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Posts Tagged ‘metal’

Il festival METAL del mese a Bologna!
NON MANCATE!!!

Sabato 20 ottobre @ Blogos
Via dei mille 26, 40033 Casalecchio di Reno (BO)

ore 20.00
Ingresso 5€

DISEASE ILLUSION
MOURN IN SILENCE
THE BURNING DOGMA
NEMORALIS
NECANDI HOMINES

Link all’evento facebook:
https://www.facebook.com/events/427150574008332

Ecco i dettagli dei gruppi della serata:

DISEASE ILLUSION – Melodic Death Metal – Bologna
https://www.facebook.com/diseaseillusion
Di ritorno dal tour in Repubblica Ceca e Croazia i Disease Illusion presentano per la prima volta in Italia la loro nuova formazione colpendo i vostri timpani con il loro moderno melodic death metal!

MOURN IN SILENCE – Symphonic Gothic Death Metal – Imola
https://www.facebook.com/pages/Mourn-in-Silence/76194071763
Band Symphonic Gothic Death Metal in attività dal 1997, ritorna in scena in grande stile presentando in anteprima il nuovo album in uscita: “Until the Stars won’t Fall”

THE BURNING DOGMA – Death Doom Metal – Bologna
https://www.facebook.com/theburningdogma
The Burning Dogma nascono nell’autunno del 2006 a Bologna, e dopo numerosi cambi di formazione e svariate esibizioni live in provincia e dintorni, arrivano ad incidere, nel 2012, il primo EP dal titolo “Cold Shade Burning”, che vede in formazione Joy Lazari (voice/lyrics), Maurizio Cremonini (guitar/songwriting, ex-Suspended in Dusk), Diego Luccarini (guitar), Davide Laugelli (bass, ex-373°K), Giovanni Esposito (keys) e Marco DeCrescenzo (drums, ex-Regna).
Dopo la finale regionale del contest Emergenza Festival 2012, DeCrescenzo lascia il gruppo per far spazio ad Antero Villaverde (Hate In Silence, ex-Obsession, ex-Microcode), con cui il gruppo inizia il tour di promozione dell’EP.

NEMORALIS – Symphonic Gothic Metal – Bologna
https://www.facebook.com/pages/Nemoralis/119966134740914
La loro musica richiama il sound del nord-europeo Gothic Symphonic Metal, con molta enfasi nell’alternarsi delle atmosfere più oscure e sognanti alle più aggressive e potenti, in una costante “armonia degli opposti”. Le loro canzoni sono una fine trama, che spaziano dalle intrecciata di influenze dal power, al progressive, al gothic metal. La melodiosa voce della front woman è sempre sostenuta da potenti parti strumentali, creando un notevole impatto.

NECANDI HOMINES – Black Doom Metal – Jesi
https://www.facebook.com/NecandiHomines
I Necandi Homines propongono un Black Metal caratterizzato da influenze Doom le cui sonorità accentuano il senso di alienazione ed inferiorità dell’uomo nei confronti di ogni dimensione che lo circonda, tramite elementi cadenzati e atmosferici che richiamano l’abissale profondità della morte, dello spazio e del tempo.

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ETICHETTA: Subsound Records
GENERE: Grind’n’roll

TRACKLIST:
We Are the Romulans
Cartilago Delenda Est
Pituk Kytup
Eel Boots and the Curse of the Skinny Horses
Codename: Radargirl
Meet the Meatballs
A Maiden Without Irony Pt. 1
Halls Apocalyptus
Dead Man Walkman
We Are the Samples
Tuesday is the new Monday
In Deep Bogaard
A Maiden Without Irony Pt. 2
Charly Ziplock

Ci vogliono quattordici tracce per entrare nel mood sclerato degli Inferno Sci Fi Grind’n’Roll, definibili grazie a questo stranissimo disco fondatori o perlomeno pionieri di un genere nuovo, fatto di blend al limite dell’impensabile, con ingredienti diversi ma adattabilissimi come il grind, l’elettronica, l’hard rock, il metal e il rock’n’roll, senza soluzione di continuità, ma con un equilibrio che va crescendo secondo dopo secondo lungo tutta la sua durata, tra l’altro per nulla modesta.
Sembra fatto per rovesciare ed annacquare il cervello di chi ascolta, in un processo di annichilimento progressivo che rispecchia bene o male la pazzia dell’album. Ogni brano serve a circoscrivere meglio possibile il contesto in cui la band opera, il tutto cesellato con attenzione a partire da un antefatto che è probabilmente punk o alt-rock, ma che si sviluppa con la fantastica frenesia del miglior grind.
C’è bisogno di dischi così? Certamente. C’è bisogno di dischi così fatti bene da gente che sa suonare? Certamente.
Allora ascoltate The Fall and Rise and Fall of Inferno Sci-fi Grind’n’Roll e poi ne riparliamo. Schizofrenico.

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Recensione a cura di RENATO RANCAN
ETICHETTA: Entertainment One
GENERE: Stoner metal, sludge

TRACKLIST:
1. Serums Of Liao
2. Bloody Knuckles
3. Fertile Green
4. Madness Of An Architect
5. Samsara
6. Spiritual Rites
7. King Of Days
8. De Vermis Mysteriis
9. Romulus And Remus
10. Warhorn

Ed ecco il nuovo album degli High On Fire, la malsana creatura di Matt Pike, uno dei personaggi più influenti di certo rock degli ultimi vent’anni, basti solo pensare che ha co-fondato gli Sleep, probabilmente la stoner band definitiva, e che ad un suo concerto si sono formati i Mastodon, suoi fan accaniti.
Ma son passati tanti anni, che sia ancora in forma?
A metter su l’album sembra non sia mai stato così bene, il precedente “Snake For The Divine” del 2010, pur piacevole cominciava a scadere nel manierismo e si avvertiva stanchezza, così mi son avvicinato a questo “De Vermis Mysteriis” con un po’ di timore, ma lo dico già: è uno degli album metal dell’anno.
La produzione è stata affida a Kurt Ballou dei Converge che ha fatto un lavoro prezioso: la voce di Pike è la più rancorosa della carriera, ringhia e sbava dall’inizio alla fine, le chitarre sono marce ed allo stesso tempo epiche, suona tutto divinamente, un equilibrio difficilmente preventivabile ma che finalmente riesce a dare totale giustizia ad un gruppo che sta mescolando in una nuova formula decenni di stoner, doom, prog e heavy metal mantenendo l’urgenza di ventenni, in altre parole son riusciti nel miracolo di unire litri di birra e sedute di THC esaltandosi per entrambe, fortuna che il rock era morto con Cobain.

Ci sono essenzialmente due forme canzone in quest’album, che rischia di peccare solo in monotonicità: la cavalcata aggressiva, sporca e veloce e la lenta discesa negli inferi allucinogeni di una desert session, una gioia per le orecchie ma senza mai presentare i difetti di certo metal: autoreferenzialità, suoni fuori fuoco o cattivo gusto, tutto ciò in “De Vermis Mysteriis” è assente, l’incipit del primo brano è forse un omaggio a Painkiller, ma non c’è spazio per esibizione di tecnica o fuochi d’artificio, il treno (o meglio trattore) degli High On Fire deve andare veloce e selvaggio.

Riguardo ai testi invece sospendo il giudizio: l’album è un concept dalla trama piuttosto stralunata, questa la spiegazione di Matt Pike: “La storia parla del gemello di Gesù, di nome Liao, che si sacrifica per dare la vita allo stesso Gesù. Ma nell’istante in cui muore diventa un viaggiatore del tempo…”. Ok, ammetto che è una storia un po’ improbabile, ma è apprezzabile da parte degli High On Fire dimostrare che troppa droga alla fine fa male.
Verso la fine degli anni ’90 il metal sembrava in profonda crisi, incapace di rinnovarsi inquinato dal Nu-metal, solo nomi isolati riuscivano a produrre materiale interessante e nuovo, invece nel 2012 il genere è ancora più che vitale, band al massimo della loro carrieta come Deathspell Omega, Mitochondrion, Esoteric, stanno sfornando nuove gemme di questo genere infinito, e si affiancano a garanzie come gli High On Fire, da considerare ormai come dei mostri sacri.

In parole povere correte a comprare quest’album.

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