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Archive for the ‘ARTISTA: Creedence Clearwater Revived’ Category

Introduciamo il progetto.
Hanno fatto tanta strada i Creedence Clearwater Revival negli anni sessanta e settanta, diventando una specie di icona del rock blues americano. I fratelli Fogerty, John e Tom, imperversarono per lungo tempo prima che il primo di questi due intraprendesse una carriera folk di tutto rispetto: Tom continuò a suonare le canzoni della vecchia formazione come Creedence Clearwater Revived, così come ancora li troviamo oggi. L’unica differenza è che questa formazione è stata portata avanti dal chitarrista Johnny Guitar Williamson, nel gruppo nella “nuova” formazione di Tom Fogerty, batterista poi scomparso. 30 anni dopo Johnny Williamson riforma la band e lo troviamo oggi in giro per il mondo a riproporre i classici della rock blues band più famosa d’America.

L’atmosfera al Teatro Caruso è palpabile di interesse. Tra vecchi fans e curiosi, la pizzeria/live club si riempie, complice anche l’ingresso gratuito e il live può iniziare. I CCR sono oggi Leon Parr (batterista in Verve e Marillion), Simon Crumley (bassista negli Skeleton Crew), Christian Madden (tastierista e fondatore dei Wings) e Peter Burton (cantante, già negli Smokie). Questo ensemble rinuncia alla perfezione dell’esecuzione per regalare un po’ di calore in più, anche se bisogna specificare che il livello tecnico è notevole, visti i nomi di cui sopra. Ripercorrendo un’intensa scaletta che non risparmia nessuno dei vecchi successi (in primis “Green River”, “Suzie Q”, “Proud Mary” e “Have You Ever Seen The Rain”), il pubblico è subito scaldato e coinvolto, grazie all’atmosfera che il piccolo pub di Papozze (RO) riesce a produrre al suo interno. Country, blues e rock tra le influenze più note, ma senza parlare del tipo di musica proposta ci limiteremo a trascurare le più blande finezze strumentali per descrivere l’intensità del pathos che questo genere, molto “americaneggiante” non solo dal punto di vista geografico, che porta con sé tutte le atmosfere country che storicamente uniscono la spensieratezza della musica californiana a quella, più blasonata, più malinconica e tesa a raffazzonare inni di protesta che in realtà nei CCR non si concretizzano come elemento fondante.

Che dire, eventi come questi rappresentano l’apice della cultura negativa del revival, però è anche vero che sono l’unico modo di vedere artisti veri suonare delle canzoni che, vista la morte o l’eccessiva età dei componenti originali, potremo altrimenti ascoltare solo su disco. Supportiamo pertanto quelle realtà, spesso molto limitate dal punto di vista della capienza di pubblico o dell’estensione delle sale. L’importante però è l’acustica e il modo in cui trattano il pubblico: ad esempio pochi giorni fa a Padova costava 20 euro più diritti di prevendita, e qui era gratis.
A voi un video del progetto live qualche giorno fa.

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