Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘ARTISTA: Dyskinesia’ Category

Recensione a cura di Claudio Milano
Etichetta: Frohike Records
Genere: Avant-metal

Tracklist:
1 – 04:41
2. 2 – 08:09
3. 3 – 05:34
4. Dalla nascita – 06:44
5. 5 – 07:23
6. 6 – 05:21
7. 7 – 08:46

Contatti: dyskinesia.bandcamp.com
Voto: 7’5

Dyskinesia is a movement disorder which consists of effects including diminished voluntary movements and the presence of involuntary movements, similar to tics or chorea. Dyskinesia can be anything from a slight tremor of the hands to uncontrollable movement of, most commonly, the upper body but can also be seen in the lower extremities. Discoordination can also occur internally especially with the respiratory muscles and it often goes unrecognised. Dyskinesia is a symptom of several medical disorders and is distinguished by the underlying cause.” (Da Wikipedia)

Sarebbero stati la band preferita di Dante e Lovecraft.
Un disco di sette tracce appena numerato, una sola nominata col titolo, Dalla Nascita che è poi anche quello dell’album, per una progressione di suoni che rapiscono cuore e anima dal primo ascolto traghettando in una dimensione estranea quanto atavica, profonda e autentica.
Le chitarre, in 1 costruiscono un muro del suono paragonabile ad uno tsunami e in grado di disegnare interminabili lande deserte nel nord. Venti gelidi e immaginari che sembrano uscire da un dipinto di Caspar David Friedrich, dove l’uomo è solo un puntino in mezzo ad una natura che affascina quanto inquieta. L’estetica del sublime disegnata a colpi di elettricità tra sogno e incubo, voci lamentose, ritmiche altamente propulsive.
In 2, al minuto 4’00 il basso letteralmente esplode facendo sobbalzare dalla sedia e proiettando chi ascolta nell’iperspazio. 3 è un buco nero nell’anima. I drones reiterati di Dalla Nascita sono avanguardia minimale pura. Il sole fa capolino in 5 a disegnare aurore boreali. In 7 compare l’ombra della band di Ian Curtis e dei The Sound, poi al minuto 6’00 ogni regola si sfalda e una tempesta magnetica travolge tutto e tutti in un abbraccio nichilista.
Nessuna apocalisse/rivelazione, questa è un’invocazione alla dissoluzione come catarsi.
Il mio player ha chiamato a sè immediatamente dopo, “per caso”, Halleluja di Leonard Cohen, che è risuonato alle mie orecchie come il canto dei giovani tratteggiati con dolcezza da Pier Paolo Pasolini in La Recessione, ma io non credo nel caso:

Rivedremo calzoni coi rattoppi
rossi tramonti sui borghi
 vuoti di macchine
 pieni di povera gente che sarà tornata da Torino o dalla GermaniaI vecchi saranno padroni dei loro muretti come poltrone di senatori
e
i bambini sapranno che la minestra è poca e che cosa significa un pezzo di pane
E la sera sarà più nera della fine del mondo e di notte sentiremmo i grilli o i tuoni
e forse qualche giovane tra quei pochi tornati al nido tirerà fuori un mandolino
L’aria saprà di stracci bagnati
tutto sarà lontano
treni e corriere passeranno ogni tanto come in un sogno
E città grandi come mondi saranno piene di gente che va a piedi
con i vestiti grigi
e dentro gli occhi una domanda che non è di soldi ma è solo d’amore
soltanto d’amore
Le piccole fabbriche sul più bello di un prato verde
nella curva di un fiume
nel cuore di un vecchio bosco di querce
crolleranno un poco per sera
muretto per muretto
lamiera per lamiera
E gli antichi palazzi
saranno come montagne di pietra
soli e chiusi com’erano una volta
E la sera sarà più nera della fine del mondo
e di notte sentiremmo i grilli o i tuoni
L’aria saprà di stracci bagnati
tutto sarà lontano
treni e corriere passeranno
ogni tanto come in un sogno
E i banditi avranno il viso di una volta
con i capelli corti sul collo
e gli occhi di loro madre pieni del nero delle notti di luna
e saranno armati solo di un coltello
Lo zoccolo del cavallo toccherà la terra leggero come una farfalla
e ricorderà ciò che è stato il silenzio il mondo
e ciò che sarà.

Tra Burzum, Mortiis, Sigur Ros, Fennesz, Altar of Flies, Suicide, Joy Division, l’avant metal psichedelico, ultradark e dalle coloriture industriali di questa formazione è quanto di più autentico nel genere mi sia passato nelle orecchie da molto tempo a questa parte. Non c’è un solo momento nel disco in cui si abbia la percezione che questi veri pittori dell’anima non stiano facendo sul serio.
Registrato in presa diretta e soggetto a pochi interventi di sovraincisione, l’album è scaricabile gratuitamente dal sito, ma con una donazione è possibile garantire alla band italiana la stampa di un disco che avrà il sugello di una confezione tale da essere contenitore di simili meraviglie soniche, che non ho dubbi, lontani dalle terre patrie potrebbero raccogliere molti più favori.
Come ogni fluido miracoloso, caldamente consigliato come terapia panica.

Read Full Post »