Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘punk rock’

ETICHETTA: Born & Bred
GENERE: Punk rock celtico

TRACKLIST:
1. The Boys Are Back
2. Prisoner’s Song
3. Rose Tattoo
4. Burn
5. Jimmy Collins’ Wake
6. The Season’s Upon Us
7. The Battle Rages On
8. Don’t Tear Us Apart
9. My Hero
10. Out On The Town
11. Out of Our Heads
12. End of the Night

I Dropkick Murphy sono ormai da diciassette anni il marchio più riconosciuto e apprezzato del cosiddetto celtic punk, fusione del vecchio punk veloce tutto power-chords e la musica irlandese di stampo celtico. Ricordiamo che, però, sono americani. “Signed and Sealed In Blood” è addirittura il loro ottavo disco, nonché ottavo capitolo di una saga sempre perfettamente coerente, tassello per tassello, che dimostra come si possa far ballare e pogare la gente anche con cornamuse, fisarmoniche, organetti e altri amenicoli oltre ovviamente ad una sezione ritmica bella tirata. Dodici tracce una più veloce dell’altra, tutte adeguatissime a saltare, anche nei momenti più tranquilli, qui rappresentati da “Rose Tattoo” e “Out On The Town”, che in realtà però sono anche i brani più noiosi, mentre ci pensano le rapide, graffianti e calorose istantanee di vero punk rock celtico, “Prison’s Song”, “The Battle Rages On” e “Burn” a farci ricordare chi sono i Dropkick Murphys. Poco da dire a riguardo, l’album è di sicuro divertente, di nuovo in linea con la loro produzione che dagli inizi a oggi si è evoluta poco o niente, ma dentro un genere che di evoluzione non vuole neanche sentir parlare. Un’uscita imprescindibile per chi considera la musica un diversivo per passare il tempo tra amici, con una birra, magari ballando e sparando cazzate. Dropkick Murphys tutta la vita.

Read Full Post »

Recensione a cura di Andrea Marigo
ETICHETTA: Sacred Bones
GENERE: Rock, alternative, punk

TRACKLIST
Turn it Around
Animal
Country Song
Oscillation
Please Don’t Go
Open Your Heart
Candy
Cube
Presence
Ex-Dreams

Voto: 3/5

A parte il nome (veramente uno dei più tristi della storia io credo) e tralasciando anche il  “The”, che negli ultimi anni era marchio prestabilito di nuovo-gruppo-indie-rock-all-ingleseche-si-veste-alla-moda-e-suona-roba-ok-per-le-radio, i The Men non sono nulla di tutto questo ma una band newyorkese che sforna il terzo album in tre anni, il che non è cosa di  poco conto.
Open Your Heart è un ottimo disco, perfetto per lʼ estate quando non te ne frega nulla e  hai voglia di far casino, perfetto pure per quando viaggi e tu e la libertà siete un tuttʼ uno.Dentro ci senti la roba migliore che nelle nuove band non cʼè più: parliamo di Husker Du, Dinosaur Jr e un poco anche di Sonic Youth.
Eʼ un disco che fila veloce anche se i brani non sono così corti come tradizione punk vuole, in qualche occasione si va volentieri oltre i 5 minuti, sfiorando i vortici psichedelici di  Thurston Moore and Kim Gordon, Presence e Ex-Dreams.
Allora capite bene che lʼ ascolto di questo disco diventa obbligatorio, ancora meglio sarebbe riuscire a vedere un concerto dei quattro di Brooklin per saltare e lasciarsi andare, pare che il delirio sia assicurato nei loro live.
Please Don’t Go con Cube sono due dei brani migliori, come la già citata Ex-Dreams, roba giovane che fa saltare, Candy e Country Song rallentano e danno allʼ album un valore  aggiunto, che se al concerto ci vai con la ragazza è anche giusto limonare.
Vivalafiga

Read Full Post »

ETICHETTA: La Tempesta Dischi
GENERE: Alternative rock, punk rock

TRACKLIST:
1. In Fondo al Mare
2. La Mia Stanza
3. E So Che Sai Che Un Giorno
4. Finché Tu Sei Qua
5. La Canzone del Rumore
6. Si Muore di AIDS nel 2023
7. Con Le Tue Mani Sporche
8. Magra
9. La Danza
10. La Mia Mano Sola
11. Televisione Pericolosa
12. Aiuto Tamburo

Partiamo da un semplice presupposto: ho sempre reputato i Sick Tamburo una band un po’ forzata, spinta da La Tempesta solo perché una delle poche band, assieme ai Tre Allegri Ragazzi Morti, ad urlare forte l’animo rock di una provincia artisticamente spenta come Pordenone. Il frontman del progetto è Gianmaria Accusani, mente anche dei Prozac +, di cui questo gruppo quasi pretende essere una prosecuzione musicale-concettuale: la voce è affidata, qui non più al cento percento come nel disco d’esordio, alla più monocorde delle cantanti italiane, ovvero Elisabetta Imelio, il cui pregio più evidente è senz’altro quello di cantare in una maniera talmente banale e ripetitiva che sfonda facilmente il muro della memoria. Un tratto distintivo non da poco, che difficilmente si scorda. L’impatto delle canzoni però è ben inferiore, e non è un bene visto che già il primo album non era stato niente di miracoloso. A.I.U.T.O. alza di poco la barra del risultato, con qualche brano più diverso che si distacca dal riff granitico à-la-Borland, mentre per la maggior parte ricalcano in pieno lo stile con i quali si sono affermati nel panorama alternative/pop-punk rock nazionale.
Il massimo si ottiene dall’esperimento tribaleggiante (dagli Hardcore Tamburo) di “La Canzone del Rumore”, mentre la combo d’apertura (“In Fondo al Mare”, “La Mia Stanza”) non è dissimile dal primo lavoro che infatti sembra quasi riecheggiare in tutte queste tracce. Forse anche troppo. A distaccarsi un po’ ci pensa l’esplorazione elettronica di “La Mia Mano Sola”, mentre in generale è un riffing nu metal a farla da padrone (nonostante basi più melodiche rispetto agli inizi). Qualche accenno di critica sociale nelle liriche a volte si spegne però nel cantato e nelle linee vocali, leggermente antiestetiche rispetto il concetto espresso. Ma il contenuto c’è, ed è importante sottolinearlo (“Si Muore di AIDS nel 2023”, “Televisione Pericolosa”).

Lo standard del disco non si è elevato di tanto, ma un ascolto lo merita comunque; una band senz’altro interessante, nonostante un’originalità pari a zero. Ma oggi, nel 2011 dove le avanguardie non esistono più, chi ne ha piu bisogno?

SICK TAMBURO in tour:
25.11.2011 MAGNOLIA, Segrate (MI)
02.12.2011 VOODOO ARCI CLUB, San Giuseppe di Comacchio (FE)

03.12.2011 CSO RIVOLTA, Marghera (VE)
09.12.2011 BARAONDA, Cinquale (MS)
10.12.2011 URBAN, Sant’Andrea delle Fratte (PG)
16.12.2011 DEPOSITO GIORDANI, Pordenone
17.12.2011 RISING LOVE, Roma
23.12.2011 LATTE +, Brescia
24.12.2011 BRONSON, Madonna dell’Albero (RA)
10.02.2012 TPO, Bologna
25.02.2012 APARTAMENTO HOFFMAN, Conegliano Veneto (TV)
01.03.2012 I CANDELAI, Palermo
02.03.2012 MERCATI GENERALI, Catania 

Read Full Post »