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Archive for novembre 2013

Pubblicare filmati o documentari relativi a concerti direttamente nelle sale cinematografiche sembra essere diventata una moda, soprattutto per quelle band che sono in grado di permettersi grosse spese di ripresa e di distribuzione. Lo hanno fatto di recente i One Direction e i Metallica, ora è toccato a Marco Mengoni e ai Muse. Va da sé che il trio (quartetto sul palco) britannico, ormai celebre per mettere in piedi concerti spettacolari sia dal punto di vista tecnico-musicale che scenografico, supera in qualità e forse anche in stile gli artisti citati, producendo non a caso una piccola perla di cui si parlerà per molto.

Allo Stadio Olimpico di Roma, filmano così il primo live della storia ad essere ripreso in 4K, selezionando una ventina di canzoni delle ventisette lì eseguite per farne un pacchetto di circa un’ora e mezza che, a visione terminata, lascia veramente di stucco. Innanzitutto, toglie il dubbio anche ai detrattori del trio, accusati spesso di essersi commercializzati e di aver perso la carica e la precisione degli esordi, che in un live come questo sono invece presenti nonostante una scaletta ovviamente concentrata più che altro sugli ultimi dischi (nessun brano di Showbiz, ad esempio, anche se comunque l’unico eseguito sarebbe stato Unintended). La nitidezza e la perfezione delle immagini in 4k permettono di cogliere i più minimi dettagli del gigantesco palco, dei visual sempre diversi canzone per canzone, anch’essi degni di un concerto mastodontico in ogni suo aspetto (e difatti Bellamy e soci non hanno potuto nascondere che si tratti del loro tour più grosso anche dal punto di vista della produzione, e non serviva certo una loro dichiarazione per notarlo), del pubblico, spesso ripreso in pose ed espressioni facciali ai limiti del ridicolo, i costumi di scena abbastanza pessimi, le mille chitarre del frontman. Non sembra esserci neppure molto lavoro di sovraincisione di voci o altra postproduzione, anche perché stiamo parlando di una band la cui eccellenza sul palco è indiscussa anche da chi li taccia di essersi venduti già dai tempi di Time is Running Out, della cui resa live in questo video toglie il fiato la panoramica dei sessantamila dello Stadio Olimpico che saltano tutti insieme, lusso che si possono permettere pochissime band in questo momento. Tra i brani tolti che potevano risultare molto bene in questa versione cinematografica dispiace soprattutto per Stockholm Syndrome, non tanto invece per Blackout e la solita Map of the Problematique, mentre si possono ammirare in versioni molto più grezze che su disco le nuove Panic Station, SurvivalFollow Me, quest’ultima tra le più apprezzate dal pubblico. Altri momenti salienti sono stati senz’altro il finale con Starlight, Uprising, ResistancePlug In Baby, anche questa fortunatamente capace di agitare un pubblico formato principalmente di giovanissimi che all’epoca di Origin of Symmetry probabilmente non erano mai andati a un concerto. Durante alcune canzoni, come AnimalsFeeling Good, la band porta sul palco, e sopra il palco nel caso della ballerina appesa alla lampadina gigante di Guiding Light,  attori in carne ed ossa, in momenti tragicomici che con altre band risulterebbero pacchiani e inutili, ma che i Muse riescono invece ad incastrare perfettamente in uno show pomposo e dai toni epici dal primo all’ultimo secondo. Bastano le ciminiere che eruttano fuoco continuamente da sopra il palco per capire di cosa stiamo parlando.

Tra le infinite dediche all’Italia, paese di adozione di Bellamy per un periodo, i saluti al pubblico, le esplosioni di fuochi d’artificio e fumogeni, i giochi con le telecamere, i cambi d’abito, gli occhiali tamarrissimi di Matthew con il testo in scorrimento sulle lenti durante Madness, papa Bergoglio, Hollande e la Merkel che ballano in caricature sul megaschermo, è sorprendente come la musica rimanga a farla da padrona non facendosi mettere in secondo piano dall’aspetto visuale, che rimane comunque uno dei motivi per cui questo live doveva assolutamente finire al cinema.

NME l’ha definito “un divertimento esagerato” e, vogliate crederci o no, non è nient’altro che questo. Si spera in un’edizione DVD completa dei brani stralciati, ma in ogni caso ne consigliamo caldamente l’acquisto, attendendo il tour europeo che, purtroppo, vista la vomitevole situazione dei nostri festival, non arriverà in Italia.

il video di anteprima rilasciato da Nexo Digital

la scaletta del concerto di Roma. In grassetto quelle incluse anche nel DVD
Supremacy
Panic Station
Plug In Baby
Map of the Problematique
Resistance
Animals
Knights of Cydonia
Dracula Mountain (Lightning Bolt cover)
Explorers
Interlude
Hysteria
Monty Jam
Feeling Good
Follow Me
Liquid State
Madness
Time is Running Out
Stockholm Syndrome
Unintended
Guiding Light
Blackout
Undisclosed Desires
encore
The 2nd Law: Unsustainable
Supermassive Black Hole
Survival
encore 2
The 2nd Law: Isolated System
Uprising
Starlight

* l’immagine a inizio articolo è ripresa da Troublezine.it che ringraziamo

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Sheffield, Regno Unito. South Yorkshire, più a nord di Londra, più a sud di Glasgow, lontana dalla frenesia metropolitana ma non per questo piccola e aliena da quella sottocultura britannica che da sempre partorisce sia grandi nomi del pop che realtà più sommerse ma di eguale spessore sociale e culturale. Stiamo parlando, non a caso, della città di icone come Jarvis Cocker e dei suoi Pulp, dei Cabaret Voltaire e dei Def Leppard, senza dimenticare The Human League, i Little Man Tate, gli Arctic Monkeys, Reverend & the Makers, i While She Sleeps e molti altri. In ogni genere, questa zona ha partorito eccellenze di fama mondiale, e non poteva andare diversamente con gli ormai leggendari 65daysofstatic.

Al Locomotiv Club di Bologna, per l’ennesima volta, hanno dato prova di una tenuta di palco sconvolgente, svezzata ormai una delle città che in Italia li supporta di più, dove non hanno mai mancato di portare i loro tour e dove sicuramente non mancheranno di ritornare. In quasi un’ora e mezza di set li abbiamo visti snocciolare con disinvoltura brani da tutta la loro carriera, alcuni riletti con quelle nuove influenze elettroniche subentrate alle sonorità inizialmente post-rock da We Were Exploding Anyway in poi. Rudimentali, primordiali, gutturali, ma anche precisi e impeccabili dal punto di vista tecnico, i quattro ipnotizzano il pubblico con movimenti lisergici e un modo di stare sul palco che in un certo senso è diventato ormai il loro marchio di fabbrica. A spiccare su qualsiasi cosa è la brutalità implacabile del batterista Rob Jones (e dei suoi capelli inguardabili ma sostanzialmente tramutati in un metronomo), mentre, dal punto di vista elettronico, stupisce la scioltezza con cui si passa da launchpad, drum machine, tastiere, synth, effettistica di ogni genere a chitarre elettriche assordanti, granitiche, che ricordano i loro esordi.
I momenti salienti della scaletta, se togliamo le richiestissime Retreat! Retreat!Radio Protector, sono senz’altro Crash Tactics e la sua anfetaminica batteria drum’n’bass su arpeggi post-rock, Safe Passage e la conclusiva I Swallowed Hard, Like I Understood, unico encore concesso al centinaio di presenti. I brani più vecchi hanno provveduto a scatenare anche qualche accenno di pogo (come su Dance Dance Dance) mentre gli estratti dal nuovo Wild Light, ovvero sette pezzi su un totale di quattordici, suonano leggermente più deboli ma assolutamente degni di appartenere alla medesima setlist di un altro brano storico, Piano Fights. Di questi momenti più nuovi, la migliore sembra essere Taipei, anche come accoglienza.

In apertura ai 65dos, si sono esibiti i Sleepmakeswaves, quartetto post-rock australiano di eguale potenza e presenza scenica, suonando molti brani dell’unico full-length finora uscito, risalente a due anni fa, …And So We Destroyed Anything. Compatti, selvaggi, si distinguono dall’ammasso di molte band di questo genere per delle ritmiche più sbilenche, controbilanciate da chitarre che evitano i classici crescendo con esplosione finale per virare verso una distensione minore dei brani, che dia maggiore concretezza al tutto. Apprezzati dal pubblico quanto basta per lasciare poi spazio agli inglesi.

Vale la pena citare l’esagerata calura del Locomotiv Club che comunque, nonostante il prezzo del biglietto un pochino esagerato considerata la presenza anche di una tessera, si conferma ancora una volta fondamentale nella scena underground bolognese ed italiana tutta, richiamando nomi che, come i 65dos, hanno fatto la storia del panorama alternativo mondiale. Concerto da dieci e lode.

SETLIST COMPLETA

Heat Death Infinity Splitter
Prisms
Crash Tactics
Dance Dance Dance
Piano Fights
Install a Beak in the Heart that Clucks Time in Arabic
The Undertow
Sleepwalk City
Unmake the Wild Light
Taipei
Retreat! Retreat!
Radio Protector
Safe Passage
encore
I Swallowed Hard, Like I Understood

video di hardkore79.c0m

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Recensione a cura di Andrea Marigo

ETICHETTA: RCA
GENERE: Rock, southern rock

TRACKLIST:
Supersoaker
Rock City
Don’t Matter
Beautiful War
Temple
Wait for Me
Family Tree
Comeback Story
Tonight
Coming Back Again
On The Chin

Voto: 4/5

Che strana cosa per una band pubblicare il sesto album ma che il mondo potrebbe intendere come il loro terzo.
Dieci anni dopo il loro esordio, arriva nelle nostre mani Mechanical Bull che, lungo la sua tracklist, traccia una linea più che convinta e svela una maturità compositiva e sonora degna di una grande band.

Only By The Night e Come Around Sundown, ultimi due lavori della band, avevano portato i quattro del Tennessee a riempire gli stadi, e questo perchè si trattava ovviamente di due album ottimi.
In quel caso però la linea che limita il confine per passare da una delle poche band che ancora sa fare rock ad un prodotto banale era sottile e dopo le varie storie di alcolismo e tour sospesi, era facile aspettarsi un declino.
Lʼascolto di questo lavoro invece lascia sorpresi: Mechanical Bull è un lavoro sincero e fedele a ciò che in dieci anni i Kings Of Leon hanno fatto, con unʼottima alternanza tra brani potenti, rock e ballate southern, dimostrazione che una band può continuamente crescere sotto tutti i punti di vista, anche quando è un punto fermo nel mainstream.
Gran bel disco.

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Recensione a cura di Andrea Marigo

ETICHETTA: To Lose La Track
GENERE: Hardcore, punk

TRACKLIST:
Finito il Caffè
Casa dei Miei
Difetto
Domani è Gennaio
Ogni Scelta E’ In Perdita
Correggio
Trasloco
Mio Nonno
Non Morirò
Piuttosto Bene

Voto: 4/5

Io ho visto i Gazebo Penguins live e sono un gruppo pazzesco perchè:
1.Spaccano il culo;
2. hanno un sound che poche band possono vantare.
Non ho mai comprato un disco dei Pinguini perchè:
3.Scarichi tutti i loro dischi in fri daunlò dal loro sito;
4. Ho comunque voluto contribuire alla causa con lʼacquisto di una loro t-shirt che mi fa vantare di ascoltarli.

Dovreste ascoltarli tutti perchè:
5. I pezzi sono ben studiati ed hanno un energia da urlo;
6. I testi sono piccole verità quotidiane di chi non si prende troppo sul serio e vede il lato migliore in ogni occasione;
7. In certi momenti potrebbero migliorare la vostra giornata;

Questo disco becca 4/5 che è un votone alla fine, perchè:
8.Eʼ vero che certi diranno che non offre nulla di nuovo musicalmente parlando ma dico io chissenefrega e soprattutto che piuttosto di fare cazzate sperimentali è meglio fare buoni brani;
9. Raudo contiene 10 brani ottimi;
10. vedi sopra gli altri 9.

SITO UFFICIALE
FACEBOOK

TOUR (by Pentagon Booking):
08.11 Arci Tom, Mantova
15.11 Ex Caserma, Livorno
16.11 Vibra, Modena
29.11 Officine Corsare, Torino
30.11 Marasma 51, Codisotto (RE)
14.12 Boulevard, Misano Adriatico (RN)

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01/11/2013 – SACRED BONES NIGHT @ BASTIONE ALICORNO, Padova
01/11/2013 – JEX THOTH @ E20 UNDERGROUND, Montecchio Maggiore (VI)
01/11/2013 – ABBA DREAM @ GRAN TEATRO GEOX, Padova
02/11/2013 – POOH @ GRAN TEATRO GEOX, Padova
02/11/2013 – AUCAN dj/vj set @ CSO PEDRO, Padova
02/11/2013 – APPINO @ VINILE, Rosà (VI)
02/11/2013 – WE ARE NOT AFRAID @ PATCHANKA, Pontelagoscuro (FE)
02/11/2013 – JOYCUT, PHINX, DRUNKEN BUTTERFLY e SOPHIE LILIENNE @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
03/11/2013 – THE DARKNESS @ ESTRAGON, Bologna
03/11/2013 – KARMA TO BURN e JEX THOTH @ FREAKOUT CLUB, Bologna
03/11/2013 – SIN/COS @ ZUNI, Ferrara
04/11/2013 – PIXIES @ ALCATRAZ, Milano
05/11/2013 – HALF MOON RUN @ LOCOMOTIV CLUB, Bologna
05/11/2013 – QUIREBOYS, GONZALES e BONAFIDE @ TEATRO MIELA, Trieste
06/11/2013 – ICEAGE @ LOCOMOTIV CLUB, Bologna
06/11/2013 – RAPHAEL GUALAZZI @ POLITEAMA ROSSETTI, Trieste
07/11/2013 – APPINO @ LOCOMOTIV CLUB, Bologna
07/11/2013 – FEDERICO STRAGA’ @ BRAVO CAFFE, Bologna
08/11/2013 – BOB DYLAN @ GRAN TEATRO GEOX, Padova
08/11/2013 – LINEA 77 @ HOME ROCK BAR, Treviso
08/11/2013 – KAKI KING @ LOCOMOTIV CLUB, Bologna
08/11/2013 – MASSIMO VOLUME @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
09/11/2013 – RENZO ARBORE @ GRAN TEATRO GEOX, Padova
09/11/2013 – RYAN MACGRATHCLOUD @ LA MELA DI NEWTON, Padova
09/11/2013 – LOCAL NATIVES e CLOUD CONTROL @ ESTRAGON, Bologna
09/11/2013 – AMARI @ TETRIS, Trieste
09/11/2013 – IMMANUEL CASTO @ LOCOMOTIV CLUB, Bologna
10/11/2013 – CAPTAIN MANTELL @ ZUNI, Ferrara
10/11/2013 – 999 @ FREAKOUT CLUB, Bologna
11/11/2013 – CHOKEBORE @ FREAKOUT CLUB, Bologna
12/11/2013 – THESE NEW PURITANS @ LOCOMOTIV CLUB, Bologna
13/11/2013 – SEAMUS FOGARTY @ LA MELA DI NEWTON, Padova
13/11/2013 – STEVEN WILSON @ TEATRO DUSE, Bologna
14/11/2013 – STEVEN WILSON @ GRAN TEATRO GEOX, Padova
14/11/2013 – SUEDE @ ESTRAGON, Bologna
14/11/2013 – SLOW MAGIC @ SENZA FILTRO, Bologna
15/11/2013 – GBH @ FREAKOUT CLUB, Bologna
15/11/2013 – DAUGHTER @ TEATRO ANTONIANO, Bologna
15/11/2013 – SAROOS @ TETRIS, Trieste
15/11/2013 – ROSSOSOLO @ OSTERIA L’ALCHIMISTA, Gorizia
15/11/2013 – HARDCORE SUPERSTAR e BUCKCHERRY @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
16/11/2013 – HARDCORE SUPERSTAR e BUCKCHERRY @ ESTRAGON, Bologna
16/11/2013 – TOWN OF SAINTS @ LA MELA DI NEWTON, Padova
16/11/2013 – NEGRITA @ TEATRO MALIBRAN, Venezia
16/11/2013 – I MINISTRI @ NEW AGE, Roncade (TV)
16/11/2013 – GODBLESSCOMPUTERS @ EPIPHANY COLLECTIVE, Schio (VI)
16/11/2013 – MAX PEZZALI @ GRAN TEATRO GEOX, Padova
16/11/2013 – SUUNS @ COVO CLUB, Bologna
17/11/2013 – VALIENT THORR @ FREAKOUT CLUB, Bologna
18/11/2013 – MARK LANEGAN @ TEATRO DUSE, Bologna
19/11/2013 – UZI & ARI @ PORCUPINE PUB, Ariano nel Polesine (RO)
20/11/2013 – NEGRAMARO @ GRAN TEATRO GEOX, Padova
21/11/2013 – NEGRITA @ TEATRO DUSE, Bologna
21/11/2013 – POLAR FOR THE MASSES @ POMOPERO, Breganze (VI)
21/11/2013 – KAMELOT e REVAMP @ TEATRO MIELA, Trieste
21/11/2013 – DARK TRANQUILLITY @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
22/11/2013 – ESCAPE THE FATE, CHIODOS e THE COLOUR MORALE @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
22/11/2013 – THE SLEEPING TREE @ TETRIS, Trieste
22/11/2013 – TIM HOLEHOUSE @ LA MELA DI NEWTON, Padova
22/11/2013 – NEGRITA @ TEATRO ASTRA, Schio (VI)
22/11/2013 – APPINO @ EMPORIO MALKOVICH, Verona
22/11/2013 – I MINISTRI e FAST ANIMALS AND SLOW KIDS @ TPO, Bologna
23/11/2013 – EVA MON AMOUR @ BROTHERS, Grezzana (VR)
23/11/2013 – ERIN K @ LA MELA DI NEWTON, Padova
23/11/2013 – WOLF ALICE @ COVO CLUB, Bologna
23/11/2013 – NEGRITA @ TEATRO ACCADEMIA, Conegliano Veneto (TV)
23/11/2013 – BRING ME THE HORIZON @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
24/11/2013 – THE WATERBOYS present FISHERMAN’S BLUES REVISITED @ GRAN TEATRO GEOX, Padova
29/11/2013 – NICK CAVE & THE BAD SEEDS @ PALADOZZA, Bologna
29/11/2013 – FAST ANIMALS AND SLOW KIDS @ BLACK STUFF, Udine
29/11/2013 – GLASVEGAS @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
29/11/2013 – DIMARTINO @ TETRIS, Trieste
30/11/2013 – FAST ANIMALS AND SLOW KIDS @ BOUNTY, Thiene (VI)
30/11/2013 – GOGOL BORDELLO @ ESTRAGON, Bologna
30/11/2013 – DEAP VALLY @ COVO CLUB, Bologna
30/11/2013 – MASSIMO VOLUME e DADAMATTO @ INTERZONA, Verona
30/11/2013 – GHOST POET e SOPHIE LILIENNE @ SENZA FILTRO, Bologna

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