Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘ETICHETTA: Esercizi Base per le Cinque Dita’ Category

ETICHETTA: Mia Cameretta
GENERE: Indie rock

TRACKLIST:
1. Pompiere
2. Come Una Puttana
3. Funerali
4. L’Economia del Saluto
5. Il Comitato
6. Mattino

C’è un’analisi storica che mi piacerebbe fare prima di parlare di questa interessante formazione, proveniente dal Lazio, ed è proprio sulla loro regione: i 100-150 km che gravitano attorno a Roma hanno portato per secoli il peso di un grande impero, di cui portano i segni, monumentali, imperiali, artistici, politici. Ora che la nostra situazione politico-sociale-culturale è al culmine del suo declino, è forse da qui che le manifestazioni di rabbia dovrebbero partire, ed effettivamente a volte lo fanno.
Quello che si sente all’interno di questo self-titled degli Esercizi Base per Le Cinque Dita, dal nome tanto strano quanto singolare, è una voglia di sfogarsi, di vomitare rabbia, di riversare su tutto e tutti un senso di devastazione che un po’ tutti dovremo sentire nostro. Il fatto che il genere non sia per niente nuovo, in casi come questi, tocca molto poco l’apparato critico di questa analisi: l’indie rock molto, forse troppo, influenzato dai Tre Allegri Ragazzi Morti, simile per certi versi a formazioni analoghe come i primi Le Strisce e I Melt, ma con un declinazioni chitarristiche e testuali molto più acide. Sarcasmo, ironia, un po’ di delusione, tanta voglia di rappresentare una propria linea di pensiero tramite testi semplici che arrivino facilmente all’ascoltatore: è quello che si sente in “Come Una Puttana”, “Il Comitato” e soprattutto “L’Economia del Saluto”, dove ogni punto debole della nostra marcescente Italia è messo a nudo con paragoni, metafore e similitudini degni di grandi “critici musicali” come, ripescando dal passato, De André e R. Gaetano, e oggi qualche nome più vago: Dente, Vasco Brondi, DiMartino, interpreti di una forma molto meno profonda di analisi di quello che hanno intorno ma che, come in questa formazione molto curiosa, hanno uno spessore molto meno concreto e rilevante. Sarà che i termini che usiamo oggi sono meno poetici e più rabbiosi, però nonostante l’affermazione che avete appena letto è chiaro che per una persona nata dopo il 1980 un disco come questo rappresenta la verità, noi tutti, un po’ quello che siamo e quello che avremo dovuto essere. L’aspro e crescente senso di vuoto in cui viviamo.
Con i dovuti aggiustamenti, dopo questo breve disco si può presagire un album “rivelazione”, che attendiamo molto contenti e speranzosi.

Annunci

Read Full Post »