Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘post-hardcore’

Articolo a cura di Enrika S.A. Scream

ETICHETTA: Hopeless Records, Ambush Reality
GENERE: Post-hardcore, elettronica

TRACKLIST:
The Paddington Frisk
Radiate
Rat Race
Radiate (Shikari Sound System Remix)

Gli Enter Shikari sono una delle band più strane che potete sentire. Fanno un po’ di electro, un po’ di trance, un po’ di metalcore, e un po’ post-hardcore. Tutto insieme.
Il primo lavoro è del 2007 e hanno già pubblicato 4 EP e 3 album, uno più bello dell’altro.

“Rat Race” è l’ultimo uscito. E, da amante di questa band, vi dico: è fatto un po’ a caso.
Ma vediamo bene il motivo (anche se non c’è un granchè da dire…).
La prima traccia è “The Paddington Frisk”: l’apoteosi del niente. Già dal primo secondo ti esplode nelle orecchie; bello sì, finchè non ti riprendi e non ti rendi conto che è tutta una accozzaglia di suoni messi lì a caso, per far casino e basta. E allora che canzone è?!?!
Con ‘Radiate’ le cose si sistemano un po’. Se non altro, la canzone ha un senso. I cori accompagnano la voce in screamo, la clean precede un solo di voci bianche, o di quelle sembrano bianche. La canzone funziona piuttosto bene, è la migliore dell’album.
Bene, arriviamo alla title track. Da qui in poi torna a non avere senso nulla. Non c’è una continuità, gli strumenti suonano a casaccio, dal niente si passa da scream estremo a clean perfetta. Non capisco questi passaggi.
Come ultima traccia è posto un remix di “Radiate”; non so neanche come commentarla, perché si sente praticamente un solo suono e delle voci flebili. Solo la band sa da dove è uscita questa cosa. Personalmente, non l’avrei neanche inserita nell’EP.

Sono rimasta molto delusa dal lavoro: mi aspettavo una bomba, visti gli standard della band. D’altronde è quasi un anno che non usciva nulla di loro, qualcosa dovevano inventarsi.

Adesso non ci rimane altro che sperare in un album con i fiocchi.

Read Full Post »

Articolo a cura di Andrea Marigo

ETICHETTA: Deathwish
GENERE: Post Hardcore

TRACKLIST:
1.Just Exist
2.To Write Content
3.Praise / Love
4.Anyone / Anything
5.DNA
6.Harbor
7.Kerosene
8.Blue Angel
9.Social Caterpillar
10.Non Fiction
11.Steps
12.IS Survived By

Voto 3.5/5

Aspettare gli album delle band che ascolti è interessante: non sai mai cosa aspettarti. Sicuramente cʼè chi spera di ritrovarsi tra le mani un disco che non cambi di una virgola quello che ti ascolti da due anni (due anni in media sono il tempo che scorre tra un album e lʼaltro), chi spera di sentire un cambiamento anche sostanziale ma positivo o chi spera nella via di mezzo tra le due opzioni.
La band californiana, arrivata al terzo album, rientra abbastanza nelle speranze della prima categoria sopracitata, il che può portare le altre due categorie a storcere il naso per , in questo caso, non sarebbe giusto. Questi fanno hardcore: cosa ti vuoi aspettare di nuovo da una band che fa hardcore ? Ma hardcore quello serio, molto anni ʼ90. Per cambiare non dovrebbero più cantare in scream e picchiare forte, il che darebbe come risultato una mezza porcheria come tante se ne sentono con conseguenti offese rivolte alla band in questione. Quindi, questo disco non cambia di molto quello che i 5 di Los Angeles fanno dal 2007, tranne per qualche vena melodica messa qua e la. Rimane sempre la voce di Bolm in scream sospesa a metà tra lʼ incazzato e il disperato, la batteria che legna e le chitarre in stile La Quiete, ma io direi che è giusto così e va bene così. Decisamente.

Read Full Post »

Recensione a cura di Enrika S.A. Scream

GENERE: Alternative rock/post-hardcore

TRACKLIST:
Stay (Rihanna cover)
Mirrors (Justin Timberlake cover)
Radioactive (Imagine Dragons cover)
Clarity (Zedd cover)

Voto: 5/5

‘A Summer Of Covers’ è una serie di cover rilasciate lungo l’estate dagli Our Last Night. La band, raggiunto l’apice con il precedente album ‘Age Of Ignorance’, decide di creare questo ‘EP’ (pubblicato ad episodi su Youtube) prendendo canzoni molto famose e riarrangiandole secondo il proprio stile.
Il tutto segue una linea generale di composizione – sostanzialmente la band prende le canzoni e le trasforma, utilizzando toni più forti, ma non fastidiosi. Vengono aggiunte chitarre elettriche, i bassi vengono accentuati, la batteria aumenta il tempo. That’s it.
Poi, esattamente a metà, la storia cambia. Arriva la cover di Radioactive, originalmente degli Imagine Dragons. E si cambia completamente, già solo pensando che passiamo da Rihanna e Justin Timberlake, agli Imagine Dragons e a Zedd. Da qui in poi troviamo dei toni ancora più forti, un ritmo sempre più accentuato, un mixaggio migliore; qui si trova l’essenza degli Our Last Night: sentiamo la voce usare tutto lo spettro delle note possibili, sentiamo dei breakdown. Spiegarvi come vanno le canzoni, cosa ci troverete dentro, non ha alcun senso, non riuscirò mai a farvi capire la perfezione di queste cover, anche se provassi duemila volte. Sono semplicemente indescrivibili (e io non sono una che fa complimenti). La forza che ha questa band ce l’hanno in pochi, molto pochi. Probabilmente mettendo insieme tutte le band alternative-rock e post-hardcore che si trovano agli apici delmainstream non riusciremo ad arrivare ai livelli degli OLN. Probabilmente non ci arriveremo mai, (Meh, che amarezza).

Ascoltate, ascoltate e imparate, perché fare cover E’ DIFFICILE e in pochi riescono veramente a coglierne il senso. Queste non sono semplici canzoni, tracce create per fare soldi; sono un esempio da seguire. Sono l’anima degli Our Last Night. Sono ‘il bello’ della musica.

Read Full Post »