Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘concerto’

101 Booking è lieta di gestire la finale della sezione musica (UnPalcoPerTutti) del concorso multidisciplinare nazionale MarteLive nella nostra regione. In Veneto, le cinque migliori band selezionate da giuria di qualità e pubblico durante le prime tappe eliminatorie al Circolo MAME di Padova e allo Studio 2 di Vigonovo (VE), si sfideranno con 30 minuti di esibizione a testa, rigorosamente di musica propria, per stabilire chi andrà a Roma a concorrere nella Biennale MarteLive ad uno dei tanti premimessi a disposizione da MarteLive, MarteLabel e MarteAwards.

Le band che sono riuscite a passare le eliminatorie, risultando le migliori band della regione, sono:
JAPANESEBUTGOODIES | https://www.facebook.com/pages/JapaneseButGoodies/501975826494720?fref=ts
VIRGO | https://www.facebook.com/pages/VIRGO/120318194751830?fref=ts
GOODBYEVISA | https://www.facebook.com/goodbyevisa?fref=ts
THE OWL OF MINERVA | https://www.facebook.com/profile.php?id=310128585689451&ref=ts&fref=ts
BAD BLACK SHEEP | https://www.facebook.com/profile.php?id=37338443570&ref=ts&fref=ts

LINKS:
Martelive
Martelabel
Marteawards
MarteCard
Profilo Facebook di MarteLive Veneto
i premi Martelive

Se gradite ricevere la tessera MarteCard e avere tutti i benefici del caso, o conoscere le modalità di partecipazione al concorso MarteLive del prossimo anno, contattate info@101booking.it

Read Full Post »

Pubblicare filmati o documentari relativi a concerti direttamente nelle sale cinematografiche sembra essere diventata una moda, soprattutto per quelle band che sono in grado di permettersi grosse spese di ripresa e di distribuzione. Lo hanno fatto di recente i One Direction e i Metallica, ora è toccato a Marco Mengoni e ai Muse. Va da sé che il trio (quartetto sul palco) britannico, ormai celebre per mettere in piedi concerti spettacolari sia dal punto di vista tecnico-musicale che scenografico, supera in qualità e forse anche in stile gli artisti citati, producendo non a caso una piccola perla di cui si parlerà per molto.

Allo Stadio Olimpico di Roma, filmano così il primo live della storia ad essere ripreso in 4K, selezionando una ventina di canzoni delle ventisette lì eseguite per farne un pacchetto di circa un’ora e mezza che, a visione terminata, lascia veramente di stucco. Innanzitutto, toglie il dubbio anche ai detrattori del trio, accusati spesso di essersi commercializzati e di aver perso la carica e la precisione degli esordi, che in un live come questo sono invece presenti nonostante una scaletta ovviamente concentrata più che altro sugli ultimi dischi (nessun brano di Showbiz, ad esempio, anche se comunque l’unico eseguito sarebbe stato Unintended). La nitidezza e la perfezione delle immagini in 4k permettono di cogliere i più minimi dettagli del gigantesco palco, dei visual sempre diversi canzone per canzone, anch’essi degni di un concerto mastodontico in ogni suo aspetto (e difatti Bellamy e soci non hanno potuto nascondere che si tratti del loro tour più grosso anche dal punto di vista della produzione, e non serviva certo una loro dichiarazione per notarlo), del pubblico, spesso ripreso in pose ed espressioni facciali ai limiti del ridicolo, i costumi di scena abbastanza pessimi, le mille chitarre del frontman. Non sembra esserci neppure molto lavoro di sovraincisione di voci o altra postproduzione, anche perché stiamo parlando di una band la cui eccellenza sul palco è indiscussa anche da chi li taccia di essersi venduti già dai tempi di Time is Running Out, della cui resa live in questo video toglie il fiato la panoramica dei sessantamila dello Stadio Olimpico che saltano tutti insieme, lusso che si possono permettere pochissime band in questo momento. Tra i brani tolti che potevano risultare molto bene in questa versione cinematografica dispiace soprattutto per Stockholm Syndrome, non tanto invece per Blackout e la solita Map of the Problematique, mentre si possono ammirare in versioni molto più grezze che su disco le nuove Panic Station, SurvivalFollow Me, quest’ultima tra le più apprezzate dal pubblico. Altri momenti salienti sono stati senz’altro il finale con Starlight, Uprising, ResistancePlug In Baby, anche questa fortunatamente capace di agitare un pubblico formato principalmente di giovanissimi che all’epoca di Origin of Symmetry probabilmente non erano mai andati a un concerto. Durante alcune canzoni, come AnimalsFeeling Good, la band porta sul palco, e sopra il palco nel caso della ballerina appesa alla lampadina gigante di Guiding Light,  attori in carne ed ossa, in momenti tragicomici che con altre band risulterebbero pacchiani e inutili, ma che i Muse riescono invece ad incastrare perfettamente in uno show pomposo e dai toni epici dal primo all’ultimo secondo. Bastano le ciminiere che eruttano fuoco continuamente da sopra il palco per capire di cosa stiamo parlando.

Tra le infinite dediche all’Italia, paese di adozione di Bellamy per un periodo, i saluti al pubblico, le esplosioni di fuochi d’artificio e fumogeni, i giochi con le telecamere, i cambi d’abito, gli occhiali tamarrissimi di Matthew con il testo in scorrimento sulle lenti durante Madness, papa Bergoglio, Hollande e la Merkel che ballano in caricature sul megaschermo, è sorprendente come la musica rimanga a farla da padrona non facendosi mettere in secondo piano dall’aspetto visuale, che rimane comunque uno dei motivi per cui questo live doveva assolutamente finire al cinema.

NME l’ha definito “un divertimento esagerato” e, vogliate crederci o no, non è nient’altro che questo. Si spera in un’edizione DVD completa dei brani stralciati, ma in ogni caso ne consigliamo caldamente l’acquisto, attendendo il tour europeo che, purtroppo, vista la vomitevole situazione dei nostri festival, non arriverà in Italia.

il video di anteprima rilasciato da Nexo Digital

la scaletta del concerto di Roma. In grassetto quelle incluse anche nel DVD
Supremacy
Panic Station
Plug In Baby
Map of the Problematique
Resistance
Animals
Knights of Cydonia
Dracula Mountain (Lightning Bolt cover)
Explorers
Interlude
Hysteria
Monty Jam
Feeling Good
Follow Me
Liquid State
Madness
Time is Running Out
Stockholm Syndrome
Unintended
Guiding Light
Blackout
Undisclosed Desires
encore
The 2nd Law: Unsustainable
Supermassive Black Hole
Survival
encore 2
The 2nd Law: Isolated System
Uprising
Starlight

* l’immagine a inizio articolo è ripresa da Troublezine.it che ringraziamo

Read Full Post »

Fotoreport a cura di LaMyrtha







reach BLASTEMA @
official site 
facebook
soundcloud

next TOUR DATES
27.09.2013 MEI, Faenza (RA)

Read Full Post »

L’ultima tappa del tour di presentazione del nuovo capitolo discografico di Elio e Le Storie Tese, l’Album Biango, arriva a Padova, dove per l’ennesima volta i milanesi fanno registrare un’affluenza di folla clamorosa e un’accoglienza calorosissima. Salta subito all’occhio, come accade sempre a un loro live, la trasversalità del pubblico, che abbraccia una fascia d’età tra i quindici e i cinquant’anni senza alcun problema, sebbene la concentrazione maggiore sia situata più dalla parte dei giovanissimi. Il passaggio da band iperdemenziale, per certi versi di nicchia, a band mainstream che riesce a “rappresentare” qualcosa segna ormai una sorta di spartiacque rispetto al vecchio corso della band, sia questo “qualcosa” la loro supremazia tecnica sulla maggior parte dei progetti italiani dotati di questa risonanza mediatica, oppure l’enorme impatto dell’iconografia che gli Elii hanno imposto per decenni, creando un linguaggio che ad ogni nuova uscita genera tormentoni indimenticabili a prescindere dalla qualità dei brani (Complesso del Primo Maggio e Dannati Forever ne sono un esempio).
L’Album Biango è un lavoro di un livello un po’ inferiore rispetto ai suoi due immediati predecessori e live si pensava potesse assumere una verve diversa, perlomeno vista l’eccezionale capacità strumentale della band che ormai si dà talmente tanto per assodata che non vale nemmeno più la pena di commentarla. In realtà, Il Tutor di Nerone, Il Ritmo della Sala Prove e soprattutto Lampo non hanno né il mordente né quella carica di simpatia che rendeva accessibili brani altrettanto sopravvalutati come Tristezza e Ignudi tra i Nudisti, estratti dal precedente Studentessi (e, per la cronaca, non suonati al Geox ieri). Tolto questo, l’unica segnalazione negativa da fare riguarda l’acustica terribile del Gran Teatro Geox, un tendone più che una sala concerti, anche se sembra che lavori programmati all’impianto siano destinati a risolvere l’annoso problema. Il resto della scaletta, che conta ovviamente le stupende hit storiche Parco Sempione, El Pube, TVUMDB e Discomusic, immancabili ormai da diversi tour, e la vera vincitrice di Sanremo 2013, l’ottima (anche dal vivo) La Canzone Mononota, sorprende per il reinserimento dopo lungo tempo di Supergiovane, con un Mangoni in grande spolvero, rimanendo per il resto attaccata ai cliché delle ultime costruzioni di setlist. Quella di ieri la potete leggere qui sotto:

INSTRUMENTAL INTRO
SERVI DELLA GLEBA
DANNATI FOREVER
LA CANZONE MONONOTA
LAMPO
IL TUTOR DI NERONE
IL RITMO DELLA SALA PROVE
T.V.U.M.D.B.
COME GLI AREA
SUPERGIOVANE
EL PUBE
DISCOMUSIC
COMPLESSO DEL PRIMO MAGGIO
IL ROCK AND ROLL
BORN TO BE ABRAMO

PARCO SEMPIONE
TAPPARELLA

La scelta è evidentemente piuttosto banale, ma si spera che essendo il tour dell’Album Biango concluso, ci vengano regalati in futuro momenti di maggior originalità nella selezione dei brani da eseguire dal vivo (l’anno scorso al Geox ci fu questo show, davvero all’altezza dei vecchi tempi).

Gli Elii sono come sempre una band impeccabile dal punto di vista tecnico, coesi quanto basta per raggiungere sempre la coerenza necessaria a rendere il concerto spettacolare anche nella sua veste “teatrale”. Si tratta, come sempre, di un’intelligente mescolanza di musica e siparietti comico-grotteschi, talvolta dal retrogusto politico, e le interazioni con Vittorio Cosma, ribattezzato Carmelo, sostituto storico di Rocco Tanica nei suoi periodi di assenza, si convertono nei momenti più divertenti dei segmenti non suonati dello show. Non è possibile, neppure stavolta, dire che il concerto non sia stato divertente, nonostante le pecche nell’acustica e qualche visibile problemino sul palco, soprattutto dalle parti di Faso. Il già citato Cosma, inoltre, suona esattamente come Rocco Tanica e l’accoppiata con Jantoman crea un feeling che si situa solo pochi millimetri dietro quella che è la vera macchina da guerra della band da sempre: la sezione ritmica Faso-Meyer. Non sono solo le capacità strumentali a risaltare quando sul palco ci sono Elio e le Storie Tese, ma anche il rapporto che dopo tutto questo tempo ancora regge la baracca. Non è raro infatti, vedere Elio strappare qualche sincero sorriso all’ormai perfettamente integrata corista Paola Folli, così come Mangoni, capace come sempre di creare, in senso positivo, un discreto imbarazzo sia tra i presenti che tra i suoi colleghi.

Prima della conclusione, una nota di colore: prima degli Elii, si è esibita la vincitrice di X Factor 5, la vicentina Francesca Michelin, che però non siamo stati in gradi di seguire. Per quanto si possano fare commenti riguardo la scelta dell’artista d’apertura, non avendo potuto valutare il live dal vivo, conviene astenersi. Sicuramente c’è da dire che la giovane cantante veneta ha dimostrato in televisione capacità canore che non stonano rispetto alle altrettanto ottime abilità di Elio.

Impossibile dire che il concerto sia stato brutto. Difficile anche poter pretendere di più, al di fuori della scelta dei brani. Anche questo conferma che tra le uniche band che riescono a fare arte nel duemilatredici in Italia ci sono loro, come si è già detto tante volte. Anche se Un Tour Biango è giunto al termine (ed è finito così), The Webzine, senza dubbio, li seguirà ancora.

foto di Paola Folli fatta da un membro della crew di Elio durante “Lampo”, che parla appunto di foto

PRECEDENTI ARTICOLI RIGUARDANTI ELIO E LE STORIE TESE SU “THE WEBZINE”
fotoreport di Elio e Le Storie Tese live @ Teatro Filarmonico di Verona, 27.07.2012 by LaMyrtha

SEGNALAZIONE FINALE:
A seguire con noi la serata c’era Jacopo Muneratti, con il quale il sottoscritto condivide da anni un altro blog di critica musicale, Good Times Bad Times. Il suo articolo è a questo link.

Read Full Post »

Il 27 Settembre 2013 al Teatro Miela di Trieste arrivano i Rezophonic! La giornata prevede anche altri concerti e incontri.

Ore 18 – Music meets social:
Incontro aperto a tutti con il frontman dei Rezophonic, Mario Riso, che ci racconterà l’esperienza con la band. Interverranno il presidente della Consulta Giovanile del Comune di Trieste Francesco Sinicco e il redattore della rivista Argo Tommaso Granato.

Ore 19.30 – Opening band preview:
Coloured Sweat e Underhouse, vincitori dell’Opening, in concerto.

Ore 21 – Rezophonic in concerto GRATUITO

L’evento Facebook è qui.

Read Full Post »

Recensione  e intervista a cura di Enrika S.A. Scream

LIVE REPORT

Dopo aver visto MTV Spit 2013, non ce lo fai un giro a vedere Shade live? Ovvio. E quindi io e la mia amica alle 20.30 del 7 settembre siamo a Cologne, in provincia di Brescia a vedere se Shade è veramente così bravo come sembra in TV. E la risposta è sì. Ma andiamo per gradi.

Il locale a quell’ora è già pieno, non chiedetemi il motivo. Noi entriamo convinte, chiediamo dell’artista per l’intervista. Ci chiedono se possiamo aspettare una mezz’oretta, sta ordinando da mangiare. Rispondiamo di sì, tranquille, tanto, mica cambia qualcosa. Poi arriva lui e ci dice che vuole aspettare, che intanto ordina, ma prima di cenare vuole fare l’intervista. Ci chiede chi siamo, di dove siamo, e per che rivista scriviamo. E già qui mi fermo e vi dico che in tre anni da giornalista non mi sono mai, e dico mai, sentita chiedere da qualcuno ‘per che rivista scrivi?’ e tanto meno chiedere cose su di me. Mai. Senza contare che esistono anche persone che mangiano tranquillamente mentre tu gli parli o che non ti dicono niente e spariscono, lasciandoti a metà. Vabbè, lasciamo perdere; diciamo solo che il ragazzo ci piace. Comunque, iniziamo, tra battute e scherzi in poco tempo finiamo e lasciamo che Vito possa cenare, ma solo con la promessa che ci rivedremo dopo.
A questo punto abbiamo tempo di guardarci intorno e di analizzare l’ambiente. Questo è un locale dove, quando ci venivo spesso, tipo uno due anni fa, ci giravano le migliori persone. Ci ho visto band bravissime, rock, metal, pop e anche rap. Adesso che mi guardo intorno vedo solo ragazzi e ragazze con massimo 12 anni, con vestiti decisamente molto discutibili e l’immancabile alcolico in mano. Della musica proveniente dall’interno del locale ci salva dal pronunciare ulteriori pareri non ripetibili: la battle freestyle è iniziata e non vogliamo perdercela.

Entriamo, il locale è pieno e i freestylers si passano il microfono l’uno all’altro. Non so dirvi bene come è andata la sfida, in realtà, per il semplice motivo che ho visto solo la prima selezione e su circa dieci che hanno cantato, me ne è piaciuto uno (e neanche tanto), quindi ho abbandonato l’impresa. Sinceramente mi aspettavo di trovare qualche piccolo talento, o boh non lo so. Invece niente. Peccato. Visto che, oltretutto, c’è anche pieno di gente che ci guarda male (?!), usciamo e aspettiamo che prendano posto Rew e Shade. Dopo un tempo interminabile, rientriamo. Il locale è pieno. Ci mettiamo in prima fila, io sul palco a fare le foto. Il concerto non dura molto, circa un’oretta, ma il duo dimostra di aver grinta fin dall’inizio. Il pubblico, confermando la nostra ipotesi di ‘persone senza gusto’, diminuisce, ma chi rimane è in estasi. Rew e Shade non si lasciano scoraggiare e continuano a richiamarlo all’attenzione e a coinvolgere la gente, ora urlando di cantare, ora di alzare le mani. Sono proprio bravi. Decisamente troppo presto, il concerto finisce, ma prima di scendere dallo stage, i torinesi dedicano un po’ di tempo al freestyle. E in realtà, se fino ad adesso sono piaciuti, beh, è in questo momento che ti innamori, perché è nel freestyle che vedi la vera bravura dell’artista. Che Shade avesse una vena comica lo sapevo, che facesse veramente ridere no; e idem Rew. Che piacevole scoperta! I ragazzi si sfidano, prendono oggetti dal pubblico, ci rimano sopra, poi li restituiscono. Come gran finale Rew prende addirittura un ragazzo dal pubblico. Se dovessi dare un voto da uno a dieci, sarebbe undici. Sarà che io magari avevo delle basse aspettative, ma mi hanno proprio sorpreso.

Alla fine del live, i rapper scendono dal palco per fare foto e autografi ai fans. Io passo molto alla svelta a complimentarmi e a salutarli per l’ultima volta, con la promessa di vederli presto in provincia.

INTERVISTA A SHADE

Bene, iniziamo. Come prima cosa ti dico che non voglio farti un’ intervista noiosa, ma preferisco andare a fondo, scoprire il vero Shade. Quindi, presentati.

Sono un coglione, ho 25 anni, sono di Torino. Studio, o almeno mi piace dire che studio recitazione in una accademia. Siccome sono un ragazzo molto egocentrico, il rap non mi bastava e ho incanalato tutto il mio egocentrismo nella recitazione. Ho anche fatto e faccio tutt’ora il comico. Direi che con ‘sono un coglione’ avevo riassunto bene la risposta.

Sappiamo che i tuoi interessi sono molto ampi. Ho sentito che fai anche il comico. Hai iniziato prima a fare quello o hai iniziato prima a fare rap?

No, ho iniziato prima a fare rap. E’ nato abbastanza per caso: ho sempre avuto un’attitudine molto comica, anche nei live, nei pezzi: racconto sempre cazzate, storielle. E’ successo per caso, due o tre anni fa, allo Zelig, mi ero trovato lì, ad un contest, avevo vinto e fatto amicizia con i comici. Quindi, gli ho fatto leggere un po’ di roba che scrivevo io e abbiamo fatto delle serate insieme. E da lì ho iniziato a fare lo stand-up comedian.

Quindi non hai abbandonato quel mondo?

Al momento sono così preso dalle faccende musicali, che non riesco a dedicarci molto tempo, però sto lavorando anche a quello. Vorrei girare una webseries, insieme ad Alessandro Regaldo, il mio sceneggiatore. Lui mette le cose serie, io le cazzate, così esce una cosa decente.

Da Zelig al freestyle però è un bel salto, soprattutto insolito. Come ti sei avvicinato a quel mondo?

Beh, a 16 anni, andando in skateboard, che cosa ascolti? Ascolti rap. Ero fan di Eminem (e lo sono tutt’ora), e avendo visto 8 Mile, ho visto le battle freestyle e mi sono innamorato di quel mondo lì. Anche perché, oltre a essere egocentrico, io sono anche uno stronzo, e mi diverto un mondo a prendere in giro la gente: fare le battle freestyle è stato il passo successivo. E mischiare comicità e rap è stato così spontaneo che non saprei dirti neanche come, è proprio come sono fatto io.

Ora, vero che la musica viene prima di tutto, ma è anche vero che il come con cui ti presenti lascia la prima impronta nella mente dell’ascoltatore. Come hai scelto il tuo nome d’arte?

Mi sono studiato tipo una ventina di spiegazioni strafighe sul mio nome. La realtà è che mi piaceva come suonava. No, vabbè, c’è questo discorso dietro: volevo chiamarmi Fede, ma c’era già uno che si chiamava così a Torino, nei Lyricalz, un gruppo rap storico degli anni ’90, che è stato il periodo d’oro del rap. E io, che comunque ho iniziato a rappare nel 2005, li ascoltavo e avevo grande rispetto, quindi non mi sarei mai permesso di chiamarmi come uno di loro. Poi c’era Yoshi, che era Tormento dei Sottotono. Allora ho fuso Yoshi e Fede ed è uscito Shade.

Cioè tra Yoshi e Fede ti è uscito ‘Shade’?

Sì! Lo so, è una cazzata clamorosa. Però una volta un tipo viene e mi dice ‘Ti chiami Shade perché significa ‘peccato’ in tedesco?’ e io ho detto ‘Sì, mi hai beccato.’ Mi piaceva molto di più.

Una delle più grandi soddisfazioni che tu abbia mai provato immagino sia stata vincere MTV Spit 2013. Come è stato? Te lo aspettavi?

Ti sembrerà da Miss Italia la risposta, ma non me lo aspettavo veramente. E se devo dirti come è stato, la parola che riassume tutto è ‘emozionante’. E’ stata davvero una bella emozione che non ho ancora metabolizzato. Probabilmente se prima di Spit fosse arrivato uno Shade dal futuro, con la Delorean, a dirmi ‘Oh! Guarda che lo vinci tu Spit!’ mi sarei messo a piangere e gli avrei risposto ‘Ma vaffanculo non è vero.” Invece, dopo aver vinto, non ho mai avuto quella roba da dire ‘Minchia, ho vinto.’ Cioè, non mi è mai balzato in mente, non l’ho ancora metabolizzato. Però è stato bello. È stato diverso dalle altre battle, perché quando hai delle telecamere davanti è tutto diverso, hai una pressione differente.

E come è l’ambiente?

Guarda, ti dirò la verità: ti mette nella condizione peggiore. Sei uno che deve improvvisare. Stai lì dalla mattina fino alla sera, non sai su cosa dovrai rappare, cosa dovrai dire e, insomma, stare lì così per otto ore ti spegne un po’ la fantasia. Fortunatamente è un programma con il pubblico, quindi se sei un rapper, il tuo istinto è di prendere il pubblico, far prendere bene la gente. Quello ti aiuta molto. Se non ci fosse il pubblico sarebbe deleterio, quindi diciamo che il fatto che ci fosse molta gente mi ha stimolato molto.

E cosa fate dalla mattina alla sera?

Eh, ti mandavano lì dalla mattina. In realtà poi preparavano lo studio, facevano le prove con i check, arrivavano i guest. Quindi era necessario essere lì dalla mattina.

A dirla tutta, hai vinto un sacco di soldi, 5 mila euro se non erro. In cosa li hai spesi?

Sono ancora lì, illibati, nel forziere di MTV. Non lì ho ancora spesi.

E non hai idee?

Guarda, mi sono ripromesso di fare un regalo a mia madre, ma ancora non le ho preso niente. Sono un pessimo figlio. Non so neanche cosa regalarle, anche perché mia mamma ha dei gusti di merda, quindi per farla felice dovrei regalarle un cd di Gigi D’Alessio e entrare in un negozio a prendere un cd di Gigi D’Alessio per me è una vergogna. Metti che mi vede qualcuno!

Magari ti riconoscono.

Eh sì! No, comunque, pensavo a un viaggio. Magari a Los Angeles a fare un giro agli Actor Studios.

Se ti serve qualcuno che la accompagni mi offro.

Il posto c’è.

Spit non è l’unico concorso che hai vinto. Ci sveli il tuo segreto? E’ tutta farina del tuo sacco o hai degli oggetti o dei riti porta fortuna?

Non ci sono rituali particolari. In realtà quello che secondo me mi fa vincere è il fatto che mi diverto. Quello è il segreto. Tanti rapper con cui mi incontro sono tesi, concentrati sul far prevalere la loro personalità. Io sono tranquillo, sorrido, mi diverto e mi diverto ancora adesso a fare freestyle alle serate. Avendo vinto Spit, arriva sempre il rapper di turno che ti dice ‘ti voglio sfidare’.

Hai detto che c’è sempre qualcuno teso sparaci qualche nome, dai! Fai un po’ di gossip.

(Walter, in parte a Shade): Emis Killa.

Emis Killa?

Mah, io con Emis ho un bel rapporto. Cioè, adesso non ci vediamo da un po’, forse un annetto. Però con lui mi sono sempre trovato bene. E’ un ragazzo che tanti dicono ‘Se la tira’ eccetera, ma magari lo hanno solo conosciuto in certe situazioni dove c’è la pressione del tour manager, della data e tutto. In realtà è un ragazzo molto tranquillo, con lui ti diverti anche a fare freestyle.

E gli altri di Spit invece? Tipo, non so, Ensi, Nitro..

Io quando sono arrivato a Spit loro li conoscevo già tutti. L’unico che non conoscevo con cui mi sono sfidato era Debbit, e tra l’altro, è stato una piacevole scoperta, perché mi sono trovato bene a fare freestyle con lui, è simpatico, ironico, eccetera. Ti dirò, ovviamente, il miglior freestyler di quelli che sono stati a Spit è Ensi, abbastanza scontato. Un gradino, ma proprio un briciolo sotto Ensi, ci metto Kiave.

Quindi, Ensi sopra tutti?

Ensi sopra tutti. Subito sotto, Kiave.

Stai riscuotendo un successone. Quali sono i prossimi progetti? Qualcosa riguardo il freestyle, undisco da solista, un tour o che altro?

Ci sono tutte e tre queste cose. Ho un disco da solista in lavorazione: l’ho scritto tutto, lo devo solo registrare. Ovviamente non posso svelare quali sono i featuring, quali sono le produzioni.

Ci speravamo.

No (ride). Sono tutti artisti che stimo tantissimo, mi sono tolto i miei sogni di quando ero un ragazzino.

Dai su, dicci qualcosa! Abbiamo tutte e due sedici anni. Vabbè la mia amica un po’ di più.

(ride) Diciamo che uno di questi è il mio rapper preferito. Gli altri sono rapper che stimo tantissimo, che mi hanno sempre emozionato. Invece, per quanto riguarda il freestyle: se va in porto questa web series, in ogni puntata ci sarà il mio momento freestyle. Poi ho in programma anche dei video virali, in cui farò cazzate in giro. Quello che mi riesce meglio.

Per ultimo, ti faccio una domanda diretta al concerto di oggi. Che cosa ti aspetti dai fan bresciani? E dai freestylers?

Mi aspetto un livello abbastanza alto dei freestylers, anche perché quelli del nord sono tutti molto improntati sulle punch-line e difficilmente sono come quelli deil sud, che fanno freestyle più tranquilli, più chillin’, usando un termine tecnico. Mi aspetto una battle in cui ci si scanni abbastanza, mi voglio divertire. Per quanto riguarda la gente, sono sicuro che saranno caldi.

Grazie mille per il tuo tempo! Ci vediamo più tardi.

Figurati, grazie mille a voi.

Read Full Post »

Fotoreport a cura di LaMyrtha









Read Full Post »

Older Posts »