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Archive for the ‘ARTISTA: Krikka Reggae’ Category

Recensione scritta per il circuito Music Opinion Network

ETICHETTA: Autoproduzione, Artist First (distribuzione)
GENERE: Hip.hop, reggae

Per parlare dei Krikka Reggae bisogna necessariamente fare il punto della situazione a livello biografico. La formazione lucana, celebre per l’uso del dialetto bernaldese nei testi, nasce tredici anni fa e giunge oggi al quarto album in studio, nella fattispecie finanziato tramite la piattaforma di crowdfunding di Giovanni Gulino, l’ormai arcinota Musicraiser. I territori sono quelli del reggae, dell’hip-hop, della dancehall, con energiche sferzate, stavolta, anche in terreni come l’elettronica e l’rnb. Sono molte le situazioni che hanno visto la band calcare palchi importanti, unire le forze con artisti di grosso calibro (come accade stavolta con Roy Paci, i 99 Posse, il giamaicano Fyah George e molti altri), o comparire in pellicole cinematografiche come Basilicata Coast to Coast.

La fatica del duemilaquattordici, In Viaggio, mantiene fede alle radici della band, piantate solidamente nel panorama meridionale che ha reso famosi, per fare un esempio, i Sud Sound System, con i quali condividono l’energia sul palco e nei dischi, la capacità di far divertire non solo utilizzando la formula sempre vincente del levare, ma anche con testi attuali e che creano, tramite il dialetto, un forte senso identitario. Musicalmente, siamo di fronte a musicisti di spessore, con un’esperienza che li qualifica come artisti navigati e in grado di gestire situazioni difficili come la fusione tra reggae, roots music ed elettronica, riuscendo quasi sempre a far ballare, sorridere ma anche pensare. Le liriche sempre intelligenti staccano spesso la qualità degli arrangiamenti, come nella splendida Memoria Storica o nel featuring con Perfect Giddimani intitolato Life Ova Money. Un altro pregio del disco è quello di filare liscio con tutti i suoi undici brani anche laddove per molti ascoltatori il reggae potrebbe risultare indigesto o pesante. Sono talmente tanti i linguaggi, i riferimenti anche colti, le sensazioni evocate, che dopo qualche ascolto sembra di conoscere la band anche senza averla mai ascoltata. Un lusso che non tutti si possono permettere e che ha spinto a soddisfazioni più che meritate questa formazione che sicuramente continuerà ad averne. 

 

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