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Archive for the ‘ARTISTA: Dinosaur Jr.’ Category

FOTOREPORT by ELEONORA VERRI – recensione della serata by me qui




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E’ stato davvero “un giorno del tutto differente” quello del 3 luglio a Ferrara? In occasione della celebre manifestazione Ferrara Sotto Le Stelle, al suo primo appuntamento all’aperto dell’edizione duemilaundici, una scaletta d’eccezione, che il sottoscritto quasi legge come una scelta artistica di Alberto Ferrari dei Verdena, band che oltre ad essere headliner ha avuto a che fare alla produzione o come ospite con tutte le formazioni nostrane che si sono esibite: Spread, Sakee Sed, Aucan, Jennifer Gentle e Iosonouncane.
Questo report riguarda però i tre “big”, sul gran palco: Aucan, Dinosaur Jr. e Verdena.

L’elettronica spesso definita math rock degli Aucan apre la serata. Ritmi lenti e quadrati, sintetizzatori e chitarre ipereffettate, sfondano la porta aperta dell’electro rock sempre più di moda, che complici i volumi alti di piccoli locali e grandi festival ha già consacrato gli Aucan a miracolo del genere, almeno in Italia. Basta controllare le centinaia di date che stanno facendo un po’ ovunque, suonando quasi ogni sera.
Coinvolgimento assicurato, seppur manchino ancora di carisma e forse sarebbe opportuno qualche cambio di tempo in più per incentivare la digestione live.

I Dinosaur Jr., invece, sono i più attesi, forse più dei bergamaschi. Mascis e il suo muro di amplificatori spara subito fuori una potenza sonora enorme, che per altro si amalgama male dentro Piazza Castello, celebre per avere un’acustica buona ma certamente non eccezionale. La riproposizione dell’intero “Bug” fila liscia, coronata dalla cover finale dei Cure nell’encore richiesto a gran voce, scatenando anche un decente pogo, che terminerà dall’inizio del (relativamente) calmo set dei Verdena che invece sarà accompagnato da una certa tranquillità del pubblico.
Dopo un’oretta la gran classe degli storici dinosauri lasciano quindi spazio ai beniamini di casa, i Verdena, che con un’ora e venticinque minuti a disposizione si propongono di portare all’attenzione del buon numero di presenti, nuovamente, Wow!, che ormai ha già girato l’Italia in lungo e in largo con un’estenuante tour che non intende cessare. Molti i pezzi da qui estratti, sui quali spiccano per resa live e coinvolgimento “E’ Solo Lunedì”, “Lui Gareggia”, “Loniterp” e “Miglioramento”; belle le versioni accelerate di “Razzi Arpia Inferno e Fiamme” e “Canzone Ostinata” (in realtà quasi tutto il live è stato svolto in maniera molto veloce), mentre invece non si rivela particolarmente vincente la scelta di iniziare il concerto con la combo di “Sorriso in Spiaggia”, molto meglio nel finale come a inizio tournée. Molti anche i brani di Requiem, tra cui ovviamente “Muori Delay”, una versione molto accorata di “Angie” e la grandissima “Don Callisto”. Serviva forse la presenza di “Non Prendere l’Acme, Eugenio” per terminare la sequenza, ma hanno preferito puntare sul banale salto indietro di “Logorrea” e “Valvonauta”, ormai troppo prevedibili in scaletta.

La setlist è stata forse il punto debole di un live in cui precisione, calore e potenza sono state le tre parole d’ordine. Il pubblico sicuramente coinvolto nel cantare ma abbastanza moscio per il resto, si dimostra comunque complice di un gradimento quasi totale delle canzoni suonate. Nota di colore: mezza batteria di Luca crolla durante l’esecuzione di “Nuova Luce”, ma la performance non si arresta.

A fine serata cosa si può dire: la direzione artistica di Ferrara Sotto Le Stelle , nonostante una flessione verso il basso negli ultimi due anni, è comunque sempre all’altezza delle aspettative, combattendo contro i tagli dei fondi che ovviamente continuano a devastare festival di questo tipo in tutto il paese. La serata ha avuto senz’altro successo, complice anche un clima leggermente fresco e la presenza non esagerata di persone, che non hanno quindi innalzato la tipica cappa d’afa che si crea durante l’estate nei live sovraffollati dei grandi festival.
Se questa settimana passate per Ferrara, ricordatevi di Ferrara Sotto Le Stelle: The National e Pj Harvey imperdibili.


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