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Posts Tagged ‘Venezia’

ARTICOLO DI ENRICA A.

Finalmente, dopo un secolo, ritorno a scrivere.

Background story: Sono in vacanza con mia mamma al Lido di Jesolo, è la sera del 18 luglio e ci stiamo un po’ annoiando, quindi decidiamo di andare verso “il centro città” (che a questo punto, non so neanche se esiste), ma mentre siamo in macchina veniamo attratte dal suono di una batteria. Dopo aver perso 40 anni di vita per trovare parcheggio, seguiamo le note di “Holiday” dei Green Day che ci portano in una piazzetta piena di gente, circondata da acqua. Dietro al palco c’è una fontana.

Mi avvicino e inizio a scattare foto. Il cantante sembra essere Billie Joe con i capelli ricci e biondi (e magari qualche hanno in meno), il batterista è talmente potente da smontare (!?) la batteria a ogni colpo, le due ragazze sono delle badass e il chitarrista è il più amato e acclamato (dal pubblico e dalla band stessa).
La maggior parte della gente è seduta, guarda il concerto in silenzio, ridendo eventualmente alle battute e agli accenni del cantante; parecchia gente però si è radunata intorno alle fontane, attirata dalla musica.
La serata scorre molto veloce, la band suona più di due ore senza mai fermarsi (roba che io non ho mai visto, giuro). Si esibisce soprattutto in cover delle grandi canzoni dei Green Day, qualcosa dei Nirvana, dei Blink e qualcosa loro. Suonano tantissimo, con passione e con grinta.
Aggiungerei, quasi fin troppa: il cantante si diverte a salire e a scendere la palco, ad andare prendere gli amici dal pubblico per farli cantare o per salutarli, a saltare e a sdraiarsi; la batteria ogni tanto perde qualche pezzo, che vola in aria.
Tra i ragazzi c’è molta complicità, tra di loro si parlano e si consigliano, si seguono l’un l’altro, improvvisano. Ogni canzone ha una intro dettata da uno di loro, ha una storia o un segno particolare.
L’ultima si chiama “Stay The Night” e viene presentata con un lungo discorso del frontman su come “dobbiamo diventare quelli che vogliamo diventare” e che “dobbiamo fregarcene degli altri”, perché “noi siamo padroni di noi stessi”. Se state pensando che sia banale, non avete la minima idea del cuore con cui ha pronunciato quelle parole.

Ecco, questi sono i Money For Nothing, trovati per caso in una noiosa sera di luglio; una band di ragazzi pronti a spaccare il mondo, che ti lasciano il dolce in bocca, che sorprendono veramente.

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Otto dicembre duemiladodici. Marghera. E’ il secondo appuntamento celebrativo della celebre etichetta indipendente italiana La Tempesta Dischi di Enrico Molteni a tenersi al CSO Rivolta e, come l’altra volta, le presenze sono state tante.
Interessante il cartellone, interessante la disposizione degli artisti, spalmati su quasi otto ore di musica tra dj e live set sparsi in ben tre padiglioni (Hangar, Nite Park e Sherwood Open Live). Diciamo, per dovere di cronaca, che parleremo di tutti gli artisti che si sono esibiti eccetto Iori’s Eyes e i dj set di Niveau Zero, Dente e Il Genio, non seguiti per motivi logistici.

La giornata si scalda presto con un Hangar già semipieno e la musica tribal-techno degli Hardcore Tamburo, nuova reincarnazione dei Sick Tamburo, che scaldano l’ambiente con ritmiche sospese tra tribale, techno e dance, inserendo anche qualche traccia (come “La Canzone del Rumore”) del repertorio dei Sick. Assolutamente divertenti, particolare l’idea anche scenica dei bidoni di latta che, insieme al tradizionale passamontagna, dona al progetto un approccio più carismatico e originale.
Umberto Maria Giardini, con la sua nuova reincarnazione (dopo Moltheni, Pineda e le innumerevoli collaborazioni), presenta un po’ dei nuovi brani, tranquilli ma con un’evoluzione tipicamente post-rock: parti melodiche particolarmente dilatate che sfociano in finali brutali, qui impreziositi comunque da dei testi molto interessanti (cosa che non accade molto spesso su questi generi).
Un set qualitativamente ottimo, forse poco coinvolgente se posizionato a questo punto della serata.
Il Pan del Diavolo con il loro divertentissimo folk (o alternative folk? come lo vogliamo chiamare?)  sono ormai un’istituzione della musica italiana e già l’accoglienza è più calorosa rispetto alle band precedenti. Il set fila liscio tra i loro principali successi con particolare attenzione agli estratti dall’ultimo lavoro Piombo Polvere e Carbone (la migliore tra queste “Scimmia Urlatore”). Un set dove, per la prima volta nella serata, si può anche saltare (soprattutto con “Pertanto”). Buon lancio per Appino, salto nel nite park uscendo nella parte aperta del Rivolta a sorbirsi un po’ di ghiaccio post-nevicata siberiana e si scopre che il frontman degli Zen Circus sta suonando la prima canzone chitarra e voce, con un sound che ricorda immediatamente le canzoni più tranquille del Circo Zen. Ma dal secondo brano si scopre la formazione che lo accompagnerà nel nuovo disco e nel tour nel corso del 2013, ovvero Giulio Favero e Franz Valente del Teatro degli Orrori. La band si trasfigura completamente in qualcosa di molto più ruvido, con tanto di parti in screaming accennato, tra grunge, post-punk, alternative rock. In questo breve set trova spazio Radio Friendly Unit Shifter dei Nirvana, in finale di set, veramente potentissima. Una piacevolissima sorpresa.
Finito il set di Appino è già l’ora dei Tre Allegri Ragazzi Morti, la band di punta di questo roster, che orienta, per forza di cose, le mode nell’etichetta. Il nuovo disco che uscirà a giorni, Nel Giardino dei Fantasmi, viene presentato con sei tracce, “sei fantasmi”, primi accenni di un lavoro che sembra già molto interessante, riprendendo sempre quel groove reggae che li aveva visti rinnovare dopo così tanto tempo, ma con delle evoluzioni un po’ diverse, che si avrà certo modo di esplorare seguendo il prossimo tour dedicato. Tra i brani recenti (da Primitivi del Futuro) eseguiti i due singoli “La Faccia della Luna” e, in apertura, “Puoi Dirlo a Tutti”, una delle più apprezzate nel pubblico di tutta la setlist. Nel finale, invece, salto indietro nel tempo con “Il Mondo Prima”, “Il Principe in Bicicletta” e “Occhi Bassi”, anche se quest’ultima non è proprio la conclusione perfetta per un live così. La band, proprio come tutte quelle precedenti, ha suonato molto bene, si è contraddistinto anche Toffolo per una voce più intonata della media mentre il sound stranamente ottimale dell’Hangar ha fatto il resto.
Finiscono i pordenonesi e scatta il delirio al Nite Park. I Ninos du Brasil sparano i bassi talmente alti che non si riesce a sentire niente, lo stabile si trasforma in una sorta di rave gigante, forse complice l’acustica terribile che in questo istante più che far sentire il concerto erutta frequenze basse a profusione. La band in realtà è più tranquilla, ballabile, e tutto sommato originale, fondendo dance, techno e musica brasiliana in una miscela che in Italia senz’altro non s’era sentita prima. Divertenti, ma penalizzati dall’acustica. Sul palco principale è ora dei Mellow Mood, con i fari puntati contro ormai da qualche mese grazie ad una presenza sul territorio nordestino notevole, con veramente decine e decine di concerti all’anno che li hanno portati sostanzialmente dovunque. Reggae, reggaeton e accenni ska, un genere che, come si sa, va molto in queste zone e infatti il set è molto gradito. Il complesso, inoltre, tecnicamente se la cava molto bene e tiene alto l’onore del genere con una scelta dei suoni senz’altro azzeccata.
Saltati gli Iori’s Eyes che non siamo riusciti sfortunatamente a seguire, è l’ora degli headliner, il Teatro degli Orrori, il cui set stasera brilla per una potenza inaudita causata soprattutto da un mixing veramente perfetto ad opera del fonico. Solitamente, questa band nei concerti non si ricorda certo per la pulizia dei suoni e la precisione sul palco ma in questa serata l’equilibrio di tutti gli strumenti era tale da schiarire un po’ tutto, spingendo ulteriormente un sound già infernale e evidenziando una bravura tecnica sicuramente accresciuta da Dell’Impero Delle Tenebre a oggi. Un set veramente caldo, con estratti da ogni disco che sono stati, in ordine sparso, tra gli altri, “Non Vedo l’Ora”, “Io Cerco Te”, “Skopje”, “La Canzone di Tom”, “Due”, “E’ Colpa Mia”, “A Sangue Freddo” e “Padre Nostro”. Coinvolgente il frontman Pierpaolo Capovilla come sempre, devastante Franz alla batteria. Il set si è concluso con un paio di minuti strumentali che Favero presenta come “la parte finale di Lezione di Musica, suonata di solito a fine concerto, un pezzo che si chiama Tempesta”.
Parte in questo momento al Nite Park il Dj/Vj set degli Aucan che i bresciani stanno portando in giro ultimamente. Immagini e sound da trip, è techno delle più distruttive, dritta, senza mai decollare mai, martellando lentamente dentro le orecchie dell’ascoltatore. Un’ora di set veramente diretta e che annulla definitivamente i timpani degli astanti, già provati da TDO e Ninos du Brasil.

Una nota di colore da citare è rappresentata dall’utilizzo anche di espedienti pubblicitari e di partecipazione diversi. L’hashtag #tempestarivolta ha permesso di seguire i tweet dei presenti (o di chi non ha potuto partecipare) da uno schermo nell’area espositiva, mentre ai primi mille ingressi è stato regalato un particolare nuovo fumetto di Davide Toffolo intitolato I Cacciatori.

L’evento, in sostanza, ha dimostrato quanto sia in termini di pubblico sia in importanza e qualità della musica questa etichetta pordenonese sia ormai l’unico punto di riferimento per la parte più mainstream della nostra produzione indipendente nazionale, iniziando anche a travalicare i confini con l’esperienza della Tempesta International. Eventi come questo sono imperdibili, quindi, dopo Ferrara 2010 e Marghera 2011, è una promessa, ne recensiremo anche altri.

*video di vari utenti presi da YouTube

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The Webzine seguirà con un report, come l’anno scorso, la serata della Tempesta Dischi al Rivolta di Marghera (VE) di sabato prossimo (8 Dicembre 2012). Quasi tutto il roster si esibirà in concerti e dj set dalle 18.00 alle 04.00 nelle due sale live riscaldate del Rivolta, l’Hangar e il Nite Park, e nello spazio Sherwood Open Live. Ingresso: 15€
Ecco il trailer della serata dal profilo di Enrico Molteni, fondatore della Tempesta nonché bassista dei Tre Allegri Ragazzi Morti, e la lista delle band con relativi orari di esibizione.

Ai primi mille ingressi verrà regalato questo fumetto di Davide Toffolo

Ecco le band che si esibiranno, i rispettivi orari e la location
19.00 – 19.35 – HARDCORE TAMBURO (Hangar)
19.35 – 20.05 – PUBBLICO TEATRO (Nite Park)
20.05 – 20.45 – UMBERTO MARIA GIARDINI (Hangar)
20.45 – 21.20 – PUBBLICO TEATRO (Nite Park)
21.20 – 22.00 – IL PAN DEL DIAVOLO (Hangar)
22.00 – 22.30 – APPINO (Nite Park)
22.30 – 23.15 – TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI (Hangar)
23.00 – 00.00 – IL GENIO DJSET (Sherwood Open Live)
23.15 – 23.45 – NINOS DU BRASIL (Hangar)
23.45 – 00.30 – MELLOW MOOD (Hangar)
00.00 – 01.15 – DENTE DJ SET (Sherwood Open Live)
00.30 – 01.15 – IORI’S EYES (Nite Park)
01.15 – 02.00 – IL TEATRO DEGLI ORRORI (Hangar)
02.00 – 03.00 AUCAN DJ SET (Nite Park)
03.00 – 04.00 – NIVEAU ZERO (Nite Park)

Prevendita €15
al Rivolta da mercoledí 10 ottobre:
mercoledí e giovedí dalle 18.00 alle 20.00
venerdí dalle 20.00 alle 24.00 e sabato dalle 17.00 alle 24.00
oppure
Online €15,00 + €1,00 costo del servizio 
su Sherwood.it
oppure
Al botteghino €15
dalle ore 17.00 l’8 dicembre 2012

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Fotoreport a cura di LaMyrtha





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Quest’anno Sherwood Festival raddoppia e diventa VENICE SHERWOOD FESTIVAL, spostandosi al Parco San Giuliano di Mestre: sul palco Negrita, Elio e Le Storie Tese, Oliver Skardy & Fahrenheit 451 e dal 2 al 4 agosto, festival nel festival, si svolgerà il VENICE SUNSPLASH con grandi artisti della scena reggae internazionale. Il tutto sempre all’insegna dell’indipendenza, dell’intrattenimento accessibile, dell’approfondimento culturale.

Quest’anno a Venezia si apre Venice Sherwood Festival, un nuovo spazio di socialità, di musica, d’incontro e partecipazione nel vario e vasto panorama musicale, artistico e culturale di questo territorio.
Dall’indie rock al reggae, Venice Sherwood Festival propone al suo pubblico un intrattenimento vivace e, al contempo, un valido strumento di intreccio, approfondimento e scambio, con un’attenzione particolare alla qualità e alla sostenibilità.
Il Venice Sherwood Festival vuole intrecciare i grandi nomi della musica italiana e internazionale, che si esibiranno sul mainstage, con una programmazione del secondstage che valorizzi il territorio e le realtà locali. Per questo saranno numerosissimi gli interventi live e i dj set di artisti e band emergenti, a rappresentare la ricchissima produzione indipendente presente sul territorio veneto, senza esclusione di generi.
Ci saranno spazio anche per il teatro, l’arte, i dibattiti e le presentazioni di libri.

Sul palco, per questa prima edizione, artisti di primissimo calibro come Elio e Le Storie Tese con “Enlarge your Penis tour” (sabato 21 Luglio), i Negrita con “Dannato Vivere Tour 2012” (Venerdì 27 Luglio) e Sir Oliver Skardy & Fahrenheit 451 a cui è affidata l’apertura, il 20 luglio.
Parte integrante del Venice Sherwood Festival sarà, dal 2 al 4 Agosto, il VENICE SUNSPLASH, in collaborazione con Rastasnob e BomChilom, dedicato agli affezionati della reggae music, con le esibizioni di artisti affermati a livello mondiale e nazionale come Sud Sound System, Morgan Heritage, Mellow Mood ma anche di band e sound systems del territorio Veneto.

Per la tre giorni è prevista l’apertura di un’area attrezzata che potrà essere utilizzata per il campeggio.

Venice Sherwood Festival è un festival indipendente che vuole offrirsi come spazio aperto alle associazioni e ai gruppi informali, sia nell’ambito artistico e culturale che nel sociale e nella solidarietà.
“La nostra indipendenza è possibile anche grazie al lavoro volontario di decine di persone” – dichiarano gli organizzatori – “Chi volesse collaborare al festival può farlo contattandoci via mail all’indirizzo: venicefestival@sherwood.it”

Di seguito tutti i concerti del palco principale:

VENICE SHERWOOD FESTIVAL
dal 20 luglio al 5 agosto | Parco San Giuliano – Mestre (VE)
20/07/12 | Sir Oliver Skardy & Fahrenheit 451
21/07/12 | Elio e Le Storie Tese – “Enlarge your Penis tour”
27/07/12 | Negrita – “Dannato Vivere Tour”

VENICE SUNSPLASH
02/08/12 | Mr. Vegas + Mellow Mood
03/08/12 | Morgan Heritage + Sud Sound System
04/08/12 | Beres Hammond + Tarrus Riley & Dean Fraser

Tutte le info sul festival e sugli artisti del second stage: http://www.sherwood.it/venice2012

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Fotoreport a cura di LaMyrtha




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Altra band che ha partecipato alle semifinali dell’Italia Wave Contest 2012 sezione Veneto al Pop Corn Club di Marghera (VE).
Fotoreport a cura di LaMyrtha 

Questi sono gli UNAVEZ

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