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Ascoltare gli Psycodelic Trip è un po’ come intraprendere uno stranissimo viaggio in tutta la musica passata che conta. E’ come essere in sospensione sopra una nebulosa dove Jimmy Page, David Gilmour, Serj Tankian, Josh Homme, Tom Morello e Kurt Cobain mettono in comune tutte le loro influenze e si divertono a confondere in un unico disco gli aspetti più disparati del loro modo di fare musica.
E’ davvero raro nel duemiladodici sentire una band così, soprattutto tra la nebbia che da decenni simboleggia la pochezza artistica del Polesine,  una provincia confinata ai margini di due delle regioni più ricche, il Veneto e l’Emilia Romagna. Da chi sta organizzando questa rassegna allo storico 0Lab di Arquà Polesine e chi sta tentando di movimentare le acque tra Brenta, Adige e Po con iniziative come Grido Underground e Three Rivers, arrivano dei forti segnali di rivitalizzazione del sottobosco di ottimi artisti che popola la zona, e tra questi non possono mancare gli Psycodelic.
Un’oretta di live, un ospite alla voce (Mqx) per dimostrare che quando sai fondere grunge, stoner, crossover, psichedelia e progressive in questa maniera, non sei semplicemente l’ennesima formazione che tritura la sua passione per gli anni novanta dentro una forma canzone sentita e risentita, ma riesci anche a convogliare un’energia incredibile, fatta di buongusto, tecnica, passione e un grande amore per ciò che si sta suonando, che è impossibile non venga percepita.
Questi ragazzi potrebbero fare strada, se ne avessero l’opportunità. Sono la dimostrazione che la carica esplosiva del rock più spinto e viscerale non viene solo da adolescenti cazzoni appena usciti dalla sala prove, ma che questo tipo di tensione nervosa coabita con noi e si sviluppa dentro la nostra volontà di comporre musica rappresentativa della nostra indole. Come fanno loro, non lasciando al caso nessun dettaglio, con una compattezza sonora degna di grandi nomi come Rage Against The Machine e Queens Of The Stone Age, artisti dei quali in un modo o nell’altro è impossibile non sentire la presenza in queste musiche.  E lo ripetiamo, gli Psycodelic Trip non sono una copia di copie, ma hanno tutta l’anima di chi vuole lasciare la propria impronta personale, di chi sa rielaborare e costringere anche la più semplice delle canzoni a diventare qualcosa di nuovo e di caratteristico.

Rovigo e la bassa padovana traggono beneficio da band come questa. L’attenzione di The Webzine a questo fenomeno di riconquista degli spazi e di riaffermazione di un forte movimento artistico in zona resterà alta nel prossimo periodo.
Don’t stop listening to good music.

PLEASURE HATRED

PROSSIME DATE DEGLI PSYCODELIC TRIP
21 gennaio – CHE SARA’, Occhiobello (RO)

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