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Archive for gennaio 2013

Fotoreport a cura di LaMyrtha







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NOBRAINO, FIORI, FASANO: IL FEBBRAIO DELL’AGORA’ E’ BELLO E IN ITALIANO

Il mese di febbraio del Circolo Agorà di Cusano Milanino (MI) presenta un programma come sempre ricco di grandi concerti. Proseguono le migliori rassegne del 2012 e ne arrivano di nuove, una su tutte: “Maperònonsidice – Musica Bella In Italiano”, dedicata ai migliori nomi della scena indipendente dello Stivale. Dopo il live di Nicolò Carnesi, a salire sul palco questo mese saranno i NOBRAINO, che ci presenteranno il loro ultimo “Disco d’oro”, con un concerto come da tradizione fuori dagli schemi ed assolutamente imperdibile. Ma non saranno i soli. A febbraio doppio appuntamento: oltre alla band romagnola, l’Agorà avrà il piacere di ospitare l’ex leader dei Mariposa ALESSANDRO FIORI. Il cantautore toscano, giunto al secondo album solista con “Questo Dolce Museo”, ha stregato critica e pubblico confezionando uno dei lavori più belli del 2012. Ma non finisce qui. Prosegue anche la rassegna “Roba Di Classe – Bonus Tracks”, che questo mese fa VINCENZO FASANO, una delle più promettenti nuove leve del cantautorato indipendente, autore dell’ottimo esordio “Il Sangue”. Continua anche il viaggio sonoro di “Quiet is the new loud – Suoni nuovi dal resto del mondo”, interrail sonico che porta in provincia il meglio del nuovo indie-folk europeo e non solo. A febbraio il treno farà tappa in Austria, per farci ascoltare il progetto del polistrumentista Matthias Frey, in arte SWEET, SWEET MOON, a metà strada tra elettronica e folk.

Insomma, un altro mese di grande musica targata Agorà, che qui di seguito vi riportiamo nel dettaglio:

 

Venerdì 1 febbraio

Maperònonsidice w/ NOBRAINO + PARADOS 

Loro sono una delle band più fighe in circolazione. Live poi non ne parliamo.

€ 8

Giovedì 7 febbraio

“QUIET IS THE NEW LOUD” – SWEET, SWEET MOON

Progetto tra folk ed elettronica, capitanato dal giovane polistrumentista austriaco Matthias Frey.

Offerta libera

Venerdì 8 febbraio

“VIA AUDIO NIGHT” – AIM + LES ENFANTS + THE GROOMING + VIOLA MESCALINA + TONA

La Via Audio arriva al Circolo per presentare tutti i suoi talentuosi figlioli. 

€ 3

Venerdì 15 febbraio

Maperònonsidice w/ ALESSANDRO FIORI + PAGLIACCIO

Fiori ha inciso uno dei dischi più belli del 2012. Finalmente viene a suonarcelo.

€ 3

Domenica 17 febbraio

“ROBA DI CLASSE – Bonus Tracks” fa VINCENZO FASANO + “Un concerto da manuale” di A. Pontiroli

Con l’esordio “Il Sangue” si è rivelato uno dei più interessanti cantautori in circolazione. Da non perdere.

up to you

Venerdì 22 febbraio

ARCHITECTURE OF THE UNIVERSE + PASHMARK

Arrivano da Prato e fanno un post-rock molto suggestivo, tra Sigur Ròs e Giardini di Mirò.

Ingresso gratuito

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Fotoreport a cura di LaMyrtha
http://lamyrtha.blogspot.com

Concerto in apertura al Teatro degli Orrori (fotoreport qui)





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SWORDFISH PROJECT FEAT. JUNIOR SPREA – STATOMASSIMO (il nuovo video!)

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Fotoreport a cura di LaMyrtha






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ETICHETTA: Moscow Lab
GENERE: Pop, funky

Canzoni per la Colazione, forse, vuol dire che nell’intento della band udinese fondata nel 2008, questo disco dev’essere semplice e di facile digestione. Se è così, ci sono riusciti. Forse, con uno sforzo interpretativo maggiore, potrebbero anche aver voluto produrre qualcosa di energetico e in grado di dare la carica, e pure in questo caso le sfumature funky intervengono a supportare le tesi. I FilmDaFuga, effettivamente, hanno prodotto una bella opera di pop, ballerino, semplice, ponderato e conciso. Niente complicazioni smisurate né fronzoli, solo strutture quanto più spoglie possibile che investono i pezzi di una funzione d’intrattenimento molto ben individuabile fin dall’inizio del disco, con la bella “Le Parole della Gente”. Solitamente i brani sono dritti, melodici e semplici, ma non particolarmente radiofonici (“Niente da Capire”), altri più commerciali (“E Poi Parlerò di Te”) ed è, in verità, udibile un certo tentativo di spostarsi verso territori che potrebbero apprezzare le giovani fans di band come Lost e Finley, band fortunatamente cadute nell’oblio mediatico. I FilmDaFuga, a differenza di formazioni di quel tipo, hanno una cultura musicale e una maturità compositiva di tutt’altro calibro, e si sente nella scrittura di brani leggermente più complessi della media del disco, ovvero “Sono Qui” e “Se Ci Penserai”, che pescano da linguaggi latini un diverso approccio percussionistico ai brani.
Tendenzialmente, ciò che manca a questo disco è la profondità dei testi, che rimangono sempre molto inespressivi, soprattutto a livello rimico e semantico, mentre ritmicamente le cadenze della voce battono bene formando più di qualche melodia memorabile. Il songwriting è senz’altro di buon livello e anche quando si tenta di fare pop si rimane ad un’alta capacità di arrangiamento e di scrittura. Fondendo pregi e difetti di questo disco emerge comunque un prodotto più che buono, distante dalla mediocrità di molti prodotti pop dell’ultimo periodo, costituendo inevitabilmente e piacevolmente un gradevole palliativo all’assenza di felicità di molta musica italiana.

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17/01/2013 – LUCA SAPIO @ LA SCUDERIA, Bologna
18/01/2013 – AIM @ CSO PEDRO, Padova
18/01/2013 – RED WORMS’ FARM @ BUSNELLI PROJECT, Dueville (VI)
18/01/2013 – AMARI @ NEW AGE, Roncade (TV)
19/01/2013 – ASIAN DUB FOUNDATION @ CSO RIVOLTA, Marghera (VE)
19/01/2013 – PUNKREAS @ ESTRAGON, Bologna
19/01/2013 – CUT @ FREAKOUT, Bologna
19/01/2013 – THE SLEEPING TREE e CORTEX E GLI EREMITI @ TETRIS, Trieste
19/01/2013 – CHEAP WINE @ MACAKI, Trieste
19/01/2013 – BOLOGNA VIOLENTA @ YOURBAN, Thiene (VI)
20/01/2013 – FRANCO BATTIATO @ GRAN TEATRO GEOX, Padova
20/01/2013 – BROTHER IN LAW @ ZUNI, Ferrara
24/01/2013 – FRANCO BATTIATO @ TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE, Udine
24/01/2013 – BACHI DA PIETRA @ LA SCUDERIA, Bologna
25/01/2013 – KAOS & DJ CRAIM @ LOCOMOTIV CLUB, Bologna
25/01/2013 – GROWTH IN DECADENCE e THE CIRCLE ENDS HERE @ TETRIS, Trieste
26/01/2013 – GIORGIO CANALI & I ROSSOFUOCO @ STUDIO 2, Vigonovo (VE)
26/01/2013 – APPALOOSA e CRIMINAL JOKERS @ CSO PEDRO, Padova
26/01/2013 – SAM BEETON @ LA MELA DI NEWTON, Padova
26/01/2013 – THE CHARLESTONES @ TETRIS, Trieste
26/01/2013 – TONINO CAROTONE @ ESTRAGON, Bologna
26/01/2013 – USELESS EATERS @ COVO CLUB, Bologna
27/01/2013 – CONTAINER 47 @ ZUNI, Ferrara

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ETICHETTA: Time Travel Opp, Triste
GENERE: Folk

TRACKLIST:
After Catalunya
Four Million Silhouettes
A Lullaby Hum
Francis Thompson
Every Other Second Day
Five Fields
So Long Magic Helper
Houses, Empty as Holes
Emilelodie
Isaac’s Dream of Tired Streets

Mi da fastidio fare la prima recensione del 2013 con un disco del 2011, ma questo Emphemetry lʼ ho scoperto da poco e, a mio avviso, questo suo lavoro non è malvagio. Per chi non lo conoscesse, e suppongo non lo conosca quasi nessuno, Emphemetry è la firma di Richard Birkin, chitarrista dei Crash Of Rhinos, band hardcore inglese. In questa opera propria, lʼ inglese suona tuttʼaltro: presenta un disco di stampo acustico, con arpeggi di chitarre e quinte di archi, After Catalunya, Five Fields; con voce qua e là in stile folk-singer, So Long Magic Helper e nella conclusiva Isaac’s Dream Of Tired Streets; percussioni che trascinano cavalcate quasi post-rock con ianoforti che segnano la cadenza delle melodie come in Francis Thompson.
Belli gli episodi in cui vuole emulare le atmosfere nordiche dei Sigur Ros, A Lullaby Hum e Houses, Empty As Holes dove butta lʼ orecchio alle prime suonate di Bon Iver. Discreta anche Emilelodie, brano interamente composto si di corde arpeggiate, ma che in
questo caso sono corde di un pianoforte.
Nel suo insieme quindi, A Lulluby Hum For Tired Streets, non è un lavoro che presenta qualcosa di nuovo nel panorama musicale, ne tantomeno contiene brani memorabili, ad ogni modo risulta un disco consigliato agli amanti del genere e a chi cerca una sorta di colonna sonora per gennaio.

Voto: 2.5/5

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Ciao Niksox e grazie per aver accettato di prendere parte a questa intervista. A The Webzine vogliamo realizzare qualche intervista un po’ diversa su artisti emergenti del territorio, lasciando perdere discorsi relativi a singole canzoni o a singoli dischi della band, focalizzandosi magari sulla visione della musica e della scena che la band ha. Per questo le domande saranno un po’ generiche.
Partirei subito chiedendovi questo…perché pensate di essere una band valida?

Intanto grazie a te per l’occasione fornitaci. Pensiamo di meritarci del pubblico fondamentalmente perché ci divertiamo. Credo che chi suona divertendosi e non prendendosi troppo sul serio risulti anche più comunicativo verso chi ascolta. Ogni tanto mi capita di assistere a serate in cui band che venderanno sì e no 100 copie del loro cd e principalmente ad amici si atteggiano come fossero i Tool e magari riescono pure ad essere scortesi nel dopo concerto se gli fai una domanda o un’osservazione. Credo che data l’attuale scena musicale italiana(?) sia giusto considerare tutto nella giusta ottica: divertirsi, offrire un buon spettacolo, metterci il massimo dell’impegno, essere professionali e sentirsi un po’ meno delle rockstar.

Sicuramente la scena italiana pecca in molti aspetti. Poca gente va ai concerti, quando le band iniziano ad essere affermati chiedono cachet esorbitanti e chi sta dietro le quinte per guadagnarci tanto spinge per avere prezzi altissimi ai concerti, la Siae (ricordiamolo, deve un miliardo di euro tondo ai suoi iscritti…) fa di tutto per impedire a locali e band di concorrere a migliorare la situazione, limitandosi a salassarli, e le cover band spopolano. Problemi di natura economica, di natura socio-culturale (poca educazione del pubblico) e molto altro. Secondo voi perché la situazione è questa? Cosa si può fare per cambiarla? Pensate di soffrire in prima persona di questi problemi a livello di band?

Mi ripeto: la situazione è quella che è. Sicuramente è giusto ‘boicottare’ i locali che pretendono di non pagare i gruppi e non riconoscono tutto il lavoro e le spese che ci stanno dietro.
Dall’altra sarebbe ora di svincolarsi dal carrozzone SIAE e da tutti quegli oboli inutili che affliggono il diritto d’autore. Le scelte alternative (creative commons, copyzero…) esistono e danno le stesse garanzie dell’agognato bollino SIAE. La cosa che fa male è vedere come un gruppo che prima lotta per tutto questo, appena trova un’etichetta che lo produce, se ne sbatte di quale siano le condizioni al contorno e si dimentica di tutti gli altri. Ovvio che il problema culturale è forte: quando riusciremo a far capire che chi suona non è solamente uno scapestrato che non ha voglia di lavorare, ma un vero e proprio professionista dell’intrattenimento buona parte degli attuali problemi saranno risolvibili.
Noi facciamo poche date all’anno(circa una ventina), ma cerchiamo di sceglierle con cura. Suoniamo cioè in locali o contesti in cui siamo sicuri di essere a nostro agio e in cui ci venga riconosciuto quello che facciamo.

Sono anni che musicisti e lavoratori del settore un po’ più svegli (o perlomeno un po’ più altruisti) decidono di coalizzarsi in piccole associazioni radicate sul territorio per provare ad aiutarsi. Che ne pensate di questo tipo di associazionismo tra amici? Produttivo o autodistruttivo? E come mai secondo voi molte esperienze finiscono dopo poco tempo senza tanti risultati?

L’idea è ottima. Partecipiamo anche noi con grande entusiasmo ad alcuni gruppi e cerchiamo sempre di dividere la serata con almeno un’altra band. Al di là di differenziare la proposta ed attirare più gente questo aiuta anche a creare delle vere e proprie amicizie che poi durano negli anni e danno vita anche ad altre collaborazioni (nel nostro caso penso a gruppi amici come Treremoto o L’abat-jour piuttosto che The Great Northern X).
Il problema nel dividere le date è che succede che qualcuno voglia sempre fare l’headliner o abbia atteggiamenti poco costruttivi e questo contribuisce ad affossare quanto di buono si cerca di fare assieme.
Ci tengo a dire che da parte dei Niksox c’è sempre massima disponibilità a condividere e portare avanti buone idee.

I Niksox prediligono suonare su un palco o focalizzarsi sulla composizione? Quale dei due lati pensate venga più apprezzato dal pubblico e perché?

Come la maggior parte dei gruppi il live è quello che ci dà la carica e prediligiamo situazioni dal vivo. E’ palese che per fare una buona figura dal punto di vista live c’è molto molto lavoro in sala prove nella parte compositiva. Il pubblico è molto meno ‘pecorone’ di come spesso viene disegnato e se il lavoro dietro è scadente o approssimativo fa molto presto ad accorgersene e, di conseguenza, non ti segue più.
Motivo per cui i due aspetti (live e compositivo) sono indissolubilmente legati.

Cosa c’è nel futuro dei Niksox?

In questo momento siamo ‘fermi’ dal punto di vista live per dedicarci più alla parte compositiva, in quanto entro l’anno vorremmo fare uscire il nostro primo LP. Abbiamo all’attivo due EP, ma pensiamo sia ora di muoverci sulla lunga distanza, per cui stiamo finendo di arrangiare alcune nuove tracce che verranno registrate.
Appena finito tutto ciò torneremo a suonare in giro con maggior entusiasmo per proporre la nostra musica.

Qual è la vostra posizione riguardo l’impegno dei testi? Il punk istigava a un certo tipo di ribellione sociale, la scena cantautorale odierna tenta di raccontare l’attualità dei giovani, artisti reggae e hip hop continuano la battaglia decennale per la legalizzazione della cannabis o altri temi di questo stampo. Vi innestate in qualche modo su questo filone di band oppure date un’altra importanza alle liriche?

Il fatto che tutti e tre scriviamo testi porta ad una certa varietà del tema trattato. Credo che le liriche abbiano un’importanza fondamentale e spesso tocchino la parte più intima di ciascuno. Detto ciò abbiamo delle tracce che sono solamente musicali perché spesso gli strumenti sanno parlare come e più delle parole stesse.

Se avete concerti o progetti in uscita prossimamente vi lascio tutto lo spazio che volete per comunicarli ai nostri lettori. Grazie ancora di aver preso parte all’intervista.

Come ti dicevo stiamo approntando la registrazione del nostro nuovo cd, ma per tutte le news e seguire gli eventi potete trovarci su vari social network:

http://www.facebook.com/Niksox
http://www.utopicmusic.com/main/Main.html#!artist/it/Niksox
http://www.reverbnation.com/niksox
https://twitter.com/niksox

 

Grazie a te per la disponibilità, rock ‘n roll a tutti!!!

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Acep, Arci, AudioCoop e numerosi autori ed editori italiani hanno appena notificato, assistiti dagli avvocati Scorza e Giurdanella, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, al Ministero dell’Economia, al Commissario Straordinario della SIAE Gian Luigi Rondi, ai due subcommissari Paolo Stella Richter e Domenico Luca Scordino nonché alla SIAE un ricorso con il quale hanno chiesto al TAR Lazio di accertare e dichiarare l’illegittimità del nuovo Statuto della SIAE.

Alla base dell’impugnazione la circostanza che il nuovo Statuto attribuisce, in maniera pressoché esclusiva, la governance della società agli associati più ricchi ovvero a quelli che beneficiano delle somme maggiori in sede di riparto dei diritti d’autore incassati dalla SIAE.
Secondo il nuovo Statuto, infatti, ogni associato ha diritto, in assemblea, ad un voto più un voto per ogni euro incassato.
In questo modo le delibere assembleari relative, essenzialmente, alla nomina del Consiglio di Sorveglianza al quale lo Statuto affida, sostanzialmente, la totalità delle scelte relative alla vita dell’Ente, dipendono esclusivamente dagli associati più ricchi ovvero i grandi editori musicali facenti capo a poche multinazionali straniere e i grandi cantautori della musica leggera italiana.
“Una ventina di associati – in forza delle nuove regole – potrà governare la Società anche contro il volere e le indicazioni degli oltre 100 mila iscritti.
La SIAE è, invece, di tutti gli associati giacché tutti hanno eguali obblighi a cominciare dal pagamento della quota associativa” dichiarano Roberto Rinaldi, Presidente di Acep, Carlo Testini, Responsabile Nazionale Cultura dell’Arci,  e Giordano Sangiorgi, Presidente di AudioCoop.
Secondo i ricorrenti, peraltro, l’adozione ed approvazione del nuovo Statuto è solo l’ultimo atto di un disegno più complesso ordito con la ferma volontà di estromettere la maggioranza della base associativa dalla gestione della Società a favore dei soli associati più ricchi.
L’attuazione di tale disegno è iniziata con l’adozione del decreto di Commissariamento della società che le Autorità vigilanti non avevano il potere di adottare e del quale, pure, i ricorrenti hanno chiesto ai Giudici, l’annullamento.
Ai giudici amministrativi i ricorrenti hanno, anche, chiesto di sospendere in via cautelare l’efficacia dello Statuto, al fine di scongiurare il rischio che le prossime elezioni del Consiglio di Sorveglianza fissate per il 1° marzo si svolgano secondo le nuove regole, consegnando la SIAE in mano ai soli associati più danarosi.
L’apporto e la produttività artistica e culturale di un autore o editore non può e non deve essere ridotta ad un fatto puramente economico e non c’è, dunque, ragione per affidare la SIAE – alla quale lo Stato attribuisce il compito di promuovere e tutelare, nell’interesse di tutti, il sistema culturale – nelle mani di un manipolo di editori ed autori più ricchi degli altri.

ACEP, ARCI E AUDIOCOOP

Associazione ACEP – Autori, Compositori e Piccoli Editori
Sito: www.assoacep.com
E- mail: news@assoacep.com
Via Flaminia, 185/B – 47900 Rimini (RN)
Tel.  0541 307371 – Fax  0541 630064 – Cell. 336 378555

Arci
Associazione Ricreativa Culturale Italiana
Sito: www.arci.it
E-mail: ufficiostampa@arci.it
Via Monti di Pietralata, 16 – 00157 Roma
Tel. 06.41609267 – Fax 06.41609269

AudioCoop
Coordinamento tra le Etichette Discografiche Indipendenti in Italia
Sito: www.audiocoop.it
E-mail: comunicazioni@audiocoop.it
Via della Valle 71 – 48018 Faenza (Ra)
Tel. 0546.24647 – Cell. 349 4461825

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ETICHETTA: Infecta Dischi
GENERE: Rock, elettronica

E così arriva Le Belle Cose, terza prova in studio dei Sikitikis, band che gode di alta considerazione nell’ambiente alternative italiano, pur guardando verso direzioni leggermente diverse. Fondamentale in questo progetto è da sempre la cura dei suoni, tentando di far quadrare tutto nell’ordine giusto per esprimere il calderone di generi che la band riesce a fondere omogeneizzandoli così bene: psych, alt-rock, punk, jazz, new wave, tutto senza sfigurare mai. In questo disco compare un nuovo elemento, un’elettronica che si sposa bene con gli elementi di cui sopra, perché riesce ad aprire il terreno ad una contaminazione che, oltre a potersi esplorare ulteriormente in futuro, avvicina la band ad un territorio trip-hop, o radiohediano, che accentua la loro vena progressiva mai sopita fin dai primordi. Anni ’70 quindi, ma un salto in un decennio ancora precedente si ottiene con la beatlesiana Hey tu!, il cui nome non nasconde la principale ispirazione. Elementi africani, folk ed etnici disseminati gradevolmente ovunque completano il cerchio. Nulla da criticare in questo disco, perfetto connubio di maturità nel songwriting, originalità e tecnica strumentale dotata di una certa finezza. Uscita di peso, anche se ci sarebbe bisogno di un po’ più d’attenzione da parte della gente perché dopotutto, sfortunatamente, “guardiamo sempre dall’altra parte”.

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Fotoreport a cura di LaMyrtha







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ETICHETTA: Tannen
GENERE: Post-punk

TRACKLIST:
Rosario
E Tu Non Ci Sei
I Diari del Kamikaze
Drive In
Le Ali di Alì
Si Appressa la Morte, Non C’è Dato Sapere Cosa C’è Aldiqua
Santa Brigida
Se Me Lo Chiedi Dolcemente
Dentro i Battimenti delle Rondini
Sono Il Mio Passeggero
Le Mostre di Pittura

In Italia c’è un fenomeno alternativo a quello, sempre più sopravvalutato, delle superband: le superband di qualità, ovvero quando artisti davvero poliedrici e con qualcosa da dire si coalizzano per produrre qualcosa che sia davvero interessante. Non succede spesso, diremmo anzi quasi mai, ma il progetto denominato Craxi rientra appieno in questa categoria di spessore, non solo perché dietro lo pseudonimo politico (molto meno politico dei testi, a testimoniare che la scelta è più di “suono” del nome scelto, più che di vera vicinanza alla figura socialista in questione, e fortunatamente, s’aggiungerebbe…) si celano Alessandro Fiori, Enrico Gabrielli, Andrea Belfi e Luca Cavina, tutti eccellenti musicisti con un bagaglio curricolare pesantissimo e una qualità compositiva eccelsa, ma anche perché il risultato vale davvero più di un attento ascolto. Tra noise, post-punk e pop dall’estetica classica, i riferimenti si sprecano, riportando con superba maestria qualcosa che assomiglia a degli Shellac jazzati arrangiati da original score di qualche serie poliziesca, e testi derivati dalla più bella tradizione italiana. Il risultato è quantomeno strano, forse perché la cultura musicale dei quattro è talmente estesa che produrre coesione diventa difficile, forse perché la coerenza non era nemmeno ricercata, ma lungi da noi perseguire l’idea che questo Dentro i Battimenti delle Rondini sia un polpettone senza direzione. Il disco è infatti un’uscita imprescindibile dell’anno appena finito, realizzazione concreta di un’ideale di musica che la Tannen rappresenta, come etichetta, meglio di chiunque altro, e che questi artisti incarnano nel migliore dei modi: più si conosce di musica, sapendola anche suonare, più si riesce a stupire, sconvolgendo e stravolgendo ogni linguaggio che possa regolare la scena. Bettino non lo rivalutiamo, ma questo quartetto c’è piaciuto.

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Fotoreport a cura di LaMyrtha
http://lamyrtha.blogspot.com






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ETICHETTA: La Tempesta Dischi
GENERE: Pop, folk, reggae

TRACKLIST:
Come Mi Guardi Tu
I Cacciatori
Bugiardo
La Mia Vita Senza Te
Alle Anime Perse
La Fine del Giorno (Canto n° 3)
La Via di Casa
Bene Che Sia
E Poi Si Canta
Il Nuovo Ordine
Di Che Cosa Parla Veramente Una Canzone

I Tre Allegri Ragazzi Morti sono ormai un pezzo imprescindibile della storia della musica italiana. Connessi in maniera inscindibile alla realtà discografica più importante della scena indipendente, ovvero La Tempesta Dischi, sono portavoce di un linguaggio e di un modo di fare musica che riesce a collegare pop, rock e linguaggi radicalmente rivoluzionari in maniera comunque radiofonica ed immediata. Lo stile dei testi di Toffolo, noto anche come fumettista, si ripercuote da sempre sull’immaginario della band, portando le sue liriche ad un livello superiore, quasi come fossero disegni, schizzi di colore, dipinti. E’ stato cantato molte volte con essi l’amore, in termini a volte bambineschi a volte tragici, palesando comunque uno spirito adolescenziale che, nonostante gli anni dei componenti, non si è mai sopito, e facendo leva anche sulla vocazione comunicativa di un progetto che comunque trova nelle sue origini punk una sorta di senso sotterraneo di rivoluzione e di ribellione. Nel Giardino dei Fantasmi è il gradino ultimo di una scala che li porta ad aver raggiunto il modo perfetto di parlare di questo sentimento interno di sollevazione, appropriatisi concretamente di un linguaggio semplice ma che può trasmettere, sia ai giovani che ai meno giovani, l’idea che la musica possa anche avere un messaggio esortativo in grado di sobillare ed innalzare l’animo di una persona, spingendola a fare qualcosa per cambiare la situazione. I “fantasmi” contenuti in questo disco prendono la forma di persone defunte, di persone che non sono riuscite a realizzare il proprio sogno, che si sono smarrite. Un tragitto di evocazione, preghiera ed invocazione permea le undici tracce. Il tutto, dal punto di vista musicale, è realizzato strizzando l’occhio alle nuove contaminazioni che nella scena italiana stanno penetrando in maniera solida nell’impianto strutturale di molte delle storiche band nostrane, TARM inclusi: ecco quindi stabilizzate le influenze reggae, introiettate a dovere dopo lo shock dato dal repentino cambio di linguaggio avuto in Primitivi del Futuro, onnipresenti anche qui, fuse con una sorta di collezione di incursioni etniche, funk, blues, soul, guardando quindi più fuori che dentro il nostro panorama. E’ uno solo, difatti, il brano che ci può ricordare da dove derivano i Tre Allegri Ragazzi Morti più aggressivi e diretti, ovvero “La Via di Casa”, mentre si sfocia nella ballad melodica nella conclusiva “Di Che Cosa Parla Veramente Una Canzone”. Sono invece instant classic della loro discografia gli estratti che per primi sono stati dati in pasto al pubblico, ovvero “La Mia Vita Senza Te” e “La Fine del Giorno (Canto n° 3)”, fondamentali passaggi di un disco che riesce a raccontare con la semplicità di poche frasi, a mo’ di filastrocca, molto più di quanto le tonalità epiche e letterariamente dense di molti testi italiani degli ultimi anni riescano a fare. Necessario l’ascolto attento anche della cupa “Alle Anime Perse”, felicemente inscritta in un circolo di canzoni più tetre che da sempre fa capolino nelle tracklist dei dischi dei TARM, a tratteggiare un filo comune con l’estetica post-gotica e tetra dei disegni di Davide Toffolo.

Concludendo, i Tre Allegri Ragazzi Morti non hanno deluso le aspettative con un disco che ne attesta una maturità ormai raggiunta da tempo, che li costringe ad esplorare nuovi terreni per non ritrovarsi a ripetere cose già dette e già fatte. Che il risultato riesca ad emozionare non è cosa da poco, in un duemiladodici musicalmente vuoto dove i tentativi di dare allo snobismo della comunicazione hipster la palma di vera rappresentazione della musica italiana ha prodotto solo band passeggere infelicemente entrate e uscite nel cuore degli ascoltatori in una mezza stagione di intensi passaggi radio. La decennale carriera dei TARM ci ricorda che loro sono tra i pochi a non essere mai usciti dal cuore della gente, nonostante le evoluzioni, nonostante la semplicità della loro musica. Qualcosa vorrà dire.

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The Webzine vi augura buon anno con le migliori date che potrete vedere nella prima metà del mese!

04/01/2013 – PLAN DE FUGA @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
04/01/2013 – ONUSSEN e CANNIBAL SELECTER DJSET @ TETRIS, Trieste
04/01/2013 – CUT @ TEATRO CARUSO, Papozze (RO)
05/01/2013 – DAMNED PILOTS e RON GOUDIE @ TETRIS, Trieste
05/01/2013 – PUNKREAS @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
05/01/2013 – SONNOTEK @ ETNOBLOG, Trieste
05/01/2013 – TYING TIFFANY @ COVO, Bologna
06/01/2013 – FAUVE! GEGEN A RHINO @ EX LANIFICIO, Vicenza
11/01/2013 – HELREIDH, ELDRITCH e ADRAMELCH @ NEW AGE CLUB, Roncade (TV)
11/01/2013 – DIAFRAMMA e STARE MESTO @ LOCOMOTIV CLUB, Bologna
11/01/2013 – THE SADE e BORDER BASTARDS @ TETRIS, Trieste
11/01/2013 – THE DEATH OF ANNA KARINA @ COVO CLUB, Bologna
12/01/2013 – UOCHI TOKI @ STUDIO 2, Vigonovo (VE)
12/01/2013 – SERPENTI @ TETRIS, Trieste
12/01/2013 – NICOLAS J. RONCEA e CARMELO PIPITONE @ LA MELA DI NEWTON, Padova
12/01/2013 – OVO @ CSC, San Vito di Leguzzano (VI)
12/01/2013 – HEIKE HAS THE GIGGLES @ NEW AGE, Roncade (TV)
12/01/2013 – ALICE SAMSARA TOUR @ GRAN TEATRO GEOX, Padova
13/01/2013 – ENTER SHIKARI @ TEMPO ROCK, Gualtieri (RE)

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