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Archive for the ‘ETICHETTA: Eyeball’ Category

2002: I BROUGHT YOU MY BULLETS, YOU BROUGHT ME YOUR LOVE (Eyeball)

Il primo disco degli MCR, forse il vero disco degli MCR. Dark-emo punk che si può anche definire emo-core, adrenalina, energia, tanto punk, tante distorsioni. Il disco che piace meno ai fans e per questo piace di più a noi, non certo per questo motivo, ma perché si stanno ritagliando lo spazio sbagliato nel genere sbagliato lasciando queste intense atmosfere di graffiante armonia rock anni ’90. Sentite perle come “Headfirst for Halos” e “Vampires Will Never Hurt You”, veri punti fermi di un Gerard “pre-stadiomelenso”, con una produzione più imprecisa e garage che gli garantiva la giusta cattiveria. Senza originalità, che non avranno mai.

2004: THREE CHEERS FOR SWEET REVENGE (Reprise/Eyeball)

E qui si virava verso i nuovi orizzonti della melodia alternative rock che ne ha devastato il futuro discografico. Il bello è che, facendolo, hanno creato il loro disco migliore, un miscuglio tanto omogeneo quanto ben riuscito di emo, punk, alternative e pop che ne ha consacrato la fama sia tra i fans della prima ora che tra i fanecchi ciechi che si ritrovano ora. “Thank You For The Venom”, “It’s Not A Fashion Statement, It’s A Fucking Deathwish” e, perché no, anche “Helena” sono le chiavi di lettura dell’intero disco: roboanti distorsioni con un forte legame con la tradizione punk più recente, testi che affondano i denti nell’emo più radicale per trarne la giusta linfa vitale, un comparto ritmico assolutamente di tutto rispetto. Senza tanto volerlo, una piccola perla.

2006: THE BLACK PARADE (Reprise)

Lo avete ascoltato? Davvero? Allora unitevi al mio coro: no, no, no. Il modo più sbagliato di (voler per forza) uscire dall’anonimato. L’estetica dark ridicola di copertina e video si unisce al singolo “Welcome To The Black Parade” nel dichiarare il fallimento della loro evoluzione discografica. Salvano la faccia gli altri due estratti, “Teenagers” e “Famous Last Words”, il giusto modo di fare soldi con brani melodici e contemporaneamente carichi ed originali, nel momento in cui l’esaurirsi del significato di questa parola diventa determinante per capire di cosa stiamo parlando. Momenti melensi a parte, raggiunge quasi la sufficienza: si salva la carica di certi brani che diventeranno cult in concerto, ma niente di troppo esagerato, con una virata pop che non si può far altro che condannare.

2010: DANGER DAYS: THE TRUE LIVES OF THE FABULOUS KILLJOYS (Reprise)

Forse è vero che questa band, tra quelle più commerciali del settore, è la migliore. Avete presente i Paramore, i 30 Seconds to Mars, i LostAlone e molti altri? Nessuno potrà durare più di tanto senza rinnovarsi, ma gli MCR, forse, si. DD (ecc.) è un disco fresco, melodico al punto giusto che dona nuova linfa al loro percorso sia dal punto di vista musicale che da quello grafico. Mancano brani particolarmente aggressivi e carichi, ma resta la cultura punk in un sottobosco che si mantiene in tutti i brani eccetto “SING”, secondo singolo estratto e, se permettete, il peggiore dell’intero disco. Riuscire a commercializzarsi senza scadere esageratamente nel banale è un merito che non si può non riconoscergli, però li attendiamo al varco per dirgli sempre in faccia che li preferivamo prima. Disco riuscito solo perché manca qualcosa che ne definisca concretamente il fallimento, che in realtà è avvenuto. Ottimo, comunque, da proporre live.

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