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Archive for the ‘GENERE: Dance’ Category

ETICHETTA: Memphis Industries
GENERE: Funk, dance, indie rock

TRACKLIST:
1. T.O.R.N.A.D.O.
2. Secretary Song
3. Apollo Throwdown
4. Ready To Go Steady
5. Bust-Out Brigade
6. Buy Nothing Day
7. Super Triangle
8. Voice Yr. Choice
9. Yosemite Theme
10. The Running Range
11. Lazy Poltergeist
12. Rolling Blackouts
13. Back Like 8 Track

RECENSIONE:
Stupirsi che abbia il nome diverso dal disco precedente. Il linguaggio dei The Go! Team non cambierà mai e noi sappiamo che questo è un bene. Basta ascoltare “Buy Nothing Day”, “Secretary Song” e, perché no, anche i deliri al piano di “Lazy Poltergeist” per capire di cosa stiamo parlando. E se gli inserti più rock dell’indie più chitarristico della title-track non bastano a far capire cosa andavamo blaterando, allora ascoltatevi prima il precedente Proof of Youth e poi “Apollo Throwdown” e quei synth quasi da prog italiano di “Super Triangle”, che sanno ricreare un’atmosfera onirica tale da rendere il brano perfetto da ascoltare con le cuffie a massimo volume durante una serata di pioggia. Sono quelle esperienze che lette in una recensione possono far dire al lettore “ma questo l’ha ascoltato il disco?”, ma che solo andando effettivamente a provare con le proprie orecchie si possono comprendere appieno.
Se anche la stampa avesse iniziato a snobbarli, a noi che importa? Il sestetto di Brighton è eccezionalmente saldo ad una serie di simbolici elementi espressivi che non possono far altro che stupire ogni volta che vengono riproposti, seppure con sbalorditiva somiglianza con tutto quello che già ci avevano abituato ad ascoltare: si sente Witching Hour dei Ladytron risuonato dalle migliori indie band britanniche, si sentono i Primal Scream resi incredibilmente spensierati dagli echi femminili e quel tipo di combo synth-chitarra che sarà piaciuto tanto anche ai Franz Ferdinand per averli presi nel loro tour.
E diciamo la verità, non è facile far convivere nello stesso disco gli inserimenti hip-hop di “T.O.R.N.A.D.O.” e le sferzate da soundtrack pop di “Voice Yr. Choice”, un pop sempre molto incentrato su di un uso smodato ma contenuto della sei corde in acustico, da groove di batteria che frullano la disco e l’indie modaiola di adesso, per restituirla come venisse fuori da qualche club anni ’80; e “Yosemite Theme”, in questo senso, più che uno dei tanti brani è un anthem. Un vintage anthem che incastrato ad hoc nella programmazione di qualche radio alternative indipendente spaccherebbe veramente. E “The Running Range” sembra una cover di alcuni celebri brani di Fatboy Slim, risuonati, trent’anni prima, dai The Go! Team con la stessa maturità artistica e strumentale di ora.

Quindi? Il giudizio critico dov’è? E’ un po il discorso che si faceva all’inizio, andare a capire perché si dovrebbe osannare così tanto un disco che è palesemente identico a tutti quelli prima. Beh, la verità è che questa formula potrà essere ripetuta altre 50 volte e il risultato non cambierà mai. Forse potrà stancare, ma se ci sono dei fans che apprezzano questo genere e questa costruzione dei brani, i The Go! Team potranno fare gli Ac/Dc della situazione all’infinito, ricopiandosi sempre uguali per tutta la vita. Ciò che li continuerà a salvare, se manterranno inalterato lo spirito che si rende evidente dentro Rolling Blackouts, è quella loro freschezza nel sound che sembra sempre molto strana se pensiamo alle loro influenze ben radicate nel passato, in un range di tempo che parte dagli anni ’60 e non si ferma fino ad oggi. La ballabilità di buona parte dei brani non può far altro che portare la giusta spensieratezza all’ascoltatore, convogliata in vagonate di good mood che, sagomate ed inserite a forza nella giusta confezione, arrivano proprio come la formula vincente a cui facevamo riferimento. I The Go! Team sono essenzialmente questo, una delle rivelazioni degli anni zero che anche nel 2011 continua a stupire.

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