, come le prime storiche edizioni).
Le band che si sono esibiti sono state:

WHO KILLED THE BASSMAN

RENE BASCA AND THE BISCUITS

THE GLEAMER

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ETICHETTA: Jestrai
GENERE: Psichedelia

TRACKLIST:
1. Taglia le Paranoie
2. La Molla di Chaplin
3. Ossitocina
4. Pensiero Magico
5. Giulietta ha le Chiavi

Omid Jazi non è ancora un nome celebre, ma il suo curriculum parla per lui. Prima a fianco del Nevruz Joku reso famoso dalla penultima edizione di X Factor nella band Water In Face, poi con i Supravisitors e infine spalla dell’estenuante e spettacolare Wow! Tour 2011 dei Verdena. Raggiunge oggi la possibilità di pubblicare un EP solista con Jestrai. Un progetto che si presenta più che altro come una one-man band, immerso in territori psichedelici che non possono che attingere da Flaming Lips, Pink Floyd e Mercury Rev, band che hanno caleidoscopicamente sporcato anche tutti i lavori dei Verdena, crescendo progressivamente in influenza.
Le cinque tracce di questo EP sono uno spaziale variegato sonico di dimensioni ridotte ma dal gusto veramente appagante, per una complessità nelle trame che si ammira dalla prima all’ultima nota. Archi, sintetizzatori e chitarra in “Ossitocina”, la pop “Giulietta Ha Le Chiavi” con un cantato che, come nel resto del lavoro, strizza l’occhiolino ad una cantata popolare italiana di stampo classico, tra Battisti e Tenco, e infine la tradizionalissima “Pensiero Magico”, ballad psichedelica che rivela tutta l’anima malinconica di un Omid che si dimostra anche ottimo e abile interprete vocale.
Le tracce non si discostano molto dalle tracce più psichedeliche di Wow! dei suoi compari bergamaschi, ma trovano comunque originalità nei continui cambi di atmosfera che lo caratterizzano in tutta la sua durata. Omid è un grande compositore e il suo compatto e straziante songwriting troverà senz’altro modo di presentarsi in maniera più elaborata e personale in un full-length di cui caldeggiamo assolutamente la produzione. Lenea, ottimo esordio solista.

TOUR 2012:
24.03.2012 HEMINGWAY CLUB, Catanzaro
25.03.2012 CELLAR THEORY, Napoli
30.03.2012 RATATOJ, Saluzzo (CN)
31.03.2012 MATTATOIO, Carpi (MO)
01.04.2012 LA LOCOMOTIVA, Vimercate (MB)
05.04.2012 APARTAMENTO HOFFMAN, Conegliano Veneto (TV)
07.04.2012 SPAZIO 211, Torino
08.04.2012 EDONE’, Bergamo

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Fotoreport a cura di LaMyrtha





Prossime date degli Elii:
24.03 ANCONA
25.03 RIMINI
28.03 PESCARA
31.03 GALLIPOLI (LE)
02.04 NAPOLI
03.04 TERAMO
04.04 MATERA
02.05 BARI
25.07 MONZA

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Fotoreport e recensione a cura di ERASMO SCIPIONE

Vento del deserto e aria di rock’n’roll, questo il sound che ha riempito i locali della Cantina Mediterraneo a Frosinone.
Il concerto è stato aperto dai M.E.M., un gruppo stoner formatosi solo qualche mese fa in quei di Scauri (LT). Le sonorità tonde e l’assenza di toni alti sono le prime tinte che caratterizzano i M.E.M., una scelta anomala che sostiene però l’intenzione di far vibrare i bassi e dare la sensazione di respirare deserto; come in “Khamsin”, pezzo strumentale e decisamente stoner, o “Golden Mountain”, con variazioni ritmiche della batteria, Davide Vaudo, e un giro di basso ipnotico, Luca Pignalosa, che sostengono la voce graffiante e amelodica del cantante chitarrista Giorgio Colavolpe. Con questo live i M.E.M. inizieranno il loro primo tour “Golden Mountain 2012” che li vedrà a Milano il 23 marzo al Circolo Malabrocca e poi a Bologna, Firenze e Roma.






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E’ in release con ALKA Record Label/Ammonia Records, SORRY, NO DUB! secondo full lenght dei DUBBY DUB.

Ad un anno dal debutto “Rock ‘n’ roll head” che aveva segnato la svolta artistica degli ex H-Strychnine Mauro e Andrea Pulga verso sonorità più ricercate e vicine al vintage rock rispetto all’hard-core di provenienza, i DUBBY DUB tornano con un nuovo album, ricco di sfumature sonore, conservando l’attitudine diretta e “in your face” del loro mood originario.

SORRY, NO DUB! perché, a dispetto del nome, i DUBBY DUB NON fanno quel “sottogenere del reggae sorto in Giamaica durante la fine degli anni sessanta (Wikipedia)”. La proposta del combo ferrarese è invece “uno stoner rock incalzante, “tentacolare”, sporcato da chiazze del grunge più ruvido degli anni ’90.” – spiega Mauro Pulga, chitarrista – “Tutti noi ascoltiamo veramente tanta musica: Enrico il nostro batterista, che scrive i testi, ha una collezione di qualche migliaio di dischi, casa sua sembra un negozio di dischi, di quelli molto bene riforniti e io non riesco a far passare un mese senza aver ascoltato almeno 20 dischi nuovi…è una mania. Se dovessimo indicare delle influenze su questo album direi Fugazi, Husker Du (ecco da dove vengono le 2 u puntate dei nome) Queens of the stone age, Dinosaur Jr, The Hives, tanto per dirne alcuni. Abbiamo impiegato quasi un anno di prove per scrivere i brani. La nostra sala prove è in un’ex scuola elementare, la scuola che frequentava Andrea…praticamente suoniamo in quella che era la sua classe, dove ha imparato a scrivere…”

Per comprendere lo spessore dei DUBBY DUB, vi basti sapere che SORRY, NO DUB! è stato registrato in presa diretta “come i dischi rock di una volta”, pressoché interamente buono al primo take e anche su questo lavoro, come nel precedente, la band ha optato per escludere completamente il basso dalla produzione: oltre alle tre chitarre e alla batteria, il quartetto ha invece suonato anche ukulele e glockenspiel.

Il risultato? 11 tracce al fulmicotone in STREAMING per pochi giorni a questo LINK. Nessun ospite, nessuna cover, tutto farina dal sacco DUBBY DUB.

Tracklist:
1. LOVE KILLS
2. PLEASURE
3. SETTLE DOWN
4. SPACE CONTROL
5. MY HEAVEN IS FAR
6. POSSIBILITY
7. FLIPPER
8. LOCK THE HOUSE
9. WHATEVER
10. OH LIAR!
11. ENVELOPE

SORRY, NO DUB! sarà disponibile nei negozi a partire dal 27 marzo, distribuito da Andromeda.

DUBBY DUB presentazione nuovo CD LIVE:
23 marzo DUBBY DUB + Fuzz Orchestra
Ferrara @ Arci Bolognesi

http://www.dubbydub.com

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Recensione a cura di RENATO RANCAN
ETICHETTA: Consorzio Produttori Indipendenti
GENERE: Noise rock

1. 3 di 3
2. Retrattile
3. L’agguato
4. Cenere
5. Come stavamo ieri
6. Overflash
7. Ape Regina
8. L’esangue Deborah
9. Ti giro intorno
10. E non cessa di girare la mia testa in mezzo al mare
11. Il vile

Sto scrivendo nel marzo 2012, dei posati Marlene Kuntz sono appena passati per Sanremo, mostrando la copia sbiadita di se stessi, scusa usata tra l’altro per pubblicare il secondo best of in tre anni… non è un gruppo venduto, ma solo spento, un mozzicone incenerito che nausea da morire, soprattutto per il ricordo di cosa ha saputo regalare.
Scrivono ancora con stile elegante e in parte coerente, ma non ci si riesce più a scaldare alla loro fiamma, così da dieci anni a questa parte ogni nuovo album viene accolto con crescente noia e delusione, “Il Vile” invece fu una sorpresa, un pugno, un amplesso, un miracolo.

Vent’anni fa erano solo dei ragazzi stralunati di Cuneo formati musicalmente a forza di concorsi, a pensarci fa sorridere la loro strumentazione dell’epoca, Ibanez con Floyd Rose e multieffetti della Boss, ma già su quei palchi Cristiano Godano, chitarrista e cantante, sbavava e si contorceva nelle paranoie che caratterizzano i primi tre album, viscido in una tensione oscena che trapassava anche dagli strumenti dei compostissimi Tesio e Bergia.

A forza di demo, influenzati fin troppo dai CCCP, finirono nelle caldi mani di Gianni Maroccolo, fondamentale basso dei primi Litfiba e appunto dei tardi CCCP poi CSI, che curò quel “Catartica” che più di un album era già un best of, una raccolta di canzoni scritte in più di un lustro che, pur pagando dazio in disomogeneità, spazzava via gran parte della fiorente musica indipendente italiana dei primi anni ’90, sia per i testi, densi un lirismo raffinato e verboso praticamente unico nel panorama italiano, che per le trame sonore, una vincente miscela di Sonic Youth e Nick Cave, in numerosi istanti in grado di superare gli stessi maestri.

Dopo un un album di tale bellezza e importanza, vollero fare qualcosa di veramente nuovo: abbandonare del tutto le nostalgie dell’America, e diventare finalmente provinciali, ponendo Cuneo come un mare inquinato da cui non più scappare ma dove strisciare, leccare, vomitare e morire per provare i brividi più caldi degli anni ’90. Nacque un mostro, uno dei mostri più belli della musica italiana: “Il vile” non è una successione di brani, ma un blocco unico quasi a formare una creatura, la caratterizzazione di una persona, un flusso continuo di armonici acidi, distorsioni cullanti e urla lancinanti, che narrano di stupri, overdose e paranoie morbose intrecciati a poesie dedicate a donne intoccabili, come se parlasse Dante o Petrarca della donna angelo, come se fosse la stessa cosa che parlare del marcio dell’uomo, un miracolo appunto.

“Overflash” è l’emblema del mood di questo disco, due storie sovrapposte e difficilmente distinguibili: un uomo disperato in preda ad un’overdose fatale, e un uomo in volo altissimo che deliziato si sogna “fighe blu”, i due si chiamano, il morente lo supplica di non partire ma l’altro non vuole più tornare, noi rimaniamo storditi da tutto questo girare, e si continua a girare per tutto l’album: attorno alla donna metafisica che si può solo sfiorare in un fremito come in “Ti Giro Intorno”, o nella più disordinata delle realtà, urlando nel punk forsennato di “E non cessa di girare la mia testa in mezzo al mare”.

“Cosa importa considerare se è vero amore oppure no? Lasciami leccare quello che piace a te.”
Nel video reportage del tour successivo, “Petali di Candore”, Cristiano Godano legge una lettera di protesta: una loro fan li accusa di giustificare e addirittura godersi storie di stupri e depravazione e che le “fighe blu” sono solo un simbolo di maschilismo della peggiore specie, la lettera non riceve commento, solo un sorriso beffardo, i Marlene sono stati grandi proprio perché esorcizzarono e si immersero nelle contraddizioni umane, quelle che esaltano e corrodono la carne e lo spirito, l’album precedente si chiamava “Catartica”, ossia purificatrice, e l’album successivo “Ho Ucciso Paranoia”, ma in questo incarnarono “Il Vile”.

Poi lentamente arrivarono davvero le nostalgie dell’America, le paranoie furono uccise, la magnifica tensione si dissolse e ad oggi ci troviamo una donna tanto intoccabile quanto noiosa e un ancora rispettabilissimo Godano, ma con la pancia piena per aver ingurgitato il resto del gruppo, sbranati dalla sua autostima e logorrea, e in grado di emozionare solo facendo da spalla a Patti Smith o rivisitando/rovinando vecchi classici, ma forse son preda anch’io di nostalgia, resta il fatto che fa male aver scritto questa recensione usando il passato remoto.

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Fotoreport a cura di Luca Stramaccioni




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Seconda metà di marzo. Seconda volta che ci sentiamo questo mese. Cosa farete? Ecco qui.

16/03/2012 – BANDABARDO’ @ ESTRAGON, Bologna
16/03/2012 – RADIOFIERA feat. GIORGIO CANALI @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
16/03/2012 – LAVA LAVA LOVE @ LA MELA DI NEWTON, Padova
16/03/2012 – CALIBRO 35 @ TPO, Bologna
16/03/2012 – NICK PRICE & THE PIMPTONES @ TEATRO MIELA, Trieste
16/03/2012 – COLAPESCE @ COVO CLUB, Bologna
16/03/2012 – THREATS, TYPHOON MOTOR DUDES e SENZA SENSO @ VOODOO ARCI CLUB, San Giuseppe di Comacchio (FE)
16/03/2012 – I COSI @ STUDIO 2, Vigonovo (VE)
16/03/2012 – THE RIDEOUTS @ TETRIS, Trieste
17/03/2012 – LIKE A STUNTMAN @ TETRIS, Trieste
17/03/2012 – AWESOME TAPES FROM AFRICA @ LOCOMOTIV CLUB, Bologna
17/03/2012 – MOULLINEX @ STUDIO 2, Vigonovo (VE)
17/03/2012 – TOMMI @ LA MELA DI NEWTON, Padova
17/03/2012 – PUNKREAS @ CSO RIVOLTA, Marghera (VE)
17/03/2012 – MODENA CITY RAMBLERS @ ESTRAGON, Bologna
17/03/2012 – DRINK TO ME @ INTERZONA, Verona
18/03/2012 – EUGENE CHADBOURN @ LA MELA DI NEWTON, Padova
18/03/2012 – ANTENNA TRASH @ ZUNI, Ferrara
18/03/2012 – HOME @ UNGAWA TIKI BAR, Bergantino (RO)
18/03/2012 – ROGER DALTREY @ POLITEAMA ROSSETTI, Trieste
19/03/2012 – RITCHIE KOTZEN @ TEATRO MIELA, Trieste
19/03/2012 – BURNING HEADS, REBEL ASSHOLES e altri @ VOODOO ARCI CLUB, San Giuseppe di Comacchio (FE)
21/03/2012 – PAGANFEST 2012: ELUVEITE, PRIMORDIAL e altri @ ESTRAGON, Bologna
21/03/2012 – M+A @ TETRIS, Trieste
21/03/2012 – PORCELAIN RAFT @ LA MELA DI NEWTON, Padova
21/03/2012 – ELIO E LE STORIE TESE @ GRAN TEATRO GEOX, Padova
22/03/2012 – REZOPHONIC @ PALACUS, Udine
22/03/2012 – BRUNORI SAS @ LOCOMOTIV CLUB, Bologna
22/03/2012 – PIERPAOLO CAPOVILLA reading: ESENIN @ BAHNHOF, Montagnana (PD)
22/03/2012 – FLESHTONES @ PANIC JAZZ CLUB, Marostica (VI)
23/03/2012 – LO STATO SOCIALE @ CSO PEDRO, Padova
23/03/2012 – AIM e POLAR FOR THE MASSES @ MOTTA LIVE, Motta di Livenza (VE)
23/03/2012 – ELETTROFANDANGO @ TETRIS, Trieste
23/03/2012 – THE HACIENDA @ HOME, Treviso
23/03/2012 – THREE IN ONE GENTLEMAN SUIT @ STUDIO 2, Vigonovo (VE)
23/03/2012 – PRIMUS @ PALASPORT, Pordenone
23/03/2012 – BETTI BARSANTINI (Alessandro Fiori + Marco Parente) @ LA MELA DI NEWTON, Padova
23/03/2012 – IL TEATRO DEGLI ORRORI e THE MANTRA ATSMM @ ESTRAGON, Bologna
23/03/2012 – FAST ANIMALS AND SLOW KIDS @ E20 UNDERGROUND, Montecchio Maggiore (VI)
23/03/2012 – I CANI @ CSO RIVOLTA, Marghera (VE)
23/03/2012 – REZOPHONIC @ GARAGE CLUB, San Martino di Lupari (PD)
23/03/2012 – FUZZ ORCHESTRA @ ARCI BOLOGNESI, Ferrara
24/03/2012 – LO STATO SOCIALE @ VOODOO CLUB, San Giuseppe di Comacchio (FE)
24/03/2012 – MARK LANEGAN @ ESTRAGON, Bologna
24/03/2012 – DADAMATTO @ CIPRE LAB, Mestre (VE)
24/03/2012 – GIARDINI DI MIRO’ @ FNAC, Verona
24/03/2012 – FORTY WINKS @ COVO, Bologna
24/03/2012 – GAZEBO PENGUINS @ YOURBAN, Thiene (VI)
24/03/2012 – DEATH IN PLAINS e THE WHITE MEGA GIANT @ STUDIO 2, Vigonovo (VE)
24/03/2012 – JAMES TAYLOR @ GRAN TEATRO GEOX, Padova
24/03/2012 – FREAKY MERMAIDS @ LA MELA DI NEWTON, Padova
24/03/2012 – MOTEL CONNECTION DJ SET @ THE LOFT CLUB, Vicenza
24/03/2012 – TWO WOUNDED BIRDS @ ETNOBLOG, Trieste
25/03/2012 – DEATH IN PLAINS @ ZUNI, Ferrara
25/03/2012 – AKRON FAMILY e KID MILLIONS @ ETNOBLOG, Trieste
26/03/2012 – MIKE STERN @ JAZZ CLUB, Ferrara
27/03/2012 – MEST @ VOODOO ARCI CLUB, San Giuseppe di Comacchio (FE)
28/03/2012 – AMERICA @ POLITEAMA ROSSETTI, Trieste
30/03/2012 – GIOVANNI LINDO FERRETTI @ ESTRAGON, Bologna
30/03/2012 – THE DROPENERS @ VOODOO ARCI CLUB, San Giuseppe di Comacchio (FE)
30/03/2012 – SICK TAMBURO @ TPO, Bologna
30/03/2012 – CUT e LARSEN @ ARCI BOLOGNESI, Ferrara
30/03/2012 – LE MAN AVEC LES LUNETTES e F FOR FAKE @ STUDIO 2, Vigonovo (VE)
30/03/2012 – DUBBY DUB @ ROCK PUB, Pomposa (FE)
30/03/2012 – CHEWINGUM @ LA MELA DI NEWTON, Padova
31/03/2012 – CISCO @ ESTRAGON, Bologna
31/03/2012 – DIGITALISM @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
31/03/2012 – PERTURBAZIONE @ LOCOMOTIV CLUB, Bologna
31/03/2012 – ULTIMO ATTUALE CORPO SONORO @ CIPRE LAB, Mestre (VE)
31/03/2012 – EARTHSHIP e COILGUNS @ VOODOO ARCI CLUB, San Giuseppe di Comacchio (FE)
31/03/2012 – DRINK TO ME @ STUDIO 2, Vigonovo (VE)
31/03/2012 – ZEN CIRCUS @ COVO CLUB, Bologna
31/03/2012 – ARBEITER @ TETRIS, Trieste

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Fotoreport a cura di Luca Stramaccioni

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ETICHETTA: MyPlace
GENERE: Rock italiano

TRACKLIST:
1. Chiara Lavora in Politica
2. Le Macchine da Scrivere
3. Il Giorno Più Bello
4. Il Futuro che ho Dimenticato
5. Soffiaci Sopra
6. Tutto il Freddo
7. Oltre Tutto Questo
8. Colore
9. Come Esther Greenwood
10. Gli Anni del Piombo

I Karenina sono una di quelle band che nonostante sia una sbiadita copia di tutti i mostri sacri del periodo migliore del rock italiano (gli anni novanta di Litfiba, Afterhours, Marlene Kuntz, CCCP, ecc.) riesce comunque a farsi ascoltare bene. Lo fa perché offre un prodotto molto interessante, rielaborato secondo linguaggi pop di respiro internazionale, tra Muse e Placebo nei momenti più elettronici dei loro lavori recenti, e una certa vena melodica à-la Coldplay. “Il Futuro Che Ho Dimenticato”  è quella più pop in questo senso, con inserimenti elettronici interessanti per i sintetizzatori che riportano il tutto in un’atmosfera più tranquilla, come in “Il Giorno Più Bello”, che apre la strada alla parte più tranquilla di un disco neanche troppo vario nei toni, ma che abbraccia comunque diversi modi di analizzare quella scena italiana che partì negli anni ottanta del primo Ferretti e si consuma oggi in tantissime imitazioni, mentre sorge un nuovo modo di intendere l’italianità: quello dei Marta Sui Tubi, presenti sia come ispirazione (“Colore”, “Gli Anni del Piombo”) che direttamente in regia, tant’è che il disco da Paolo Pischedda.
La band promette bene, esplora tutto l’esplorabile della nostra scena, e lo fa con un certo stile. Originalità a parte, un disco che ci si può godere in diverse maniere perché adatto ad ogni situazione. Nuovi sviluppi calorosamente attesi.

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ARCI BDC SKATERS EVENTI, ARCI RENFE CLUB E ARCI VOODOO CLUB, CON I MAIN SPONSORS ETNIES E KEEP A BREAST, PRESENTANO:

COLUMBUS SUMMER FESTIVAL 2012

Dopo il successo della scorsa edizione con Agnostic Front e U.S Bombs, quest’anno, per stupirvi ancor di più, abbiamo preparato un’edizione che lascerà tutti a bocca aperta. Il primo nome della band che sbarcherà in quel di Portomaggiore (Ferrara) per una giornata che lascerà cicatrici da nord a sud del paese sono i LAGWAGON!

A distanza di due anni dall’ultima apparizione italiana, torna una delle band icona dell’hardcore melodico: ironici, instancabili e spregiudicati, i Lagwagon saranno headliner al Columbus Summer Festival la prossima estate. Appuntamento da non perdere con una delle band più divertenti e adrenaliniche, direttamente da metà degli anni ’90, i Lagwagon vi aspettano il prossimo 10 giugno per uno show all’insegna dell’intramontabile energia che ha sempre caratterizzato i 5 californiani!
DOMENICA 10 GIUGNO nella splendida cornice verde del Parco Colombani, non perdete l’occasione di godervi il quintetto che da anni continua a far saltare il pubblico di tutto il globo e che quest’estate saranno protagonisti nei principali festival europei.
Tra questi saranno headliner al Columbus Summer Fest che, come sempre, partirà nel pomeriggio, per una “maratona” deluxe di punk rock che vedrà ottime bands italiane, pronte a far pogare senza sosta, alternarsi sul palco a partire dalle 19.

All’interno del festival sarà presente un’ampia area ristoro con bar, birreria, piadineria e tutto il necessario per il relax del pubblico, il tutto a prezzi popolari. Sarà presente anche un’area stand con mercatino, expo tattoo, distro, skateshop, abbigliamento streetwear e molto altro ancora.
Per tutti coloro che cercano un posto dove dormire verrà allestita un’area FREE CAMPING!

Nel pomeriggio, ad intrattenere e scaldare il pubblico in attesa degli headliner, suoneranno tre band italiane d’eccezione:
ANTARES (www.myspace.com/antarespeedrock)
NH3 (www.nh3.it)
SHOWSTRIPSILENCE (www.myspace.com/showstripsilence)

VI ASPETTIAMO TUTTI DOMENICA 10 GIUGNO PER UNA GIORNATA CHE PROMETTE DIVERTIMENTO E OTTIMO PUNKROCK FIN DAL POMERIGGIO, PER ARRIVARE A SERA CON GLI HEADLINER CHE CI FARANNO VIVERE UNA NOTTE UNICA E INIMITABILE! LA
CALIFORNIA NON E’ PIU’ COSI’ LONTANA ALLA FINE!

INFO ORARI E ALTRI DETTAGLI:
Columbus Summer Festival 2012
con LAGWAGON, Antares, NH3, Showstripsilence
10-06-12 | Portomaggiore (FE)
Prezzo prevendita: 14 euro + ddp | prezzo in cassa: 18 euro
Apertura porte ore 17
Inizio spettacoli ore 19

Prevendite disponibili sui circuiti:
BOOKINGSHOW: http://www.bookingshow.it/spettacolo/descrizione.asp?idevento=30222 TICKETLAND2000:www.ticketland1000.com/spettacolo/descrizione.asp?idevento=18283&DESCR=LAGWAGON+-+Columbus+Summer+Festival+2012+-+PARCO+COLOMBANI+-++PORTOMAGGIORE
e in tutti in punti vendita del circuito bookingshow: http://www.bookingshow.it/servizi/vendita.asp

Le prevendite sono disponibili anche presso gli organizzatori al Renfe Club (Ferrara) e nelle serate ed eventi BDC o al Voodoo Club (S. Giuseppe di Comacchio).

Per tutti gli aggiornamenti rimanete sintonizzati sulle pagine:
BDC SKATERS EVENTI: http://www.facebook.com/groups/bdccrew
VOODOO CLUB: http://www.facebook.com/profile.php?id=100000059143649

IL FESTIVAL E’ SUPPORTATO DA: Comune di Portomaggiore, Provincia di Ferrara, Regione Emilia Romagna, Arci Ferrara, Proloco Portuense, Agriturismo I 2 Laghi e Agriturismo Trava.

INFO MAIN SPONSORS:
ETNIES: http://www.etnies.com
KEEP A BREAST: http://www.keep-a-breast.org/

MEDIAPARTNERS :
RUMORE: http://www.rumoremag.com
TROUBLEZINE: www2.troublezine.it
ROCK REBEL MAGAZINE: http://www.rockrebelmagazine.com
FANZINE GANZO: http://www.facebook.com/profile.php?id=100002781130953

Social network:
Ass.Bdc Skaters Eventi: http://www.facebook.com/groups/bdccrew
Voodoo Club: http://www.facebook.com/profile.php?id=100000059143649&ref=ts
info mail: bdcskaters@libero.it
Cell:
333/2302998 FRANCESCO
347/3001605 GIULIANO
3397204074 ALICE

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Fotoreport a cura di LaMyrtha



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WORA WORA WASHINGTON – RADICAL BENDING (Shyrec, 2012)
L’indie rock ballerino dalle forti tendenze electro dei Wora Wora Washington, veneziani già apprezzati con il precedente Techno Lovers, raggiunge la sua forma più perfetta. Migliora la produzione, migliora la costruzione dei brani, si affina la tecnica, non certo eccelsa ma comunque più che adeguata al genere proposto. Il vero lavoro sporco lo fa il sound, in una scelta di suoni veramente azzeccata che impreziosisce piccole perle post-punk/indie come “If It’s So Wow”, “Marbles” e “Dozen Frozen” di una carica notevole che si apprezzerà anche nei loro ottimi live set. Miracoloso? No, l’oceano sterminato di band che fanno la stessa cosa non glielo permette, ma troveranno senz’altro spazio in una scena per certi versi paralitica come quella nordestina e, successivamente, quella italiana, dominata da hipster pronti a negare di aver ascoltato, prima del successo, i Wora Wora Washington.
Radical Bending è un album potente, divertente, spensierato, senz’altro aggiunge del sale radio-friendly ad una produzione già largamente orecchiabile, fatta di melodie indimenticabili e anthem da stadio che, visto dove siamo, riempiranno solo i locali. Ma questo può bastare.

ILENIA VOLPE – RADICAL CHIC UN CAZZO (Disco Dada, 2012)
Ancora una volta Giorgio Canali, davvero onnipresente negli ultimi anni. La contiguità con l’artista prodotto, stavolta, è più palpabile. La rabbiosissima cantautrice romana porta sulla scena un disco veramente rock, ma rock nel senso classico, tra CCCP, primi Litfiba, Estra, Ritmo Tribale. La cattiveria politicizzata dei testi di Canali è presente in egual misura, ma si esplorano territori più grunge che non risparmiano né i Bush né gli Alice In Chains (“La Crocifinzione”, “Le Nostre Vergogne”, nel lato melodico del disco), con spazio nelle atmosfere testualmente più trasognanti ma dalla graffiante carica alt rock di “Gli Incubi di un Tubetto di Crema Arancione”. La cover di Direzioni Diverse del Teatro Degli Orrori arricchisce un pacchetto già di per sé molto ricco, che annovera tra i suoi assi nella manica anche uno splendido ed energico primo singolo estratto dal titolo “La Mia Professoressa di Italiano”.
Niente di nuovo sotto il sole, ma l’energia di Giorgio Canali, incanalata nell’ugola di Ilenia e nella mordacità di certi suoi testi, rivista sotto da una lente femminile, risulta ancora più impetuoso. Ecco perché non potrete ignorare un disco così.

STEREONOISES – COLOURS IN THE SKY (Seahorse Recordings, 2012)
U2, Coldplay, Stereophonics, Oasis. Ecco i riferimenti che, con un pizzico di elettronica, sentiamo in Colours In The Sky, disco molto British che raggiunge con una notevole immediatezza lo status di album commerciale pieno di ballad e momenti di grande godimento radiofonico. L’indice di gradimento cresce quando non si assomiglia troppo agli U2 (“Time”, “I’m Still Here” e “Tonight”), scende quando ci si avvicina in maniera esagerata (la debole title-track). “Makin A Circle” è senz’altro uno di quei momenti di ostinata dolcezza che piace ad un pubblico mediamente molto esteso, e nel disco rappresenta uno dei momenti più alti.
Colours In The Sky non è un gran disco, ma non è neppure drammaticamente brutto come si potrebbe presupporre. E’ troppo derivativo, in tutto, dai titoli dei pezzi al songwriting, ma si può senz’altro godere ed apprezzare quando non si cerca qualcosa di esageratamente complesso. Banale ma godibile, insomma.

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Fotoreport a cura di LaMyrtha






Sito ufficiale

TOUR ITALIANO ESTATE 2012
14 luglio 2012 – FERRARA SOTTO LE STELLE, Ferrara
15 luglio 2012 – LUCCA FESTIVAL, Lucca
18 luglio 2012 – ROCK IN ROMA, Roma
19 luglio 2012 – NO BORDERS MUSIC FESTIVAL, Tarvisio (UD)

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Recensione a cura di RENATO RANCAN
ETICHETTA: Go Down Records
GENERE: Rock

TRACKLIST:
1. Tannannanna
2. Feelings
3. Last Pain
4. Re-
5. Too Loud (Eng Version)
6. Piove
7. Nuova Funky
8. Another Day
9. Real Love
10. Real Love (Coda)
11. Too Loud (Ita Version)

Un bel singolo mi ha invogliato a recensire il primo album degli Autumn’s Rain, un giovane terzetto veneziano già attivo dal 2003 e con ben 110 concerti nel Triveneto alle spalle, giovani ma cazzuti. Il singolo in questione è “Too Loud”, una piacevole commistione di “Mother Puncher” dei Mastodon e di “Knights Of Cydonia” dei Muse, che, seppur sfiorando il plagio di entrambe, regala gran belle sensazioni. Con le migliori aspettative quindi, faccio partire l’album, ma già dalla prima traccia qualcosa non va: “Tannannanna” è uno standard tardo grunge interrotto da sprazzi funky alla Red Hot Chili Peppers, un esperimento che non funziona. Ritento con il secondo brano, “Feelings”, che invece si presenta delizioso, i migliori Dinosaur Jr. ci accolgono caldi e rumorosi, il livello del resto della canzone si assesta sulle prime cose dei Verdena, la voce un po’ finta e impostata, ma le chitarre sono gustose e si riaccende la fiducia in un bell’album.

Nella loro biografia gli Autumn’s Rain rifiutano di definire il loro genere ma le influenze son fin troppo evidenti ed a mancare è proprio la personalità e forse il buon gusto, i ragazzi sanno suonare bene ma mescolare i Dinosaur Jr. con i Green Day, come avviene in “Last Pain”, è un sacrilegio, e neanche imitare i finali psichedelici del Suicidio dei Samurai dei Verdena salva la canzone.

Ed ecco “Too Loud”, il singolo che mi aveva attirato, al confronto con le prime canzoni dell’album sembra di avere a che fare con un altro gruppo, voce finalmente incisiva alla John Garcia e sezione ritmica potente, sarà che hanno mescolato due delle migliori canzoni rock degli ultimi anni ma funzionano alla grande, questo amareggia ancor di più, anche se già il finale forzato della canzone in questione avrebbe dovuto farmi sentire puzza di bruciato. Nel prosieguo dell’album si ritorna sfortunatamente ad un livello mediocre, torna il funky e compaiono i Pearl Jam e i Soundgarden ma mancano le belle canzoni che si fanno apprezzare solo a momenti, le cose vanno anche peggio quando tentano di cantare in italiano come in “Piove”, brano comunque dalle ottime potenzialità inespresse.

Cosa si può dire di un lavoro del genere? Dipende dai punti di vista, se lo si considera di per sé non si può che rimanere delusi, le idee son poche e stantie, ma se si guarda al futuro le cose cambiano, gli Autumn’s Rain sanno suonare, e hanno dimostrato di saper scrivere almeno un ottimo pezzo, probabilmente c’è solo bisogno di tempo per crescere. Rimandati alla prossima, allora.

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Recensione a cura di ANDREA MARIGO
ETICHETTA:  Tomobiki Music
GENERE: Pop rock

TRACKLIST:
1. Latito
2. Cartolina
3. Fieno
4. Chetamina
5. Apotheke

Voto: 2/5

Tra le varie sfaccettature che le band possono prendere in considerazione per la propria carriera, vi è quella che porta a dire che il musicista è un lavoro e non si può più fare se non ci si conforma agli standard musicali imposti da major e tv.
Oggigiorno, in Italia, pare proprio sia così.
Le ragazzine si fanno le foto allo specchio da mettere nei social network e le All Star vanno di moda.
Il Fieno è una band milanese, di fresca nascita (2010) e i testi di questo EP rappresentano bene la visuale della nuova generazione del nostro tempo: avere a che fare con la noia, mancanza di emozioni, senso di vuoto, menefreghismo.
Propongono questo lavoro di cinque brani dove si sente la volontà di entrare nel mainstream musicale, usando la formula del puro pop radiofonico italiano mascherato di rock, che si nota di più nell’attitudine fotografica che nel sound. In tutti i pezzi aleggia  lo spettro del già sentito, ma pare proprio che l’intento della band sia questo, il non distinguersi dalle altre mille band che cercano di fare la medesima cosa. Ricordano dei Modà meno lagnosi (per fortuna) e soprattutto i Caponord (ex Karnea).
Come tradizione italiana vuole, la voce è messa in primo piano, comunque ben supportata dalle doti canore del cantante. Non c’è molto da dire sui brani in sé, è pop italiano del giorno d’oggi per un pubblico da TRL.
Il peccato è che i quattro milanesi parrebbero anche capaci d’altro, come nella traccia di chiusura “Apotheke”, dove si percepisce la voglia di cercare di andare per una strada leggermente più personale, che se inseguita con più coraggio potrebbe portarli al grande salto con un giusto compromesso.

Consigliati se vi piacciono i Modà meno lagnosi e i Caponord.

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Buongiorno a tutti.
In questa edizione di IN BREVE ci siamo dedicati a ben quattro dischi che abbiamo avuto modo di sentire ultimamente. Con diverso livello di gradimento abbiamo comunque deciso che era il caso di parlarne, e questo è il risultato. Vi consigliamo comunque di procurarveli perché, a loro modo, Tunatones, Digit, Fadà e Roberto Scippa fanno tutti della musica di qualità. Che poi ci siano delle riserve, questo è un altro discorso e lo scopriremo insieme.
Sulla buona musica non si sputa, quindi buona lettura.
Una noticina prima di lasciarvi leggere: tutti e quattro i dischi sono spinti nei media da Synpress, che ringraziamo per averci concesso di parlare di questo ottimo materiale.

TUNATONES – iTUNAS! (Prosdocimi Records, 2012)
E’ quasi impossibile anche solo pensare che il surf rock sia ancora di moda. Eppure lo è: i Tunatones, dopo una super surf hit come “Spicy Barbara” tornano con un full-length di undici brani, iTunas!, autoprodotto ma con il master affidato all’imprescindibile Ronan Chris Murphy, che lavorò con King Crimson e Tony Levin, tra gli altri (da tempo alla scoperta di band italiane da produrre o registrare). Dentro iTunas! tutta la verve dei veneti, tra rockabilly, surf e blues rock (“Party By The Pool”, “Letter of Love”, “Mafia e Sti Cazzi”), il tutto confezionato in canzoni orecchiabili che non mancheranno di far ballare la folla scatenata degli ambienti più garage. Gli arrangiamenti sono tutti molto puliti e così anche la registrazione, che non manca di mostrare un sound molto più definito che in passato e di portare compattezza dentro un genere che nonostante alcune venature ruvide beneficia anche di una certa levigatezza dei suoni (di sezione ritmica e chitarra, in particolar modo). Non si griderà certo al miracolo-originalità, ma siamo di fronte ad un album molto interessante per i cultori di un genere mai defunto e che continua a ripresentarsi puntuale nelle balere surfabilly. Una chance è obbligatorio dargliela: non si discute.

DIGIT – DIGIT (Skipping Musez, 2011)
Al panorama emiliano non mancano certo le grandi band. Se questo da un lato non facilita l’esplosione di nuovi nomi in una scena dominata dal mucchio di artisti nuovi e (soprattutto) vecchi, rimane comunque spazio per una critica più oculata che si occupi di scavare a fondo. E’ lì che si trovano i Digit, interessante formazione ferrarese che con le sei tracce di questo ben confezionato self-titled fatto di palesi ispirazioni rock che però si fondono con l’elettronica commerciale all’italiana, quella dei Subsonica (ma anche del loro progetto collaterale Motel Connection), si presentano in maniera chiara e pulita, personale, mentre anche uno sguardo a un certo synth-pop non manca (“Re di Picche”), per celebrare atmosfere che attingono più sensibilmente agli eighties che ai novanta, come invece fa gran parte del lavoro. I brani, tutti molto corti (il range è da 02.53 a 03.55), aiutano la digestione dei medesimi, cuciti in maniera da risultare non solo orecchiabili ma anche radio-friendly, facili da introiettare e comprendere: “Farfalle su Budapest” e “Camaleontica”, i due pezzi meglio riusciti (e quelli che ricordano di più i torinesi di Samuel e soci), spiegano benissimo cosa questo disco voglia comunicare e si classificano come riuscitissime ballad electro-pop dal sapore intenso, non mancando neppure di risultare introspettive e profonde. Qualche derivazione di meno e un pizzico di originalità extra e il loro prossimo full-length sarà veramente degno di nota, ma anche questo le “bestie” (titolo del discreto brano in chiusura) non scherzano. Attesi al varco.

ROBERTO SCIPPA – VAGANDO DENTRO (Autoproduzione, 2011)
Cantautorato di grande classe, abile sia nelle parti più malinconiche che in quelle più tese a raccontare una facile storia, per tredici brani che nella loro semplicità non risultano mai banali, andando in profondità nel trascinare l’ascoltatore nell’emozione che ogni singola nota è incaricata di suscitare. Si nota, dall’altra parte, una certa debolezza dell’impianto strumentale, che tende a inabissare certe buone canzoni dalle splendide liriche (“Il Mio Corpo di Cristallo”, “Un Re”) ma in generale il disco è più che sufficiente, grazie ai riferimenti alla quotidianità che tanto piacciono in questo periodo e che, effettivamente, se fatti bene come in questo caso, sono in grado di penetrare a fondo nella coscienza del musicofilo attento (“Canzone al Lavoro”, su tutte, tra l’altro uno dei migliori brani del lotto). Le tematiche, peraltro spesso trattate da moltissimi cantautori nell’ultimo decennio, non hanno una visione molto aperta e personale, ma sta all’ascoltatore intravedere qualcosa di proprio in questi testi, senz’altro lontani dall’essere banali, mentre un giudizio severo s’ha da esprimere sulla povertà di alcune scelte lessicali. Il fatto che certe mancanze non pregiudichino comunque l’arrivo del messaggio facilita la comprensione dei testi e aiuta nel valorizzare quanto di buono c’è in questo disco: dei pezzi facili da digerire alla cui orecchiabilità, talvolta, non si scampa (“In Un Giorno del Duemila”, “Una Stella Danzante”), aggiungendo quel tocco folk ad un’ambientazione che anche nell’artwork assume un colorito autunnale e bucolico.
Realista e mai troppo pessimista, Vagando Dentro è un disco complesso, non ingombrante e proprio per questo di ampio respiro, che nei suoi alti e bassi trova anche tantissimi motivi per essere ben ascoltato, per poterlo capire e andare a cogliere la capacità di sintesi di un ottimo songwriter che sulle lunghe distanze può ancora crescere e produrre un vero capolavoro. Notevole sforzo. 

FADA’ – POLVERE DI MUSICA (Autoproduzione, 2012)
Polvere di Musica è l’ennesimo sforzo italiano di calarsi nel mood synth-pop più tipicamente straniero. E non è un difetto. William Fusco, ovvero Fadà, esplora mondi che tutti conosciamo con duttile ironia, un labile e tagliente umorismo e una certa dose di fantasia. Eclettiche sono le liriche (“La Donna Cervello” è di per sé un vero gioiellino), ma anche gli arrangiamenti, saltando qua e là in generi completamente diversi (l’hip-hop della già citata La Donna Cervello, la danzabilissima disco-ballad “Like a Danz”, il folk-cantautorato di “Perfect Face”, ecc.), ma mai distaccandosi da una sede elettronica che sembra fare da sfondo anche laddove è assente. La scelta dei suoni cauterizza la ferita lasciata dall’impatto troppo brusco di alcuni cambi repentini di registro, variazioni un pochino forzate che però non guastano nel dare al risultato finale una consona valorizzazione: Fadà ha prodotto un bel disco, intelligente, sardonico, stiloso e nel duemiladodici, di queste cose, c’è ancora bisogno. E del resto i viaggi siderali di “Cinemà e le Pazze Stelle”, il balletto modaiolo che ispira “L’Antidoto” e la storiella per tutti “Il Cappellaio Matto” sono tutti ingredienti segreti di una pozione magica che rende questo disco veramente interessantissimo al di là di un’assenza di particolarità che lo classifichino come qualcosa di originale e nuovo. Non lo sarà, certo, ma a noi la sua varietà e la sua spontaneità sono piaciute.

I FACEBOOK DELLE BAND
https://www.facebook.com/fadamusik
https://www.facebook.com/pages/Tunatones/181515525204907
https://www.facebook.com/officialrobertoscippa
https://www.facebook.com/digitofficial

LA MUSICA DELLE BAND



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Reportage fotografico e recensione a cura di TYLER NARDONE

“Scritto e composto di Alton D* Terry, A Reference Point of Hope – Strength, Sacrifice & Sorrow Book II non è un album, ma invece una collezione di storie personali, creativamente e capricciosamente raccontate con poesia e musica strumentale. Combinando le storie, le illustrazioni e la musica (acustica ed elettronica) questo pezzo contemporaneo di lavoro parla della forza di una donna secolare, il dolore di un uccello solitario, la speranza di un sarto lontano, l’immaginazione di un pesce curioso e l’ispirazione di una volpe colorata.

Fuse con ritmi di tamburi africani, di pianoforte giocoso (Morning Breath & EGG) e gli archi in stile orientale (per esempio “Butterfly” e “L’Equilibre Entre Nous”), la musica accompagna le storie e mantiene l’ascoltatore interessato con un finale molto interessante ancora soddisfacente.”

I pezzi suonati sono:
1. Morning Breath
2. Butterfly
3. So
4. Sto Diventando Pazzo
5. E.G.G.
6. L’Equilibre Entre Nous
7. Llantos Por Amor 3 (Prelude to Lust)

Qui la galleria completa, da cui qui sotto trovate sei esempi





Gli NGYD sono:
Violoncellista – Idlir Shyti
Batterista – Iolanda Pettinaro
Violinisti – Marco Valabrega, Soichi Ichikawa & Ayu Sakurai
Violista – Darena Petrova
I Narratori – Patrick Nicholas & Patrizia Casabrande
Pianista – Alton D. Terry

Scrittore del libro – Alton D. Terry
Compositore – Alton D. Terry
Illustratore del libro – Alton D. Terry, Gaspard Njock & Corinne Forrester

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Fotoreport a cura di Luca Stramaccioni
Realizzato al Locomotiv Club di Bologna in occasione del live del 23 febbraio 2012





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ETICHETTA: La Tempesta Dischi
GENERE: Rap italiano, industrial rap

TRACKLIST:
1. Ecce Robot
2. Al Azif
3. Perifrastica
4. Umani
5. Tavolando il Pattino con Antonio Falco
6. Sberloni
7. La Prima Posizione della Nostra Classifica
8. Venti Centesimi di Tappi per le Orecchie
9. Tigre Contro Tigre
10. La Recensione di Questo Disco
11. La Lingua degli Antichi

Rap odiato dai rapper e dai rappettari, ma amato dai rockettari. Scoprire perché è semplice: Napo e Rico spruzzano una cattiveria colossale, che nessun big act americano sedicente gangster può superare. Le basi industrial-rapcore devastanti, le rime e gli scioglilingua spaccacervello che neanche Caparezza, il virtuosismo logorroico di certe infinite filippiche come in Libro Audio e Cuore Amore Errore Disintegrazione si imparò ad ascoltare più leggermente, tutto ciò è sempre esistito nei Uochi Toki, affinandosi anno per anno fino a raggiungere l’estatica forma perfetta di Idioti, di nuovo per La Tempesta Dischi, di nuovo un capolavoro.
Con uno sguardo all’accigliata orecchiabilità di alcuni dei brani del disco precedente, ci si ritrova in una dimensione più accessibile, ma solo per chi è abituato a digerire la pesantezza di basi industriali e metalliche, a volte abbastanza marziali da causare una sorta di riprogrammazione neuronica lungo la durata del pezzo. Il nocciolo di Idioti è la sua essenza di storytelling, la quotidianità mediocre di tutti rivomitata su un disco fatto di incastri quasi enigmistichi. Ci troviamo, in ordine sparso, il vicino incazzato per i volumi (“Venti Centesimi di Tappi Per Le Orecchie”), le celate tirate d’orecchie alla critica musicale sotto forma di ironici e cinici autocommenti (“La Recensione di Questo Disco”) e una sorta di affossamento del modo di vivere tipico del nerd (in “Tavolando il Pattino con Antonio Falco”). Tentativi di superare i linguaggi già utilizzati prima si verificano con alcune capatine nel mondo ambient (“La Lingua degli Antichi”), il vocoder e la beatbox, ma i giochi lessicali iperraffinati di sempre non mancano e sono portati all’estremo, non dimenticando neppure il significato, che ovviamente è curato sul piano semantico e retorico, in maniera impeccabile (“Sberloni”, “Tigre Contro Tigre” e “La Prima Posizione della Nostra Classifica”.

Ritenere una cosa socialmente giusta porta a convenzioni che è opportuno smantellare e superare. Molte delle storie dell’universo Uochi Toki sembrano ruotare attorno ad una ferma volontà di evidenziare questo concetto, e per chi vuole fare della propria esperienza d’ascolto qualcosa di costruttivo o semplicemente un viaggio malato a cavallo della iper-realista e futurista diarrea verbale di Napo, non c’è niente di meglio di Idioti.

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ETICHETTA: Tannen Records
GENERE: Avant, space rock

TRACKLIST:
1. 7th Moon of Mars
2. Emerson Laura Palmer
3. Everything is Smiling From The Ceiling
4. Help Me Grampa
5. La Corsa del Lupo
6. Sargasso Sea
7. Mr. Sandman
8. Harmonium
9. Anguane

I numi tutelari di questo quintetto padovano sono senz’altro i Jennifer Gentle: Marco Fasolo, presente sia in regia che in fase di arrangiamento, è in effetti parte integrante di questo progetto che, giunto al secondo disco, segna in maniera indelebile la discografia italiana con un’uscita di grandissimo rilievo.
Le atmosfere sono dark, scure, soffuse, non brilla molta luce ma le ombre proiettano comunque immagini caleidoscopiche di grande varietà, dando vita ad un universo psichedelico di indubbio valore estetico. I contenuti sono originali, ricordando vagamente primi Pink Floyd, Yellow Swans e Birchville Cat Motel. Drone e avant-garde sono tra gli ingredienti più abbondantemente disseminati lungo tutti i nove brani, dal folk ultrapsichedelico di “Everything Is Smiling From The Ceiling” alla chiusura lenta e trascinata che strizza l’occhio a Burning Star Core e Hair Police (la title-track “Anguane”). Rispetto all’ottimo Yawling Night Songs la crescita è evidente, una rilettura senz’altro più originale di certo space rock à-la Motorpsycho, anche se le vere sorprese sono le lente e quasi militari “Harmonium” e Sargasso Sea”, che non risparmiano capatine in un genere che sta diventando piuttosto di moda nell’ambiente indie: il glitch di “La Corsa del Lupo”.

Il disco è vario, complesso, non manca di trascinare l’ascoltatore per i sentieri impervi dell’ambient e del drone, del post-rock e dello space. L’eccessiva presenza di diversi linguaggi è straordinariamente declinata in nove brani perfetti dalla prima all’ultima nota, come poche altre band, soprattutto in un panorama vuoto come quello nordestino, riescono a fare negli ultimi anni. Il viaggio personale di questa realtà onirica e ancestrale che sono gli Slumberwood non può che attestare il raggiungimento di un livello di maturità incredibile per la discografia italiana.

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Fotoreport a cura di LaMyrtha





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Fotoreport a cura di LaMyrtha





http://www.calibro35.com/

PROSSIME DATE DEL TOUR:
02.03 Maison Alegia, Giulianello (LT)
03.03 Urban Club, Sant’Andrea delle Fratte (PG)
09.03 Magnolia, Segrate (MI)
10.03 Auditorium Flog, Firenze
16.03 TPO, Bologna
17.03 Deposito Giordani, Pordenone
23.03 Candelai, Palermo
24.03 Mercati Generali, Catania
29.03 Toop, Battipaglia (SA)
30.03 Casa delle Arti, Conversano (BA)
31.03 Officine Cantelmo, Lecce 

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01/03/2012 – LEWIS FLOYD HENRY @ TEATRO MIELA, Trieste
01/03/2012 – ABOVE THE TREE @ SIN-E’, Porto Viro (RO)
02/03/2012 – HEIKE HAS THE GIGGLES e MARIA ANTONIETTA @ ETNOBLOG, Trieste
02/03/2012 – AUTUMN’S RAIN @ APARTAMENTO HOFFMAN, Conegliano Veneto (TV)
02/03/2012 – GIULIO CASALE @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
02/03/2012 – reading di EMIDIO CLEMENTI, EGLE SOMMACAL e STEFANO PILIA @ LOCOMOTIV CLUB, Bologna
02/03/2012 – BRUZAI @ TETRIS, Trieste
02/03/2012 – ENRICO FARNEDI @ LA MELA DI NEWTON, Padova
02/03/2012 – DANIELE SILVESTRI @ GRAN TEATRO GEOX, Padova
02/03/2012 – JOVANOTTI @ PALASPORT, Trieste
02/03/2012 – POLAR FOR THE MASSES @ SHACK CLUB, Codroipo (UD)
02/03/2012 – DONATELLA RETTORE @ ESTRAGON, Bologna
03/03/2012 – HARDCORE SUPERSTAR @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
03/03/2012 – 99 POSSE @ TPO, Bologna
03/03/2012 – PUBLICIST @ INTERZONA, Verona
03/03/2012 – AFTER THE MOSH: DUBSTEP AND DRUM’N’BASS DELIRIUM @ ETNOBLOG, Trieste
03/03/2012 – DANIELE SILVESTRI @ ESTRAGON, Bologna
03/03/2012 – ES @ GARAGE CLUB, San Martino di Lupari (PD)
03/03/2012 – READY, SET, FALL! @ ETNOBLOG, Trieste
03/03/2012 – COMA STEREO e ANADARKO @ TETRIS, Trieste
04/03/2012 – SYBIANN @ ZUNI, Ferrara
08/03/2012 – I CANI e GAZEBO PENGUINS @ COVO CLUB, Bologna
09/03/2012 – MYSPACE INVADERS @ TETRIS, Trieste
09/03/2012 – EMILY PLAYS e MARIA ANTONIETTA @ GARAGE CLUB, San Martino di Lupari (PD)
09/03/2012 – ROGER DALTREY @ GRAN TEATRO GEOX, Padova
09/03/2012 – WILCO @ ESTRAGON, Bologna
09/03/2012 – AUTUMN’S RAIN @ SPAZIO MAVV, Vittorio Veneto (TV)
09/03/2012 – GIORGIO CANALI E I ROSSOFUOCO @ LOCOMOTIV CLUB, Bologna
09/03/2012 – AIM @ ARTERìA, Bologna
09/03/2012 – JOCELYN PULSAR @ LA MELA DI NEWTON, Padova
09/03/2012 – PAOLO BENVEGNU’ @ STUDIO 2, Vigonovo (VE)
09/03/2012 – DENTE @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
09/03/2012 – SQUADRA OMEGA, SATAN IS MY BROTHER, KINETIC, TMN e AKAB @ ARCI BOLOGNESI, Ferrara
10/03/2012 – CAPAREZZA @ ESTRAGON, Bologna
10/03/2012 – THE BONESINNER @ LA MELA DI NEWTON, Padova
10/03/2012 – RAVENS AND CHIMES @ COVO CLUB, Bologna
10/03/2012 – UOCHI TOKI @ CSA ARCADIA, Schio (VI)
10/03/2012 – DENTE @ AUDITORIUM MALKOVICH, Sommacampagna (VR)
10/03/2012 – BUD SPENCER BLUES EXPLOSION, GAIN ON ROCK, SMARTBEAVERS e altri @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
10/03/2012 – DRINK TO ME @ LOCOMOTIV CLUB, Bologna
10/03/2012 – AUCAN @ APARTAMENTO HOFFMAN, Conegliano Veneto (TV)
10/03/2012 – PAOLO BENVEGNU’ @ TETRIS, Trieste
11/03/2012 – DADAMATTO @ ZUNI, Ferrara
11/03/2012 – IOSONOUNCANE @ ROUND MIDNIGHT, Trieste
14/03/2012 – JONATHAN RICHMAN @ ETNOBLOG, Trieste
14/03/2012 – FOLKABBESTIA @ PALANORD, Bologna
14/03/2012 – CRISTINA DONA’ @ ESTRAGON, Bologna
15/03/2012 – HERE BE DRAGONS @ PALANORD, Bologna
15/03/2012 – AWESOME TAPES FROM AFRICA @ TEATRO FONDAMENTA NUOVE, Venezia
16/03/2012 – BANDABARDO’ @ ESTRAGON, Bologna
16/03/2012 – RADIOFIERA feat. GIORGIO CANALI @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
16/03/2012 – LAVA LAVA LOVE @ LA MELA DI NEWTON, Padova
16/03/2012 – CALIBRO 35 @ TPO, Bologna
16/03/2012 – NICK PRICE & THE PIMPTONES @ TEATRO MIELA, Trieste
16/03/2012 – COLAPESCE @ COVO CLUB, Bologna
16/03/2012 – THREATS, TYPHOON MOTOR DUDES e SENZA SENSO @ VOODOO ARCI CLUB, San Giuseppe di Comacchio (FE)
16/03/2012 – THE RIDEOUTS @ TETRIS, Trieste
17/03/2012 – LIKE A STUNTMAN @ TETRIS, Trieste
17/03/2012 – AWESOME TAPES FROM AFRICA @ LOCOMOTIV CLUB, Bologna
17/03/2012 – PUNKREAS @ CSO RIVOLTA, Marghera (VE)
17/03/2012 – MODENA CITY RAMBLERS @ ESTRAGON, Bologna
17/03/2012 – DRINK TO ME @ INTERZONA, Verona
18/03/2012 – EUGENE CHADBOURN @ LA MELA DI NEWTON, Padova
18/03/2012 – ANTENNA TRASH @ ZUNI, Ferrara
18/03/2012 – HOME @ UNGAWA TIKI BAR, Bergantino (RO)
18/03/2012 – ROGER DALTREY @ POLITEAMA ROSSETTI, Trieste
19/03/2012 – RITCHIE KOTZEN @ TEATRO MIELA, Trieste
19/03/2012 – BURNING HEADS, REBEL ASSHOLES e altri @ VOODOO ARCI CLUB, San Giuseppe di Comacchio (FE)
21/03/2012 – PAGANFEST 2012: ELUVEITE, PRIMORDIAL e altri @ ESTRAGON, Bologna
21/03/2012 – M+A @ TETRIS, Trieste
21/03/2012 – ELIO E LE STORIE TESE @ GRAN TEATRO GEOX, Padova
22/03/2012 – REZOPHONIC @ PALACUS, Udine
23/03/2012 – LO STATO SOCIALE @ CSO PEDRO, Padova
23/03/2012 – AIM e POLAR FOR THE MASSES @ MOTTA LIVE, Motta di Livenza (VE)
23/03/2012 – ELETTROFANDANGO @ TETRIS, Trieste
23/03/2012 – THE HACIENDA @ HOME, Treviso
23/03/2012 – PRIMUS @ PALASPORT, Pordenone
23/03/2012 – IL TEATRO DEGLI ORRORI e THE MANTRA ATSMM @ ESTRAGON, Bologna
23/03/2012 – I CANI @ CSO RIVOLTA, Marghera (VE)
23/03/2012 – REZOPHONIC @ GARAGE CLUB, San Martino di Lupari (PD)
23/03/2012 – FUZZ ORCHESTRA @ ARCI BOLOGNESI, Ferrara
24/03/2012 – LO STATO SOCIALE @ VOODOO CLUB, San Giuseppe di Comacchio (FE)
24/03/2012 – MARK LANEGAN @ ESTRAGON, Bologna
24/03/2012 – DADAMATTO @ CIPRE LAB, Mestre (VE)
24/03/2012 – GIARDINI DI MIRO’ @ FNAC, Verona
24/03/2012 – GAZEBO PENGUINS @ YOURBAN, Thiene (VI)
24/03/2012 – JAMES TAYLOR @ GRAN TEATRO GEOX, Padova
24/03/2012 – MOTEL CONNECTION DJ SET @ THE LOFT CLUB, Vicenza
24/03/2012 – TWO WOUNDED BIRDS @ ETNOBLOG, Trieste
25/03/2012 – DEATH IN PLAINS @ ZUNI, Ferrara
25/03/2012 – AKRON FAMILY e KID MILLIONS @ ETNOBLOG, Trieste
26/03/2012 – MIKE STERN @ JAZZ CLUB, Ferrara
27/03/2012 – MEST @ VOODOO ARCI CLUB, San Giuseppe di Comacchio (FE)
28/03/2012 – AMERICA @ POLITEAMA ROSSETTI, Trieste
30/03/2012 – GIOVANNI LINDO FERRETTI @ ESTRAGON, Bologna
30/03/2012 – THE DROPENERS @ VOODOO ARCI CLUB, San Giuseppe di Comacchio (FE)
30/03/2012 – SICK TAMBURO @ TPO, Bologna
30/03/2012 – CUT e LARSEN @ ARCI BOLOGNESI, Ferrara
30/03/2012 – DUBBY DUB @ ROCK PUB, Pomposa (FE)
31/03/2012 – CISCO @ ESTRAGON, Bologna
31/03/2012 – DIGITALISM @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
31/03/2012 – PERTURBAZIONE @ LOCOMOTIV CLUB, Bologna
31/03/2012 – ULTIMO ATTUALE CORPO SONORO @ CIPRE LAB, Mestre (VE)
31/03/2012 – EARTHSHIP e COILGUNS @ VOODOO ARCI CLUB, San Giuseppe di Comacchio (FE)
31/03/2012 – ZEN CIRCUS @ COVO CLUB, Bologna
31/03/2012 – TRABANT @ TETRIS, Trieste

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