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Archive for novembre 2012

Fotoreport a cura di LaMyrtha






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Art Up Art
è lieta di presentare:

SONGS OF A LIFETIME:
AN INTIMATE EVENING WITH GREG LAKE

…il tour italiano di Greg Lake…

“La musica, gli aneddoti, domande e risposte con il pubblico e molto altro”: così Greg Lake presenta Songs Of A Lifetime, il nuovo tour solista che finalmente, dopo una grande attesa, approda in Italia. 28 novembre Piacenza (Teatro Municipale), 1 dicembre Roma (Teatro Ambra alla Garbatella), 2 dicembre Bologna (Auditorium Manzoni), 3 dicembreVerona (Teatro Camploy), 4 dicembre Trezzo sull’Adda – MI (Live Club), 5 dicembre Firenze (Viper Club): queste le sei serate che Lake terrà nel nostro paese, dal quale è assente dal 1997, anno dell’ultimo tour italiano di Emerson Lake & Palmer.

Nato a Bournemouth il 10 dicembre 1947, dopo aver militato con gruppi dell’underground inglese come Shame, Shy Limbs e Gods, debutta nel 1969 con i King Crimson di In The court Of the Crimson King. Sua la voce nell’indimenticabile capolavoro del progressive rock, di cui interpreta l’atteggiamento più sfrontato e virtuosistico – incarnando anche lo slancio melodico e la vocalità suadente – con il supergruppo Emerson Lake & Palmer. Il trio, nel quale canta e suona basso elettrico e chitarre, è tra i grandi protagonisti del rock internazionale degli anni ’70: durante il decennio Greg collabora anche con Pete Sinfield, fonda l’etichetta Manticore, infine dopo lo scioglimento del gruppo lancia la propriacarriera solista. E’ un’avventura longeva e di grande successo, tra collaborazioni importanti (da Bob Dylan a Ringo Starr) e reunion con Emerson e Palmer, come quella del 2010 a Londra. Nel 2005 Greg Lake torna dal vivo con la sua band e ancora oggi è attivo on stage, con tanta voglia di raccontarsi.

L’11 aprile 2012 ha inaugurato da Quebec City un lungo tour chiamato Songs Of A Lifetime: An Intimate Evening With Greg Lake, che finalmente arriva in Italia dopo un fitto calendario tra Nord America e Inghilterra. E’ un’operazione che Greg affronta da solo, con la sua voce, le sue chitarre e una lunga storia da raccontare al pubblico: è proprio lo spirito di condivisione ad animare ogni concerto, che egli sviluppa narrando i propri trionfi ma anche le prime esperienze e i miti di gioventù. Lo stesso Greg ha dichiarato: “L’idea di una performance intima e autobiografica è una grossa sfida, è qualcosa di talmente stimolante che il solo pensarci mi emoziona: ho voglia di creare uno show diverso ogni notte, memorabile e unico, inatteso e d’impatto. Un evento intimo e imprevedibile insieme al pubblico”. La stampa ha accolto con grande favore lo spettacolo, imminente la pubblicazione dell’autobiografia di Greg Lake, ispirata proprio da questo emozionante viaggio artistico.

Info prevendite e biglietti:

Greg Lake:
http://www.greglake.com

Art Up Art:
http://www.artupart.com

Info stampa:

Ufficio stampa Synpress44:
http://www.synpress44.com

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ETICHETTA: Flue Records
GENERE: Rock’n’roll

TRACKLIST:
Gimme Gimme Your Hand
I’m a Cop
Black Cat
Go Back
Talking About
I’m Going to Mexico
How Does It Feel
Commit Suicide

Da un po’ di tempo in Italia si è riaffermata, complici anche due ragazzi che si chiamano Bud Spencer Blues Explosion, la voglia di sperimentare con set ridottissimi, accoppiate schizzate di chitarra e batteria che, spesso, anche per dovere di formazione, prediligono approcci rock’n’roll, punk o rockabilly. In questo caso il linguaggio scelto è il primo, una tipologia di musica che in Veneto, patria degli Sportivi, va molto, e che infatti gli sta dando ampia fama. Sono otto le tracce di Black Sheep, rapide, schizofreniche, violente, ruvide. Voglia di saturare le orecchie dell’ascoltatore con qualche sano riff hard rock che può ricordare certi Rolling Stones ma anche Iggy Pop, salvo poi riportarci alla modernità con un sound comunque patinato (registrazione analogica che non tradisce in questo senso) che rende il disco più melodico, se vogliamo.
Nessuna delle otto canzoni è particolarmente brutta, ma nessuna è particolarmente bella. Questo perché la ricerca estetica o la compostezza del songwriting non sono i fiori all’occhiello né la chiave di lettura di un disco e di una band così: la forza graffiante, il groove, la voglia di far ballare, un sound grezzo e furioso, sono queste le cose che rendono Black Sheep un ascolto imprescindibile di questa fine 2012. Non fatevelo sfuggire.

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ETICHETTA: Warner Bros./Reprise
GENERE: Alternative Metal

TRACKLIST:
1. Swerve City
2. Romantic Dreams
3. Leathers
4. Poltergeist
5. Entombed
6. Graphic Nature
7. Tempest
8. Gauze
9. Rosemary
10. Goon Squad
11. What Happened to You

La parabola evolutiva dei Deftones sembra davvero inarrestabile. Iniziata la loro carriera all’interno del ciclone nu metal, del quale hanno sempre potuto incorporare solo i fans ma non i cliché tipici di band come Korn e Linkin Park, hanno saputo distinguersi disco per disco per una ricerca che è ormai diventata parte integrante della loro vita musicale. L’alternative metal graffiante e distruttivo, influenzato da crossover, rap, hardcore e punk, è ormai diventato un amalgama intaccabile di raffinatissimo metal moderno, in bilico tra il primo periodo e un interesse per la shoegaze e il post-rock che da Saturday Night Wrist in poi, ma con accenni già in White Pony, non è mai mancato.
L’anima violenta dei Deftones, in questo disco, è presente in “Leathers” e il primo singolo “Tempest”, mentre si tentano scelte e costruzioni più rilassate (“Poltergeist”, “Goon Squad”) e progressive (“Rosemary”, di quasi sette minuti). La costruzione dei brani è il fiore all’occhiello di Koi No Yokan, album costruito con una qualità compositiva veramente incredibile, distillando il meglio della grandezza vocale di Chino Moreno e della classe del chitarrista Stephen Carpenter in una sorta di compendio della loro carriera, che si potrà senz’altro annoverare tra le migliori opere di questi anni e una delle tre migliori della band californiana.

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Fotoreport a cura di LaMyrtha





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altre tracce qui: https://soundcloud.com/riddimguerrilla

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ETICHETTA: Milano Sta Bruciando Records
GENERE: Rock

TRACKLIST:
D.S.M.
Poveri Suonatori
Binario 21
Reality Show
Il Mondo Libero
La Droga Più Pesante
Il Porno E’ La Democrazia
Sulla Linea di Confine
Come Una Goccia d’Acqua
Solo Per Te Stesso
E’ Il Nostro Destino
La Fine del Mondo

E’ un po’ di tempo che si sente parlare dei Grenouille. La curiosità, logicamente, finisce in un frullatore insieme ai nomi di mille altre band fino a che qualcuno ti dà motivo di approfondire quel discorso e portarlo ad una conclusione critica. Il Mondo Libero è un disco spettacolare, e bastano pochissimi ascolti (che dico, accenni d’ascolto…) per capirlo. E’ la dimostrazione di quanto potente possa essere sia sul piano discografico che su quello comunicativo il rock nostrano in lingua italiana. Una colata unica di potenza, graffiante ed essenzialmente punk nella sua indole, che si dimostra tutt’altro che inconcludente, caratteristica tipica di molti seppur bei dischi che hanno rappresentativo anche iconograficamente l’ultimo decennio. Si fonde con una cattiveria post-adolescenziale tutto lo squallore della nostra società attuale (la rabbiosa Reality Show) e l’emblematica malinconia che sembra insita nella musica del Belpaese, forse perché dentro ci portiamo qualcosa di doloroso, forse perché semplicemente ci piace così (La Fine del Mondo). Con un’urgenza espressiva che esce da ogni poro, sfilacciata e sfibrata, ruvida e in grado di lasciare il segno, ci si sente davvero liberi dopo lo sfogo dato dall’ascolto di un disco così, segnale definitivo che qualcosa ci ha comunicato.
A fine 2012, dopo undici mesi di vuoto, i Grenouille ci dicono che la musica italiana è ancora viva.

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