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Archive for the ‘ARTISTA: Gogol Bordello’ Category

Come lo si descrive un concerto dei Gogol Bordello?
Pogo, salti, urla, sudore, divertimento. E’ come partecipare ad una gara di atletica in cui l’unico sport che si può praticare è spintonarsi allegramente in una bolgia di puro calore umano. Molti vorrebbero impartire a performance analoghe un significato politico o perlomeno etnico ma non è quello che faremo qui, giacché basta spiare le biografie dei componenti della band per capire che la diversità delle origini (dall’Ecuador all’Etiopia, passando per Ucraina e Israele) dei membri del gruppo e il gypsy punk che portano in giro possono compromettere molto dell’ordine socio-politicamente precostituito che orbita anche nel campo delle arti. In una gara di resistenza di forza muscolare, capacità polmonare e tenacia delle corde vocali se ne vanno velocemente due ore di frenesia ritmica a metà tra cultura gitana, balcanica, reggae, punk e ska. Solo con questa multietnicità è possibile spiegare il loro enorme successo, ovviamente impreziosito da una tecnica che gli permette di fare praticamente qualsiasi cosa sul palco, scatenando tutto il caos di cui sopra. Noi c’eravamo e basta indicare la scaletta per far capire, a chi li conosce e forse a chi non li conosce, cosa significa un concerto dei Gogol Bordello.

intro
ultimate
immigrant punk
not a crime
my companjera
sally
immigraniada (we comin’ rougher)
wonderlust king
trans-continental hustle
break the spell
tribal connection
pala tute
think locally, fuck globally
start wearing purple
-encore-
jam jelem
santa marinella
harem in tuscany
alcohol

Ovviamente i presenti erano molti, come dimostra qualcuno dei video sottoriportati. Non serve giustificare il divertimento dei presenti quando si può avere tutto questo, dalle bestemmie di “Santa Marinella” (in realtà un collage di parole sentite dal carismatico e singolare frontman della band Eugene Hutz durante un soggiorno nella nostra capitale) all’impossibilità di stare fermi che scaturisce da “Pala Tute”, “Immigrant Punk” e, sostanzialmente, una qualsiasi delle altre loro hit.

I live dei Gogol Bordello sono esperienze che consigliamo a chiunque non sia debole di cuore. Nella nostra Italia anestetizzata dalle preoccupazioni che attanagliano quotidianità, futuro e società forse un buon concerto liberatorio servirebbe. Magari con una birretta e una cannetta, giusto per corollare il tutto.


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Fotoreport a cura di LaMyrtha





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