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Archive for the ‘ARTISTA: Astolfo sulla Luna’ Category

Una piacevole chiacchierata con gli Astolfo sulla Luna, http://www.astolfosullaluna.it, che sono fuori col nuovo disco. A noi piacciono un sacco, a voi? 

– Ciao amici di Astolfo sulla Luna.
E’ un piacere per noi di The Webzine intervistarvi. Una domanda subito a bruciapelo: chi è Astolfo e cosa ci fa sulla Luna?

INCONSCIO – La luna è troppo bella, come si fa a non starci?

CONSCIO – Astolfo è quell’omino che tutti abbiamo da qualche parte, in cameretta, o anche più nascosto, che si sforza, più o meno spesso a seconda dei periodi e delle stagioni, di aiutarci a non perdere il senno. Lo fa consigliandoci di leggere libri, di vedere film, di ammirare opere d’arte, di uscire ad osservare il mondo e le persone. Ogni tanto, però, cose che succedono nelle nostre vite ci portano a perderlo il senno, e così lui è costretto a montare sul suo ippogrifo e a salire fin sulla Luna per recuperarcene un’ampolla. Ma sono viaggi sempre intricati e avventurosi i suoi.

– La vostra concezione di musica sembra tutt’altro che riduttiva. Nomi di dischi e canzoni hanno tutti un significato, sembra, molto intenso e sicuramente caratteristico, vi va di parlarci di come nascono titoli, nomi, toponimi, le realtà testuali e verbali della vostra musica?

INCONSCIO – “…fatemi un giro che somiglia a quell’albero che d’autunno lascia cadere le sue foglie senza difese ma che sia pieno d’ansia e senza uccelli perché sono morti, ecco. Fatemi la morte degli uccelli…”

CONSCIO – A qualcuno potrà sembrare strano, ma la nostra musica raramente parte e si sviluppa da idee musicali. Ci piace elaborare concetti, sensazioni, scenari, azioni, racconti, testi letterari, film e qualunque cosa ci provochi sensazioni forti, e provare a trasformarlo in musica e parole. Quando più cose si sovrappongono, quando la realtà si fonde con l’immaginazione, quando arriviamo a sentirci tutt’uno con il “soggetto” di un nostro brano, è a quel punto che riusciamo a portare a termine un arrangiamento. Testi e titoli di solito arrivano dopo, ma non è una regola, e provano a fondersi con il resto, in modo da non essere un corpo estraneo, ma una parte del tutto.

– Sul piano musicale colpisce molto la maniera in cui parole e musica creano dei vuoti o dei pieni, dei piano o dei forte, dei contrasti che vanno a sottolineare senz’altro il significato. Come lavorate a livello compositivo per dare un senso alle vostre canzoni? Minosse inquisitore scuote l’urna dei fati è un nome troppo complesso per essere generato dal caso.

INCONSCIO – Endecasillabi con la decima accentata, terzine incatenate, selve oscure, fiumi, contrappassi… chissà se un giorno qualcuno capirà. Io ancora non ho capito.

CONSCIO – In parte crediamo di aver già risposto nella domanda precedente… Le dinamiche e i vuoti e i pieni vengono, in un certo senso, naturali seguendo il filo delle nostre sensazioni e dei nostri pensieri.
Quanto a quel titolo, no, non è generato dal caso, e nemmeno da un generatore automatico di testi di Astolfo Sulla Luna, ma è stato generato nientemeno che dal cervello di Dante. Ebbene si, ci siamo forse presi una licenza di troppo, ma abbiamo composto una canzone ispirata alla Divina Commedia. Nella struttura, nell’arrangiamento, nelle dinamiche, nei testi, ci sono diversi riferimenti che lo lasciano intendere. Il tutto con il dovuto rispetto.

– Salta subito all’occhio, nella tracklist, Come Sta Annie?, la celebre frase finale di Twin Peaks (titolo anche di un DVD dei Nichelodeon, band di Como, che ha sonorizzato l’ultima puntata della serie di Frost e Lynch, conoscete?). Qualcosa di quella serie ha ispirato la vostra musica? In che modo?

INCONSCIO – Ma Audrey, quanto è bella Audrey? Dovrebbero farci un concept album.

CONSCIO – Lynch chi? Nichel-che? Si scherza ovviamente, stiamo parlando di maestri nel fondere la dimensione reale con quella onirica… Certamente, e non solo in questo senso, sono tra i nostri punti di riferimento. Ma ne abbiamo tanti e, se vi va, vi invitiamo a fare il gioco di scovarne quanti più è possibile.

– Venite da un’etichetta, MiaCameretta Records, che a noi di The Webzine ha mandato tanti bei dischi. Cosa vi piace degli artisti di quel roster? Avete mai collaborato con qualcuno di loro?

INCONSCIO – Gli Esercizi Base per le Cinque Dita sono il mio gruppo preferito e quel cazzo di disco ce l’ho nel cuore proprio. I Poptones e i Bandwidth fanno un dio di bordello proprio come piace a me e a dio. Si quel dio. Quello là.

CONSCIO – E’ una collaborazione nata relativamente da poco e quasi per caso. A noi piace condividere e proporre e ci piacciono le persone che vogliono farlo insieme a noi. Così sono nate delle serate, dei concerti, delle chiacchierate, un EP… E sicuramente altre cose più in là. Di loro ci piace soprattutto l’immediatezza, la spontaneità, il fatto che non cerchino di confezionare dei prodotti da vendere in tutti i modi possibili, come troppo spesso accade altrove.

– Fuori dallo studio, come sono gli Astolfo sulla Luna, perlomeno a livello di live? Cosa bisogna aspettarsi da un vostro concerto?

INCONSCIO – A volte ci scambiamo i pantaloni e le maglie, i reggiseni no, solo perché Timoteo ha le tette più grandi.

CONSCIO – Nei live, tutto quello che ci siamo detti prima viene amplificato. Il rapporto con lo spettatore è diretto, senza filtri. Non c’è tempo di ragionare, sezionare, analizzare. Tutte le sensazioni ti vengono vomitate addosso direttamente dagli strumenti e dagli amplificatori, prendere o lasciare.

– Che ne pensate della situazione discografica italiana? Pensate che i social network stiano contribuendo positivamente alla scena?

INCONSCIO – In realtà abbiamo mandato Timoteo a girar nudo in tutte le città d’Italia con la scritta Astolfo sulla Luna non dico dove. Ebbene si, c’entrava tutta. TIMES NEW ROMAN 96

CONSCIO – La situazione discografica italiana è troppo varia per essere semplificata in due righe. C’è sicuramente tanta roba valida, immersa in tanta altra roba, e che prova ad emergere, a volte riuscendoci, a volte no. In questo i social network e più in generale tutti gli strumenti di condivisione che l’era della comunicazione ci ha portato, sono un’arma a doppio taglio: da un lato è diventato più facile dare in pasto ad un vasto pubblico la propria proposta; dall’altro è così facile che la proposta è aumentata a dismisura, superando di gran lunga la voglia di ascoltare roba nuova. E quindi alla fine non si sfugge, bisogna sempre “farsi il mazzo”, proporsi, cercare di suonare e farsi conoscere il più possibile in tutti i modi, e sperare di piacere.
Usando tutti questi strumenti, in poco più di un anno, alcune centinaia di persone si sono accorte di noi e di questo non possiamo che essere contenti.

– Se volete ricordare qualche vostro recapito, dove trovare il disco e le prossime date, avete tutto lo spazio che desiderate. Grazie di aver partecipato a questa intervista.

Chiunque volesse approfondire trova tutto il necessario su http://www.astolfosullaluna.it

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