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Archivio per agosto 2012

Fotoreport a cura di LaMyrtha

http://lamyrtha.blogspot.com



TOUR
by Estragon Lab
31 agosto – In Vino Veritas, Riofreddo (RM)
01 settembre – Piazza del Popolo, Berchidda (OT)
03 settembre – Festa del PD, Padova
04 settembre – FestaReggio, Reggio Emilia
05 settembre – No Dal Molin Fest, Vicenza
06 settembre – Piazza Dante, Staranzano (GO)
09 settembre – Centro Sociale La Tozzona, Imola (BO)
16 settembre – Campo Sportivo, Sarroch (CA)
22 settembre – Festa Democratica, San Giorgio Jonico (TA)
28 settembre – Crossroads, Roma
29 settembre – Tusciano Music Fest, Olevano sul Tusciano (SA)

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Tennent’s Vital, uno dei più grandi festival che si tengono in Irlanda del Nord ormai annualmente, quest’anno presenta un programma davvero spettacolare. In particolare, la giornata del 22 Agosto, si sono alternati sul palco come tre band principali i The Cribs, vecchia conoscenza dell’universo indie di spessore, i beniamini del periodo Black Keys e i Foos.
Almeno trentamila, ad occhio, i presenti, ma le cifre potrebbero essere quasi doppie. Nel colorato contesto di Boucher Playing Fields, parco della zona industriale di Belfast, tra fiumi di birra e un onnipresente (pessimo, peraltro) sidro di mele amatissimo da irlandesi e nordirlandesi, i The Cribs sciolgono il ghiaccio in pieno pomeriggio, tra lievi scrosci di una fastidiosa pioggerellina e il sole che appare e scompare a ripetizione. Potente il loro set, veloce e carico, con l’alternanza dei due cantanti e una buona presenza scenica a fare anche da motivazione visuale per seguire la performance con interesse. Tra le migliori in scaletta “Glitters Like Gold” e “Men’s Needs”.

I Black Keys, in sintonia con il loro periodo di cresta dell’onda, hanno un grandissimo seguito pronto ad accoglierli e infatti la loro oretta di concerto è seguito da urla e salti continui senza sosta, anche nei momenti meno accesi. Accenni di pogo, anche ingiustificato, accendono i singoli più famosi come “Gold On The Ceiling”, “I Got Mine” e “Lonely Boy” ma non si disdegnano i salti nel passato di “Thickfreakness” e “Girl Is On My Mind”. Tecnicamente la band è praticamente perfetta, in particolare Daniel Auerbach, e anche gli elementi aggiunti a seconda chitarra e basso sanno il fatto loro. Sicuramente il loro blues rock non è adattissimo a contesti di questo tipo, ma hanno ormai superato questo periodo, suonando davanti a folle sempre più grandi.

Verso le otto in una fresca Belfast giunge invece il carrozzone di Dave Grohl, attesissimo come in qualunque parte del mondo. Il set di oltre due ore e mezza tocca tutta la discografia della band, con qualche sorpresa: accanto alle solite, ma sempre gradevoli, “My Hero”, “Breakout”, “Everlong” e “The Pretender”, si stagliano tutte le nuove hit del disco nuovo, le carichissime “White Limo” e “Bridge Burning” ma anche le più melodiche ed egualmente fantastiche, soprattutto live, “Dear Rosemary” e “These Days”. Dal passato si recuperano le solite “Hey, Johnny Park!” e “This Is A Call”, che non si possono tralasciare in una scaletta che ripeschi un po’ tutta la storia dei Foos. Toccanti le esibizioni acustiche di “Wheels” e “Times Like These”, in presenza della figlia di Dave, Violet, dietro gli amplificatori. Molti i momenti comici del concerto, orchestrati dal frontman, sempre migliore nel compito di animatore di folle. Dal punto di vista tecnico non serve sprecare caratteri: sono semplicemente perfetti, e un impianto ottimo con un equilibrio dei suoni che riesce a rendergli giustizia trasforma Belfast in una rock discoteca gigante, con la gente egualmente coinvolta dalla prima alla ventiduesima canzone, senza sosta.

I ragazzi di queste zone non ricevono molti di questi festival, ricorda anche Dave. Senz’altro anche la loro presenza, con qualche nota di colore per elementi particolarmente pittoreschi, garantisce la buona riuscita di un festival così, del quale è opportuno ricordare anche l’ottima organizzazione, fantascientifica per noi italiani abituati all’incapacità dei nostri addetti ai lavori. Tutte le band sono uscite a testa alta, così come il pubblico, per una giornata veramente indimenticabile.


SETLISTS

THE CRIBS
Come On, Be A No-One
Hey Scenesters!
Mirror Kissers
Glitters Like Gold
I’m a Realist
Chi-Town
Cheat On Me
Be Safe
City of Bugs
Men’s Needs

BLACK KEYS
Howlin’ For You
Next Girl
Run Right Back
Same Old Thing
Dead and Gone
Gold On The Ceiling
Thickfreakness
Girl Is On My Mind
Your Touch
Little Black Submarines
Money Maker
Strange Times
Nova Baby
Tighten Up
Lonely Boy
I Got Mine

FOO FIGHTERS
White Limo
All My Life
Rope
The Pretender
My Hero
Dear Rosemary
Learn to Fly
Arlandria
Cold Day In The Sun
Generator
Walk
These Days
Monkey Wrench
Hey, Johnny Park!
This Is A Call!
Bridge Burning
In The Flesh? (Pink Floyd cover)
Best of You
-encore-
Wheels
Times Like These
Breakout
Everlong

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Li abbiamo recensiti, qui, qualche settimana fa. Fabio si è prestato a qualche domandina per noi, ecco la conversazione.

1. Ciao amici di The Disappearing One. A The Webzine abbiamo apprezzato molto la vostra musica e abbiamo deciso di intervistarvi. Una domanda banale per iniziare e per introdurre i lettori al vostro progetto: potete spiegare la genesi della band?
 
F: Ciao a tutti, sono Fabio e sono voce e chitarra del gruppo. Inizialmente scrivevo ed arrangiavo le mie canzoni da solo, per puro piacere e “studio”, nella mia cameretta. Marco Normando (basso) ascoltò le canzoni dalla mia pagina MySpace (bei tempi) e mi contattò proponendo di mettere su un gruppo per suonare quelle canzoni e registrarle come si deve, in uno studio. Così è iniziato tutto, fino ad arrivare all’attuale line-up con Andrea Freschi (chitarra elettrica) e Andrea Gallicola (batteria).

2. Pensate che il vostro nome abbia un legame con la vostra musica?
 
F: L’ho adottato sin dai tempi delle demo fatte in cameretta. Era per me uno pseudonimo che descriveva una dinamica che spesso capita nei rapporti con le persone: All’improvviso, quando cambiano gli interessi o quando non si ottiene il risultato che ci si era prefissati da un rapporto, le persone semplicemente scompaiono. Alla fine, formata la band, decidemmo di tenere il nome. Ma non ha un vero e proprio legame con la musica che facciamo. Eppure, resta attuale per moltissime ragioni. Ce lo sentiamo cucito addosso ormai.

3. “Several Efforts for Passionate People” è davvero un manifesto di ciò che sono i The Disappearing One o pensate che ci sia ancora molto da scoprire di voi, magari con futuro materiale di cui, se volete, potete darci qualche anticipazione?
 
F: Quel disco ci rappresenta molto, sebbene le canzoni fossero ancora quelle che ho scritto da solo negli ultimi anni. Eppure tutto il “concetto” del disco, il suo filo conduttore, rappresenta in qualche modo un nostro manifesto. Rappresenta la nostra storia come musicisti che si nutrono di passione e che non fanno musica per soldi. Rappresenta tutto quello che abbiamo fatto fino ad ora per rimanere in piedi e non farci buttare giù da tutto quello che, in questo campo, ci circonda e ci rema anche contro. 
Per quanto riguarda la musica, in realtà la band è in continua evoluzione dal punto di vista compositivo. Abbiamo già pronto il prossimo disco, che sarebbe per noi il terzo “ufficiale”, diciamo così. Tra un disco e l’altro, infatti, abbiamo registrato degli Ep che ci sono serviti ad amalgamarci come gruppo che scrive le canzoni insieme. E il terzo disco sarà composto da 10 canzoni che, partendo da un’idea di base iniziale molto scarna (principalmente mie e di Andrea Freschi) sono poi passate attraverso la scrittura corale in sala prove. Possiamo dire, in definitiva, che il prossimo disco sarà davvero un disco “collettivo” dei The Disappearing One.

4. Cosa deve aspettarsi un vostro fan o un semplice curioso da una vostra esibizione dal vivo? 
 
F: Tante “canzoni”. Da questo punto di vista siamo abbastanza “basic”, nel senso che non prepariamo cose prima di suonare, oltre alla scaletta, quando ce ne ricordiamo!!! Quello che intendo è che i nostri concerti non sono pensati a tavolino, seppure restino il frutto di tante ore di prova in sala. Ma nulla di preparato, nulla di studiato a tavolino. Certo, quando possiamo, cerchiamo di curare il set. Portiamo in giro delle immagini di artisti che le concedono in free sharing, e ci piace proiettarle dietro di noi mentre suoniamo. In alcuni periodi abbiamo portato in giro delle luci nostre, ma sempre tutto molto artigianale e per il gusto di “vestire” al meglio le nostre canzoni. Proviamo ad interagire con il pubblico, ma quella è una cosa molto complessa da realizzare, soprattutto in alcuni luoghi in cui il “pubblico” in realtà si trova lì per caso e solo per mangiare un panino con gli amici. In quel caso il gruppo può essere addirittura un fastidio. In quei casi proviamo a chiudere gli occhi e ad estraniarci un minimo, per provare a non perdere concentrazione e quel minimo di magia che si crea suonando. Quella magia che mal si lega con i discorsi del gruppo al primo tavolo, che organizza la prossima vacanza al mare oppure conversa amabilmente sull’ultimo rigore inesistente dato alla Juve! :-)
 
5. Come nasce una canzone marchiata The Disappearing One?
 
F: Fino a qualche mese fa le canzoni nascevano principalmente in camera mia, chitarra acustica e voce. Poi, come accennavo, per pure divertimento le arrangiavo completamente suonandole da solo. Adesso però abbiamo avuto un approccio diverso, partendo da un’idea iniziale molto basilare, per poi lavorare tutti insieme alle strutture, agli arrangiamenti e a tutto quello serve per trasformare l’idea iniziale in una canzone finita.

6. Quanto sono fondamentali i social network per un musicista, secondo voi? Che esperienza ne avete avuto in questi ultimi tempi? Pensate che si possa cambiare qualcosa per renderli migliori a livello di promozione musicale?
 
F: Usiamo tanto internet per veicolare la nostra musica in maniera veloce e anche economica. I siti che preferiamo, però, alla fine non sono dei veri e propri social. I nostri preferiti restano BANDCAMP e VIMEO. Da poco abbiamo rinnovato il nostro sito internet, e ne siamo molto contenti (www.thedisappearingone.com). Certo usiamo molto anche facebook, soprattutto per la parte “promozionale” degli eventi. Ma è un momento transitorio per noi, e sebbene l’immediatezza che offre questo mezzo sia evidente, ultimamente ci sembra un pò saturo e quindi anche meno efficace. Il rischio che si corre è quello di essere “invasivi” o risultare addirittura antipatici nel momento in cui si posta troppo spesso la roba nostra o qualche nostro evento. Il punto fondamentale, credo, è che il 95% degli utenti di Facebook non sono lì per la musica o per avere suggerimenti culturali/informativi, ma per ben altro. Si tratta di scelte personali ovviamente. Abbiamo conosciuto ed interagito con persone molto curiose ed attente, e questo è un bene per cui siamo grati. Ma può risultare anche frustrante avere meno attenzione di qualsiasi gatto che scorreggia o di un qualsiasi pulcino idiota. Dopo un pò ci si stanca di sentirsi come chi urla nel deserto.
 
7. Qual è il vostro rapporto con la stampa musicale? Inutile o essenziale? Acculturata o ignorante? Vi ha capito o no?
 
F: Con questo secondo disco autoprodotto “several efforts for passionate people”, siamo entrati nella scuderia “seahorse recordings”che ci ha offerto un ufficio stampa, ad un certo prezzo ovviamente. Prezzo che rientra nella parola “autoproduzione” (leggi: abbiamo pagato noi) e che abbiamo affrontato, come sempre, usando il nostro fondo cassa accumulato con i “rimborsi spesa” dei nostri concerti. Bene, questo ufficio stampa ha prodotto un comunicato dell’uscita del disco e delle recensioni (oltre a dei passaggi e delle interviste in radio locali). Non siamo giovanissimi, e quindi siamo cresciuti con la cultura della recensione. Eravamo curiosi di leggere le opinioni di chi fa critica musicale per mestiere. Crediamo sia ancora utile come confronto e, ovviamente, come mezzo promozionale. Alcune recensioni, secondo noi ovviamente, hanno completamente colpito nel segno, capendo quello che intendevamo trasmettere con questo disco. In altri casi invece non siamo stati capiti, o semplicemente non siamo piaciuti. Ma quello rientra nel discorso dei gusti personali, e quindi non si discute!

8. Se volete pubblicizzare qualche vostra data vi lasciamo questo ultimo spazio, magari ricordate anche i vostri link dove ascoltare qualcosa o leggere qualcosa di voi. A presto e grazie. 
 
F: Nota dolente. Purtroppo l’agenzia di booking che la nostra etichetta ci aveva procurato ha chiuso. E’ un periodo difficile, forse il più difficile degli ultimi decenni, per la musica dal vivo nei locali. Certo ce n’è tanta ancora di musica dal vivo, ma la proposta ormai si riduce alle Tribute Band, al Karaoke o ai soliti noti che suonano ovunque. Se non entri in certi “circoli” non suoni, se non sei amico di chi decide non suoni, se non sei abbastanza alternativo non suoni, ecc.ecc.ecc. 
In ogni modo, speriamo che la nostra etichetta risolva il problema, trovando un’altra agenzia di booking. Noi intanto siamo stufi di inseguire proprietari di locali poco umani, e direttori artistici improbabili. L’unica soddisfazione è vederli scomparire piano piano tutti. Gli unici “disappearing” che ci fa piacere si tolgano dai paraggi. Pertanto abbiamo deciso di fermarci con i live, a meno che non ci invitino persone per bene e a condizioni non disumane ed indegne. Ci piace suonare dal vivo più di ogni altra cosa, ma ancora di più ci piacciono il rispetto per le persone, l’educazione, la serietà e la lealtà.
E’ comunque possibile aggiornarsi sulle nostre date, nel caso ce ne sia la voglia, sul nostro sitowww.thedisappearingone.come oppure sul nostro profilo facebook.
Per ascoltare e scaricare (gratuitamente) la nostra musica, invece si può andare sul nostro profilo Bandcamp www.thedisappearingone.bandcamp.com
GRAZIE a voi e a presto

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FAMMI SENTIRE!
_resetfestival TORNA IL 7 E L’8 SETTEMBRE A TORINO

Il _resetfestival torna a Torino venerdì 7 e sabato 8 settembre 2012 per la quarta edizione titolata FAMMI SENTIRE.

Forte della sua storia e della sua formula - 6 aree dedicate, 60 band partecipanti 25 mila spettatori per l’edizione 2011 – il _reset è l’unico festival nel suo genere, autofinanziato e gratuito per il pubblico, che non cede alle lusinghe del mainstream o a ciò che è già affermato. L’obiettivo è dare lo spazio, i mezzi e un tempo dedicato ad artisti progetti nuovi ridisegnando il concetto di piazza per la musica: tutto ciò che è emergente trova spazio in un luogo esteso come Piazza Vittorio. La piazza della città, solitamente riconosciuta come location per l’esibizione di artisti celebri ed eventi di brand, diventa, grazie a _reset, palcoscenico di ciò che merita attenzione a prescindere dalla notorietà.

Il 7 e l’8 settembre Torino sarà cornice di musica nuova e punto di riferimento per il circuito indipendente della penisola. Jazz, rock, elettronica, pop, in set acustico o elettrico, in solo, in duo o con una band: il _reset accoglie ogni genere e ogni formazione e diventa il luogo di una triplice possibilità, quella degli artisti di farsi sentire, quella degli addetti ai lavori di ascoltare e poter scoprire nuovi talenti e quella del pubblico di incontrare ciò che piace e sperimentare ciò che non si conosce. Un festival che esce dagli schemi tradizionali degli headliner e dei main stage, termini che danno per scontato la maggiore attrattiva di alcuni gruppi rispetto ad altri, per offrire spazio agli emergenti, cercando per ciascuno la collocazione ottimale.

Ecco quindi che il _resetfestival vol.4 per l’edizione #FammiSentire si amplia rispetto alla cornice consueta di Piazza Vittorio, portando eventi diversi in luoghi altrettanto diversi.

Dalle 17 alle 24 spazio ai concerti delle tre aree di Piazza Vittorio. Sul palco saliranno tra gli altri:

Venerdì 7: ExXtra, We Are Waves, Le Maschere di Clara, The Chicless, Arturocontromano e Thomas;
Sabato 8: Levante, Daniele Celona, Ila Rosso, Francesco C, Nymphea Mate, The Grooming, Karenina, Zocaffe, Toxic Tuna e Garden of Alibis.

La piazza sarà protagonista anche degli aperitivi serali, che coinvolgeranno tutti i locali dei celebri portici in un abbraccio di accoglienza ad artisti e pubblico.

Ogni pomeriggio il _reset sarà inaugurato alle 16.00 da artisti jazz e di classica contemporanea selezionati tramite il web per creare quell’atmosfera di intimo ascolto che ha decretato il successo di eventi come gli House Concert nell’insolita cornice del cortile della Fondazione Accorsi, in Via Po 55.

Le due giornate del festival si concluderanno invece con i decibel e l’innovazione di scena dalle 23 alle 3 del mattino negli spazi dell’arte, del design e della cultura di Bunker (Via Paganini, 0/200): il venerdì sera vedrà sul palco Barriera Hip-Hop (capitanato da Mastafive), Serpenti, 2 Fat Men e il sabato 10135, Killanation e Nadàr Solo. Ad accompagnare le esibizioni live al Bunker ci saranno poi dj set e live set di Gemini Excerpt DjLiveSet, Melody Makers, Saim0n, The Recommended, Giuliano Di Bello e Ste & Tato (RockTv).

_resetfestival crea per l’imminente edizione uno spazio oltre il palco grazie ai workshop presso lo Sharing Torino in Via Ribordone 12: sabato 8 settembre i professionisti di settore, particolarmente sensibili alla nascita di nuove realtà musicali, iscutono sulle tematiche che gravitano attorno alla musica al fine di fornire ai partecipanti reali strumenti per la costruzione e la gestione di una carriera attraverso una risposta a tre domande cardine:

10.30 – 11.45 Musica: DOVE LA METTO?

rispondono: Giordano Sangiorgi (Coordinatore Mei, presidente di Audiocoop), Max Monti (produttore artistico, Quintorigo), Pietro Camonchia (Manager e fondatore di Metatron Group).

In un’epoca in cui la produzione musicale è alla portata di tutti grazie alle nuove tecnologie, la crisi dei negozi di dischi e la non-soluzione degli e-commerce, unita, almeno in Italia, ad una diffusa mancanza di curiosità da parte del pubblico, il vero dubbio di ogni musicista nasce su temi come la distribuzione e il posizionamento della musica. E allora, la musica nuova che nasce dal basso, album o EP, cd, vinili o file, su quale vetrina ha senso provare a posizionarla? Nei negozi di dischi? All’autogrill a fianco della collection dei Queen e Gigi D’Alessio? Su i-Tunes e altri digital store? Al banchetto nei concerti?

12.00 – 13.15 Musica: COME LA PRESENTO?

rispondono: Salvatore Perri (CEO, Dunter), Giuseppe Ravello (CEO, Sounday Music).

Riuscire a farsi sentire in rete non è così facile! Il web insegna che a vincere sono due logiche: il denaro investito in un posizionamento/intasamento o la creatività (come quella degli OK GO con videoclip incredibili). Nell’attesa che almeno un membro della band diventi ricchissimo o che tra tutti si sforni l’idea del secolo, come si deve muovere in rete una band nel 2012? Un grandioso sito web? Mille profili social? Trovate di marketing o sistemi di coinvolgimento dei possibili fan?

13.30 – 14.45 Musica: DOVE LA SUONO?

rispondono: Melania Erigoni (organizzatrice, Keep On), Sem Ronzoni (fondatore, SplitGigs).

Riuscire a suonare in Italia è diventato sempre più difficile: l’investimento da parte dei locali si è ridotto e sempre più spesso si sostituisce la musica dal vivo con i dj. Le situazioni pubbliche, come i festival estivi, hanno subito una contrazione notevole e raramente investono su formazioni “senza nome”. I booking sono subissati di richieste e sempre meno propensi ad investire sul rischio di una nuova formazione. Che fare? House concert? Scambio di date con altre formazioni? Emigrare all’estero? Suonare gratis rinunciando ad ogni idea di vivere di musica?

I workshop, gratuiti ma con ingresso limitato, saranno accompagnati da degustazioni offerte da M**BUN e WOK’N’ROLL. Per info e prenotazioni scrivere a info@reset.to.it con oggetto mail partecipazione workshop.

La musica del _reset nasce come playlist condivisa dall’Associazione Culturale VERVE, anima organizzativa del festival, e dagli addetti ai lavori dello scenario torinese e milanese. L’edizione 2012 ad oggi vede la collaborazione di Fondazione Arezzo WaveKeep OnMetatronM**BUNWok’n’RollMei,Sounday MusicSplitGigsNoveluneSimultaneeUrban The BestDunterSharing Torino,BunkerPepper MusicBarriera HipHopLa GocciaLivinpicsMiscela Rock FestivalOfficine BrandPronto Taxi 5737Wok’n’rollAudiocoop PiemonteTorino TrueMole24, la partecipazione diAperol SpritzDada ServiceFattoreQMerulaUndesignLivinpics, il supporto dell’Associazione Commercianti di Piazza Vittorio e la collaborazione di un gran numero di persone tra tecnici e personale organizzativo: tutti musicisti e parte integrante di quel panorama artistico cui il festival vuole dare voce.

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Fotoreport a cura di LaMyrtha




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17/08/2012 – SKIANTOS @ MUSIC PARK, Ferrara
17/08/2012 – IL MALTEMPO e DEVOCKA @ WHAT IS ROCK, Portomaggiore (FE)
18/08/2012 – MELLOW MOOD @ SO FAR SO GOOD, Abano Terme (PD)
18/08/2012 – GUANO PADANO @ OFF MINOR, Padova
18/08/2012 – BAD LOVE EXPERIENCE @ BIANCONIGLIO, Vittorio Veneto (TV)
21/08/2012 – FOO FIGHTERS e THE BLACK KEYS @ BOUCHER PLAYING FIELDS, Belfast (Irlanda del Nord)
22/08/2012 – STATUTO @  BUSKERS FESTIVAL, Ferrara
24/08/2012 – POLAR FOR THE MASSES @ MONTE ROCK FESTIVAL, Caldiero (VR)
24/08/2012 – SPEEDJACKERS e SHANDON @ SARCEDO SUMMER FEST, Sarcedo (VI)
25/08/2012 – A CLASSIC EDUCATION @ MONTE ROCK FESTIVAL, Caldiero Terme (VR)
25/08/2012 – IL TEATRO DEGLI ORRORI @ SUMMEREND FESTIVAL, Claut (PN)
25/08/2012 – MOLOTOV @ ESTRAGON SUMMER FESTIVAL, Bologna
25/08/2012 – MELLOW MOOD @ SARCEDO SUMMERFEST, Sarcedo (VI)
26/08/2012 – GIULIANO PALMA & THE BLUEBEATERS @ PRIDE VILLAGE, Padova
28/08/2012 – RED HOT CHILI PEPPERS @ HIPPODROME, Zagabria (CROAZIA)
31/08/2012 – THE KILLERS e altri @ A PERFECT DAY FESTIVAL, Villafranca di Verona (VR)
31/08/2012 – GIORGIO CANALI E I ROSSOFUOCO @ LA BELLA ESTATE, Portogruaro (VE)

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Fotoreport a cura di LaMyrtha





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Fotoreport a cura di LaMyrtha




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ETICHETTA: New Model Label
GENERE: Alternative rock

TRACKLIST:
Caro Tornado
Per Favore Dillo Tu al Diavolo
Dosati Meglio
Clima
Nagasaki Blues
Per Un Attimo Mi Avresti Voluto Morto
In Piena
Ercole
F

Gli anni novanta sono duri a morire nella regione che fu la culla del migliore alternative rock.
Il trio pavese degli Iceberg, smanioso di dare il proprio contributo ad una scena ipersatura ma in ogni caso sempre molto prolifica e di buona qualità, se si considera la stupefacente eterogeneità delle sue interminabili e tentacolari propaggini. Lo fanno, infatti, con un’interessante presa di posizione, un coraggioso ripercorrere della storia del migliore alt italico, con echi che ci ricordano dei primi Afterhours, Marlene, Estra, Ritmo Tribale, CCCP e, perché no, anche i Verdena del Suicidio dei Samurai. Manca forse un po’ della graffiante ironia di certi testi delle band sopracitate, nonché la corpulenza delle chitarre quasi grunge che contraddistinsero gli esordi di quasi tutte queste band: qui l’approccio melodico e ritmico è molto più macilento, quasi minimalista, e l’assenza di fronzoli, dall’altro lato, svolge un ruolo fondamentale nel definire la poesia di alcune liriche e nel creare quei momenti di svolta che alternano in maniera prevedibile ma sempre ben realizzata arpeggi e aperture più massicce.

Tutto sommato se non si ricerca un disco particolarmente originale, Caro Tornado è un buon punto di partenza per una rielaborazione moderna di quegli stili che resero famose molte delle band che ancora oggi riempiono le nostre playlist. Tanti i margini di crescita, e per questo lo apprezziamo ulteriormente. Da non ignorare.

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Fotoreport a cura di LaMyrtha




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ETICHETTA: Subsound Records
GENERE: Grind’n'roll

TRACKLIST:
We Are the Romulans
Cartilago Delenda Est
Pituk Kytup
Eel Boots and the Curse of the Skinny Horses
Codename: Radargirl
Meet the Meatballs
A Maiden Without Irony Pt. 1
Halls Apocalyptus
Dead Man Walkman
We Are the Samples
Tuesday is the new Monday
In Deep Bogaard
A Maiden Without Irony Pt. 2
Charly Ziplock

Ci vogliono quattordici tracce per entrare nel mood sclerato degli Inferno Sci Fi Grind’n'Roll, definibili grazie a questo stranissimo disco fondatori o perlomeno pionieri di un genere nuovo, fatto di blend al limite dell’impensabile, con ingredienti diversi ma adattabilissimi come il grind, l’elettronica, l’hard rock, il metal e il rock’n'roll, senza soluzione di continuità, ma con un equilibrio che va crescendo secondo dopo secondo lungo tutta la sua durata, tra l’altro per nulla modesta.
Sembra fatto per rovesciare ed annacquare il cervello di chi ascolta, in un processo di annichilimento progressivo che rispecchia bene o male la pazzia dell’album. Ogni brano serve a circoscrivere meglio possibile il contesto in cui la band opera, il tutto cesellato con attenzione a partire da un antefatto che è probabilmente punk o alt-rock, ma che si sviluppa con la fantastica frenesia del miglior grind.
C’è bisogno di dischi così? Certamente. C’è bisogno di dischi così fatti bene da gente che sa suonare? Certamente.
Allora ascoltate The Fall and Rise and Fall of Inferno Sci-fi Grind’n'Roll e poi ne riparliamo. Schizofrenico.

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Recensione a cura di Andrea Marigo
ETICHETTA: Sacred Bones
GENERE: Rock, alternative, punk

TRACKLIST
Turn it Around
Animal
Country Song
Oscillation
Please Don’t Go
Open Your Heart
Candy
Cube
Presence
Ex-Dreams

Voto: 3/5

A parte il nome (veramente uno dei più tristi della storia io credo) e tralasciando anche il  “The”, che negli ultimi anni era marchio prestabilito di nuovo-gruppo-indie-rock-all-ingleseche-si-veste-alla-moda-e-suona-roba-ok-per-le-radio, i The Men non sono nulla di tutto questo ma una band newyorkese che sforna il terzo album in tre anni, il che non è cosa di  poco conto.
Open Your Heart è un ottimo disco, perfetto per lʼ estate quando non te ne frega nulla e  hai voglia di far casino, perfetto pure per quando viaggi e tu e la libertà siete un tuttʼ uno.Dentro ci senti la roba migliore che nelle nuove band non cʼè più: parliamo di Husker Du, Dinosaur Jr e un poco anche di Sonic Youth.
Eʼ un disco che fila veloce anche se i brani non sono così corti come tradizione punk vuole, in qualche occasione si va volentieri oltre i 5 minuti, sfiorando i vortici psichedelici di  Thurston Moore and Kim Gordon, Presence e Ex-Dreams.
Allora capite bene che lʼ ascolto di questo disco diventa obbligatorio, ancora meglio sarebbe riuscire a vedere un concerto dei quattro di Brooklin per saltare e lasciarsi andare, pare che il delirio sia assicurato nei loro live.
Please Don’t Go con Cube sono due dei brani migliori, come la già citata Ex-Dreams, roba giovane che fa saltare, Candy e Country Song rallentano e danno allʼ album un valore  aggiunto, che se al concerto ci vai con la ragazza è anche giusto limonare.
Vivalafiga

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Fotoreport a cura di LaMyrtha




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ETICHETTA: Subsound Records
GENERE: Grindcore

TRACKLIST
Intro
Linking Pork
Forrest Grind
Lapo El Grind
Manzo Criminale
Gux & Gabbana
Bufalisimo
Sacro e Scrufano
Dawson Creek
Improvvisation Intuition Casaccium
Dimmu Burger
Grind Sasso
Il Marchese del Grill
Vision Divan
Delitto al Blue Grind
Sermonet a Chainsaw Massacre
Eau de Vergogn (Raul Bove)
Pig Floyd
The Truffer
La Canzone del Sale
Outro

Grindcore italiano, fatto come si deve? Dev’esserci qualcosa di miracoloso nella scena romana, se si arriva ad essere così estremi, o forse è semplicemente satura. Grindcore, solitamente, significa anche ignoranza, picchiare violentemente sugli strumenti noncuranti di tecnica e stile, ma per i Buffalo Grillz questo mondo è alla rovescia. In tutte le tracce, titolate in maniera molto ironica (da Dimmu Burger a Linkin Pork, non tralasciando Lapo El Grind e Pig Floyd), schizzi di travolgente velocità alternati a momenti più tranquilli, dove il groove la fa da padrone, a notificare la maturità del songwriting della band, che non si limita a ristagnare nei cliché del genere, ma ne esce a testa alta non disdegnando neppure momenti di isolata originalità. Qualche elemento nu metal di sottofondo crea qualche interessante scintilla e un conflitto quasi antitetico tra l’anima metal e quella più melodica, che comunque risulta soffocata dalla martellante potenza delle ritmiche.

Torturatevi il cervello, così.

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ETICHETTA: Subsound Records
GENERE: Math Rock

TRACKLIST
The Personal Legend
The Omens
Caravan to your Destiny
Man of Theory
We, People’s Hearts
Simum
The Treasure

Dall’Abruzzo, Pescara per la precisione, il respiro math rock possente ed originale degli Zippo sta già inflazionando l’attenzione di molti aficionados del genere verso questa regione da tempo. La portata è quasi internazionale e, esibizioni in terra straniera a parte, il mastering affidato al produttore americano James Plotkin, già al lavoro sul piano dei remix con Sunn O)))), Pelican, Earth, Isis e molti altri, mette sui binari il percorso esterofilo della band. Il sound, del resto, di italico non ha molto: pesante come pochi, qui, instradato lungo un sentiero che serpeggia tra Tool, Isis, Metallica, Mastodon e Soundgarden, se non anche Smashing Pumpkins e Alice in Chains, connette math rock, post-metal e grunge di matrice americana senza soluzione di logica ma con un’originalità inequivocabilmente sana e genuina. Qualche caduta di stile quando si emulano riff granitici e scontati del peggior metal d’oltreoceano (“We, People’s Hearts”) non elimina la grazia che generalmente è contenuta in tutto Maktub, concettualmente interessante, prodotto di gran pregio che regala se non altro una distinta eterogeneità ad un genere che storicamente sta sempre più inginocchiandosi all’ovvietà di alcuni cliché del linguaggio post-.
Strumentalmente, superati alcuni ghirigori che chiameremo più che altro stravaganti bizzarrie di stile à-la Brent Hinds (“Man of Theory”), d’indubbia qualità dal punto di vista performativo, si deve senz’altro chinare il capo dinanzi alla precisione che spicca in quasi tutti i brani, esemplari di una rara bellezza anche dal punto di visto del songwriting, maturo, equilibrato ed eccentrico allo stesso tempo.

Derivativo, qui, non significa scontato. E’ un disco di cui in Italia c’era bisogno ma che, un po’ in stile fuga dei cervelli, piacerà di più in territori dove la musica intelligente viene apprezzata maggiormente. Elemosinando tempi migliori, apprezziamo la sfrontatezza dei pochi che, come gli Zippo, importano musica fatta col cuore e il cervello in una preziosa addizione di saggie influenze, citazioni e suggestioni.

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Fotoreport a cura di LaMyrtha






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01/08/2012 – WAINES @ SCONCERTANDO, Ceregnano (RO)
01/08/2012 – AGAINST ME! @ RADAR FESTIVAL, Padova
01/08/2012 – MARTA SUI TUBI @ FESTA DEL PD, Suzzara (MN)
01/08/2012 – LE STRISCE @ SUONI DI MARCA, Treviso
02/08/2012 – MARIA ANTONIETTA e MARTA SUI TUBI @ MUSIC PARK, Ferrara
02/08/2012 – LINEA 77 @ SUMMER ROCKIN 2012, San Lazzaro di Savena (BO)
02/08/2012 – CLUB DOGO @ SUONI DI MARCA, Treviso
02/08/2012 – MELLOW MOOD e altri @ VENICE SUNSPLASH, Mestre (VE)
02/08/2012 – ZEN CIRCUS @ ISOLA DELLA MUSICA, Pasiano di Pordenone (PN)
03/08/2012 – NEGRITA @ FESTIVAL DI MAJANO, Majano (UD)
03/08/2012 – PLACEBO @ CASTELLO SCALIGERO, Villafranca di Verona (VR)
03/08/2012 – MOVIE STAR JUNKIES e THREE IN ONE GENTLEMAN SUIT @ GOOSE FESTIVAL, Zevio (VR)
03/08/2012 – MODENA CITY RAMBLERS @ SUONI DI MARCA, Treviso
04/08/2012 – VINCENZO FASANO @ SCONCERTANDO FESTIVAL, Ceregnano (RO)
05/08/2012 – MADBALL @ WHAT IS ROCK FESTIVAL, Portomaggiore (FE)
05/08/2012 – PINO SCOTTO @ FESTA DELL’UNITA’, Suzzara (MN)
05/08/2012 – ZEN CIRCUS @ GOOSE FESTIVAL, Zevio (VR)
09/08/2012 – EUGENIO FINARDI @ CAMPO DI ULIVI, Campo di Brenzone (VR)
09/08/2012 – NOLATZCO, DUBBY DUB e BAT LASHES @ WHAT IS ROCK, Portomaggiore (FE)
10/08/2012 – HEIKE HAS THE GIGGLES @ WHAT IS ROCK, Portomaggiore (FE)
11/08/2012 – LO STATO SOCIALE @ ANGURIARA FARA, Fara Vicentino (VI)
13/08/2012 – FOO FIGHTERS @ VILLA MANIN, Codroipo (UD)
14/08/2012 – IL TRIANGOLO @ ANGURIARA FARA, Fara Vicentino (VI)

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