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Archive for the ‘ARTISTA: The Walrus’ Category

Hanno Ucciso un Robot ci è piaciuto. Qui vi si spiega perché. Personalmente ho trovato il disco molto interessante, forse il migliore uscito nei primi due mesi del duemiladodici. Ecco perché ci siamo seduti per una delle nostre pleasant talks con Giorgio Mannucci dei The Walrus. Buona lettura.

BRIZZ: The Walrus benvenuti su The Webzine, grazie per aver accettato questa intervista. Volevamo iniziare con una domanda banale, per evitare di doverci ricapitare: raccontateci un po’, com’è nato il vostro progetto?
GIORGIO: Il tricheco nasce nel 2007.
Il tricheco nasce quando incidiamo il nostro primo disco “Never Leave Behind Feeling Always Like A Child”.
Il tricheco nasce quando all’orda di maschi pelosi, si affianca pure una donzella di nome Marta Bardi (voce) e aggiunge quel tocco femminile che per tanti anni io (Giorgio – voce, chitarre), Francesco (chitarre), Alessio (batteria) e Dario (basso) abbiamo cercato.
Sì, perchè prima degli Walrus, noi 4 ci destreggiavamo già sui palchi toscani e non, e ci chiamavamo Unità 3. Con questo nome abbiam registrato vari demo in lingua italiana. Eravamo piccoli e fumavamo molto. Prediligevamo erba.

B: Il vostro nuovo disco per noi di The Webzine è stata una vera e propria perla, nel pop. Quanto vi ritrovate in questa definizione? Secondo voi quali sono gli ingredienti giusti per del pop che non sia da classifica ma che non sia neppure spazzatura?
G: Pop è una definizione che mi piace, e che credo calzi a pennello con il nostro disco.
Il pop tende ad essere da classifica. Non è esattamente un genere di nicchia. Quindi tende a diffondersi il più possibile ed entrare nei cuori di tutte le persone, di tutte le età. Credo e desidero che il nostro disco possa fare questo effetto.

B: Chi è la “Signorina Delirio” della quinta traccia?
G: Signorina Delirio è colei che si presenta quando ci si trova in compagnia dei nostri amici e quando con gli stessi si sta passando una piacevolissima quanto goliardica serata. Si avvicina a te, ti prende a schiaffi e ti fa godere della compagnia che hai. Il trucco poi è che certi eventi, nascano dal caso e non siano voluti.
Questa canzone l’ho scritta dopo una nottata passata con gli amici dove ne sono successe di tutte. Non me lo scorderò mai. Può essere vista come un omaggio all’amicizia che può quindi essere una cosa molto condivisibile (il che mi piace).
Fatevi schiaffeggiare dalla Signorina, ne trarrete solo profitto. Garantito.

B: Nei vostri testi si avverte spesso la necessità di raccontare qualcosa che sia profondamente legato all’immaginario quotidiano di chi vi andrà ad ascoltare. Avete avuto qualche urgenza, dal punto di vista comunicativo, nel comporre questi testi o sono nati in maniera meno meditata?
G:  C’è necessità di raccontare qualcosa ma, come avrete ascoltato, salvo alcuni casi (Così Diverso, Macchina Volante) non tocchiamo temi politici o di attualità (come altri nella musica italiana han fatto e stanno facendo) ma argomenti diretti, veri, sinceri e allo stesso tempo molto profondi. Quelle famose piccole cose a cui spesso non diamo molta importanza. Signorina Delirio, per quel che mi riguarda, ne è un esempio calzante.

B: Sono tante le influenze che le vostre musiche lasciano intuire, ma spesso le recensioni non aiutano nell’intuirle. Chi più affidabile della band stessa, dunque…quali sono gli ascolti che hanno formato l’esperienza The Walrus?
G: Nelle recensioni che vado a leggere spesso ci confrontano con band che, salvo alcuni casi, non conosco minimamente. Ma ciò è normale. Vi potrei dire una lista infinita di band che io e gli altri trichechi ascoltiamo e sicuramente voi vi chiederete: “Ma cosa c’entrano con voi?!!??”.
Quindi passo alla prossima. 😀
Pagine
B: Una domanda più personale: che ne pensate della produzione della vostra etichetta Garrincha Dischi, anche al di fuori del vostro disco? Ci sono molti buoni artisti. Avete rapporti personali con qualcuno di loro?
G: Lo Stato Sociale ha realizzato un disco di cui ne sentiremo parlare molto. “Mi sono rotto il cazzo” è un gran bel pezzo: complimentoni ai ragazzi.
Nel mondo Garrincha Dischi poi personalmente conosco Le-Li di cui apprezzo i lavori e lo stesso vale per Marcello Petruzzi, in arte 33 ore.

B: Com’è un concerto dei The Walrus? Ci piacerebbe partecipare presto a un vostro live, se avete qualche data in programma non esitate nel parlarne qui.
G: Molto intenso. Sentito. Sudato. Sempre di più rock n roll. Scatenato.
Cerchiamo di alternare momenti molto forti con altri più soft. “Lento Erotico” e “Shirley Temple” servono per dare un momento di pausa al concerto. Con tutti gli altri brani cerchiamo di danzare, muoverci, cantare, ululare e chiudere gli occhi.

B: Grazie ancora per aver partecipato all’intervista, un saluto
G: Grazie infinite a voi!!

The Webzine dopo questa piacevole delirio vi lascia con la signorina delirio

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