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Archive for the ‘ARTISTA: Amycanbe’ Category

ETICHETTA: Open Production
GENERE: Trip-hop, alternative pop

TRACKLIST:
1. My Love
2. Told Be Truth
3. What If
4. Ask Me
5. Buffalos
6. Your Universe
7. Andy Shoes
8. Different
9. Wake Me Up
10. Please
11. One Eye, Two Eyes A Mouth

Abbiamo tantissime formazioni valide in Italia, all’estero forse non lo sanno, così come lo ignorano molti italiani. Sulle lunghe distanze prevedere dove e se queste band esploderanno guadagnando la meritata notorietà è difficile, ma un azzardo con gli Amycanbe il sottoscritto lo tenterebbe.
Mountain Whales è un disco di quelli che la qualità te la fa sorbire tutta, con calma, in quaranta distesissimi minuti che contano sull’attenzione, la pazienza e la qualità dell’ascoltatore, perché nonostante l’orecchiabilità e la semplicità strutturale del settanta percento dei brani, si tratta di un album veramente ben fatto, con uno spessore notevole e che cela dietro un velo di ingenuità apparente un grandissimo ed accuratissimo lavoro di songwriting. Lo attestano “Truth Be Told” e i suoi rimandi vagamente folk, le ballad pop più sdolcinate ma sempre di gran livello (“Different”, “Please”), e le perle più specificatamente dream-pop che vagheggiano verso lidi più internazionali (“One Eye Two Eyes A Mouth”, “Buffalos”). Prendendo band paragonabili anche perché circolano nello stesso ambiente e nello stesso periodo, occorre nominare i pavesi Emily Plays. Più in generale, il termine più adeguato a descrivere il sound della band è trip-hop: non solo quello degli storici Massive Attack e Portishead, ma anche quello più moderno, rivoluzionato con linguaggi più alternative all’italiana, come ricordano i Letherdive ma d’ora soprattutto lo ricorderanno gli Amycanbe.

Strumentalmente l’intero disco è perfetto, concepito come un blocco unico senza pause, senza eccessi, senza riempitivi. Ogni secondo vale la pena, così come ogni canzone racconta una storia a sé prescindendo da tutte le altre. Un monolite che difficilmente si può digerire, però, senza approfittare della sua integrità e della sua grande qualità. E poi, siamo sinceri, una cantante come la Armati dove altro la troviamo?
Mountain Whales è veramente stupendo, e ce ne ricorderemo per molto tempo. Se poi non lo faremo, speriamo ci sia chi ci costringerà a pentircene.

SITO UFFICIALE
PAGINA FACEBOOK

TOUR:
25.11.11 IL CIRCOLONE, Legnano (MI)
20.01.12 KALINKA CLUB, Carpi (MO)
21.01.12 CIRCOLO MONSANO, Ancona

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CARONTE – CARONTE (Pogoselvaggio! Records, 2011)
Pastone selvaggio di psichedelia, progressive e rock sperimentale di derivazione principalmente americana (noise, funk e metal compresi nel prodotto dei palermitani). La miscela cola in maniera molto produttiva nei due brani del self/titled, un lavoro interessante, vario, completo, dove ogni strumento si prende i suoi momenti da protagonista. Il risultato finale forse risente un po’ di alcune pecche nel songwriting, ma si potrà tutto sistemare al prossimo full-length. Essenzialmente un gran debutto.
VOTO: 3.5 su 5

MATHI’ – PETALIRIDENTI (Autoproduzione, 2011)
Napoli è una fucina di talenti da molto tempo, soprattutto quando si tenta di abbandonare la tradizione popolaresca dialettale. In questo caso si è tentato di coniare il cantautorato italiano con l’alternative più sperimentale della nostra penisola (…A Toys Orchestra, Giardini di Mirò, forse addirittura qualcosa degli Yuppie Flu), con un risultato molto interessante: un disco variopinto, dalle atmosfere poetiche, dove i testi hanno un peso anche troppo evidente e rischiano di fagocitare le bellezze delle categorie strumentali. Dopotutto Petaliridenti è quanto di meglio poteva nascere con le premesse che la band ha messo in atto, gran disco.
VOTO: 3.5 su 5

AMYCANBE – THE WORLD IS ROUND (Open Productions, 2011)
Un quarto d’ora di delizie poetiche, oniriche, ispirato alla Stein, da cui è tratto anche il titolo del disco; un universo sperimentale, tecnicamente perfetto, dove il pianoforte si colloca nel suo mondo di strumento emozionante e d’accompagnamento. Non mancano le influenze classiche, in questo bellissimo album di grande musica italiana cantata in inglese: è tutto molto dolce, come ci insegnano in patria anche gli …A Toys Orchestra, e la voce femminile aiuta. Semplicemente un piccolo miracolo, aspettando ulteriori full-length che possano bissare le bellezze romantiche di questo EP.
VOTO: 4.5 SU 5 

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